2013/4/24 Stefano Costa steko@iosa.it
Come già notato da alcuni [0], un problema di questa iniziativa è che non produce contenuti liberi, anche perché il materiale viene quasi tutto caricato su Instagram, Facebook, Pinterest, Twitter, insomma tutte piattaforme in cui la licenza libera non si vede nemmeno in cartolina. E per quanto legittimo, è un bello spreco. Ma non mi sembra opportuno un atteggiamento di accusa. Piuttosto, visto che l'entusiasmo c'è ed è molto alto, mi domando se non sia possibile tessere una continuità tra questa iniziativa e WLM. Mi spiego meglio: oggi durante la visita (l'invasione...) ho accennato di WLM agli organizzatori locali che si sono detti molto interessati - non ho avuto modo di spiegare nel dettaglio né di addentrarmi nei meandri normativi. Questo ovviamente è stato un contatto personale e può darsi che in altri contesti non funzioni, ma certamente io cercherò di sfruttarlo in vista di WLM in questa zona.
Non conosco le condizioni di Instagram, dal nostro lato va sottolineato come le creative commons sono licenze non esclusive, non c'è niente lato cc che vieti all'autore di pubblicare in un sito sotto cc-by-sa, in un altro sotto cc-by-nc-nd, in un altro ancora all rights reserved e in un altro ancora inventarsi una licenza. Poi, secondo me, si tratta di far sapere ai partecipanti a queste iniziative che possono pubblicare anche su commons, che dà il vantaggio di poter veder usare le proprie foto nella più grande enciclopedia del mondo e non solo. Cruck