non me ne intendo, ma se uno fa uno scraping, piglia tutti i dati e poi si tiene soltanto quelli che ci interessano, il diritto di database decade? si può parlare di una percentuale di dati che ci consente di stare tranquilli (come un 15% di citazione come per i libri e le fotocopie)? magari è ora di parlare con quelli di spaghetti open data...
Aubrey
Il giorno 24 febbraio 2012 09:38, Frieda Brioschi ubifrieda@gmail.com ha scritto:
Il 23 febbraio 2012 18:31, Stefano Costa stefano.costa@okfn.org ha scritto:
A mio modesto parere, nemmeno troppo "wow": i contenuti sono il
risultato di
aggregazioni da portali regionali, che mantengono tutti i diritti sui (meta)dati. In pratica culturaitalia.it è un aggregatore. La licenza
per i soli
contenuti prodotti da CI è CC-BY-NC-SA e per tutto il resto è
completamente
riservata ai rispettivi produttori.
CC-BY-NC, che mi pare si applichi anche ai metadati: < http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=%22licenza%20culturaitalia%22&...
(ovviamente il link dal sito che dovrebbe portare alla "Licenza CulturaItalia" è rotto..).
Quanto al copiare in blocco di Cruccone: io al massimo selezionerei alcune delle loro fonti, perché il loro "catalogo" ha un taglio diverso da quello che interessa a noi (l'estensorio, la madia, la sedia, il ritratto, ecc. mica ci interessano, no?).
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