Ciao, come ho anticipato oggi a Frieda, ieri Philippe Daverio su Rainews24 ha parlato da Mirandola del problema dei monumenti che crollano, parlando di fatto (involontariamente o volontariamente?) di WLM. Scrivo in lista perché magari interessa tutti:
cerco di ricordare meglio cos'ha detto Daverio... Non ho trovato un video (ma non ho installato Moonlight quindi il sito della Rai proprio lo ignoro) ma in sostanza Daverio parlava del problema dei monumenti coi terremoti, in cui l'unica soluzione è tentare di metterli in sicurezza prima dei terremoti e dopo i terremoti ricostruirli identici, perché non possiamo permetterci di lasciare semplicemente un buco. A quel punto spiegava che la cosa più importante per i monumenti, oggi, è fotografarli per avere un domani a disposizione la documentazione fotografica indispensabile per una eventuale ricostruzione, e che questo andrebbe fatto su tutti i monumenti italiani col coinvolgimento della popolazione, che può dare un aiuto molto concreto. Qui tirava giustamente in ballo la memoria e diceva che a breve avrebbero (chi?) lanciato un progetto (credo abbia anche detto su internet) per fare con la popolazione una grande raccolta della documentazione fotografica dei monumenti.
Personalmente noto anche che questa questione è un argomento forte a favore della possibilità di fotografare anche l'interno dei monumenti... ad Assisi (o magari in questi giorni a Padova alla Basilica del Santo con crolli d'intonaco) i danni più gravi sono stati negli interni. E il poco che si sa e che si è potuto ricostruire degli affreschi del Mantegna della Cappella Ovetari [1] a Padova (bombardati nel 1944) lo si sa grazie a fotografie (in B/N) antecedenti.
Piero
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_Ovetari
PS: noto che le foto della Cappella Ovetari anteguerra su Wikipedia non ci sono (a parte un paio), dovrebbe essere possibile ottenerne scansioni di buona qualità
La cosa non è nuova.
Quando facevo la scuola di paleografia a Napoli raccontavano spesso che tutti i preziosissimi manoscritti medievali che riportavano tipi di scritture rarissime erano andati disperisi subito dopo la seconda guerra mondiale.
In pratica l'Archivio li aveva messi in sicurezza in una fattoria della campagna napoletana per salvarli dai bombardamenti.
Qualche giorno prima dell'armistizio, qualcuno aveva ordinato di far saltare la fattoria pensando che nascondesse delle armi.
In poco tempo un patrimonio inestimabile andato disperso.
Quello che si è riuscito a ricostruire è grazie a microfilm che gli studiosi dell'epoca avevano nelle loro mani.
L'idea di avere un WLM che salvi il patrimonio è fantastica ma credo che occorra munirsi di una macchina reflex che ha dei costi non proprio abbordabili.
Nelle chiese c'è molta oscurità e alla fine ho dovuto acquistarne una per avere risultati decenti.
Essenzialmente WLM può fare molto, non credo che le sue foto possano aiutare molto, almeno ora, quello che sicuramente può fare è di aprire la strada per iniziative più ambiziose.
Ilario
On 07.06.2012 20:58, Piero Grandesso wrote:
Personalmente noto anche che questa questione è un argomento forte a favore della possibilità di fotografare anche l'interno dei monumenti... ad Assisi (o magari in questi giorni a Padova alla Basilica del Santo con crolli d'intonaco) i danni più gravi sono stati negli interni. E il poco che si sa e che si è potuto ricostruire degli affreschi del Mantegna della Cappella Ovetari [1] a Padova (bombardati nel 1944) lo si sa grazie a fotografie (in B/N) antecedenti.
Daverio penso abbia letto la descrizione del progetto, perché gliel'ho inviata chiedendogli di partecipare alla giuria di WLM. Speriamo sia un segnale positivo :)
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Il giorno 07/giu/2012, alle ore 21:18, Ilario Valdelli valdelli@gmail.com ha scritto:
La cosa non è nuova.
Quando facevo la scuola di paleografia a Napoli raccontavano spesso che tutti i preziosissimi manoscritti medievali che riportavano tipi di scritture rarissime erano andati disperisi subito dopo la seconda guerra mondiale.
In pratica l'Archivio li aveva messi in sicurezza in una fattoria della campagna napoletana per salvarli dai bombardamenti.
Qualche giorno prima dell'armistizio, qualcuno aveva ordinato di far saltare la fattoria pensando che nascondesse delle armi.
In poco tempo un patrimonio inestimabile andato disperso.
Quello che si è riuscito a ricostruire è grazie a microfilm che gli studiosi dell'epoca avevano nelle loro mani.
L'idea di avere un WLM che salvi il patrimonio è fantastica ma credo che occorra munirsi di una macchina reflex che ha dei costi non proprio abbordabili.
Nelle chiese c'è molta oscurità e alla fine ho dovuto acquistarne una per avere risultati decenti.
Essenzialmente WLM può fare molto, non credo che le sue foto possano aiutare molto, almeno ora, quello che sicuramente può fare è di aprire la strada per iniziative più ambiziose.
Ilario
On 07.06.2012 20:58, Piero Grandesso wrote:
Personalmente noto anche che questa questione è un argomento forte a favore della possibilità di fotografare anche l'interno dei monumenti... ad Assisi (o magari in questi giorni a Padova alla Basilica del Santo con crolli d'intonaco) i danni più gravi sono stati negli interni. E il poco che si sa e che si è potuto ricostruire degli affreschi del Mantegna della Cappella Ovetari [1] a Padova (bombardati nel 1944) lo si sa grazie a fotografie (in B/N) antecedenti.
Wlm mailing list Invio messaggi in lista: Wlm@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/wlm
Sì, anche perché prima che Emma gli inviasse la descrizione del progetto, gli avevo anticipato rapidamente qualcosa di persona, e sembrava piuttosto interessato (gli avevo anche proposto se sarebbe stato disponibile ad entrare in giuria).
Dario
Il giorno 07 giugno 2012 21:32, Emma Tracanella emma.tracanella@gmail.comha scritto:
Daverio penso abbia letto la descrizione del progetto, perché gliel'ho inviata chiedendogli di partecipare alla giuria di WLM. Speriamo sia un segnale positivo :)
Il giorno 07/giu/2012, alle ore 21:18, Ilario Valdelli valdelli@gmail.com ha scritto:
La cosa non è nuova.
Quando facevo la scuola di paleografia a Napoli raccontavano spesso che
tutti i preziosissimi manoscritti medievali che riportavano tipi di scritture rarissime erano andati disperisi subito dopo la seconda guerra mondiale.
In pratica l'Archivio li aveva messi in sicurezza in una fattoria della
campagna napoletana per salvarli dai bombardamenti.
Qualche giorno prima dell'armistizio, qualcuno aveva ordinato di far
saltare la fattoria pensando che nascondesse delle armi.
In poco tempo un patrimonio inestimabile andato disperso.
Quello che si è riuscito a ricostruire è grazie a microfilm che gli
studiosi dell'epoca avevano nelle loro mani.
L'idea di avere un WLM che salvi il patrimonio è fantastica ma credo che
occorra munirsi di una macchina reflex che ha dei costi non proprio abbordabili.
Nelle chiese c'è molta oscurità e alla fine ho dovuto acquistarne una
per avere risultati decenti.
Essenzialmente WLM può fare molto, non credo che le sue foto possano
aiutare molto, almeno ora, quello che sicuramente può fare è di aprire la strada per iniziative più ambiziose.
Ilario
On 07.06.2012 20:58, Piero Grandesso wrote:
Personalmente noto anche che questa questione è un argomento forte a favore della possibilità di fotografare anche l'interno dei monumenti... ad Assisi (o magari in questi giorni a Padova alla Basilica del Santo con crolli d'intonaco) i danni più gravi sono stati negli interni. E il poco che si sa e che si è potuto ricostruire degli affreschi del Mantegna della Cappella Ovetari [1] a Padova (bombardati nel 1944) lo si sa grazie a fotografie (in B/N) antecedenti.
Wlm mailing list Invio messaggi in lista: Wlm@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/wlm
Wlm mailing list Invio messaggi in lista: Wlm@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/wlm
2012/6/7 Ilario Valdelli valdelli@gmail.com:
L'idea di avere un WLM che salvi il patrimonio è fantastica ma credo che occorra munirsi di una macchina reflex che ha dei costi non proprio abbordabili.
Nelle chiese c'è molta oscurità e alla fine ho dovuto acquistarne una per avere risultati decenti.
Essenzialmente WLM può fare molto, non credo che le sue foto possano aiutare molto, almeno ora, quello che sicuramente può fare è di aprire la strada per iniziative più ambiziose.
Ilario, io credo che là fuori ci siano un sacco di ottimi fotografi con ottime macchine fotografiche, che non fotografano la chiesa X pensando che non sia interessante, perché che sia tutelata come bene culturale lo sanno in due. Chiaramente, con una compatta e senza cavalletto è impossibile fare una foto perfetta dentro una chiesa poco illuminata, un sacco di foto che partecipano a WLM non sono certo di qualità eccelsa, ma senza WLM certi monumenti non avrebbero nessuna foto libera.
Cruck
Infatti concordo, non ci sono foto eccelse e soprattutto le foto di interni sono scarse.
In più al fotografo professionista non piace la licenza libera.
Diverso il discorso di fare qualcosa che abbia come obiettivo la salvaguardia e la documentazione di beni che rischiano di rovinarsi o situati in zone sismiche.
2012/6/8 Marco Chiesa chiesa.marco@gmail.com
Ilario, io credo che là fuori ci siano un sacco di ottimi fotografi con ottime macchine fotografiche, che non fotografano la chiesa X pensando che non sia interessante, perché che sia tutelata come bene culturale lo sanno in due. Chiaramente, con una compatta e senza cavalletto è impossibile fare una foto perfetta dentro una chiesa poco illuminata, un sacco di foto che partecipano a WLM non sono certo di qualità eccelsa, ma senza WLM certi monumenti non avrebbero nessuna foto libera.
Cruck
2012/6/8 Ilario Valdelli valdelli@gmail.com:
Infatti concordo, non ci sono foto eccelse e soprattutto le foto di interni sono scarse.
In più al fotografo professionista non piace la licenza libera.
Stavo giusto guardando le 12 foto vincitrici del concorso internazionale, 6 sono di utenti già attivi su commons prima del concorso, delle altre 6 2 autori hanno continuato a contribuire a Commons e 4 no. Non so se qualcuno di questi sia un fotografo professionista, però che siano fotografi bravi sì. Facendo una piccola estrapolazione, possiamo dire che il 50% delle foto di qualità caricate per WLM non sarebbero state caricate senza WLM, e che 1/3 dei fotografi bravi reclutati con WLM si siano convertiti in utenti di Commons.
Diverso il discorso di fare qualcosa che abbia come obiettivo la salvaguardia e la documentazione di beni che rischiano di rovinarsi o situati in zone sismiche.
I beni che rischiano di rovinarsi sono praticamente tutti i beni culturali, e quello che stiamo facendo va in questa direzione. Il rischio non sono solo i terremoti, a volte un "banale" incendio può distruggere un monumento senza fare tanta notizia, altre torri sono crollate senza un evento catastrofico. Sul discorso zone sismiche, tieni conto che fino a un mese fa pensare ad un terremoto nella zona di Mirandola era sintomo di ingestione di grandi quantità di lambrusco. Poi, sulle reti sociali ogni tanto si leggono messaggi in cui si dice che adesso ci sono troppi fotografi nelle zone terremotate.
Cruck
2012/6/8 Marco Chiesa chiesa.marco@gmail.com
2012/6/8 Ilario Valdelli valdelli@gmail.com:
Infatti concordo, non ci sono foto eccelse e soprattutto le foto di
interni
sono scarse.
In più al fotografo professionista non piace la licenza libera.
Stavo giusto guardando le 12 foto vincitrici del concorso internazionale, 6 sono di utenti già attivi su commons prima del concorso, delle altre 6 2 autori hanno continuato a contribuire a Commons e 4 no. Non so se qualcuno di questi sia un fotografo professionista, però che siano fotografi bravi sì. Facendo una piccola estrapolazione, possiamo dire che il 50% delle foto di qualità caricate per WLM non sarebbero state caricate senza WLM, e che 1/3 dei fotografi bravi reclutati con WLM si siano convertiti in utenti di Commons.
Io ieri ne ho parlato con un fotoreporter professionista e lui mi diceva questo.
Poi ci sono quelli che aspirano a diventare professionisti e fanno pratica.
I fotografi professionisti sono tra quelli che sanno che le loro foto sono protetti da diritti d'autore per i 75 anni canonici.
Diverso il discorso di fare qualcosa che abbia come obiettivo la salvaguardia e la documentazione di beni che rischiano di rovinarsi o situati in zone sismiche.
I beni che rischiano di rovinarsi sono praticamente tutti i beni culturali, e quello che stiamo facendo va in questa direzione. Il rischio non sono solo i terremoti, a volte un "banale" incendio può distruggere un monumento senza fare tanta notizia, altre torri sono crollate senza un evento catastrofico. Sul discorso zone sismiche, tieni conto che fino a un mese fa pensare ad un terremoto nella zona di Mirandola era sintomo di ingestione di grandi quantità di lambrusco. Poi, sulle reti sociali ogni tanto si leggono messaggi in cui si dice che adesso ci sono troppi fotografi nelle zone terremotate.
Naturalmente io intendo le aree a rischio quelle che hanno un rischio elevato. Poi ci sono casi eccezionali non prevedibili.
Nessuno ha la sfera di cristallo, ma se si fossero fatte le foto a L'Aquila, forse si sarebbe fatta una cosa veramente utile.
Per l'Emilia nessuno poteva sapere, ma qui siamo nei casi eccezionali: quanti disastri naturali avvengono per casi eccezionali?
Ilario