Il giorno lun 2 set 2019 alle ore 18:18 Alessandro Marchetti via Associazione associazione@wikimedia.it ha scritto:
Ferdinando non sono categorie vuote, sono quelle piene che mancano. Non tute le categorie commons sono collegate a wikidata, e non tutti le foto di beni già presenti hanno già una categoria. [...] > Poi c'è anche da creare quelle vuote, ma è un'altra storia.
Alessandro, ti chiedo di chiarire che intendi per categorie vuote e piene, perché il discorso sarà chiaro per te, ma per noi non lo è.
Inoltre, a Stoccolma s'è discusso di come spostare il peso di questi dati sulla parte di Structured Data, all'interno di un piano che prenda le immagini di WLM come "gruppo di test" per verificare come andare oltre il sistema delle categorie. Quindi, prima di parlare di crearne di nuove (e, immagino, a decine), magari riflettiamoci da ottobre in poi con il team di SD.
Per il resto invece ti devi preoccupare se i comuni sbagliano a dichiarare. Se vai dalla curia e scopre che suoi beni sono già indicati, ci fai una brutta figura. In altri termini comunque devi ripulire quell'informazione. Finché si parla dell'artista i cui accordi di gestione dell'immagine sono stati intepretati male, è ancora un dettaglio, con i beni ecclesiastici no.
A me sembra che tu ti stia preoccupando troppo. Capisco il discorso della brutta figura, ma è un problema del comune che ha fatto il guaio, non nostro che ci siamo giustamente fidati di un'amministrazione pubblica.
Devi scegliere se vuoi un modello di qualità alta o no. Siccome l'Italia ha beni culturali di fascia piuttosto alti, devi in generale fare attenzione a non portare un lavoro che non sia il più accurato possibile.
Più vai avanti nel modello che porti, più emerge questo fatto. oltre un certo livello se vuoi crescere non serve l'apparenza di qualità, ma la qualità vera e propria. Quelli che si preoccupano di andare a capire, in altri termini, hanno più porte aperte.
Ecco, questo è proprio il tipo di polemica di cui, il 2 settembre, non sento minimamente il bisogno.
L.