Pierfranco, grazie per le tue interessanti osservazioni e molto interessante anche il lavoro per far colloquiare i due software. Il discorso dei discovery tools mi interessa molto e penso che si debba distinguere fra le diverse finalità della ricerca. In fondo la situazione oggi non è cambiata molto rispetto al passato. Il mondo dell'informazione è molto complesso e penso che una mediazione sarà necessaria in futuro come lo era in passato. Più specializzata è l'informazione e maggiore è la complessità della ricerca e meno probabile che l'utente abbia il tempo per formarsi adeguatamente. Così se si tratta di comprare un biglietto ferroviario o comprare un libro o andare al cinema è una cosa, se si tratta di trattare un paziente in un modo o in un altro in base anche alle evidenze scientifiche è un altro paio di maniche. E serve ancora più attenzione e senso di responsabilità da parte di tutti, in quanto se di due pazienti uno sopravvive e l'altro no per la disponibilità di un informazione e perché quell'informazione la si è trovata, non te lo fanno notare nessuno dei due pazienti (uno per ovvie ragioni, ma anche l'altro che sopravvive, perché nessuno collegherà il buon esito di un intervento con la disponibilità di un informazione, tranne chi interviene e quell'informazione ha trovato). Bisogna andarci molto piano con i giudizi e far passare in secondo piano gli interessi economici e politici quando all'informazione è legato il buon esito di un evento salutare, ma anche culturale e scientifico in genere, sia che si tratti di scienze umanistiche che naturali. Infatti al momento nessun discovery tool mi darà gli stessi risultati di p.es una ricerca tramite i soggetti nella banca dati PubMed o nella banca dati EMBASE o PsychInfo etc. E questo bisogna avere l'onestà e la responsabilità di riconoscerlo in modo proattivo, anche se sono in gioco interessi personali. Maurizio
_______________________________ Claudiana Scuola Provinciale Superiore di Sanità Landesfachhochschule für Gesundheitsberufe Maurizio Grilli Responsabile Biblioteca - Bibliothek Verantwortlicher Via Lorenz Böhler 13, 39100 Bolzano maurizio.grilli@claudiana.bz.it Tel. +39-0471-067213 Fax. +39-0471-067211 www.claudiana.bz.it
-----Messaggio originale----- Da: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] Per conto di bibliotecari-request@wikimedia.it Inviato: Dienstag, 6. August 2013 13:51 A: bibliotecari@wikimedia.it Oggetto: Digest di Bibliotecari, Volume 20, Numero 14
P. Minsenti scrive: ..." Prendiamo il caso di una ditta che ha firmato l'accordo: Ex Libris. Produce vari prodotti ma prendiamone 2 in particolare: Aleph e Primo"
Beh spero che ci siano anche altri esempi di ditte che hanno firmato l'accordo. Il tanto sbandierato prodotto di Ex Libris "Primo" è un po' un mega-calderone di informazioni, ma resta da vedere se sia davvero utile. L'utente non ha bisogno di milioni di informazioni, ma delle poche che per lui sono rilevanti. Più che la quantità di informazioni è la qualità che conta e per la quale siamo responsabili noi bibliotecari. Per la quantità c'è già google. Cordialmente Maurizio Grilli
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Message: 2 Date: Tue, 6 Aug 2013 13:18:56 +0200 From: Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani bibliotecari@wikimedia.it Subject: Re: [Bibliotecari] Articolo open access sull'incontro di Roma del 20 giugno Message-ID: CAE306MU6fqUDockLqVpj2rHdiAnD2X1B837FaMUS0b0b7K5OPQ@mail.gmail.com Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
Ciao Maurizio,
comincio con un disclaimer: lavoro nella terza università che ha implementato Primo e la prima che l'ha implementato facendolo colloquiare con Sebina Open Library via OAI-PMH facendo un lavoro poi usato dal altri atenei ma siamo in attesa di poter passare al colloquio sui dati di disponibilità.
Detto questo, mi pare utile dare solo qualche piccola informazione: 1) non bisogna confondere Primo (nato nel 2007) con Primo Central (lanciato nel 2011): il primo è nato come un next generation opac + (per chi vuole) metaricerca; il secondo è un megaindice di records bibliografici di tante pubblicazioni, soprattutto articoli di riviste, ma anche, guada un po', Wikiepdia (le voci in lingua inglese) ecc.
2) il primo prodotto, cioè Primo, nasce vuoto: non come un calderone di records. Il secondo prodotto invece serve per fornire un database pieno al primo prodotto (records bibliografici). Il matrimonio di Primo + Primo Central = Primo che passa da next generation opac a discovery tool
3) il "calderone" Primo Central contiene più di 700 milioni di records: ma il bibliotecario dovrebbe scegliere quali collezioni attivare da una apposita interfaccia nel back office di Primo Central. Per es. innanzitutto attivi i records legati alle tue collezioni di periodici elettronici ed e-books. Quindi al tuo utente non dai 700 milioni di records, ma quelli che gli sono utili. Esattamente come si fa selezione quando si comprano risorse bibliografiche.
4) se vuoi puoi usare solo Primo come nuova interfaccia di ricerca facendolo colloquiare con tutti i tuoi sistemi. Oggi le università hanno almeno 3 sistemi diversi: il catalogo; un database per i periodici elettronici (soprattutto SFX); un archivio open access dei prodotti della ricerca + le banche dati bibliografiche. Tutti questi sistemi non sono nati per colloquiare insieme e questo ha creato la situazione dei silos chiusi di informazioni. Questa frammentazione ha reso la ricerca bibliografica difficile per gli utenti, sopratutto gli iyenti alle prime armi. Quanti studenti non capivano perché in un opac non si trovano gli articoli? Trovare gli articoli è sempre stato uno dei problemi maggiori degli studenti.
5) chiaro che il bibliotecario è lì per aiutare. Ma oggi c'è la disintermediazione. Non tutti gli utenti vengono a chiedere ai bibliotecari. Molti fanno da sé, esattamente come fanno da sé quando comprano un libro presso una libreria online o un biglietto del treno.
6) i Discovery tools sono nati per trovare una soluzione (di compromesso) ai problemi della ricerca bibliografica nell'ambiente online frammentato e usato in maniera disintermediata, soprattutto da utenti che hanno come modello mentale Google e si aspettano sistemi semplici, che servono per qualsiasi tipo di ricerca.
Se non sei convinto dell'utilità dei Discovery tools ti consiglio un giro su quello che è il più bello e originale: Trove: il Discovery tool della national library of Australia: http://trove.nla.gov.au/
prova per es. con questa ricerca: phttp:// trove.nla.gov.au/result?q=postmodernism
Pierfranco