Ciao a tutti. Rileggendo questo articolo, passato nei giorni scorsi: http://everybodyslibraries.com/2013/03/04/from-wikipedia-to-our-libraries/
ho letto questo commento di Max Klein, e soprattutto la risposta:
Hello, Thanks for the fantastic reuse of the Wikipedia -> VIAF links that Andrew Gray and myself implemented last year in our Authority Control Integration Project through VIAFbot. To understand more about VIAFbot, the debriefing is available here: http://hangingtogether.org/?p=2306
Comment by notconfusing http://gravatar.com/notconfusing — March 5, 2013 @ 5:46 pmhttp://everybodyslibraries.com/2013/03/04/from-wikipedia-to-our-libraries/#comment-10374 | Replyhttp://everybodyslibraries.com/2013/03/04/from-wikipedia-to-our-libraries/?replytocom=10374#respond
Thank *you* for creating those links! FTL wouldn’t be able to automatically find suitable headings for most of the Wikipedia articles that are in its current knowledge base were it not for the data that the VIAFbot has compiled, and recorded in lots of WIkipedia articles about people and other authors.
Folks who are putting Library resources templates on pages the VIAFbot has touched can look for the “Authority control” line late in the article to find the VIAF identifier, and put it into the template as specified in its documentation. (The links will often work without the viaf argument explicitly included, but adding it will make the links more reliable in case the article, or the LC subject heading, changes its name in the future.)
Il discorso fa riferimento al fatto che il boxino delle informazioni bibliotecarie ha bisogno di un identificatore, da cui partire, e quello VIAF è ottimo. Cioè, se nella pagina di Charlotte Bronte voglio mettere il mio boxino per cercare risorse bibliotecarie, devo mettere il codice VIAF dentro il codice, per farlo funzionare a dovere: {{Library resources box|by=yes|onlinebooks=yes|viaf=71388025}}
Questo è tecnicamente il modo in cui funziona il template. (appena riusciremo ad importarlo anche nella Wikipedia italiana, lo faremo).
C'è però un aspetto interessante, che mi preme sottolineare. Che fa riferimento ad una critica che Pierfranco aveva espresso qualche tempo fa, sul "perchè fare queste cose?"
In generale, credo che l'idea, molto wikipediana (molto tecnocratica, anche) di fare le cose "perchè sembrano giuste e si possono fare", porti poi ad un ciclo di innovazione davvero straordinario e "speciale". Non è una cosa da poco.
Noi forniamo servizi, facciamo cose. Se queste cose servono anche ad altri, e permettono di "costruirci sopra", noi senza volerlo creiamo un'infrastruttura. infrastruttura che è una piattaforma su cui altre persone costruiranno innovazione e altri servizi e strumenti.
Io credo che questo sia un'aspetto dei più straordinari di Wikipedia, e uno dei più sottovalutati. Quando io "faccio cose" su Wikipedia, posso creare strumenti che altri useranno in maniere a cui io non ho pensato. Far passare un bot e incollare mezzo milione di identificatori VIAF permette alla Wikipedia inglese di avere comodamente degli identificatori da inserire in uno strumento di ricerca bibliografica all'interno delle biblioteche. Il tutto in 6 mesi dall'inizio del progetto iniziale, e senza che i due principali protagonisti si parlassero.
mi piacerebbe che questo aspetto ricevesse la giusta luce, perchè è solo così che possiamo davvero innovare e migliorare i nostri servizi e le nostre istituzioni (anche le biblioteche): permettere agli altri di hackerare, fornire una piattaforma per la personalizzazione, lo smanettamento, e l'innovazione.
A presto
Aubrey