L'idea della Open access Wiki Week è venuta anche a qualcun altro :-)
Aubrey
---------- Forwarded message ----------
From: Klein,Max <kleinm(a)oclc.org>
Date: Mon, Oct 22, 2012 at 7:36 PM
Subject: [libraries] Open Access Wikipedia Challenge on P2PU for Wikipedia
Loves Libraries
To: Wikimedia & Libraries <libraries(a)lists.wikimedia.org>
Hello All,****
** **
Happy open access week, to celebrate I created the Open Access Wikipedia
Challenge on P2PU [1]. The challenge is to embed media that was harvested
from Open Access journals in Wikipedia, and I created a special edition
barnstar for completing it [2]. This challenge is totally friendly to
newbies and librarians as it includes over 1 hour of 6 screencast tutorial
videos that explain every detail right from the account creation, to
transclusion, and each module has waypoint challenges.****
** **
Happy Open Access Week,****
** **
[1] https://p2pu.org/en/groups/open-access-wikipedia-challenge/****
[2]
http://en.wikipedia.org/wiki/Template:Open_Access_Wikipedia_Challenge_Barns…
****
** **
Max Klein****
Wikipedia in Residence****
kleinm(a)oclc.org****
+17074787023****
** **
_______________________________________________
Libraries mailing list
Libraries(a)lists.wikimedia.org
https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/libraries
« Libri digitalizzati, accordo tra Google e gli editori Usa. Dopo sette anni»
http://ehibook.corriere.it/2012/10/04/530/
Immagino esistano anche fonti migliori in lingua inglese.
Cristian
Max Klein (wikipediano in residenza a OCLC)
propone questa cosa per la Open Access Week.
Qualcuno di noi ha input o è interessato?
Aubrey
---------- Forwarded message ----------
From: Klein,Max <kleinm(a)oclc.org>
Date: Thu, Oct 4, 2012 at 1:18 AM
Subject: [libraries] Wikipedia MiniCourse on P2PU: "Loves Libraries Edition"
To: Wikimedia & Libraries <libraries(a)lists.wikimedia.org>,
glam-north-america(a)wikimedia.ch
Open Access Week is upon us,****
I have been brainstorming about how to do something large for Wikipedia
Loves Libraries this Open Access Week. One such idea that I’ve discussed
with Creative Commons is to construct a mini-course on P2PU (peer to peer
University).****
For an example of such a pre-existing short form course see:
https://p2pu.org/en/schools/school-of-webcraft/sets/webmaking-101/****
** **
The way I imagined it would be a 4 parter:****
**1. **Learning about talk, history, and users.****
**2. **Learning about wikitext, citations, infoboxes,****
**3. **Challenge, add citations and infoboxes,****
**4. **Extra challenge, upload to wikisource.****
** **
Is there anybody else that would want to help construct or promote this
course for the end of October? Or have any input on using the site, format
or content?****
** **
Best,****
Max Klein****
Wikipedia in Residence****
kleinm(a)oclc.org****
+17074787023****
** **
_______________________________________________
Libraries mailing list
Libraries(a)lists.wikimedia.org
https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/libraries
Ciao a tutti, vi scrivo per un'opinione.
L'anno scorso, con alcuni di voi,
avevamo creato una piccola iniziativa, chiamata Open Access Wiki Week, per
la settimana dell'open access.
Si trattava, semplicemente, di impegnarsi a scrivere ed organizzare voci su
Wikipedia relative all'OA,
e fra i risultati ottenuti c'era stato il rilascio in CC-BY-SA dei
contenuti del Wiki sull'Open Access (
http://wiki.openarchives.it/index.php/Pagina_principale)
E' un ottimo modo per avere materiale "grezzo" (nel senso che va rifinito,
scrivere su Wikipedia ha regole di stile ben precise)
per iniziare nuove voci.
Secondo me la cosa si potrebbe ripetere,
più gente siamo meglio è.
Volendo, potremmo usare questa mailing list per coordinare il lavoro.
Ritengo che inserire informazioni su Wikipedia sia una cosa banale ma
fondamentale, e paradossalmente
una delle azioni di advocacy più efficaci
(basti pensare che la voce Open Access in su it.wiki è stata vista
1500 volte negli ultimi 3 mesi
http://stats.grok.se/it/latest90/Open%20Access
e olter 5000 volte in tutto l'anno (conti fatti a mano))
Un secondo fine (neanche tanto nascosto)
è farvi capire che scrivere su wiki è (relativamente) facile
e che dovete farlo più spesso :-)
(la mia prima cavia è Ilaria che ha scritto
http://it.wikipedia.org/wiki/SCOAP%C2%B3
e se la sta cavando egregiamente)
Pomodori e pareri graditi.
Aubrey
Se siete interessati,
è possibile fornire un feedback a questa piccola guida all'OA:
http://www.arl.org/sparc/media/HowOpenIsIt.shtml
L'idea è furba e importante, cioè quella di uscire un po' dalla dicotomia
aperto/chiuso ma definire alcuni gradi di apertura, sotto diversi aspetti
(copyright, riuso, machine readability, ecc.)
E' piuttosto tecnico,
ma sicuramente interessante.
(io sinceramente non so che consigli dargli, a riguardo, voi ne avete?)
Aubrey
Salve.
E' da poco uscita la lista delle riviste "scientifiche" delle aree di
scienze umane e sociali dell'Anvur. Il documento nebuloso che sembrava
penalizzare l'accesso aperto è stato in realtà applicato in modo - come
dire? - casuale
http://www.roars.it/online/?p=12607
Fra le riviste "scientifiche" c'è dunque di tutto, e anche qualcosa di
più (e in taluni casi di meno: brilla per esempio l'assenza di "Mind"
dall'area 11). I limiti del sistema sono evidenti: io stessa non so se
il btfp si fregi del titolo di scientifico per la sua "scientificità" o
per la sua potenziale litigiosità (nel senso in cui usano questa parola
i giuristi). In ogni caso: le iniziative di ibridizzazione
Wikipedia/riviste possono tranquillamente andare avanti.
Ad uso dei matematici - ma anche dei semplici cultori del principio di
non contraddizione - segnalo questo intervento di Giorgio Israel sul
calcolo delle mediane da parte dell'Anvur:
http://www.roars.it/online/?p=12718
Non c'entra molto con l'accesso aperto, ma dà un'idea chiarissima di
come, in generale, ha lavorato l'Anvur.
A presto,
MCP
--
Maria Chiara Pievatolo
Dipartimento di Scienze politiche Università di Pisa
Via Serafini 3 56126 Pisa (Italy)
http://www.sp.unipi.it/index.php?page=/hp/pievatolohttp://bfp.sp.unipi.it/btfphttps://twitter.com/btfp1
Vi inoltro questa mail di Ilaria,
l'articolo l'ho letto anche io e mi è parso fatto bene.
Speriamo davvero continui
(c'è l'OA week ad ottobre).
Andrea
Segnalo alla lista che su La Repubblica di domenica 16 settembre è uscito
un articolo dal titolo "Open science. Ricercatori di tutto il mondo unitevi
(online)", disponibile in PDF alla URL
http://www.ufficiostampa.rai.it/pdf/2012/2012-09-16/2012091622626615.pdf
L'articolo prende spunto dalla pubblicazone su PLoS One di una ricerca sul
norovirus di Stephen Curry, docente di biologia all'Imperial College of
London, per affrontare il tema della scienza collaborativa e crowd funded e
passare poi al tema dell'accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche. A
questo proposito vengono intervistati brevemente Gino Roncaglia e Roberto
Delle Donne
Gino Roncaglia interviene sulle riviste ad accesso aperto dicendo che, pur
con tutte le difficoltà legate alla preponderanza degli editori
tradizionali, "sono la strada d'oro della scienza aperta, ma devono trovare
un equilibrio economico. I costi sono coperti da una quota versata
dall'autore o dalla sua istituzione. Oppure sono ridotti al minimo,
utilizzando software liberi e coinvolgendo gli editori commerciali, che
devono comprendere come i loro margini di profitto siano troppo alti".
Di archivi aperti come strategia complementare alle riviste parla invece
Roberto Delle Donne, sottolineando come in Italia ne esistano ormai una
sessantina.
Tolto qualche errore, è sicuramente importante e positivo che anche in
Italia l'accesso aperto abbia guadagnato l'attenzione della stampa (venerdì
sulla Stampa si è parlato della
BOAI<http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…>),
e c'è solo da augurarsi che non sia un episodio isolato.
Cordialmente,
Ilaria Fava
--
Ilaria Fava
CASPUR
Via dei Tizii, 6 - 00185 Roma (Italy)
Tel. +39.06.44486.610 - skype ilaria_fava
Open Access Projects (oa-projects(a)caspur.it)
_______________________________________________
OA-Italia mailing list
OA-Italia(a)openarchives.it
http://openarchives.it/mailman/listinfo/oa-italia
PLEIADI: http://www.openarchives.it/pleiadi/
Mi arriva questo,
pare interessante.
Aubrey
---------- Forwarded message ----------
From: Samuel Klein <meta.sj(a)gmail.com>
Date: Fri, Sep 14, 2012 at 11:46 AM
Subject: [Wikimedia-l] Fwd: [WikiEducator] Scientists, Foundations,
Libraries, Universities, and Advocates Unite and Issue New Recommendations
to Make Research Freely Available to All Online
To: Wikimedia Mailing List <wikimedia-l(a)lists.wikimedia.org>
via CC
---------- Forwarded message ----------
From: Cable Green <cable(a)creativecommons.org>
[Forwarding from the Open Society Foundations and SPARC.]
FOR IMMEDIATE RELEASE: September 12, 2012
CONTACT: Andrea Higginbotham, SPARC, andrea(a)arl.org; 202-296-2296
Amy Weil, Open Society Foundations, aweil(a)sorosny.org; 212-548-0381
Scientists, Foundations, Libraries, Universities, and Advocates Unite and
Issue New Recommendations to Make Research Freely Available to All Online
WASHINGTON -- In response to the growing demand to make research free and
available to anyone with a computer and an internet connection, a diverse
coalition today issued new guidelines (
http://www.soros.org/openaccess/boai-10-recommendations) that could usher
in huge advances in the sciences, medicine, and health.
The recommendations were developed by leaders of the Open Access movement (
http://www.soros.org/openaccess/participants), which has worked for the
past decade to provide the public with unrestricted, free access
to scholarly research—much of which is publicly funded. Making the
research publicly available to everyone—free of charge and without most
copyright and licensing restrictions—will accelerate scientific research
efforts and allow authors to reach a larger number of readers.
“The reasons to remove restrictions as far as possible are to share
knowledge and accelerate research. Knowledge has always been a public good
in a theoretical sense. Open Access makes it a public good in practice,”
said professor Peter Suber, director of the Open Access Project at
Harvard University and a senior researcher at SPARC (The
Scholarly Publishing and Academic Resources Coalition).
The Open Access recommendations include the development of Open Access
policies in institutions of higher education and in funding
agencies, the open licensing of scholarly works, the development of
infrastructure such as Open Access repositories and creating standards of
professional conduct for Open Access publishing. The recommendations also
establish a new goal of achieving Open Access as the default method for
distributing new peer-reviewed research in every field and in every country
within ten years’ time.
“Science and scholarship are activities funded from the public purse
because society believes they will lead to a better future in terms of our
health, environment, and culture,” said Heather Joseph, executive director
of SPARC. “Anything that maximises the efficacy and efficiency of
research benefits every one of us. Open Access is a major tool in that
quest. These new recommendations will underpin future developments in
communicating the results of research over the next decade.”
Today, Open Access is increasingly recognized as a right rather than an
abstract ideal. The case for rapid implementation of Open Access continues
to grow. Open Access benefits research and researchers; increases the
return to taxpayers on their investment in research; and amplifies the
social value of research, funding agencies, and research institutions.
The Open Access recommendations are the result of a meeting hosted earlier
this year by the Open Society Foundations, on the tenth anniversary of the
landmark Budapest Open Access Initiative (
http://www.soros.org/openaccess/read), which first defined Open Access.
“Foundations rarely have the good fortune to be actively present at the
birth of a world-wide movement that fundamentally changes the rules of
the game and provides immediate benefit to the world,” said István
Rév, director of the Open Society Archives and a member of the Open
Society Foundations Global Board. “This is what happened when the Open
Society Foundations initiated a meeting at the end of 2001 that gave birth
to the Open Access movement.”
###
SPARC (Scholarly Publishing and Academic Resources Coalition), with SPARC
Europe and SPARC Japan, is an international alliance of more than
800 academic and research libraries working to create a more open system of
scholarly communication. SPARC’s advocacy, educational,
and publisher partnership programs encourage expanded dissemination of
research. SPARC is on the Web at http://www.arl.org/sparc.
The Open Society Foundations work to build vibrant and tolerant democracies
whose governments are accountable to their citizens. Working with local
communities in more than 100 countries, the Open Society Foundations
support justice and human rights, freedom of expression, and access to
public health and education. The Open Society Foundations is on the Web at
http://www.soros.org.
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