On 27.04.2014 12:00, openaccess-request@wikimedia.it wrote:
In Italia, mi pare di capire (corriggetemi se sbaglio) è la CRUI a
livello centrale a concordare il prezzo (non sono più le singole università giusto?).
Sono per lo più grandi consorzi come Care e Cipe (http://btfp.sp.unipi.it/?p=3884) che negoziano con questo metodo: "o il big deal, o niente". Ci sono anche dei non disclosure agreements che li vincolano. In ogni caso: quest'anno l'università di Pisa, per esempio, ha dato a Elsevier un sacco di soldi. So anche quanto, ma non sono sicura di poterlo dire.
Gowers ha fatto una FOI request, e ha ottenuto dei rifiuti proprio per i non disclosure agreements (si veda per esempio la risposta della Queen’s University Belfast).
Ovviamente se l'oste dice a te che ti ha fatto uno sconto, ma che resterà tale solo se non lo riferisci in giro, la mancanza di trasparenza mette l'oste in condizione di raccontare a tutti la stessa cosa.
Appena avrò un po' di tempo farò un resoconto al volo del post di Gowers.
A presto, MCP
Ciao Maria Chiara,
Il 27 aprile 2014 15:12, Maria Chiara Pievatolo pievatolo@dsp.unipi.it ha scritto:
Sono per lo più grandi consorzi come Care e Cipe (http://btfp.sp.unipi.it/?p=3884) che negoziano con questo metodo: "o il big deal, o niente". Ci sono anche dei non disclosure agreements che li vincolano. In ogni caso: quest'anno l'università di Pisa, per esempio, ha dato a Elsevier un sacco di soldi. So anche quanto, ma non sono sicura di poterlo dire.
Gowers ha fatto una FOI request, e ha ottenuto dei rifiuti proprio per i non disclosure agreements (si veda per esempio la risposta della Queen’s University Belfast).
Nell'articolo che linki sopra dici che "diventa possibile sperimentare una sorta di crowdsourcing di dati già pubblic", credo che Wikimedia Italia, avendo una lista di inidirizzi mail ai quali scrivere, possa mandare una lettera simile a quella mandata da Gowser alle varie biblioteche, università ed istituzioni. Dove si possono trovare questi dati?
Ovviamente se l'oste dice a te che ti ha fatto uno sconto, ma che resterà tale solo se non lo riferisci in giro, la mancanza di trasparenza mette l'oste in condizione di raccontare a tutti la stessa cosa.
Ottimo esempio!
Ciao,
Cristian
On 27.04.2014 16:13, Cristian Consonni wrote:
Ciao Maria Chiara,
Il 27 aprile 2014 15:12, Maria Chiara Pievatolo pievatolo@dsp.unipi.it ha scritto:
Sono per lo più grandi consorzi come Care e Cipe (http://btfp.sp.unipi.it/?p=3884) che negoziano con questo metodo: "o il big deal, o niente". Ci sono anche dei non disclosure agreements che li vincolano. In ogni caso: quest'anno l'università di Pisa, per esempio, ha dato a Elsevier un sacco di soldi. So anche quanto, ma non sono sicura di poterlo dire.
Gowers ha fatto una FOI request, e ha ottenuto dei rifiuti proprio per i non disclosure agreements (si veda per esempio la risposta della Queen’s University Belfast).
Nell'articolo che linki sopra dici che "diventa possibile sperimentare una sorta di crowdsourcing di dati già pubblic", credo che Wikimedia Italia, avendo una lista di inidirizzi mail ai quali scrivere, possa mandare una lettera simile a quella mandata da Gowser alle varie biblioteche, università ed istituzioni. Dove si possono trovare questi dati?
Ormai buona parte dei bilanci delle biblioteche sono pubblici. Si tratterebbe solo di andare a cercarli sito per sito ed aggregarli. Credo che sia difficile avere risposte dal personale delle biblioteche (le poche che ho ottenuto sono linkate nell'articolo): i tagli alle università e certe insensatezze connesse a VQR e ASN lo hanno sovraccaricato di lavoro. Non penso che esista un indirizzario pubblico degli SBA, anche se è facile ricavarlo:
https://www.google.it/search?q=sistema+bibliotecario+di+ateneo
o ancor meglio ottenere da qualche bibliotecario che l'iniziativa sia pubblicizzata nelle loro mailing list.
Se teniamo conto della situazione italiana e dei NDA la soluzione migliore sarebbe trovare un ricercatore che dedicasse all'operazione un paio di mesi di lavoro, a tempo pieno. Dovrebbe aggregare i dati già pubblici e poi passare, per la parte residuale, alle domande dirette.
Comunque: se volete progettare un'iniziativa del genere, posso passare la bozza del progetto alla mailing list della commissione OA della Crui, fra i cui lettori ci sono dirigenti bibliotecari competenti e sensibili, in grado di darvi consigli, e di farla circolare al meglio.
Fatemi sapere.
A presto, MCP