Non è chiaro se la proposta di revisione è stata discussa e approvata dal Parlamento europeo
Direi di no... L'UE permette di "tracciare" l'andamento di ogni documento legislativo attraverso il database Pre-Lex (http://ec.europa.eu/prelex/rech_simple.cfm?CL=it) che, bonta' sua, genera link statici (con una sorta di timeline del provvedimento).
In questo caso la proposta di revisione della direttiva (documento COM 2011/877) ha ad oggi questa timeline http://ec.europa.eu/prelex/detail_dossier_real.cfm?CL=it&DosId=201183 La cosa piu' recente, in basso, sembrerebbe il parere su di essa espresso dal Comitato delle Regioni, del 10 ottobre 2012. Come giustamente dici tu, in ogni caso questo non conta visto che la legge italiana stabilisce l'open by default. (i miei due dents, un po fuori tema, scusate) laura
Il 27 maggio 2013 22:34, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Ciao,
sono andato a cercare informazioni sulle direttive europee per il riuso dei dati delle biblioteche: la direttiva europea vigente (2003/98/EC:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2003:345:0090:009...) (DIRETTIVA 2003/98/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 novembre 2003) relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico (recepita in Italia con D.Lgs. 36/2006 e successive modifiche) afferma la regola generale della libertà di riuso dell'informazione di fonte pubblica, con eccezioni: esclude espressamente i dati delle università, delle biblioteche, degli archivi e dei musei.
Nel 2011 la Commissione Europea ha promosso una rilevazione sull'impatto economico del riuso dell'informazione di fonte pubblica, dai cui risultati è scaturita una proposta di revisione della Direttiva del 2003, che si può leggere qui: http://ec.europa.eu/information_society/policy/psi/docs/pdfs/directive_propo... qui: http://ec.europa.eu/information_society/policy/psi/docs/pdfs/directive_propo...
La riforma mira a:
- includere istituti di formazione e di ricerca, biblioteche, archivi e
musei nel suo raggio d'azione;
- limitare alle sole spese vive l'importo degli eventuali pagamenti ai
soggetti pubblici per la fornitura delle informazioni da questi fornite, pagamenti da considerarsi comunque eccezionali;
- introdurre strumenti di monitoraggio sull'effettiva applicazione
delle norme da parte delle pubbliche amministrazioni;
- assicurare l'interoperabilità tra i sistemi informativi dei soggetti
pubblici. Non è chiaro se la proposta di revisione è stata discussa e approvata dal Parlamento europeo.
Quindi sembra che finché non si giungerà a un testo definitivo, le biblioteche restano escluse dall'applicazione della normativa sul riuso.
D'altronde pare però che non ci sia più bisogno della modifica europea perché la Legge 17 dicembre 2012 n.221 che ha modifica l'art. 52 e 68 del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) stabilisce che dal 19 marzo 2013 tutti i dati e documenti che le pubbliche amministrazioni pubblicano con qualsiasi modalità, senza l’espressa adozione di una licenza d’uso, si intendono rilasciati come dati aperti (open data by default).
pierfranco minsenti
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com
Grazie a Laura Testoni per l'aggiornamento.
Il problema è la posizione "attendista" e non chiara dell'ICCU su SBN. Possiamo dire che è ormai insostenibile?
Nella mail del 6 aprile 2012 inviata da Maria Teresa Natale per conto della CAFFO ad AIB-CUR a proposito dell'accordo tra università CIPE e WorldCat era stata espressa una posizione molto burocratica: "I dati di SBN appartengono alla rete delle biblioteche che li producono, li aggiornano e li gestiscono, quindi qualunque problema possa sorgere circa l'uso, il riuso e la disponibilità dei dati, questo va posto all'attenzione degli organi di governo."
Questo abbastanza chiaramente vuole dire: 1) dato che i dati sono di una entità collettiva: la "rete" delle biblioteche SBN, non sono di nessuno in particolare 2) quindi nessuna istituzioni può prendere iniziative individuali 3) fermi tutti: decidono gli "organi di governo" di SBN
La definizione degli organi di governo di SBN si legge nel documento "Protocollo di intesa per lo sviluppo del Servizio Bibliotecario Nazionale (31/07/2000) che si può leggere a: http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/Protocollo_SBN_31...
All'art. 3 elenca gli "organi" di governo di SBN:
1) Comitato nazionale di coordinamento 2) Comitato tecnico-scientifico 3) Comitati regionali di coordinamento
Il Comitato nazionale di coordinamento è definito come l'"organo di indirizzo e programmazione di SBN" (art. 4) a cui tra l'altro compete di deliberare sulla partecipazione di SBN a progetti nazionali, europei ed internazionali anche a seguito di proposte del Comitato tecnico-scientifico e di richieste delle istituzioni che hanno sottoscritto il protocollo.
Quindi alle istituzioni viene lasciato solo il ruolo di avanzare proposte.
Tuttavia, considerata la Legge 17 dicembre 2012 n.221 che ha modifica l'art. 52 e 68 del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), anche il Comitato nazionale di coordinamento non potrà "deliberare" diversamente da quanto dice la legge. I
Quindi: fino a quando l'ICCU continuerà a nascondersi dietro al fatto che prima di una pronuncia del Comitato nessuno può muoversi?
Questa sarebbe una delle questioni da porre per es. nell'incontro organizzato da presidenza AIB a Roma per il 20 giugno.
Pierfranco Minsenti
Il giorno 28 maggio 2013 10:44, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Non è chiaro se la proposta di revisione è stata discussa e approvata dal Parlamento europeo
Direi di no... L'UE permette di "tracciare" l'andamento di ogni documento legislativo attraverso il database Pre-Lex (http://ec.europa.eu/prelex/rech_simple.cfm?CL=it) che, bonta' sua, genera link statici (con una sorta di timeline del provvedimento).
In questo caso la proposta di revisione della direttiva (documento COM 2011/877) ha ad oggi questa timeline http://ec.europa.eu/prelex/detail_dossier_real.cfm?CL=it&DosId=201183 La cosa piu' recente, in basso, sembrerebbe il parere su di essa espresso dal Comitato delle Regioni, del 10 ottobre 2012. Come giustamente dici tu, in ogni caso questo non conta visto che la legge italiana stabilisce l'open by default. (i miei due dents, un po fuori tema, scusate) laura
Il 27 maggio 2013 22:34, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Ciao,
sono andato a cercare informazioni sulle direttive europee per il riuso
dei
dati delle biblioteche: la direttiva europea vigente (2003/98/EC:
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2003:345:0090:009... )
(DIRETTIVA 2003/98/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17
novembre
- relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico
(recepita in Italia con D.Lgs. 36/2006 e successive modifiche) afferma la regola generale della libertà di riuso dell'informazione di fonte
pubblica,
con eccezioni: esclude espressamente i dati delle università, delle biblioteche, degli archivi e dei musei.
Nel 2011 la Commissione Europea ha promosso una rilevazione sull'impatto economico del riuso dell'informazione di fonte pubblica, dai cui
risultati è
scaturita una proposta di revisione della Direttiva del 2003, che si può leggere qui:
http://ec.europa.eu/information_society/policy/psi/docs/pdfs/directive_propo...
qui:
http://ec.europa.eu/information_society/policy/psi/docs/pdfs/directive_propo...
La riforma mira a:
- includere istituti di formazione e di ricerca, biblioteche, archivi e
musei nel suo raggio d'azione;
- limitare alle sole spese vive l'importo degli eventuali pagamenti ai
soggetti pubblici per la fornitura delle informazioni da questi fornite, pagamenti da considerarsi comunque eccezionali;
- introdurre strumenti di monitoraggio sull'effettiva applicazione
delle norme da parte delle pubbliche amministrazioni;
- assicurare l'interoperabilità tra i sistemi informativi dei soggetti
pubblici. Non è chiaro se la proposta di revisione è stata discussa e approvata dal Parlamento europeo.
Quindi sembra che finché non si giungerà a un testo definitivo, le biblioteche restano escluse dall'applicazione della normativa sul riuso.
D'altronde pare però che non ci sia più bisogno della modifica europea perché la Legge 17 dicembre 2012 n.221 che ha modifica l'art. 52 e 68 del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) stabilisce che dal 19 marzo
2013
tutti i dati e documenti che le pubbliche amministrazioni pubblicano con qualsiasi modalità, senza l’espressa adozione di una licenza d’uso, si intendono rilasciati come dati aperti (open data by default).
pierfranco minsenti
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Laura Testoni Università degli Studi di Genova laura.test@gmail.com / testoni@unige.it tel uff. 010-2095217 :: skype: laura-testoni http://refkit.wordpress.com _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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