Cari tutti,
vi ragguaglio su quello che abbiamo visto e ci siamo detti alla sede di LiberLiber, presso la Biblioteca Vaccheria Nardi.
Due righe introduttive sul posto: è a 600 metri dalla metro B, fermata S. Maria del Soccorso. I dintorni non sono, al primo impatto, dei più belli e invitanti (poi oggi pioveva, vi lascio immaginare...). La biblioteca, invece, è molto bella: è un ex-casale ristrutturato (ahimè, all'italiana, poi ci ritorno) e riattato a biblioteca/centro culturale. Buon potenziale, anche se finora è sfruttato molto male.
Veniamo a noi: la sede è in uno dei padiglioni della biblioteca. I locali sono al primo e secondo piano del padiglione: c'è spazio per fare un complesso uffici+segreteria+laboratorio multimediale niente male, soprattutto il secondo piano è molto figo. Marco Calvo, che ci legge in copia, ha fatto foto a tutte le stanze e anche due pdf con le piantine dei due piani (poi ci sono pure le foto di Virginia, che è venuta a vedere il posto con me).
Il soffitto è quello originale, recuperato da una ditta di restauri specializzati. Ci sarebbe anche un potenziale terzo piano, diviso in due pezzi, però per raggiungerlo si dovrebbe fare una scala - e non è una priorità.
Quello che invece è prioritario è il discorso sugli ingressi. Ce n'è uno autonomo sull'esterno e un altro interno alla biblioteca (ovviamente, disponibile solo negli orari di apertura di quest'ultima). Entrambi hanno un problema: * quello autonomo ha un portone di legno che con una spallata vien giù, un lavoro che si dovrebbero stringere le mani a chi l'ha realizzato (in una pressa, ovviamente), e che quindi va sostituito con una porta blindata (costo indicativo 2000-2500 euro); * quello interno ha solo un difetto di serratura, quindi basterebbe semplicemente cambiarla.
Inoltre, andrebbero messe pure delle grate alle finestre (almeno quelle del primo piano) per evitare "ingressi e prelievi di materiale non autorizzati" e le lampadine, perché ci sono ancora i fili appesi al muro. Poi vabbè, c'è da mettere mobilio e computer, ma questo riguarda la "fase 2". Fin qui, i lavori che sarebbero di nostra competenza.
Parlavo di lavori di restauro all'italiana: tutto il complesso manca di una linea telefonica, ad esempio. Marco ha già chiamato Telecom e Fastweb, ma la risposta è stata più o meno "noi i cavi fino alla strada li facciamo arrivare, però dalla strada alla biblioteca servono le ruspe per interrarli". In realtà, non è chiaro se i lavori sono stati effettuati dalla ditta oppure no. Sta di fatto che son due anni che la biblioteca non ha il telefono.
La cosa divertente è che invece Internet c'è: c'è il wifi della biblioteca, basta solo un router per amplificare il segnale e siamo a posto. Abbiamo chiesto se anche il wifi seguisse gli orari della biblioteca (sai mai), ma forse ci siamo preoccupati troppo. :)
I bagni, purtroppo, non sono agibili: sono cinque (due sotto e tre sopra, di cui uno per disabili), ma ognuno ha un problemino. In quello per disabili, mancano i maniglioni per permettere loro di alzarsi e sedersi, oltre che il tubo al lavandino. In un altro, manca il pulsante dello scarico. Eccetera.
Ci sarebbe un ascensore, funzionante. Solo che non è possibile usarlo perché non è mai stato fatto il collaudo. Inoltre, c'è un problema col riscaldamento: non si capisce se è solo staccato, oppure se non funziona proprio. Anche questo va controllato.
Credo di aver detto tutto. :)
Ah sì, la foto che vi allego è quella della sala congressi della Biblioteca, scattata dall'iPhone di Marco. Ci sono un 60-80 posti disponibili, con sistema audio e anche uno schermo per le proiezioni.