Se ho capito bene, il codice Urbani stabilisce che per fotografare un bene culturale si debba richiedere il permesso a chi lo gestisce (ossia chi ne è proprietario, che non sempre è lo Stato stesso, ma può essere un altro ente territoriale o istituzione pubblica o persino un privato). La legge dà delle linee guida: per esempio stabilisce che il permesso di fotografare vada concesso a titolo gratuito se le fotografie non vengono fatte a fini di lucro.
Dato che il MIBAC e i suoi diversi uffici possono tuttavia dare delle indicazioni o spiegare quale sia il corretto modo di intendere la legge, secondo me rimane una cosa utile scrivere una lettera a loro. In particolare al ministro, alle direzioni generali interessate alla questione (Direzione Generale per lavalorizzazione del patrimonio culturale, Direzione Generale per le antichità, e Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee). Non sarebbe male neppure inviare la stessa lettera anche a tutte le Direzioni regionali (Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, ecc.) e a tutte le Soprintendenze per i beni architettonici e paesaggistici e a tutte le Soprintendenze per i beni archeologici (che dipendono dalle Direzioni regionali nell'organigramma del MIBAC) oltre che ad alcune Soprintendenzespeciali (dipendenti dalle Direzioni generali). A queste vanno aggiunti gli uffici con le medesime funzioni delle Regioni e delle Province autonome.
Rimanderei invece ad un eventuale futuro il contattare tutti gli enti pubblici territoriali (regioni, province e comuni) e le diocesi, oltre forse a qualche importante soggetto privato.
Scrivere questa lettera richiede secondo me competenze legali (ovviamente) e competenze sia sulle licenze, sia sulla gestione dei beni culturali.
Il punto cruciale, secondo me, è rappresentato dall''assenza della clausola NC nella licenza che vorremmo applicare, che è quanto richiede Wikimedia Commons. Quello che dovremmo spiegare è perché questa clausola sia importante e quale vantaggio assicurerebbe al Ministero *dal suo punto di vista* . In effetti dovremmo spiegare secondo me quali sono i vantaggi per il Ministero del consentire la possibilità di un riutilizzo commerciale delle fotografie scattate dagli utenti Gli scopi di diffusione della conoscenza (da cui valorizzazione a costo zero e miglioramento conseguente della tutela, che è il compito del MIBAC anche per i beni che non gestisce lui) li può ottenere benissimo rilasciando le fotografie con licenza libera NC, la quale inoltre garantisce comunque al Ministero che nessun altro potrebbe legalmente vendere immagini dei monumenti,: questo a loro ovviamente interessa, perché sperano di ricavare introiti dalla vendita delle immagini è può trattarsi di un diritto oggetto di concessione, in cambio del quale, per esempio possono ottenere denaro sufficiente alla manutenzione e alle spese di apertura di un sito. Quello che dovremmo fare, dunque, è di convincerli che non si tratta effettivamente di un vantaggio economicamente significativo, a fronte della pubblicità ricavata, oppure spiegare loro perché dovrebbero comunque rinunciare a questa possibilità, a fronte di quali vantaggi. E onestamente non mi pare cosa facilissima. Credo che sia necessario capire come funziona in altri paesi, con quali riscontri economici, e portare dei casi concreti che dimostrino le nostre tesi. Ma è un lavoro (impegnativo) da fare.
Marina Milella http://www.decarch.it