http://friendfeed.com/thomasmorton1/413abf37/per-capire-e-che-li-vorreste-i-... (purtoppo è privato, vi copioincollo il testo)
Mi pare una discussione interessante, anche perché le critiche fatte mi pare abbiano fondamento
--------
per capire, com'è che li vorreste i libri di scuola? in formato wiki? 4 hours ago
Non necessariamente, ma anche lì ci sono esperimenti in corso da tempo. Ora ti cerco il caso di successo (EDIT) che conosco. - You (edit | delete) http://beta.wikiversity.org/wiki... - You (edit | delete) http://it.emcelettronica.com/libri-s... - You (edit | delete) http://it.wikibooks.org/wiki... - You (edit | delete) trovato: http://punto-informatico.it/2981930... - You (edit | delete)
Poi, se vuoi, si può discutere della attuabilità della cosa. Tieni conto però che, almeno nella mia testa, la cosa andrebbe fatta innanzitutto per primaria e secondaria. - You (edit | delete)
e-book con parti stampabili per la primaria - Rosalba Fra l'altro ho discusso con un professore che non usa libri, se ho capito bene: ogni anno ne costruisce uno sulla base delle cose che spiega a lezione. - You (edit | delete)
Quest'ultima cosa la fa il maestro di mio figlio per i compiti per le vacanze. - Leonaltro il manuale di algebra open source è pure interessante. comunque l'idea che materiale così complesso possa essere affidato al volontariato e alla collaborazione, diciamo, non mi pare solo irrealizzabile, per certi versi neppure auspicabile. se insegno platone devo insegnarlo col mio punto di vista, o anche col punto di vista di qualcun altro, spiegando bene che si tratta di punti di vista, ma non può esserci un platone "di tutti e di nessuno". e il materiale e gli strumenti che uso per insegnarlo, a loro volta, dipendono da una filosofia formativa, un'idea editoriale, che non può essere "della collettività" - thomas morton ☢
ehm...progettare un reattore nucleare con tabelle e altro in formato elettronico è una rottura di palle. Viva il formato cartaceo. - PanchoGuerrero ma senza andare lontano è la stessa cosa che faccio io nel blog, le attività di laboratorio d'italiano le rendo disponibili sul blog in pdf, alla fine è come un libro, le riiunirò e le rendo disponibili in un e-book - Rosalba TM come detto non è necessario usare la "filosofia wiki" nella scrittura del libro; per un manuale di matematica ha senso, in altri campi non è detto lo abbia. - You (edit | delete)
Alla domanda di Thomas invece risponderei "vorrei che fossero scelti da gente che si intende di didattica e non tramite elezione nazionale o televoto". - Leonaltro quindi i libri li facciamo noi? manuali, saggi, approfondimenti critici? - chamberlain from iPhone Be', se li scrivessero i professori, e li rilasciano in qualche cc... - You (edit | delete) che i professori si creino il loro materiale ovviamente è giusto (avendo tempo). mi spaventa un po' che venga demonizzato l'ottimo lavoro svolto dai professionisti, e che viene giustamente pagato - thomas morton ☢ Demonizzato? - You (edit | delete)
@cham _potete_ farli voi. (se possibile, se c'è tempo, voglia etc) - You (edit | delete) esperienze personali: 1. metto i materiali per il corso sul mio sito, in formato digitale (e gratuito, con licenza cc) da anni: gli studenti preferiscono tutto sommato un libro 'vero', anche a pagamento; 2. progetto wiki per gli appunti del corso: una fatica infinita per installare l'accrocchio sul server accademico, pieno di limitazioni e poi non lo usano, o lo usano poco e male. L'ho tolto di mezzo. - PaperDoll Però, da consapevolmente ignorante in materia, comunque chiedo: perché devono per forza di cose essere dei libri? Ci sarebbero dei problemi (a parte il budget) a passare dal classico libro di testo a una cosa così http://www.khanacademy.org/ ? - Leonaltro beh, se si introduce l'obbligatorietà del libro di testo scaricabile gratuitamente, si uccide l'editoria scolastica. perché la si demonizza - thomas morton ☢
ah vorrei aggiungere che filosofia wiki alla Primaria, ecco ho dei dubbi, perchè la didattica o il metodo non sono disgiunti dai contenuti, e contano parecchio sul piano dell'apprendimento - Rosalba TM Io non ho parlato di obbligatorietà. (non che la mia opinione conti particolarmente, ma il distinguo è necessario) - You (edit | delete) carta. scritti da esperti qualificati. - AdRiX parlo del programma di grillo, per chi non avesse visto il post di isola virtuale: "Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato digitale" - thomas morton ☢ non vorrei dire ma, come tentavo di dire sopra, non si può prescindere dalla disponibilità degli studenti a usare questi strumenti. Io sono più disponibile di loro. - PaperDoll
e non ne vedo pochi: qualche centinaio all'anno. - PaperDoll ci sarebbe anche il rischio del danno ambientale: to print or not to print? - thomas morton ☢ aspetto fisico: i libri elettonici fanno ancora schifo rispetto ai libri di carta. dimensione della pagina, leggibilità, qualità delle illustrazioni. - AdRiX gratuità: lamentarsi della spesa per i libri (se sono di qualità) da parte di un genitore non indigente mi pare una cretinata colossale. - AdRiX ah ecco non avevo capito, una parte di ciò che afferma grillo è già previsto, se solo le case editrici avessero meno potere - Rosalba @paper boh, presumevo che lì si potesse almeno in parte obbligare ("interrogo sul capitolo xy del libro"), ma, ripeto, io ho in mente solo primaria e secondaria. - You (edit | delete) Secondo me,se il libro è principalmete testo,la manipolabilità del cataceo vince.l'elettronico ha senso solo se l'interattività è molto superiore.alla fine,stampo anche le voci lunghe di wiki se devo veramente capire che c'è scritto. - mentegatto from FFHound(roid)! io invece credo proprio che è il contrario, il cartaceo è poco "manipolabile", si può toccare è vero, ma non si può "interagire" - Rosalba Per studiare resta più comodo il cartaceo, secondo me. - reloj from Android se poi si passa al libro come libro elettronico puro, tanto vale usare il www costruendo delle pagine che si consultano per esempio con accessi controllati direttamente da un browser. un vincolo però sarebbe la dimensione minima del display e la sua qualità: come fai a garantirla? con un tableto apple pagato da noi che diventa obsoleto in un anno? e che costa più di un milione di lire? - AdRiX L'elettronico che imita il libro secondo me è dispersivo e pessimo.a quel punto molto meglio un rapporto diverso fra suono immagine testo esercizi etc - mentegatto from FFHound(roid)! Segnalibro - Marco Beccaria ♥♥♥ Io, che insegno letteratura da 11 anni, non sarei in grado di scrivere o costruire il mio libro. Non conosco abbastanza bene tutti gli autori, non conosco abbastanza bene tutti i testi. Non ho LETTO tutti i testi della letteratura italiana, per non parlare di quelli di letteratura straniera. Davvero se facessi il "mio libro" i miei studenti ne gioverebbero? Avrebbero una preparazione minore, secondo me, e meno occasioni per approfondire su testi validi. Cioè. Sono l'unica che pensa di non... more... - Calexandrìs from FFHound! Non si spiega allora perchè molti libri della Primaria (scritti da specialisti) contengano tanti errori, o li contenevano anche prima e nessuno se ne accorgeva? O adesso consultiamo più fonti? - Rosalba in effetti la combinazione di nuove tecnologie e didattica potrebbe dare il meglio di sé in certe forme di interattività, penso per esempio alla fisica. ma anche lì l'e-book non basta mica, ci vorrebbero delle app ben fatte progettate da professionisti, e i costi aumentano, non diminuiscono - thomas morton ☢ il problema sono ancora i supporti che non comunicano tre loro. Per fortuna, lentamente, sta sparendo il computer da tavolo (e tutti gli inutili laboratori informatici delle scuole, soldi buttati). Siamo alla LIM e ai tablet e le case editrici ormai pensano ai libri come app per queste due robe. La fase di traduzione dal libro di carta al digitale è finita (anche in Italia). - peppe @Calexandrìs No, non sei l'unica: anch'io penso esattamente come te - lo scorfano chiarisco: quello che vedete ora (orribili pdf) è una roba organizzata in fretta e furia e pensata qualche anno fa per rispondere alle direttive del ministero, quello che vedrete tra un po' sarà diverso. Diverso è pure il modo di essere autori, per dire. - peppe @lo scorfano: ecco. Io guardo con sospetto gli insegnanti che pensano di poter far da soli. Ma magari è solo che sono ignorantissima e invece c'è gente che è davvero geniale. - Calexandrìs from FFHound! ci sono i due estremi: io non penso di poter fare da solo (anche perché totalmente inesperto) però ci sono anche quelli per cui "il programma" e il suo svolgimento nel corso dell'anno coincidono col libro di testo - thomas morton ☢ La collaborazione, wiki ad esempio ma non necessariamente, serve a quello. - You from Android (edit | delete) La collaborazione? Io voglio spiegare Dante su uno strumento scritto da uno che ha studiato Dante tutta la vita. Poi toccherà a me scegliere il livello di approfondimento a cui possono arrivare le mie classi. E la stessa cosa per Shakespere, Leopardi, Montale ecc. Voi datemi il MEGLIO che c'è (e non è nella scuola, su) e io ci metto il meglio che ho: passione, didattica, comunicazione. Questa credo sia l'unica collaborazione possibile. - Calexandrìs from FFHound! ci sono insegnanti che svolgono un ruolo di consulenza presso le case editrici ma è un rapporto privilegiato e "silenzioso". Sarebbe utile che questi insegnanti si mettessero in gioco pubblicamente, farebbero un servizio utile agli editori e ai colleghi. In parte questo accade già (tipo qua http://aulascienze.scuola.zanichelli.it/ o dal diretto concorrente http://linxedizioni.it/) e mi pare di capire che questo tipo di cose verranno potenziate presto. - peppe la mia domanda è: perchè non farlo per tutte le discipline? - peppe Io da anni collaboro con alcune case editrici, come consulente adesso, come redattrice anni fa. Ma il dubbio mi rimane: il mio modo di dare scuola è mio. Io lo esporto nelle mie consulenze, ma non è mica l'unico modo. Credo, banalmente, che il 50% di quello che si porta a scuola sia personalità e carisma. E a partire da lì conoscenza. Ecco. L'insegnamento, e la didattica, non sono scienze esatte. Sono personali. Terribilmente personali. - Calexandrìs from FFHound! la collaborazione dovrebbe essere scontata, nel senso che i libri sono progettati perché vengano scelti dagli insegnanti - thomas morton ☢ State seguendo questa? http://adi.ideascale.com/a... - franzen [thinking] @calexandris, allora ti dovrebbe andar bene che non c'è IL manuale - peppe L'insegnamento, e la didattica, non sono scienze esatte neanche nelle scienze esatte ma "l'improvvisazione" si studia. @franzen interessante. - peppe Personalmente credo che gli editori riusciranno a vincere la battaglia, almeno in parte, lasciando i libri cartacei con solo una minima parte digitale. Purtroppo il loro più forte timore rimane quello della 'copiabilità' dei testi e sono riusciti a produrre abominevoli testi 'digitali' anche in flash, ovviamente non a norma e dunque improponibili sul mercato. Gli editori hanno un peso politico notevole, nonostante tutte le belle intenzioni pedagogiche e didattiche che leggo - franzen [thinking] comunque, abbiamo mescolato diversi argomenti: 1. il supporto fisico del libro di testo (e conseguenti modalità di distribuzione); 2. Il costo dei libri di testo (supporto, di qualunque natura; 3. gli autori del libro di testo (uno? molti? specialisti? 'pratici'? dal basso? dall'alto?); 4. Il fatto di pagare o meno questi autori. - PaperDoll Hanno peso economico ma non hanno sviluppato all'interno certe competenze. Ora, se vogliono sopravvivere, da semplici stampatori devono diventare "selezionatori" e "aggregatori" di contenuti di qualità (qualunque cosa voglia dire qualità) e distribuirli. Come dicevo sopra, nel mio settore cambia il modo di essere autore perchè ora devi presentare il pacchetto completo, contenuto, forma e supporto e tutto è intrecciato. Ora è così, domani chissà ... - peppe tutto si lega - peppe Personalmente, sono una specialista e ho scritto dei libri di testo per la scuola superiore. Ritengo giusto che questa mia prestazione professionale (peraltro faticosissima) venga retribuita, così come un medico o un avvocato o un architetto si fanno retribuire per una visita specialistica, un atto, un progetto. Quelle che non trovo giuste sono certe politiche editoriali che portano alla moltiplicazione o alla reiterazione dei costi per chi compra i libri di testo - costi che, credetemi, non vanno affatto a vantaggio degli autori. - PaperDoll Ciò detto, ai miei studenti fornisco gratis contenuti elaborati da me, perché trasferire loro i frutti delle mie ricerche è parte del mio lavoro. - PaperDoll per trasferirli a tutto il mondo voglio almeno un rimborso spese ;) - PaperDoll avrei visto assai bene che i miei studenti facessero un wiki con gli appunti presi a lezione (appunti rivisti da me, sia chiaro). Ma non c'è stato verso. - PaperDoll quindi: un conto è una pubblicazione di riferimento per le lezioni, a qualunque livello purché scientificamente fondata; un conto è la condivisione di quello che si capisce/si ritiene importante/può essere utile. Io tenderei a non confondere i due sistemi di riferimento. - PaperDoll infatti sono due cose ben diverse - thomas morton ☢ Tanta stima a @calexandris e paperdoll. Senza contare che un prodotto editoriale di qualità implica non solo la imprescindibile cura dei contenuti, ma anche la presentazione tipografica adeguata degli stessi. Detto questo, se si vogliono fare le cose interattive a tutti i costi più che dotare gli alunni di tablet costosi, inutili e fragili si possono utilizzare le smartboard (e magari obbligare gli insegnanti ad imparare ad utilizzarle) - {°)) from Android la cura delle cose interattive (non a tutti i costi ma perchè già dentro le scuole e poi i tablet per le scuole saranno diversi e meno costosi) è importante tanto quanto la tipografia e l'illustrazione. Deve essere per forza statica l'illustrazione? Voglio dire, c'è gente che queste cose le studia, non siamo tutti nerd - peppe @PaperDoll la condivisione di quello che si capisce/si ritiene importante può aiutare a costruire una pubblicazione di riferimento per le lezioni? - peppe Io lo farei un esempio di pubblicazione di riferimento di cacca, che tutti acquistano da decenni, ma non posso - peppe @peppe può essere interessante per calibrare meglio il livello e il tono espressivo. Direi quindi di sì. - PaperDoll ok, ammettiamo ora che vi siano discipline per le quali si deve fare una scelta dei contenuti da fornire che determina a sua volta il modo di dirle le cose, non parlo di livello di approfondimento ma proprio di approccio didattico, in questo caso che si fa? Non è detto che un approccio sia migliore degli altri ma che si fa? - peppe (morton è lucchettato :( ) - You (edit | delete) Se si stabilisce che la via giusta è una sola e non si devia c'è il manuale ma se così non è, il manuale puoi farlo esplodere e permettere al docente di creare il suo percorso (ovviamente entro certi limiti e guidato). Le nuove tecnologie aiutano e se questo lavoro venisse anche condiviso ne guadagneremmo tutti. Non lo devi fare per forza ma perchè non dare la possibilità di lavorare con più libertà (insisto, sempre entro certi limiti). A parole lo si fa già (poi magari dico cazzate e mi corigerete) - peppe