Su Academia.edu ci sono alcune cose interessanti sull'OA http://academia.edu/Questions/ResearchInterest/2812/Open_Access
In particolare in campo archeologico: http://www.academia.edu/Questions/9334/What_should_be_considered_essential_r...
e sulla digital Archaeology http://academia.edu/Questions/ResearchInterest/3343/Digital_Archaeology
tra cui, a margine segnalo una discussione in inglese su come ci si sente a contribuire a wikipedia da archeologi : http://www.academia.edu/Questions/3180/Have_you_ever_contributed_to_Wikipedi...
Ho cominciato a spulciare i link che compaiono nella discussione sull'OA in campo archeologico e ve ne invio un resoconto (poi appena abbiamo un posto per mettercelo lo metterò sul sito)
------------------------------------ 1) Il parere ufficiale dell'American Anthropological Association in merito all'accesso pubblico alle pubblicazioni scientifiche (in merito all'obbligatorietà dell'OA per le pubblicazioni scientifiche su ricerche pagate da fondi pubblici.
http://www.whitehous%C2%ADe.gov/sites/default/%C2%ADfiles/microsites/ost%C2%...
Sostengono
1) che non esiste un problema per l'accesso alle pubblicazioni e ai dati delle ricerche di studiosi da parte di altri studiosi
2) che il governo ha diritti sui dati che sono risultato delle ricerche che finanzia, ma non sulle pubblicazioni, che sono opera anche di revisori, editori, tipografi, ecc., i quali non sono finanziati dal governo
3) che ci sono differenze per campi che non siano scienza/tecnologia/ingegneria/matematica e in particolare, nel campo antropologico:
*OA dopo 12 mesi per pubblicazioni non riuscirebbe a garantire la copertura finanziaria delle riviste, dato che gli articoli vengono letti per la maggior parte dopo questo periodo; *gli autori delle ricerche antropologiche non ricevono fondi sufficienti anche alla pubblicazione per le loro ricerche e quindi le pubblicazioni sono pagate dal prezzo delle riviste e per esempio l'Associazione non potrebbe permettersi di pubblicare le 22 riviste che pubblica se queste non fossero pagate da chi le legge; *il costo delle pubblicazioni è inoltre maggiore; i
Aggiungono anche che siccome anche le monografie sono recensite sulle riviste e la perdita delle riviste significherebbe anche un calo di vendita delle monografie.
----------------------------------- 2) Il parere ufficiale della ACH (Association for Computers and the Humanities) è invece radicalmente diverso
*chiede che nel termine "research" siano comprese le ricerche anche in campo umanistico (tutta la risposta è impostata su questo) *la sfida per pubblicare in OA in campo umanistico non riguarda problemi di proprietà intellettuale, ma sulla possibilità economica di diversi modi di pubblicazione e di mantenimento delle istituzioni di ricerca *sono a favore dell'OA perché la ricerca nel loro campo ha forte valore pubblico e l'OA comporta maggiore visibilità e favorisce l'avanzamento della ricerca, la quale dipende da un accesso a lungo termine ai dati sia per i ricercatori stessi, sia per l'insegnamento. Un ampio accesso pubblico ai contenuti delle ricerche pagati da fondi pubblici e la permanenza dei dati digitali sono di grande importanza
______________________________ 3) I risultati di un convegno della Society for American Archaeology (SAA) nel 2008 sul tema "Web 2.0 e oltre: nuovi strumenti per la collaborazione e per la comunicazione archeologiche" (traduzione del titolo mia), con aggiornamenti del 2010
Nel primo articolo (Nuove direzioni per il passato digitale di Eric C. Kansa), si parla in generale dei contenuti del volume (in che modo la comunicazione su internet può essere utilizzata, vantaggi e svantaggi e difficoltà per il suo utilizzo nel campo della ricerca). In particolare se internet, e soprattutto le piattaforme Web 2.0 tendono a rendere l'archeologia più collaborativa e trasparente, sorgono tuttavia questioni che riguardano la qualità dell'informazione, la sua sovrabbondanza, la proprietà intellettuale, le relazioni tra studiosi, studenti e appassionati.
Gli articoli riguardano: sezione I: ricerca dell'informazione e approcci all'accesso all'informazione (gray literature e dati grezzi); sezione II: questioni teoriche sull'accesso e il trattamento dell'informazione (struttura dei dati); sezione III: diversi approcci per lo sviluppo della collaborazione in campo archeologico; sezione IV: comunicazione scientifica (qualità dell'informazione e accessibilità) vantaggi (costo minore) e svantaggi (scarse garanzie di mantenimento nel tempo) delle pubblicazioni on-line.
------------------------------------ 4) Un articolo sulla zooarcheologia (sarebbe la ricerca sui resti animali negli scavi archeologici) e internet in Gran Bretagna (le cui osservazioni sono a mio parere applicabili anche nel campo archeologico più in generale).
http://cardiff.academia.edu/MattLaw/Papers/402153/Law_M._2011_Zooarchaeology...
I concetti: Internt come magnifico mezzo di comunicazione (maggiore facilità di accesso anche fuori dall'accademia e miglioramento della disseminazione dei risultati: le ricerche presenti on-line e liberamente accessibili sono più citate)
L'articolo è un'indagine su come gli studiosi del campo utilizzino Internet (33 risposte al sondaggio). I risultati del sondaggio mostrano che gli studiosi usano internet soprattutto per le e-mail, che danno più importanza e credono che abbiano maggior prestigio le pubblicazioni a stampa rispetto a quelle on-line e sebbene ritengano utile trovare dati on-line, investono poco tempo nel metterceli. Pubblicherebbero anche su riviste OA che abbiano però sufficiente reputazione.
L'autore dell'articolo ritiene che sia particolarmente importante pubblicare i dati on-line, ma che ci sia da stare attenti a garantire i modi per cui questi siti poi eventualmente non vengano ulteriormente mantenuti e spariscano dalla rete. C'è anche la necessità di link stabili che possano essere citati. Le pubblicazioni on-line potrebbero essere affiancate da un sistema di print-on-demand. La pubblicazione on-line richiede però un grande investimento di tempo e spesso non si è pagati per farlo (dovrebbe essere compresa una voce per questo nei fondi per la ricerca) __________________
Marina Milella http://www.decarch.it