Vorrei solo mettere inguardia su un aspetto di quelle lettere, ne parlavamo oggi incidentalmente con l'assessore regionale al turismo e il presidente di ANCI Toscana e i vari assessori e dipendenti dei comuni con cui eravamo in riunione a Firenze.
Ripeto come sempre che non ho nulla contro il loro uso dove non ci sono volontari attivi sul territorio ma rimane il fatto che quando noi scriviamo ai comuni le comunicazioni le mandiamo a tutti, uffici cultura e tursimo e patrimonio e chi si occupa di comunicazione e affari legali e innovazione. Una lettera inviata alla PEC (come spesso è la vostra) va a un numero più ristretto di persone, che la smistano.
Quindi pure quando viene data risposta, noi quando lo veniamo a sapere ci troviamo a interagire con un unico ufficio, che non dà alcuna garanzia di fare sistema con altri uffici. O addirittura con altri comuni, visto che il rapporto appare fin da subito molto legale e quindi rigido nella sua impostazione.
Il problema è anche quella, una lettera molto legalese fa scattare il principio del "chi si somiglia si piglia". In altri termini è statisticamente più probabile che finisca smistata a un ufficio dove invece che un giovane, o un esperto di comunicazione, sieda una persona più anziana, tendenzialmente più affine all'ufficio cultura che al turismo, spesso più vicina di formazione a persone che nella nostra regione lavorano a stretto contatto o hanno studiato o collaborato con chi sta alla sopraintendenza, che è a detta anche di vari amministratori una delle più rigide in italia, e che dà un certo imprinting in materia di licenze.
Non so se è meglio dopo aver messo giù delle casistiche quando la ignorano, o quando rispondono (al di là dei problemi di trascrizione). I comuni che scopro aderenti sono quelli i cui responsabili sono più complessi da raggiungere al telefono via centralino. Non dico che siano tanti, ma in genere è una fatica. E chi la processa non informa buona parte dei colleghi. A Seravezza hanno liberato una villa penso tramite quel meccanismo e l'assessore non ne sapeva nulla e ancora oggi non abbiamo capito chi sia stato.
Giorni fa ho dovuto fatica a convincere la responsabile cultura di un comune registrato a fine settembre 2018 che siamo la stessa associazione (logico, se abitui a un certo stile comunicativo, poi non si fidano) e che si intuiva che era molto rigida e che voleva rinnovarla per un altro anno solo dopo aver ricevuto "analoga mail". E ha sbuffato quando ho provato a chiedere informazioni sull'unione dei comuni, l'ambito turistico e l'ufficio del turismo. Tutti problemi che con i comuni a cui mando una mail collettiva non ho di solito, perché parlo con qualcuno che è già stato scelto dall'autorità politica o dall'attivismo interno e non dallo smistamento di una mail a trovarsi a rappresentare l'intero ente. Se avessi mandato una mail a quel comune a tutti i suoi colleghi questo oggi forse non sarebbe il "suo progetto" e non ci sarebbe tutta questa rigidità formale. Ho persino rinunciato a chiedere un'integrazione alla lista come possibile perché tanto era inutile provare a essere un minimo più creativi. Nel tempo che posso migliorare la situazione in quel comune, ne faccio due.
Insomma vi prego, se potete evitare di mandarle in Toscana sarebbe meglio. poi se proprio volete ho dato alcune indicazioni a Daniele ma altre tre province (Massa Carrara, Siena e Arezzo) da quando abbiamo parlato a marzo stanno iniziando a entrare nelle iniziative, di fatto noi non siamo attivi solo a Grosseto. Non vedo un grosso vantaggio a applicare quella strategia qui da noi. Alessandro
Il venerdì 31 maggio 2019, 19:13:57 CEST, giaccai@gmail.com ha scritto:
Con Daniele avevamo rivisto la lettera ai Comuni. Ma soprattutto non si capisce perchè Wikimedia Italia debba scrivere ai Comuni una lettera con intestazione doppia WMI e uno studio legale. Quale è il motivo di di avere quella firma? WMI non è in grado di presentarsi da sola? Allego la lettera di WMI inviata il 2 agosto 2018 ai Comuni Susanna
Il giorno ven 31 mag 2019 alle ore 14:53 Marta Arosio WMI marta.arosio@wikimedia.it ha scritto:
Ehm, chiedo scusa a tutti, sono da cellulare. Intendevo dire “la firma della lettera è ANALOGA A quella dell’anno scorso”Marta
Inviato da iPhone Il giorno 31 mag 2019, alle ore 14:49, Marta Arosio WMI marta.arosio@wikimedia.it ha scritto:
Ciao Susanna,Con grande rammarico di tutto l’ufficio Daniele ha un contratto che arriva fino a metà giugno quindi, evidentemente, non potrà seguire il concorso pur essendosene occupato finora.La firma della lettera è analisi ha a quella dell’anno scorso.Marta
Il giorno 31 mag 2019, alle ore 14:25, giaccai@gmail.com ha scritto:
Il giorno ven 31 mag 2019 alle ore 12:48 Marta Arosio marta.arosio@wikimedia.it ha scritto:Quest'anno - come deciso dal Direttivo e comunicato in assemblea - i lavori del concorso non saranno più gestiti da un project manager esterno ma saranno distribuiti internamente allo staff dell'ufficio. Potete quindi fare riferimento a me per il coordinamento generale, Francesca Ussani per la comunicazione e Laura Leopardi per quanto riguarda partner e sponsor. Ma non c'era Daniele Saibene che seguiva WLM ed a cui hanno deliberato il pagamento per i mesi di maggio e giugno? La lettera che sarà mandata ai Comuni è come quella dell'anno scorso con intestazione uno studio legale e doppia firma dell'avvocato e di Lorenzo Losa? Susanna
Grazie a tutti e a presto!
Marta Arosio Responsabile delle relazioni con le istituzioni culturali Wikimedia Italia - Associazione per la diffusione della conoscenza libera Via Bergognone 34 - 20144 Milano Tel. (+39) 02 97677170 | marta.arosio@wikimedia.it | www.wikimedia.it
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