Questo può interessare anche qui.
Ciao,
C
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Maurizio Napolitano <napo(a)fbk.eu>
Date: 16 maggio 2013 19:15
Oggetto: [wikimedia-it] Siti italiani UNESCO in Open Data
A: Associazione Wikimedia Italia <associazione(a)wikimedia.it>
Da
http://www.unesco.beniculturali.it/index.php?it/121/open-data
Il Dataset aperto dei siti italiani iscritti nella Lista del
Patrimonio Mondiale UNESCO
Il dataset dei siti italiani UNESCO è reso disponibile dal Ministero
per i Beni e le Attività Culturali come dato aperto secondo quanto
previsto dall’articolo 9 della Legge 221/2012.
Il dataset è stato documentato nel Repertorio Nazionale dei Dati
Territoriali (RNDT) secondo quanto previsto dal DM 10 Novembre 2011.
Dal Repertorio è stata successivamente estratta la scheda descrittiva
che è disponibile in formato PDF .
Il dataset è disponibile nelle seguenti modalità:
Servizio di consultazione – attraverso il WebGIS dei siti italiani UNESCO
Servizio di interoperabilità WMS a standard OGC (URL capabilities)
Scarica il file
La licenza d’uso associata al dataset ed ai servizi di consultazione e
di interoperabilità è la Creative Commons Attribuzione 3.0 (CC-BY
3.0).
Il file compresso reso disponibile dal servizio di download contiene
il dataset in formato Shape file, la scheda descrittiva estratta dal
Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali, un file testo contenente
l’elenco dei siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio
Mondiale UNESCO.
da notare la mappa usata per la visualizzazione dei singoli bene
http://www.unesco.beniculturali.it/index.php?it/47/ricerca
... openstreetmap :)
_______________________________________________
Mailing list dell'associazione Wikimedia Italia
Invio messaggi in lista: Associazione(a)wikimedia.it
Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/associazione
Buonasera a tutti,
sono reduce da una bella giornata (anche meteorologicamente parlando) ai
Giardini Hanbury di Ventimiglia (IM) dove ho partecipato a una delle
#invasionidigitali organizzate in questa settimana in molti musei e
luoghi della cultura in Italia. Anzitutto devo dire che fino al mese
scorso ignoravo l'esistenza dell'iniziativa e ci sono arrivato proprio
in seguito al vostro suggerimento di contattare le comunità locali di
appassionati fotografi/instagrammers per costruire una rete in vista di
WLM 2013. Il bilancio mi sembra molto positivo, ci sono molti
partecipanti, molto entusiasti, di tutte le età (ma non ho visto
giovanissimi, under 25 per capirci), c'è anche un deciso interesse da
parte delle istituzioni stesse che vedono un potente mezzo di promozione
turistica a costo zero.
Come già notato da alcuni [0], un problema di questa iniziativa è che
non produce contenuti liberi, anche perché il materiale viene quasi
tutto caricato su Instagram, Facebook, Pinterest, Twitter, insomma tutte
piattaforme in cui la licenza libera non si vede nemmeno in cartolina. E
per quanto legittimo, è un bello spreco. Ma non mi sembra opportuno un
atteggiamento di accusa. Piuttosto, visto che l'entusiasmo c'è ed è
molto alto, mi domando se non sia possibile tessere una continuità tra
questa iniziativa e WLM. Mi spiego meglio: oggi durante la visita
(l'invasione...) ho accennato di WLM agli organizzatori locali che si
sono detti molto interessati - non ho avuto modo di spiegare nel
dettaglio né di addentrarmi nei meandri normativi. Questo ovviamente è
stato un contatto personale e può darsi che in altri contesti non
funzioni, ma certamente io cercherò di sfruttarlo in vista di WLM in
questa zona.
Io ho comunque caricato su Flickr le mie foto in CC-BY-SA :-)
https://www.flickr.com/photos/steko/archives/date-posted/2013/04/24/
Comments welcome e scusate se ho divagato. Ciao
steko
[0] https://twitter.com/fpmicozzi/status/324132536445960192 per i
coraggiosi del dibattito a 140 caratteri per volta
--
Stefano Costa
http://steko.iosa.it/
Ciao a tutti! Mi ricordo che da qualche parte c'era una sorta di "modulo
preimpostato" che poteva essere usato come base per le richieste da inviare
ai comuni per la collaborazione con WLM. Qualcuno può linkarlo/incollarlo
in mailing-list? Grazie.
Aggiungo che su Commons esiste una maniera (becera) per taggare le
immagini alla maniera di Facebook (i.e. per identificare chi c'è
dentro), ma non sono certa che sia utile.
Vedi ad esempio questa foto:
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Group_Photo_at_Wikimania_2012_Openin…
(e passa il mouse sulle facce)
Frieda
___________________________________________
Frieda Brioschi
mail: ubifrieda(a)gmail.com - skype: ubifrieda
cell: 328 0731320
http://it.linkedin.com/in/frieda
Ciao a tutti,
la lista è giustamente in letargo ma vorrei abusare della vostra
esperienza con Wikimedia Commons per chiedervi una dritta.
In breve sto cercando se esiste un modo per "taggare" le singole
immagini su Commons, per fare quello che su Flickr è ottenuto tramite i
"machine tags" (spiegati qui http://www.flickr.com/help/tags/ in fondo
alla pagina). Certamente le categorie possono servire allo scopo, ma se
pensate ad esempio che i machine tags di Flickr possono essere usati per
collegare una foto a un oggetto di OpenStreetMap (di cui esistono vari
milioni), non è pratico avere una categoria per ogni oggetto. Nello
specifico il progetto per cui sto chiedendo aiuto è Pleiades, un
catalogo dei luoghi del mondo antico http://pleiades.stoa.org/ che oltre
a essere completamente CC-BY è anche un nodo centrale di tutta la
"linked data cloud" relativa agli studi sul mondo antico (storia,
archeologia e dintorni).
Pleiades attualmente sfrutta Flickr
http://code.flickr.net/2011/12/16/pleiades-a-guest-post/ tramite un
gruppo e nelle pagine dei singoli luoghi (un esempio *a caso*
http://pleiades.stoa.org/places/157802 ..) e le singole immagini sono
taggate su Flickr e recuperate tramite API. Poiché è facile immaginare
che ci siano migliaia di foto utili allo scopo in Commons, mi sto
domandando se ci sia un modo di automatizzare il reperimento di queste
foto con un solo passaggio di marcatura (es. aggiungendo l'informazione
nella pagina della foto come avviene su Flickr, oppure creando una
categoria unica in cui si usa la "sort key" per collegare la foto al
corrispondente luogo di Pleiades...).
Spero di essere stato abbastanza chiaro e di non avervi confuso troppo
le idee. In teoria un meccanismo del genere potrebbe essere utile anche
per WLM.
Ciao e grazie
steko
Ciao a tutti,
vorremmo scrivere un post per il blog con un po' di testimonianze dei
volontari che hanno lavorato a Wiki Loves Monuments, un po' sulla
falsa riga di quello scritto da Lodewijk sul blog internazionale[1].
L'idea è quella di scrivere 5-6 righe ognuno (ma anche di più vanno
bene, al massimo se viene troppo lungo accorciamo in un secondo
momento) su cosa rappresenta WLM, sul perché lo si sta facendo e cose
così.
Se avete collaborato in qualche modo all'organizzazione e avete voglia
di scrivere qualcosa (dai, che sono poche righe!) mandatemi il vostro
pezzo.
Ginevra
[1] http://www.wikilovesmonuments.org/why-we-are-doing-this/
_________________________________________
We are the Borg.
You will be assimilated.
Your biological and technological distinctiveness will be added to our
own.
Resistance is futile.
(dalla lista di Creative Commons Italia)
Congratulazioni Federico!
Cristian
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Giuseppe Futia <giuseppe.futia(a)gmail.com>
Date: 17 dicembre 2012 13:18
Oggetto: [cc-it] Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
A: cc-it(a)lists.ibiblio.org
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
<http://nexa.polito.it/morando-lead-cc-it>
NEXA
http://nexa.polito.it/morando-lead-cc-it
Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
ccit
Scarica la versione PDF
<http://nexa.polito.it/nexacenterfiles/cs_26_morando_lead_ccit.pdf> del
comunicato
Torino, 17 dicembre 2012. *Federico Morando*, managing director e
research fellow del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di
Torino (DAUIN), è il *nuovo Lead di Creative Commons Italia*. Lo ha
annunciato ieri sera a Torino il prof. *Juan Carlos De Martin*,
fondatore, insieme al Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nel
2003 di Creative Commons Italia. *Creative Commons Italia* è il gruppo
di lavoro - coordinato dal Centro Nexa su Internet & Società del
Politecnico di Torino - che rappresenta Creative Commons in Italia.
de-martin"/Federico Morando sono anni che partecipa alle attività di
Creative Commons sia a livello nazionale sia all'estero/" afferma il
*prof. De Martin*. "/Il suo mix di competenze giuridiche, economiche e
digitali e la sua passione per i temi CC l'hanno rapidamente fatto
diventare una figura di riferimento apprezzata da tutti. Sono quindi
certo che Federico sarà uno straordinario lead del gruppo di lavoro CC
Italia: a lui va il mio più sentito in bocca al lupo e tutto l'appoggio
del Centro Nexa!/."
morando"/A inizio 2006 ho partecipato per la prima volta a una riunione
del gruppo di lavoro di CC Italia: è stato entusiasmante (e strano!)
vedere giuristi, ingegneri, economisti e scienziati politici discutere
di dettagli giuridici, visti come strumenti operativi per favorire la
creatività online. Grazie a questo fantastico gruppo di lavoro, a
partire dai precedenti lead, Marco Ricolfi e Juan Carlos De Martin, alla
community degli utenti CC ed a nuovi partner, sono sicuro che i prossimi
anni vedranno un'ulteriore crescita dei beni comuni al servizio della
creatività e della conoscenza/."
In merito al contributo di CC Italia al movimento CC globale, il
fondatore di Creative Commons, il prof. *Lawrence Lessig* (Harvard), ha
inviato al Centro Nexa il seguente messaggio:
lessig"/Nel 2003 venni a Torino per lanciare uno dei primi gruppi di
lavoro nazionali Creative Commons. Tornai poi nel dicembre 2004 per il
lancio della versione italiana delle licenze. Da allora la comunità
italiana Creative Commons ha contribuito moltissimo al successo del
movimento globale CC: grazie di cuore!/"
A livello internazionale le licenze CC sono state adottate in numerosi
contesti, dai numerosi blog di semplici cittadini della rete a
istituzioni come la Casa Bianca USA, da artisti emergenti a band famose
in tutto il mondo. I *Radiohead*, per esempio, /rock band/ inglese che
ha venduto 30 milioni di dischi in tutto il mondo, nel 2008 ha
rilasciato i dati del proprio video "House of Cards" sotto licenza CC.
Questa scelta ha scatenato la fantasia dei fan della band: il designer
Tiago Serra ha utilizzato *Blender*, software /open source/ per la
modellazione e l'animazione 3D, per trasformare il video originale in
una serie di coordinate spaziali grazie alle quali è stato in grado di
realizzare, tramite un processo di stampa tridimensionale, una *scultura
del volto di Thom Yorke*, voce solista del gruppo. Poiché si è trattata
di un'opera derivata, e la licenza lo consentiva, per la riproduzione e
la distribuzione del suo lavoro Serra non ha dovuto chiedere alcun
permesso ai Radiohead.
L'album "34 Ghosts IV" del gruppo statunitense *Nine Inch Nails* è stato
il primo album rilasciato in Creative Commons a ricevere una nomination
ai *Grammy Awards*, uno dei premi più importanti degli Stati Uniti per i
risultati conseguiti nel settore dell'industria musicale. Nonostante gli
utenti abbiano potuto scaricare e condividere liberamente l'album, i
NIN, grazie alla vendita di edizioni speciali, hanno incassato secondo
Wired <http://blog.wired.com/music/2008/03/nine-inch-nai-2.html> *1,6
milioni di dollari soltanto nella prima settimana dalla pubblicazione*.
Anche musei e biblioteche hanno deciso di sfruttare le licenze CC per
favorire la diffusione dei propri contenuti. La *National Portrait
Gallery* (NPG), nel Regno Unito, ha apportato quest'anno alcune
modifiche alla licenza
<http://www.museumsassociation.org/museums-journal/news/22082012-npg-changes…>
sulle proprie immagini, consentendo il download gratuito per fini non
commerciali: tale cambiamento implica *53 mila immagini* in più a
disposizione degli utenti di Internet.
Nel 2010 un gruppo di *biblioteche di Colonia* in Germania assieme al
Centro Bibliotecario della Renania-Palatinato, ed in cooperazione con il
Centro Servizi Bibliotecari del Nord Reno-Vestfalia, ha adottato lo
strumento dell'*open access* e del *pubblico dominio* per i dati
relativi ai propri cataloghi bibliotecari (*5.4 milioni di record*),
rendendoli così pubblicamente accessibili e consultabili in rete, nonché
riutilizzabili. Tra gli scrittori, *Cory Doctorow*, autore canadese di
fantascienza e co-editore del famoso blog Boing Boing, è uno dei più
grandi sostenitori delle licenze e la maggior parte dei suoi libri è
liberamente scaricabile da Internet. Altri esempi di opere CC sono
riportati nel box a seguire su Creative Commons.
In Italia importanti realtà del panorama editoriale come *La Stampa*,
con il suo archivio storico, *Il Fatto Quotidiano* e *Internazionale*
hanno adottato e messo a disposizione contenuti sotto licenza CC. Stessa
scelta è stata adottata da alcuni blog fra i più seguiti in Italia come
*Spinoza.it* e il blog di *Beppe Grillo*. Inoltre amministrazioni
pubbliche tra cui la *Regione Piemonte*, attraverso il suo portale di
dati aperti <http://www.dati.piemonte.it/>, enti di ricerca come *Istat*
e imprese quali ad esempio Enel hanno deciso di diffondere dati e
informazioni sfruttando le licenze CC. Tra i moltissimi esempi italiani
di rilascio di contenuti con licenza CC segnaliamo La città di Asterix
<http://lacittadiasterix.blogspot.it/>, /story telling/ multimediale sul
processo di integrazione di alcuni ragazzi afghani in Italia, realizzato
dalla giornalista *Carlotta Mismetti Capua*. Oltre ad aver vinto il
*premio Ischia di giornalismo*, il progetto è stato riproposto in un
*cortometraggio* realizzato da Leonardo Cinieri Lombroso che si è
aggiudicato nel 2010 il *premio MyRome*, iniziativa promossa da Camera
di Commercio di Roma, in collaborazione con il RomaFictionFest, per
celebrare la città di Roma attraverso cortometraggi della durata di
cinque minuti. Il progetto è inoltre diventato un libro, scritto dalla
stessa Mismetti Capua, intitolato "*Come due stelle nel mare*",
pubblicato sotto licenza CC da *Edizioni Piemme Mondadori*. Molte altre
opere Creative Commons sono segnalate quotidianamente sulla pagina
Facebook CC Italia e in molti altri forum online.
Qualche dato su Creative Commons in Italia
Secondo le rilevazioni di CC Monitor
<http://monitor.creativecommons.org> il numero di licenze CC adottate in
italia è di 5.530.005 (dati aggiornati al 22 maggio 2010). Questo dato
ci colloca al 3° posto su 52 paesi. Allo stesso tempo, quasi la metà
(43.57%) è del tipo più restrittivo (Attribuzione-Non commerciale-Non
opere derivate) relegando l'Italia al 38° posto su 52 paesi per "grado
di libertà" delle licenze adottate. All'11 ottobre 2012, il sito Flickr
ospitava 241.183.394 scatti distribuiti con licenze CC
<http://www.flickr.com/creativecommons/> e al 25 luglio 2012, YouTube
offriva 4 milioni di video distribuiti con licenze CC
<http://youtube-global.blogspot.it/2012/07/heres-your-invite-to-reuse-and-re…>.
I primi passi di Creative Commons in Italia
*18 novembre 2003*: il professor *Lawrence Lessig*, fondatore di
Creative Commons e all'epoca docente a Stanford, annuncia a Torino
l'*inizio del lavoro di preparazione delle licenze Creative Commons
italiane*. In questa prima fase il progetto è guidato dal prof. Marco
Ricolfi del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di
Torino, col coinvolgimento del CNR di Torino (Juan Carlos De Martin) per
la parte tecnica.
*16 dicembre 2004*: Lawrence Lessig torna a Torino per il convegno (con
festa) di *lancio delle licenze CC italiane*. *In quella occasione* il
prof. De Martin diviene *Lead* del gruppo di lavoro CC Italia, col prof.
Ricolfi nel ruolo di *Legal Lead*.
Biografia di Federico Morando
*Federico Morando* è managing director del Centro Nexa su Internet e
Società <http://nexa.polito.it/people/fmorando> del Politecnico di
Torino, dove la sua attività di ricerca è focalizzata sul dominio "open
content" ed "open data". Già docente di diritto dei beni immateriali
presso l'Università Bocconi, insegna presso il master in Proprietà
Intellettuale organizzato congiuntamente dall'Organizzazione Mondiale
per la Proprietà Intellettuale (OMPI) e dall'Università di Torino. È
membro dell'Open Data Team di Regione Piemonte ed uno dei principali
esperti italiani di licenze libere per il riuso dei dati pubblici.
Laureato in economia presso l'Università Bocconi, dopo un master in
economia teorica ha focalizzato i suoi studi sull'intersezione tra
economia, diritto e nuove tecnologie, conseguendo un Ph.D. in analisi
economica del diritto presso le Università di Torino e Gand.
Che cosa sono Creative Commons e Creative Commons Italia
Creative Commons <http://creativecommons.org> è un'organizzazione
non-profit fondata nel 2001 da Lawrence Lessig
<http://lessig.org/info/bio> con sede a San Francisco, che sviluppa e
promuove strumenti legali gratuiti (/in primis/, le licenze Creative
Commons <http://creativecommons.org/licenses/>) in grado di massimizzare
la creatività, la condivisione e l'innovazione, in particolare online.
Per favorire il ricorso creativo a opere di ingegno altrui, nel pieno
rispetto delle leggi esistenti, Creative Commons offre diverse
articolazioni dei diritti d'autore ad artisti, giornalisti, docenti,
istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera
ampia le proprie opere. Tra gli esempi più famosi di utilizzo delle
licenze Creative Commons c'è sicuramente quello di MIT OpenCourseWare
<http://ocw.mit.edu/>, progetto del Massachusetts Institute of
Technology, che mette a disposizione liberamente il proprio materiale
didattico. Anche il sito ufficiale della Casa Bianca, Whitehouse.gov
<http://www.whitehouse.gov/copyright>, pubblica i propri contenuti sotto
licenza Creative Commons, così come anche un'importante azienda
farmaceutica, *GlaxoSmithKline*, ha ceduto tutti i diritti del suo set
di dati riguardanti la malaria, che comprende più di 13.500 composti
noti per essere attivi contro questa malattia.
Creative Commons Italia <http://www.creativecommons.it/> (CCIT) è il
gruppo di lavoro italiano affiliato a Creative Commons e parte del
progetto CC Affiliate Network
<http://wiki.creativecommons.org/CC_Affiliate_Network>. Il gruppo di
lavoro volontario è formato da giuristi, tecnologi ed altri esperti, che
sin dal 2003 si occupano della traduzione italiana delle licenze
Creative Commons e soprattutto del loro adattamento al sistema giuridico
nazionale. Il gruppo di lavoro è coordinato dal Centro Nexa su Internet
& Società <http://nexa.polito.it/> del Politecnico di Torino (DAUIN),
che ospita e gestisce anche il sito <http://www.creativecommons.it/> e
le mailing list <http://www.creativecommons.it/Liste> di CCIT. Con il
supporto della community dei "commoners" italiani, il Centro Nexa
organizza anche iniziative di divulgazione e socializzazione, come gli
incontri CCIT <http://creativecommons.it/eventi> e i Creative Commons Party.
Per restare aggiornati sulle attività di Creative Commons Italia:
- Twitter: @cc_italy <https://twitter.com/cc_italy>
- Facebook: http://www.facebook.com/cc.italia
- Mailing list CC Italia:
https://creativecommons.it/cgi-bin/mailman/listinfo/community
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not
listed in this email. Our events are free and open to the public, unless
otherwise noted.
Maggiori informazioni sulle attività del Centro Nexa su Internet &
Società sono disponibili all'indirizzo http://nexa.polito.it. Weekly
Events Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to
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