2012/6/8 Ilario Valdelli valdelli@gmail.com:
Infatti concordo, non ci sono foto eccelse e soprattutto le foto di interni sono scarse.
In più al fotografo professionista non piace la licenza libera.
Stavo giusto guardando le 12 foto vincitrici del concorso internazionale, 6 sono di utenti già attivi su commons prima del concorso, delle altre 6 2 autori hanno continuato a contribuire a Commons e 4 no. Non so se qualcuno di questi sia un fotografo professionista, però che siano fotografi bravi sì. Facendo una piccola estrapolazione, possiamo dire che il 50% delle foto di qualità caricate per WLM non sarebbero state caricate senza WLM, e che 1/3 dei fotografi bravi reclutati con WLM si siano convertiti in utenti di Commons.
Diverso il discorso di fare qualcosa che abbia come obiettivo la salvaguardia e la documentazione di beni che rischiano di rovinarsi o situati in zone sismiche.
I beni che rischiano di rovinarsi sono praticamente tutti i beni culturali, e quello che stiamo facendo va in questa direzione. Il rischio non sono solo i terremoti, a volte un "banale" incendio può distruggere un monumento senza fare tanta notizia, altre torri sono crollate senza un evento catastrofico. Sul discorso zone sismiche, tieni conto che fino a un mese fa pensare ad un terremoto nella zona di Mirandola era sintomo di ingestione di grandi quantità di lambrusco. Poi, sulle reti sociali ogni tanto si leggono messaggi in cui si dice che adesso ci sono troppi fotografi nelle zone terremotate.
Cruck