Potrebbe essere così: ognuno ha la sua API e la conosce solo chi si mette d'accordo con quel fornitore e gli capita di lavorarci.
O potrebbe essere come negli Stati Uniti: l'accordo della Digital library Federation del 2008 è questo: adottare tutti la stessa API che è pubblicata nel testo del report Provo a ricitarlo: "An API for effective interoperation between integrated library systems and external discovery applications": http://www.diglib.org/architectures/ilsdi/DLF_ILS_Discovery_1.1.pdf
È un documento che esamina a 360 gradi l'interoperabilità tra sistemi diversi e l'harvesting.
Per il discorso fatto qui interessa l'interoperabilità al livello delle informazioni di disponibilità: quindi il paragrafo 6.3.1 GetAvailability (Level 1): pagina 26-28
Le altre pagine che interessano sono: pagina 57: 9. Summary of Basic Discovery Interfaces compliance:
GetAvailability must be supported for all bibliographic records and items available for discovery, via a REST URL request and an XML response that conforms to the DLF XML schema, using the dlf:simple availability element, as defined in this document.
pagina 71: Appendix 4: GetAvailability Responses with DLF:simpleavailability
contiene un esempio di risposta in XML
pagina 77: Appendix 7: The Berkeley Accord, Spring 2008
contiene il testo dell'accordo tra la Digital Library Federation e le ditte firmatarie:
On March 6, representatives of the Digital Library Federation (DLF), academic libraries, and major library application vendors met in Berkeley.
*At the meeting, participants agreed to support a set of essential functions through * *open protocols and technologies by deploying specific recommended standards.*
These functions are: 1. Harvesting. Functions to harvest data records for library collections, both in full, and incrementally based on recent changes. Harvesting options could include either the core bibliographic records, or those records combined with supplementary information (such as holdings or summary circulation data). Both full and differential harvesting options are expected to be supported through an OAI-PMH interface. 2. Availability. Real-time querying of the availability of a bibliographic (or circulating) item. This functionality will be implemented through a simple REST interface to be specified by the ILS-DI task group. 3. Linking. Linking in a stable manner to any item in an OPAC in a way that allows services to be invoked on it; for example, by a stable link to a page displaying the item's catalog record and providing links for requests for that item. This functionality will be implemented through a URL template defined for the OPAC as specified by the ILS-DI task group.
Sottolineo la portata innovativa della cosa che emerge sta affermazione:
*At the meeting, participants agreed to support a set of essential functions through * *open protocols and technologies by deploying specific recommended standards.*
I participants erano ditte. Ve lo immaginate in Italia 4 o 5 ditte che ovviamente sono in concorrenza tra loro ma che per migliorare i servizi delle biblioteche si riuniscono attorno a un tavolo e firmano un accordo per usare uno schema comune per l'interoperabilità?
È una cosa veramente difficile da immaginare qui eppure è proprio per questo che bisognerebbe volerla. Perché rendiamoci conto di una cosa: come ho scritto, solo Valdo Pasqui nel 2009 aveva parlato della cosa nell'articolo: *Evoluzione dei sistemi di gestione bibliotecaria tra vecchi e nuovi paradigmi,* in «Bollettino AIB», vol. 49 n. 3 (settembre 2009), pp. 289-306. http://bollettino.aib.it/article/view/5455/5220
Qui l'apertura e l'innovazione si fa sulle riviste scientifiche e rimane spesso teoria inapplicata: né alle ditte né alle biblioteche sembra interessare pretendere quelle innovazioni che negli USA sono cose pratiche: contenute in report tecnici e documentate in accordi, non in articoli teorici. Qui invece c'è uno scollamento pauroso tra conoscenze nuove, che rimangono patrimonio di pochissimi e non si diffondono nelle biblioteche, non diventano patrimonio comune per cui non influiscono sul mercato. È un circolo vizioso, ovviamente. Ci si limita a scriverne. Il resto del mondo bibliotecario continua a proseguire nel grigiore di pratiche superate e dettate dal loro fornitore di riferimento rispetto al quale non hanno la possibilità di elaborare strumenti critici anche perché non si sono mai posti il problema di crearseli.
pierfranco
Il giorno 06 agosto 2013 09:28, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Non mi pare che ci siano API "standard". Pero' avere API non standard ma documentate sarebbe gia' un enorme passo avanti (rispetto al nulla...)
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 06 agosto 2013 09:23, Pavoletti Giuseppe Carlo GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it ha scritto:
-----Original Message----- From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Zeno Tajoli Sent: Monday, August 05, 2013 6:12 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari] Articolo open access sull'incontro di Romadel 20giugno
Sarebbe interessante sapere quanti e quali degli ILS attualmente in commercio in Italia mettano a disposizione questo servizio.
visto che sono on-line ti rispondo:
Ma usano delle API standard o ognuno ha la sua soluzione?
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