http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
(o del pragmatismo)
Ciao R.
2012/2/13 Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.com:
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
(o del pragmatismo)
Ciao R.
Sottolineo questa parte, che in effetti è, almeno potenzialmente, preoccupante
6. Tutti gli studiosi: leggete riviste ad accesso aperto e citatele. Sostituire lobby a lobby. Si tratta di sostenere un nuovo modello per la diffusione dei risultati della ricerca, bisogna fare squadra, chi pubblica ad accesso aperto citi chi fa lo stesso, anche al di là del merito.
ciao R.
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
(o del pragmatismo)
Ciao R.
Dopo aver riletto e meditato un po', io riassumerei dicendo che la ricerca è la cosa importante, ogni altra cosa, compreso l'open access, deve essere un metodo non un obiettivo.
(commenti graditi)
Ciao R.
Eh, qui andiamo a infognarci in discussioni particolari... Cioè, non si sa chi ha ragione, e io non ho opinioni chiare.
Detto questo, i comandamenti di Maria Chiara Pievatolo hanno un senso. E in alcuni punti (che anche io reputo controversi) il suo atteggiamento è "rivoluzionario": voi fate così, anche noi facciamo così. L'idea è che se i tuoi avversari sono in una posizione di supremazia, e usano tutti i mezzi che hanno per mantenerla, forse anche a te è consentito giocare sporco.
Io non ne sono pienamente convinto (dell'approccio), ma non ritengo neanche di condannarlo a priori: in una situazione ideale, di mercato open access, la ricerca buona emerge a scapito di quella cattiva. La situazione attuale non è sostenibile, così com'è: e se tante volte comunque la ricerca buona progredisce, è il sistema a essere fallato, e lo sarà sempre.
My 2 cents, eh.
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 13:08, Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.com ha scritto:
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
(o del pragmatismo)
Ciao R.
Dopo aver riletto e meditato un po', io riassumerei dicendo che la ricerca è la cosa importante, ogni altra cosa, compreso l'open access, deve essere un metodo non un obiettivo.
(commenti graditi)
Ciao R.
-- http://singloids.com/ http://drachinobello.wordpress.com/ http://wikirumors.wordpress.com _______________________________________________ Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
boh, non mi pare di aver citato casi particolari, mi pare anche che si debbano definire per bene le priorità e che tutte e due le situazioni presentano vantaggi e svantaggi, non ci sono buoni e cattivi, non si può essere così ingenui e pensare che da una parte ci sono i profittatori e dall'altra le anime belle. Se ne dobbiamo parlare dobbiamo mettere tutto sul piatto e cominciare a guardare cosa non va anche dalla nostra parte. Bob sul socialino ha fatto una domanda: Einstein Il giorno 13 febbraio 2012 14:32, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto: un Einstein nato in India, nello stesso periodo, sarebbe stato comunque un personaggio di spicco? Io la modifico leggermente: un Einstein nato in Mozambico, ora, sarebbe comunque un personaggio di spicco? Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!
Eh, qui andiamo a infognarci in discussioni particolari...
Cioè, non si sa chi ha ragione, e io non ho opinioni chiare.
Detto questo, i comandamenti di Maria Chiara Pievatolo hanno un senso. E in alcuni punti (che anche io reputo controversi) il suo atteggiamento è "rivoluzionario": voi fate così, anche noi facciamo così. L'idea è che se i tuoi avversari sono in una posizione di supremazia, e usano tutti i mezzi che hanno per mantenerla, forse anche a te è consentito giocare sporco.
Io non ne sono pienamente convinto (dell'approccio), ma non ritengo neanche di condannarlo a priori: in una situazione ideale, di mercato open access, la ricerca buona emerge a scapito di quella cattiva. La situazione attuale non è sostenibile, così com'è: e se tante volte comunque la ricerca buona progredisce, è il sistema a essere fallato, e lo sarà sempre.
My 2 cents, eh.
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 13:08, Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.comha scritto:
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
(o del pragmatismo)
Ciao R.
Dopo aver riletto e meditato un po', io riassumerei dicendo che la ricerca è la cosa importante, ogni altra cosa, compreso l'open access, deve essere un metodo non un obiettivo.
(commenti graditi)
Ciao R.
-- http://singloids.com/ http://drachinobello.wordpress.com/ http://wikirumors.wordpress.com _______________________________________________ Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
Non casi particolari, discussioni :-) Io sono d'accordo con te, peppe, sullo spirito della tua ricerca: question everything, e capiamo cosa non va dalla nostra parte.
Dici, sull'Einstein del Mozambico: "Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!" io sono completamente d'accordo.
Ora, come si fa? Pubblicare Open Access su riviste di alto livello al giorno d'oggi è molto costoso, e infatti c'è chi parla di Via Rossa: fare formalmente dell'OA ma nella sostanza inquinare il mercato, facendo credere che l'OA è solo per ricchi ecc. Altri modelli stanno emergendo, non so con quanto successo: come va ad esempio SCOAP3? Un'altra possibilità, che è diversa, e non per tutti, è di *farsela*, una rivista: ci sono riviste storiche, da sempre sulla carta, che piano piano passano al web e all'OA. Alcune di queste sono assolutamente serie. Capisco che non è una soluzione per tutti, però per alcuni si.
Al momento, poi, il tuo Einstein può permettersi di pubblicare su Nature (è una domanda seria)?
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 14:59, Peppe Liberti liberti.peppe@gmail.comha scritto:
boh, non mi pare di aver citato casi particolari, mi pare anche che si debbano definire per bene le priorità e che tutte e due le situazioni presentano vantaggi e svantaggi, non ci sono buoni e cattivi, non si può essere così ingenui e pensare che da una parte ci sono i profittatori e dall'altra le anime belle. Se ne dobbiamo parlare dobbiamo mettere tutto sul piatto e cominciare a guardare cosa non va anche dalla nostra parte. Bob sul socialino ha fatto una domanda: Einstein Il giorno 13 febbraio 2012 14:32, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto: un Einstein nato in India, nello stesso periodo, sarebbe stato comunque un personaggio di spicco? Io la modifico leggermente: un Einstein nato in Mozambico, ora, sarebbe comunque un personaggio di spicco? Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!
Eh, qui andiamo a infognarci in discussioni particolari...
Cioè, non si sa chi ha ragione, e io non ho opinioni chiare.
Detto questo, i comandamenti di Maria Chiara Pievatolo hanno un senso. E in alcuni punti (che anche io reputo controversi) il suo atteggiamento è "rivoluzionario": voi fate così, anche noi facciamo così. L'idea è che se i tuoi avversari sono in una posizione di supremazia, e usano tutti i mezzi che hanno per mantenerla, forse anche a te è consentito giocare sporco.
Io non ne sono pienamente convinto (dell'approccio), ma non ritengo neanche di condannarlo a priori: in una situazione ideale, di mercato open access, la ricerca buona emerge a scapito di quella cattiva. La situazione attuale non è sostenibile, così com'è: e se tante volte comunque la ricerca buona progredisce, è il sistema a essere fallato, e lo sarà sempre.
My 2 cents, eh.
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 13:08, Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.comha scritto:
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
(o del pragmatismo)
Ciao R.
Dopo aver riletto e meditato un po', io riassumerei dicendo che la ricerca è la cosa importante, ogni altra cosa, compreso l'open access, deve essere un metodo non un obiettivo.
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-- http://singloids.com/ http://drachinobello.wordpress.com/ http://wikirumors.wordpress.com _______________________________________________ Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
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-- Peppe
su Nature non so ma se è un fisico pubblica su PRL che è altrettanto prestigiosa o, comunque, sulle riviste dell'APS. Per essere pragmatici (eh...) cominciamo a fare tante arXiv anche per chi non è fisico o matematico e non mandiamo gli articoli a chi, come Science, chiede che i preprint non vengano pubblicati sull'archivio aperto.
Il giorno 13 febbraio 2012 15:14, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto:
Non casi particolari, discussioni :-) Io sono d'accordo con te, peppe, sullo spirito della tua ricerca: question everything, e capiamo cosa non va dalla nostra parte.
Dici, sull'Einstein del Mozambico: "Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!" io sono completamente d'accordo.
Ora, come si fa? Pubblicare Open Access su riviste di alto livello al giorno d'oggi è molto costoso, e infatti c'è chi parla di Via Rossa: fare formalmente dell'OA ma nella sostanza inquinare il mercato, facendo credere che l'OA è solo per ricchi ecc. Altri modelli stanno emergendo, non so con quanto successo: come va ad esempio SCOAP3? Un'altra possibilità, che è diversa, e non per tutti, è di *farsela*, una rivista: ci sono riviste storiche, da sempre sulla carta, che piano piano passano al web e all'OA. Alcune di queste sono assolutamente serie. Capisco che non è una soluzione per tutti, però per alcuni si.
Al momento, poi, il tuo Einstein può permettersi di pubblicare su Nature (è una domanda seria)?
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 14:59, Peppe Liberti liberti.peppe@gmail.comha scritto:
boh, non mi pare di aver citato casi particolari, mi pare anche che si
debbano definire per bene le priorità e che tutte e due le situazioni presentano vantaggi e svantaggi, non ci sono buoni e cattivi, non si può essere così ingenui e pensare che da una parte ci sono i profittatori e dall'altra le anime belle. Se ne dobbiamo parlare dobbiamo mettere tutto sul piatto e cominciare a guardare cosa non va anche dalla nostra parte. Bob sul socialino ha fatto una domanda: Einstein Il giorno 13 febbraio 2012 14:32, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto: un Einstein nato in India, nello stesso periodo, sarebbe stato comunque un personaggio di spicco? Io la modifico leggermente: un Einstein nato in Mozambico, ora, sarebbe comunque un personaggio di spicco? Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!
Eh, qui andiamo a infognarci in discussioni particolari...
Cioè, non si sa chi ha ragione, e io non ho opinioni chiare.
Detto questo, i comandamenti di Maria Chiara Pievatolo hanno un senso. E in alcuni punti (che anche io reputo controversi) il suo atteggiamento è "rivoluzionario": voi fate così, anche noi facciamo così. L'idea è che se i tuoi avversari sono in una posizione di supremazia, e usano tutti i mezzi che hanno per mantenerla, forse anche a te è consentito giocare sporco.
Io non ne sono pienamente convinto (dell'approccio), ma non ritengo neanche di condannarlo a priori: in una situazione ideale, di mercato open access, la ricerca buona emerge a scapito di quella cattiva. La situazione attuale non è sostenibile, così com'è: e se tante volte comunque la ricerca buona progredisce, è il sistema a essere fallato, e lo sarà sempre.
My 2 cents, eh.
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 13:08, Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.comha scritto:
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
(o del pragmatismo)
Ciao R.
Dopo aver riletto e meditato un po', io riassumerei dicendo che la ricerca è la cosa importante, ogni altra cosa, compreso l'open access, deve essere un metodo non un obiettivo.
(commenti graditi)
Ciao R.
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-- Peppe
Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
Esatto. Gli archivi disciplinari non sono moltissimi (io conosco SSRN per le scienze sociali, E-LIS per information and library science, arXiv per varie scienze dure).
Poi bisognerebbe sempre sponsorizzare Sherpa-Romeo ( http://www.sherpa.ac.uk/romeo/), che tiene traccia delle politiche degli editori delle riviste: per dapere in anticipo se la rivista su cui posso pubblicare mi permette di pubblicare in un archivio aperto (con o senza embargo di 6-12-24 mesi).
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 15:22, Peppe Liberti liberti.peppe@gmail.comha scritto:
su Nature non so ma se è un fisico pubblica su PRL che è altrettanto prestigiosa o, comunque, sulle riviste dell'APS. Per essere pragmatici (eh...) cominciamo a fare tante arXiv anche per chi non è fisico o matematico e non mandiamo gli articoli a chi, come Science, chiede che i preprint non vengano pubblicati sull'archivio aperto.
Il giorno 13 febbraio 2012 15:14, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto:
Non casi particolari, discussioni :-)
Io sono d'accordo con te, peppe, sullo spirito della tua ricerca: question everything, e capiamo cosa non va dalla nostra parte.
Dici, sull'Einstein del Mozambico: "Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!" io sono completamente d'accordo.
Ora, come si fa? Pubblicare Open Access su riviste di alto livello al giorno d'oggi è molto costoso, e infatti c'è chi parla di Via Rossa: fare formalmente dell'OA ma nella sostanza inquinare il mercato, facendo credere che l'OA è solo per ricchi ecc. Altri modelli stanno emergendo, non so con quanto successo: come va ad esempio SCOAP3? Un'altra possibilità, che è diversa, e non per tutti, è di *farsela*, una rivista: ci sono riviste storiche, da sempre sulla carta, che piano piano passano al web e all'OA. Alcune di queste sono assolutamente serie. Capisco che non è una soluzione per tutti, però per alcuni si.
Al momento, poi, il tuo Einstein può permettersi di pubblicare su Nature (è una domanda seria)?
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 14:59, Peppe Liberti liberti.peppe@gmail.comha scritto:
boh, non mi pare di aver citato casi particolari, mi pare anche che si
debbano definire per bene le priorità e che tutte e due le situazioni presentano vantaggi e svantaggi, non ci sono buoni e cattivi, non si può essere così ingenui e pensare che da una parte ci sono i profittatori e dall'altra le anime belle. Se ne dobbiamo parlare dobbiamo mettere tutto sul piatto e cominciare a guardare cosa non va anche dalla nostra parte. Bob sul socialino ha fatto una domanda: Einstein Il giorno 13 febbraio 2012 14:32, Andrea Zanni <zanni.andrea84@gmail.com
ha scritto: un Einstein nato in India, nello stesso periodo, sarebbe
stato comunque un personaggio di spicco? Io la modifico leggermente: un Einstein nato in Mozambico, ora, sarebbe comunque un personaggio di spicco? Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!
Eh, qui andiamo a infognarci in discussioni particolari...
Cioè, non si sa chi ha ragione, e io non ho opinioni chiare.
Detto questo, i comandamenti di Maria Chiara Pievatolo hanno un senso. E in alcuni punti (che anche io reputo controversi) il suo atteggiamento è "rivoluzionario": voi fate così, anche noi facciamo così. L'idea è che se i tuoi avversari sono in una posizione di supremazia, e usano tutti i mezzi che hanno per mantenerla, forse anche a te è consentito giocare sporco.
Io non ne sono pienamente convinto (dell'approccio), ma non ritengo neanche di condannarlo a priori: in una situazione ideale, di mercato open access, la ricerca buona emerge a scapito di quella cattiva. La situazione attuale non è sostenibile, così com'è: e se tante volte comunque la ricerca buona progredisce, è il sistema a essere fallato, e lo sarà sempre.
My 2 cents, eh.
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 13:08, Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.comha scritto:
>
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
> > (o del pragmatismo) > > Ciao R.
Dopo aver riletto e meditato un po', io riassumerei dicendo che la ricerca è la cosa importante, ogni altra cosa, compreso l'open access, deve essere un metodo non un obiettivo.
(commenti graditi)
Ciao R.
-- http://singloids.com/ http://drachinobello.wordpress.com/ http://wikirumors.wordpress.com _______________________________________________ Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
-- Peppe
Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
-- Peppe
I non fisici/matematici che stanno leggendo hanno colto il passaggio?
------------------------
(eh...) cominciamo a fare tante arXiv anche per chi non è fisico o matematico e non mandiamo gli articoli a chi, come Science, chiede che i preprint non vengano pubblicati sull'archivio aperto.
------------------------
(archive, si legge così perché X è la lettera greca, è un raccoglitore di pubblicazioni anche in versione "bozza", per chi non lo sapesse)
Ciao R.
PS scusate se sto cercando di fare l' "animatore", ma stimolare la discussione, per iniziare, è il motivo per il quale abbiamo aperto questa ML :)
Il 13 febbraio 2012 15:22, Peppe Liberti liberti.peppe@gmail.com ha scritto:
su Nature non so ma se è un fisico pubblica su PRL che è altrettanto prestigiosa o, comunque, sulle riviste dell'APS. Per essere pragmatici (eh...) cominciamo a fare tante arXiv anche per chi non è fisico o matematico e non mandiamo gli articoli a chi, come Science, chiede che i preprint non vengano pubblicati sull'archivio aperto.
Il giorno 13 febbraio 2012 15:14, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Non casi particolari, discussioni :-) Io sono d'accordo con te, peppe, sullo spirito della tua ricerca: question everything, e capiamo cosa non va dalla nostra parte.
Dici, sull'Einstein del Mozambico: "Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!" io sono completamente d'accordo.
Ora, come si fa? Pubblicare Open Access su riviste di alto livello al giorno d'oggi è molto costoso, e infatti c'è chi parla di Via Rossa: fare formalmente dell'OA ma nella sostanza inquinare il mercato, facendo credere che l'OA è solo per ricchi ecc. Altri modelli stanno emergendo, non so con quanto successo: come va ad esempio SCOAP3? Un'altra possibilità, che è diversa, e non per tutti, è di *farsela*, una rivista: ci sono riviste storiche, da sempre sulla carta, che piano piano passano al web e all'OA. Alcune di queste sono assolutamente serie. Capisco che non è una soluzione per tutti, però per alcuni si.
Al momento, poi, il tuo Einstein può permettersi di pubblicare su Nature (è una domanda seria)?
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 14:59, Peppe Liberti liberti.peppe@gmail.com ha scritto:
boh, non mi pare di aver citato casi particolari, mi pare anche che si debbano definire per bene le priorità e che tutte e due le situazioni presentano vantaggi e svantaggi, non ci sono buoni e cattivi, non si può essere così ingenui e pensare che da una parte ci sono i profittatori e dall'altra le anime belle. Se ne dobbiamo parlare dobbiamo mettere tutto sul piatto e cominciare a guardare cosa non va anche dalla nostra parte. Bob sul socialino ha fatto una domanda: Einstein Il giorno 13 febbraio 2012 14:32, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto: un Einstein nato in India, nello stesso periodo, sarebbe stato comunque un personaggio di spicco? Io la modifico leggermente: un Einstein nato in Mozambico, ora, sarebbe comunque un personaggio di spicco? Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!
Eh, qui andiamo a infognarci in discussioni particolari... Cioè, non si sa chi ha ragione, e io non ho opinioni chiare.
Detto questo, i comandamenti di Maria Chiara Pievatolo hanno un senso. E in alcuni punti (che anche io reputo controversi) il suo atteggiamento è "rivoluzionario": voi fate così, anche noi facciamo così. L'idea è che se i tuoi avversari sono in una posizione di supremazia, e usano tutti i mezzi che hanno per mantenerla, forse anche a te è consentito giocare sporco.
Io non ne sono pienamente convinto (dell'approccio), ma non ritengo neanche di condannarlo a priori: in una situazione ideale, di mercato open access, la ricerca buona emerge a scapito di quella cattiva. La situazione attuale non è sostenibile, così com'è: e se tante volte comunque la ricerca buona progredisce, è il sistema a essere fallato, e lo sarà sempre.
My 2 cents, eh.
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 13:08, Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.com ha scritto:
> > http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h... > > (o del pragmatismo) > > Ciao R.
Dopo aver riletto e meditato un po', io riassumerei dicendo che la ricerca è la cosa importante, ogni altra cosa, compreso l'open access, deve essere un metodo non un obiettivo.
(commenti graditi)
Ciao R.
-- http://singloids.com/ http://drachinobello.wordpress.com/ http://wikirumors.wordpress.com _______________________________________________ Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
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-- Peppe
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Roberto, Lei ci ha ragione e me ne scuso
Il giorno 13 febbraio 2012 15:57, Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.com ha scritto:
I non fisici/matematici che stanno leggendo hanno colto il passaggio?
(eh...) cominciamo a fare tante arXiv anche per chi non è fisico o matematico e non mandiamo gli articoli a chi, come Science, chiede che i preprint non vengano pubblicati sull'archivio aperto.
(archive, si legge così perché X è la lettera greca, è un raccoglitore di pubblicazioni anche in versione "bozza", per chi non lo sapesse)
Ciao R.
PS scusate se sto cercando di fare l' "animatore", ma stimolare la discussione, per iniziare, è il motivo per il quale abbiamo aperto questa ML :)
Il 13 febbraio 2012 15:22, Peppe Liberti liberti.peppe@gmail.com ha scritto:
su Nature non so ma se è un fisico pubblica su PRL che è altrettanto prestigiosa o, comunque, sulle riviste dell'APS. Per essere pragmatici (eh...) cominciamo a fare tante arXiv anche per chi non è fisico o matematico e non mandiamo gli articoli a chi, come Science, chiede che i preprint non vengano pubblicati sull'archivio aperto.
Il giorno 13 febbraio 2012 15:14, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com
ha
scritto:
Non casi particolari, discussioni :-) Io sono d'accordo con te, peppe, sullo spirito della tua ricerca: question everything, e capiamo cosa non va dalla nostra parte.
Dici, sull'Einstein del Mozambico: "Se gli garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto livello probabilmente si!" io sono completamente d'accordo.
Ora, come si fa? Pubblicare Open Access su riviste di alto livello al giorno d'oggi è
molto
costoso, e infatti c'è chi parla di Via Rossa: fare formalmente dell'OA ma nella sostanza inquinare il mercato, facendo credere che l'OA è solo per ricchi ecc. Altri modelli stanno emergendo, non so con quanto successo: come va ad esempio SCOAP3? Un'altra possibilità, che è diversa, e non per tutti, è di *farsela*,
una
rivista: ci sono riviste storiche, da sempre sulla carta, che piano piano passano al web e all'OA. Alcune di queste sono assolutamente serie. Capisco che non è una
soluzione
per tutti, però per alcuni si.
Al momento, poi, il tuo Einstein può permettersi di pubblicare su Nature (è una domanda seria)?
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 14:59, Peppe Liberti <
liberti.peppe@gmail.com>
ha scritto:
boh, non mi pare di aver citato casi particolari, mi pare anche che si debbano definire per bene le priorità e che tutte e due le situazioni presentano vantaggi e svantaggi, non ci sono buoni e cattivi, non si
può
essere così ingenui e pensare che da una parte ci sono i profittatori e dall'altra le anime belle. Se ne dobbiamo parlare dobbiamo mettere
tutto sul
piatto e cominciare a guardare cosa non va anche dalla nostra parte.
Bob sul
socialino ha fatto una domanda: Einstein Il giorno 13 febbraio 2012 14:32, Andrea Zanni <
zanni.andrea84@gmail.com>
ha scritto: un Einstein nato in India, nello stesso periodo, sarebbe
stato
comunque un personaggio di spicco? Io la modifico leggermente: un
Einstein
nato in Mozambico, ora, sarebbe comunque un personaggio di spicco? Se
gli
garantiamo la possibilità di pubblicare gratis e su riviste di alto
livello
probabilmente si!
Eh, qui andiamo a infognarci in discussioni particolari... Cioè, non si sa chi ha ragione, e io non ho opinioni chiare.
Detto questo, i comandamenti di Maria Chiara Pievatolo hanno un senso. E in alcuni punti (che anche io reputo controversi) il suo
atteggiamento
è "rivoluzionario": voi fate così, anche noi facciamo così. L'idea è
che se
i tuoi avversari sono in una posizione di supremazia, e usano tutti i
mezzi
che hanno per mantenerla, forse anche a te è consentito giocare
sporco.
Io non ne sono pienamente convinto (dell'approccio), ma non ritengo neanche di condannarlo a priori: in una situazione ideale, di mercato open access, la ricerca buona emerge a scapito di quella cattiva. La situazione attuale non è sostenibile, così com'è: e se tante volte comunque la ricerca buona progredisce, è il sistema a essere fallato, e lo sarà sempre.
My 2 cents, eh.
Aubrey
Il giorno 13 febbraio 2012 13:08, Bob Draco <
roberto.ilcorda@gmail.com>
ha scritto:
>> >>
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
>> >> (o del pragmatismo) >> >> Ciao R.
Dopo aver riletto e meditato un po', io riassumerei dicendo che la ricerca è la cosa importante, ogni altra cosa, compreso l'open
access,
deve essere un metodo non un obiettivo.
(commenti graditi)
Ciao R.
-- http://singloids.com/ http://drachinobello.wordpress.com/ http://wikirumors.wordpress.com _______________________________________________ Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
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Il 13 febbraio 2012 16:08, Peppe Liberti liberti.peppe@gmail.com ha scritto:
I non fisici/matematici che stanno leggendo hanno colto il passaggio?
Roberto, Lei ci ha ragione e me ne scuso
Si figuri, anzi La ringrazio per il tempo che ci dedica.
Ciao R.
Il giorno 13/feb/2012, alle ore 15.22, Peppe Liberti ha scritto:
cominciamo a fare tante arXiv anche per chi non è fisico o matematico e non mandiamo gli articoli a chi, come Science, chiede che i preprint non vengano pubblicati sull'archivio aperto.
Ecco :-)
Secondo me serve (e Wikimedia lo potrebbe fare) raccogliere un indirizzario di tutto quanto si trova in giro di open (per l'Italia e per altri campi oltre quelli hard science, che sono maggiormente trattati: io so pochissimo di cosa ci sia open in campo archeologico e come distinguere cose serie da cose no (noi non abbiamo una peer review formalizzata allo stesso modo).
Marina Milella http://www.decarch.it
Ecco: in effetti questo no. Altrimenti non si capisce la differenza :-/
(Corda, che per default risponda a te invece che alla lista, dipende da me o da te?)
Il giorno 13/feb/2012, alle ore 11.46, Bob Draco ha scritto:
2012/2/13 Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.com:
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
(o del pragmatismo)
Ciao R.
Sottolineo questa parte, che in effetti è, almeno potenzialmente, preoccupante
- Tutti gli studiosi: leggete riviste ad accesso aperto e citatele.
Sostituire lobby a lobby. Si tratta di sostenere un nuovo modello per la diffusione dei risultati della ricerca, bisogna fare squadra, chi pubblica ad accesso aperto citi chi fa lo stesso, anche al di là del merito.
ciao R.
-- http://singloids.com/ http://drachinobello.wordpress.com/ http://wikirumors.wordpress.com _______________________________________________ Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
Marina Milella http://www.decarch.it
Io ancora non ho ben capito come funzia, quello che mando io a me non arriva (boh?)
Il giorno 13 febbraio 2012 18:33, Marina Milella mf3996@mclink.it ha scritto:
Ecco: in effetti questo no. Altrimenti non si capisce la differenza :-/
(Corda, che per default risponda a te invece che alla lista, dipende da me o da te?)
Il giorno 13/feb/2012, alle ore 11.46, Bob Draco ha scritto:
2012/2/13 Bob Draco roberto.ilcorda@gmail.com:
http://peppe-liberti.blogspot.com/2012/02/una-provocazione-sullopen-access.h...
(o del pragmatismo)
Ciao R.
Sottolineo questa parte, che in effetti è, almeno potenzialmente,
preoccupante
- Tutti gli studiosi: leggete riviste ad accesso aperto e citatele.
Sostituire lobby a lobby. Si tratta di sostenere un nuovo modello per la diffusione dei risultati della ricerca, bisogna fare squadra, chi pubblica ad accesso aperto citi chi fa lo stesso, anche al di là del merito.
ciao R.
-- http://singloids.com/ http://drachinobello.wordpress.com/ http://wikirumors.wordpress.com _______________________________________________ Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
Marina Milella http://www.decarch.it
Openaccess mailing list Openaccess@wikimedia.it http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
Alle 18:33 di lunedì 13 febbraio 2012, Marina Milella ha scritto:
(Corda, che per default risponda a te invece che alla lista, dipende da me o da te?)
Di base, quando uno risponde ad un email il destinatario di default è il mittente. Però: 1. molte mailing list sono impostate di modo che ci sia un reply-to esplicito all'indirizzo della lista (ma non sempre è così, e ci sono persone che sono fortemente contrarie a questo, per vari motivi); 2. i client mail furbi sono in grado di capire che si tratta di mailing list e mettono da soli come destinatario quello della lista. Prima l'opzione (1) non era impostata (e il tuo client, che sembra essere Apple Mail, non è abbastanza furbo, oppure era impostato per non comportarsi come da (2)), ora sì.
Alle 19:15 di lunedì 13 febbraio 2012, Peppe Liberti ha scritto:
Io ancora non ho ben capito come funzia, quello che mando io a me non arriva (boh?)
A seconda delle impostazioni, può darsi che le mailing list non inviano il messaggio anche a chi l'ha spedito, oppure che non lo inviino a chi è fra i destinatari espliciti (in To: o in CC:), per evitare che uno si trovi con dei duplicati. Questo comportamento si può cambiare dalle impostazioni della mailing list (link in fondo ad ogni mail che passa).
Laurentius
Alle 11:46 di lunedì 13 febbraio 2012, Bob Draco ha scritto:
- Tutti gli studiosi: leggete riviste ad accesso aperto e citatele.
Sostituire lobby a lobby. Si tratta di sostenere un nuovo modello per la diffusione dei risultati della ricerca, bisogna fare squadra, chi pubblica ad accesso aperto citi chi fa lo stesso, anche al di là del merito.
Nella lotta fra software libero e software proprietario si pone un problema simile... spesso nel software proprietario c'è la tendenza a non cercare la compatibilità con gli altri, per tenere a sé i propri utenti (lock-in). Il software libero potrebbe fare lo stesso all'interno del software libero ("interoperabilità con altro software libero; incompatibilità col resto"); nella realtà (di solito) non lo fa, nemmeno nei casi in cui è forte, e sono convinto che faccia bene. D'altra parte, sono però anche convinto che sia sempre bene consigliare e incentivare l'uso di software libero piuttosto che proprietario, in ogni caso in cui siano almeno a livelli comparabili.
Anche nel caso dell'open access, sono fondamentalmente contrario ad avere questo approccio. Non avrei nulla in contrario in una situazione in cui uno si trova con due o più pubblicazioni citabili equivalenti; ma, almeno in quello che vedo io, questo è raro.
Laurentius