Federico Leva (Nemo), 21/06/2015 15:25:
C'è in Italia qualcuno che lucra sulla mancanza di libertà di panorama, rivendendo indulgenze per i fotografi?
Ma che domande, c'è la SIAE ovviamente. Le FAQ non sono chiare ma per sicurezza affermano che per ogni cosa serve autorizzazione. http://www.siae.it/Faq_sezione.asp?sezione=Utilizzatori&divisione=Arti%2... Con grande trasparenza, «Il Compendio delle norme e dei compensi non è al momento disponibile». La furbata è che raccolgono iscrizioni per il "diritto di seguito" (se io vendo un orrendo schizzo a Iolanda per un centesimo e poi lei lo piazza per un miliardo di euro a Sotheby's allora mi spetta una quota) ma di default ci mettono dentro anche il diritto di riproduzione. Dopo di ciò, «L’adesione alla Società non consente agli artisti di rinunciare ai diritti». (Il risultato nel caso un'autorizzazione WLM venga da un iscritto SIAE viene lasciato come esercizio al lettore.) Non è quindi dato sapere chi sia interessato a incassare questi soldi né quanti siano. Comunque, dal bilancio 2013 si ricava che entrambe le categorie insieme hanno incassato la fantasmagorica cifra di 531.195 €, di cui SIAE tiene il 12-18 %. Anche passasse la libertà di panorama *lato copyright*, la SIAE perderebbe meno di quanto risparmierebbe in costi la sola WMI... Per opporsi, ci dovrebbero proprio voler male per partito preso.
Nemo