http://www.nytimes.com/2012/01/17/science/open-science-challenges-journal-t…
Mi pare utile e sintetico: riporta opinioni a favore e contrarie: secondo me da leggere per rendersi conto anche di alcune ragioni delle opinioni contrarie.
Personalmente alla prima lettura ho notato in particolare due cose:
Nielsen sostiene che la scienza avanza maggiormente e più in fretta in un ambiente collaborativo su internet. Credo che questo sia vero, ma non sono sicura (e probabilmente è ancora l'influenza del campo in cui mi occupo) che fare le cose in fretta sia sempre e comunque desiderabile: mi manca già la possibilità di riflettere e far sedimentare le ipotesi nelle mie ricerche. Non credo che questo infici i vantaggi della collaborazione, solo che non so quanto *questo* in particolare nel mio campo sia un effettivo vantaggio.
Sönke H. Bartling sostiene che è necessario un nuovo sistema per stabilire il valore delle ricerche: se si collabora su un blog che ha come scopo di fare ricerca insieme, bisogna che questo comporti l'ottenimento di reputazione e di denaro (denaro per continuare le ricerche e per diffonderne i risultati, per esempio, aggiungo io). Anche secondo me è qualcosa a cui bisogna pensare, per trovare una risposta. Credo che questa sia una delle principali obiezioni che gli accademici pongono/porrebbero, anche in Italia, quando proponi di pubblicare on-line o in OA.
Marina Milella
http://www.decarch.it
Su Academia.edu ci sono alcune cose interessanti sull'OA
http://academia.edu/Questions/ResearchInterest/2812/Open_Access
In particolare in campo archeologico:
http://www.academia.edu/Questions/9334/What_should_be_considered_essential_…
e sulla digital Archaeology
http://academia.edu/Questions/ResearchInterest/3343/Digital_Archaeology
tra cui, a margine segnalo una discussione in inglese su come ci si sente a contribuire a wikipedia da archeologi :
http://www.academia.edu/Questions/3180/Have_you_ever_contributed_to_Wikiped…
Ho cominciato a spulciare i link che compaiono nella discussione sull'OA in campo archeologico e ve ne invio un resoconto (poi appena abbiamo un posto per mettercelo lo metterò sul sito)
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1)
Il parere ufficiale dell'American Anthropological Association in merito all'accesso pubblico alle pubblicazioni scientifiche (in merito all'obbligatorietà dell'OA per le pubblicazioni scientifiche su ricerche pagate da fondi pubblici.
http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/microsites/ostp/scholarly-…
Sostengono
1) che non esiste un problema per l'accesso alle pubblicazioni e ai dati delle ricerche di studiosi da parte di altri studiosi
2) che il governo ha diritti sui dati che sono risultato delle ricerche che finanzia, ma non sulle pubblicazioni, che sono opera anche di revisori, editori, tipografi, ecc., i quali non sono finanziati dal governo
3) che ci sono differenze per campi che non siano scienza/tecnologia/ingegneria/matematica e in particolare, nel campo antropologico:
*OA dopo 12 mesi per pubblicazioni non riuscirebbe a garantire la copertura finanziaria delle riviste, dato che gli articoli vengono letti per la maggior parte dopo questo periodo;
*gli autori delle ricerche antropologiche non ricevono fondi sufficienti anche alla pubblicazione per le loro ricerche e quindi le pubblicazioni sono pagate dal prezzo delle riviste e per esempio l'Associazione non potrebbe permettersi di pubblicare le 22 riviste che pubblica se queste non fossero pagate da chi le legge;
*il costo delle pubblicazioni è inoltre maggiore; i
Aggiungono anche che siccome anche le monografie sono recensite sulle riviste e la perdita delle riviste significherebbe anche un calo di vendita delle monografie.
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2)
Il parere ufficiale della ACH (Association for Computers and the Humanities) è invece radicalmente diverso
*chiede che nel termine "research" siano comprese le ricerche anche in campo umanistico (tutta la risposta è impostata su questo)
*la sfida per pubblicare in OA in campo umanistico non riguarda problemi di proprietà intellettuale, ma sulla possibilità economica di diversi modi di pubblicazione e di mantenimento delle istituzioni di ricerca
*sono a favore dell'OA perché la ricerca nel loro campo ha forte valore pubblico e l'OA comporta maggiore visibilità e favorisce l'avanzamento della ricerca, la quale dipende da un accesso a lungo termine ai dati sia per i ricercatori stessi, sia per l'insegnamento. Un ampio accesso pubblico ai contenuti delle ricerche pagati da fondi pubblici e la permanenza dei dati digitali sono di grande importanza
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3)
I risultati di un convegno della Society for American Archaeology (SAA) nel 2008 sul tema "Web 2.0 e oltre: nuovi strumenti per la collaborazione e per la comunicazione archeologiche" (traduzione del titolo mia), con aggiornamenti del 2010
Nel primo articolo (Nuove direzioni per il passato digitale di Eric C. Kansa), si parla in generale dei contenuti del volume (in che modo la comunicazione su internet può essere utilizzata, vantaggi e svantaggi e difficoltà per il suo utilizzo nel campo della ricerca). In particolare se internet, e soprattutto le piattaforme Web 2.0 tendono a rendere l'archeologia più collaborativa e trasparente, sorgono tuttavia questioni che riguardano la qualità dell'informazione, la sua sovrabbondanza, la proprietà intellettuale, le relazioni tra studiosi, studenti e appassionati.
Gli articoli riguardano:
sezione I: ricerca dell'informazione e approcci all'accesso all'informazione (gray literature e dati grezzi);
sezione II: questioni teoriche sull'accesso e il trattamento dell'informazione (struttura dei dati);
sezione III: diversi approcci per lo sviluppo della collaborazione in campo archeologico;
sezione IV: comunicazione scientifica (qualità dell'informazione e accessibilità)
vantaggi (costo minore) e svantaggi (scarse garanzie di mantenimento nel tempo) delle pubblicazioni on-line.
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4)
Un articolo sulla zooarcheologia (sarebbe la ricerca sui resti animali negli scavi archeologici) e internet in Gran Bretagna (le cui osservazioni sono a mio parere applicabili anche nel campo archeologico più in generale).
http://cardiff.academia.edu/MattLaw/Papers/402153/Law_M._2011_Zooarchaeolog…
I concetti: Internt come magnifico mezzo di comunicazione (maggiore facilità di accesso anche fuori dall'accademia e miglioramento della disseminazione dei risultati: le ricerche presenti on-line e liberamente accessibili sono più citate)
L'articolo è un'indagine su come gli studiosi del campo utilizzino Internet (33 risposte al sondaggio). I risultati del sondaggio mostrano che gli studiosi usano internet soprattutto per le e-mail, che danno più importanza e credono che abbiano maggior prestigio le pubblicazioni a stampa rispetto a quelle on-line e sebbene ritengano utile trovare dati on-line, investono poco tempo nel metterceli. Pubblicherebbero anche su riviste OA che abbiano però sufficiente reputazione.
L'autore dell'articolo ritiene che sia particolarmente importante pubblicare i dati on-line, ma che ci sia da stare attenti a garantire i modi per cui questi siti poi eventualmente non vengano ulteriormente mantenuti e spariscano dalla rete. C'è anche la necessità di link stabili che possano essere citati. Le pubblicazioni on-line potrebbero essere affiancate da un sistema di print-on-demand.
La pubblicazione on-line richiede però un grande investimento di tempo e spesso non si è pagati per farlo (dovrebbe essere compresa una voce per questo nei fondi per la ricerca)
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Marina Milella
http://www.decarch.it
http://pkp.sfu.ca/?q=ojs
Open Journal Systems
"Scholars need the means to launch a new generation of journals
committed to open access, and to help existing journals that elect to
make the transition to open access..."
Budapest Open Access Initiative, 2002
Open Journal Systems (OJS) is a journal management and publishing
system that has been developed by the Public Knowledge Project through
its federally funded efforts to expand and improve access to research.
--
http://singloids.com/http://drachinobello.wordpress.com/http://wikirumors.wordpress.com
Sto cercando di procurare un luogo dove raccogliere (ordinare e
precisare) le cose che stiamo inziando a dire qui sopra. Ricordo
questa lista è nata per rispondere in prima istanza alla domanda "cosa
può fare wikimedia Italia per l'open access".
Io vedo alcune possibilità
* advocacy: parliamo *bene* dell'OA a chi ne sa poco o a chi ne pensa male.
* dare informazione: come sopra, ma in modo asettico
* stimoliamo il dibattito in campo accademico senza barriere di
argomento: questa lista è il primo tentativo in tal senso.
* creare documenti, raccogliamo documenti, fare una guida scritta: una
versione non satirica delle critiche fatte da peppe potrebbe essere un
buon inizio, altre cose sono girate.
Se avete altre idee, e se conoscete persone che potrebbero essere
interessate a tutto ciò, o se avete altri pareri in generale legati a
qesto argomento, per favore fatevi vivi :)
Io tanto per iniziare farei mio il motto (che è al momento in bozza)
"prima la ricerca di qualità, poi l'open access o qualsiasi altra
cosa"
Ciao R.
--
http://singloids.com/http://drachinobello.wordpress.com/http://wikirumors.wordpress.com
Salve.
Sto seguendo la discussione sul dodecalogo in modalità digest, cioè
probabilmente molto male, per mancanza di tempo. La versione di Peppe
Liberti è molto divertente. Non mi trova però d'accordo sulla questione
delle citazioni, che devono essere di qualità, in modo che la lobby
dell'accesso chiuso non abbia l'occasione per dire che l'OA è per sua
natura scadente. Ho aggiunto un commento di chiarimento al dodecalogo,
qui: http://bfp.sp.unipi.it/btfp/?p=1479&cpage=1#comment-199 nel quale
suggerisco di citare tranquillamente risorse ad accesso chiuso, ma solo
di seconda mano, tramite risorse ad accesso aperto che ne espongono il
contenuto.
Ho già applicato questa politica a Peppe Liberti stesso, che ho citato
per parlare del contenuto di un articolo ad accesso chiuso da lui
esposto. E si potrebbe applicare sistematicamente, per esempio citando
voci di Wikipedia su opere ad accesso chiuso a preferenza delle opere
stesso, e spiegando perché lo si fa. Vuoi pubblicare ad accesso chiuso?
Padronissimo. Poi, però. non ti lamentare se le tue preziose idee
entrano nel dibattito pubblico non tramite le tue parole, ma tramite la
voce composta dall'utente Guardaunasinochevola e da infiniti altri
pseudonimi o, ancor peggio, anonimissimi indirizzi IP.
Buonanotte,
MCP
--
Maria Chiara Pievatolo
Dipartimento di Scienze politiche e sociali Università di Pisa
Via Serafini 3 56126 Pisa (Italy)
http://www.sp.unipi.it/index.php?page=/hp/pievatolohttp://bfp.sp.unipi.it/btfphttps://twitter.com/btfp1
Forse dovremmo creare una lista delle cose che ci piacerebbe fare:
Aubrey suggerisce: migliorare la pagina di Wikipedia in italiano sull'open access e importare e rivedere i contenuti dal wiki OpenAccess
( http://wiki.openarchives.it/index.php/Pagina_principale )
Inoltre, sempre per Aubrey, sarebbe da seguire il lavoro di Daniel Mietchen (per esempio partendo dal suo profilo Google + ( https://plus.google.com/114065345396177138533/about ) Lui in particolare ha pensato al rapporto tra Wikimedia e OA e per esempio mette immagini da pubblicazioni scientifiche OA su commons e viceversa e ha creato dei template citazione per Wikipedia per mettere il bollino OA sulle relative pubblicazioni.
Detto questo e come controcanto, io vorrei che facessimo questa lista (se non altro per inquadrare le cose che stiamo facendo in ordine sparso). A proposito: c'è un luogo su internet su cui potremmo scriverla?
Inoltre secondo me bisognerebbe farsi un quadro anche di tutti quelli da seguire (anche questo: abbiamo una pagina dove eventualmente farlo, eventualmente persino con recenzioni, per capire almeno di quale argomento specificatamente parlino)
Marina Milella
http://www.decarch.it