Buongiorno a Tutte/i, mi permetto di inoltrare alla vostra mailing list. cordialmente, Natalia Piombino
*ASSOCIAZIONE DEI LETTORI* *DELLA* *BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE*
*MERCOLEDI 5 NOVEMBRE ORE 21*
*Sala delle Leopoldine, Piazza Tasso 7* *incontro pubblico *
*L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA * *SUL VOLONTARIATO E SULLA FILANTROPIA ?*
Intervengono:
*TOMASO MONTANARI*, Storico dell'arte *UGO MATTEI*, Giurista, esperto di beni comuni *CLAUDIO MELONI*, CGIL Funzione Pubblica Nazionale MIBACT *FRANCA ARDUINI*, gia' direttrice Biblioteca Laurenziana
Come sapete, la grandinata di inusuale violenza si è abbattuta sulla città il 19 settembre ha provocato una serie di danni in biblioteca, in particolare alcuni lucernari si sono rotti causando l'allagamento di due sale. In risposta a questa (ennesima) emergenza, la direzione della biblioteca ha deciso di chiedere un contributo alla cittadinanza. Come Associazione dei lettori della biblioteca abbiamo espresso la nostra perplessità riguardo a questa sottoscrizione, in quanto la biblioteca non è in ginocchio a seguito delle intemperie ma perchè abbandonata dallo Stato. Da anni.
In sintesi, l'ordinaria amministrazione della Biblioteca Nazionale di Firenze ruota attorno a due perni: da un lato si fa appello alla cittadinanza e agli sponsor per le risorse, al fine di surrogare il finanziamento statale, dall'altro si ricorre all' impiego del Servizio civile regionale per sopperire alla carenza di personale (dovuta al blocco del turn over).
Il deficit di risorse assume anche la forma di un' avvilente mercificazione, che ha visto, per esempio, l'affitto di sale di lettura a privati durante l'orario di apertura della biblioteca, con l'allestimento di "eventi esclusivi" quali sfilate di moda e partite da golf. Peraltro, anche sulla "esclusività" della fruizione di un bene comune ci sarebbe qualcosa da dire.
Contestualmente assistiamo a un inesorabile deterioramento dei servizi forniti.
La situazione della Biblioteca Nazionale di Firenze è in effetti analoga a quella di molte biblioteche pubbliche, di musei, di buona parte dei beni culturali e paesaggistici.
Mentre i lavoratori dei beni culturali (bibliotecari, archivisti, restauratori, storici dell'arte, etc.) vanno in pensione senza aver potuto trasmettere le proprie preziose competenze a nuove generazioni di professionisti, migliaia di giovani qualificati sono in cerca di occupazione.
*Di fatto, nel** settore dei beni culturali, lo stato ha sostanzialmente abdicato al proprio ruolo. Il ricorso al volontariato, agli sponsor e al crowdfunding e' divenuto ormai una prassi nella gestione quotidiana delle biblioteche.* *Di questi temi vorremmo discutere con tutte le lettrici e i lettori, con i bibliotecari e con la cittadinanza.*
Cordialmente, Il consiglio di Assolettori.
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*SALVIAMO LA CULTURA DAL DILUVIO*
La Biblioteca Centrale di Firenze custodisce 135 chilometri lineari di scaffali. Gli ultimi danni per maltempo erano annunciati. Ma gli investimenti non sono bastati di Gian Antonio Stella, Sette suppl. Corriere della Sera 24 ottobre 2014
«Sant'Eurosia, ora pro nobis». E soprattutto per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Nel pieno di un autunno piovoso che ha già devastato e ucciso in tante parti d'Italia, da Genova alla Maremma, e in vista di un inverno che potrebbe essere non meno impietoso, non resta che affidarci alla santa patrona contro i temporali e la grandine. Quella santa boema dell'Ottavo secolo d.C. che, torturata dai saraceni, vide il suo calvario interrotto, narra la leggenda, da un subitaneo annuvolarsi del cielo che pare proprio riferirsi a quelle che chiamiamo «bombe d'acqua»: «Si scatenò un grandinare furibondo, uno scrosciare spaventoso di acque, folgori e tuoni assordanti, venti fortissimi, i saraceni fuggirono terrorizzati mentre dal cielo una voce più potente della tempesta diceva: "Sia dato a Lei il dono di sedare le tempeste, ovunque sia invocato il suo nome!"». In assenza di un misericordioso intervento della santa, infatti, il futuro della più importante biblioteca nazionale, in caso di nuove intemperie appare fosco. Basti vedere le immagini su YouTube dell'ultima grandinata, un mese fa: pioggia battente sui tavoloni di una sala, libri inzuppati d'acqua, bibliotecari a torso nudo che si interrogano sulle cose da fare, altri con impermeabilini di plastica e guanti da massaia che si affrettano a portare all'asciutto i volumi sgocciolanti. Un disastro. «Per noi l'impatto dell'evento meteo dello scorso venerdì è stato, a livello di danni all'edificio, simile a quello dell'alluvione del '66», ha denunciato in un incontro coi lettori la direttrice, Maria Letizia Sebastiani, parlando di danni per un milione di euro, «non così, invece, è fortunatamente andata al nostro patrimonio librario, che grazie al miracoloso sforzo del nostro personale si è interamente salvato dalla furia dell'acqua e del ghiaccio. Il sistema delle gronde non ha retto, l'acqua è entrata nei muri, tante parti hanno ceduto. La foto della parete bucata ha fatto il giro dei social network...». Ciò detto, aveva lanciato un appello: «Chiunque abbia a cuore la cultura, doni un euro, il ricavato servirà a porre rimedio ai danni». Un'iniziativa lodevolissima. Ma non fortunata. Euro raccolti: duemilacentosessantasette. La direzione, commossa, ha ringraziato. Ma quei soldi (Dio benedica comunque i benefattori) non bastano purtroppo neppure per pochi metri di grondaia. Auguri.
DELITTO IMPERDONABILE II punto è che, come denuncia l'Associazione dei lettori, «pur riconoscendo l'eccezionalità dell'evento, non si può fare a meno di osservare che si sia consumata una tragedia già ampiamente annunciata da molti altri simili eventi nel passato. Non è certo la prima volta che piove in Bncf! L'ultima "acquata" fu poco meno di un anno fa e, a seguito di varie proteste e articoli sulla stampa, furono erogati fondi straordinari dal ministero per porre rimedio all'emergenza. Tali fondi ammontavano a 400mila euro e si andavano ad aggiungere ad altri 600mila euro di fondi straordinari stanziati l'anno precedente». Di più: «Il Mibact annunciò che venivano sbloccati immediatamente ulteriori fondi per rimettere subito a posto i lucernari (50mila euro). Del resto la Direttrice ha in seguito affermato che i lavori necessari erano stati eseguiti e che i lucernari erano stati risistemati». Peccato che «qualcosa non è andato per il verso giusto: dai lucernari è piovuto nelle sale come mai prima d'ora è avvenuto». E allora? Come la mettiamo? Una cosa è certa: l'ex sindaco Matteo Renzi, quando passa per Firenze, farebbe bene un giorno o l'altro a buttare un'occhiata alla nostra storica biblioteca. Conserva, spiega il sito web, «6.000.000 di volumi a stampa, 120.000 testate di periodici di cui 15.178 in corso, 4.000 incunaboli, 25.000 manoscritti, 29.120 edizioni del XVI secolo, 2.696.327 opuscoli e oltre 1.000.000 di autografi» per un totale di 135 chilometri lineari di scaffali. Non può pioverci dentro. I tempi sono duri? Vero. Ma non investire su un patrimonio come questo è un delitto imperdonabile.
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