Il 11/12/2014 12:00, bibliotecari-request(a)wikimedia.it ha scritto:
> Il problema di Machiavelli: ovvero da cosa è nato il
> dibattito: Pluralità e attendibilità delle edizioni su Wikisource
>
Mi ha molto appassionato lo scambio di idee che è circolato in lista in
questi giorni a proposito di Wikisource, del valore delle edizioni in
formato digitale e dell'opportunità che si inauguri concretamente una
migliore politica di scelte, buone prassi, ecc. ecc. sulle risorse da
digitalizzare e rendere fruibili. Un processo che, sappiamo bene tutti,
è ancora molto inefficace sia in Italia che nei maggiori progetti
internazionali...
La sintesi delle cose utili e importanti da fare proposta da Pierfranco
nella sua ultima mail mi trova d'accordo e la ritengo, come sempre del
resto i suoi interventi, densissima di spunti intelligenti. Ma vorrei
anche dire che, secondo me, quanto da lui indicato non sminuisce affatto
la validità e l'importantaza di quello che ha iniziato a realizzare
Wikisource. Si tratta di due fronti, canali, percorsi, che non
necessariamente si devono sovrapporre. Wikisource nasce con una mission
legata alla condivisione, alla partecipazione e al wiki; non nasce come
piattaforma della filologia classica (e moderna) universale. Certo, in
molti casi, rendere disponibile una risorsa su Wikisource potrebbe
essere proprio l'occasione per valutare "quale" delle possibili edizioni
di un'opera sia filologicamente più attendibile di un'altra, ma non
penso che - in quel contesto - questo debba essere l'unico o il
principale parametro di scelta.
Dunque, ben vengano le iniziative auspicate, magari iniziassero davvero
a collaborare concretamente MIUR e MIBACT... Ma senza pretendere di
voler convogliare troppo su un unico e medesimo fronte attività e
competenze che non possono che rimanere distinte, anche se
auspicabilmente sempre più "mescolate".
Caro saluto da Anna Lucarelli