On 01/24/2012 05:07 PM, Frieda Brioschi wrote:
- Se questo è vero (corretto, non opinabile e sinonimi del caso)
perché il codice urbani non è stato abrogato?
Porto degli elementi nella discussione: che siano "veri" lo si può dire solo nel senso che si tratta di argomenti che sono stati effettivamente portati avanti, senza essere chiaramente smentiti, il che vale sia per quelli interpretativi "teorici" di Resta, sia per quelli - sempre interpretativi ma in contesto più "operativo/governativo" - relativi alla risposta all'interrogazione di Grillini. A mio avviso, sarebbe forzato definire "opinabili" questi argomenti, ma ho già ammesso che si possano dare interpretazioni letterali (e meno colte e meno ufficiali) diverse, in base al tenore letterale del Codice dei Beni Culturali.
Sul perché il codice non sia stato abrogato, a parte il fatto che la domanda è un po' troppo ampia messa così, penso che la risposta stia nel fatto che non c'è nessun bisogno di abrogarlo, essendo possibile raggiungere quella conclusione in via interpretativa. E, forse, essendo comodo alle sovrintendenze far pensare di avere un po' più di potere di quello che la legge conferisce loro effettivamente. Sarebbe stato utile se il decreto legislativo (non ricordo più il numero) del 2005, che interpreta l'art. 107 del Codice, fosse stato usato per eliminare i dubbi interpretativi possibili, ma così non è stato, purtroppo.
- Una minima cosa che ho imparato negli anni è che nelle questioni
giuridiche una cosa è la teoria un'altra è la pratica. Esiste qualche sentenza che sposa questa interpretazione.
Vero, ma non mi risulta che ci sia giurisprudenza, purtroppo, né in un senso, né nell'altro. Nella mail che ho spedito poco fa, ho segnalato la cosa più vicina che esiste rispetto ad una "interpretazione ufficiale" del Codice da fonti ufficiali, che resta la risposta all'interrogazione di Grillini nel 2008.
La certezza granitica e cristallina che non serva alcuna autorizzazione per fare fotografie di beni culturali visibili dalla pubblica via, io temo che non la sia avrà mai (ovviamente, neanche pagando una consulenza ad un avvocato), salvo che qualcuno non proponga un emendamento al Codice dei Beni Culturali, però - nel contesto attuale - mi pare ampiamente ragionevole il fatto di seguire l'interpretazione permissiva, avallata dalle fonti che ho citato.
Volentieri, posso facilitare i contatti e pareri "informali" di esperti vari... Deborah De Angelis e Massimo Travostino sono due amici esperti di questi temi: non pensiate però che si possano dare certezze assolute in un contesto di norme scritte un po' maluccio... io uno squillo a Deborah comunque provo a farlo :-)
Il fatto di scrivere al Ministero "noi stiamo per fare questa cosa, sulla base di questa interpretazione della legge", a mio avviso, rientra nell'ambito delle misure "ragionevoli" per dar modo al principale soggetto incaricato di far rispettare il Codice di farci sapere se l'interpretazione sulla base della quale ci muoviamo (e che nel 2008 era condivisa dal Ministero stesso in modo esplicito) continui ad essere "non troppo opinabile" ;-)
Ciao,
Federico
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