Ottimo, Carlo. Mi farebbe molto piacere se riuscissimo a scrivere qualcosa insieme su questo argomento. È un discorso che si presta a molto obiettivi, il più ambizioso sarebbe: ragioni per ripensare la creazione dei records di autorità in Italia, particolarmente in SBN. Il mio punto di vista deriva forse dalla esperienza di procedura di importazione massiva di records in SBN fatta 2 anni fa quando lavoravo a Ca' Foscari ed eseguita da Data Management. Dato che Ca' Foscari entrava nel 2010 con grande ritardo in SBN e aveva un milione di records e sarebbe stato un peccato iniziare a condividere con l'Indice solo quelli nuovi, sono stati fatti dei testi di schicciamento tra records locali e records di Indice basandosi sugli ISBN e ISSN e circa il 25% dei records, se ricordo bene, è stata così mandata in Indice in maniera automatica tramite schiacciamenti. Nelle verifiche a campione gli algoritmi usati avevano dimostrato di dare un risultato positivo.
A occhio e croce dire che un contributo sull'argomento del caso dei records italiani nel VIAF potrebbe mostrare tutti i punti di divario rispetto a quanto fanno all'estero facendo vedere direttamente come la cosa ha effetti concreti negativi. Il record di autorità italiano come viene spiegato anche nel manualetto Linee guida per la compilazione dell'Authority Control - Autore personale in SBNhttp://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2011/AF_Indicazioni_e_regole_01_12_2009.pdf redatto dall'ICCU per i records di SBN finisce per creare un record troppo povero rispetto ai records di altre agenzie: per es. quelli di BNF: in questo caso vengono inseriti più dati.
Ma soprattutto direi che dovrebbe servire a far capire che il mondo è cambiato: i principi di economia che richiamavi tu potevano andare bene nell'ambito bibliotecario. Ma quando si punta al riuso dei dati fuori dal contesto originario per cui sono stati pensati, come nel caso del VIAF in Wikipedia, allora c'è bisogno di dati ricchi. Del resto anche l'articolo di Manzotti sottolinea (pag. 368) gli insegnamenti dedotti dall'esperienza del VIAF su come dovrebbero essere i records di autorità.
Direi però che per raccontare innanzitutto la "disavventura" dei records italiani nel VIAF è necessario approfondire: l'articolo di Manzotti descrive i diversi dati che sono stati usati per stabilire gli accoppiamenti. Obiettivamente i dati dell'ICCU sembrano poveri a confronto con quelli delle altre agenzie bibliografiche nazionali perché oltre alle stringhe verbali: quella che compone la forma accettata del nome e quelle che compongono le eventuali forme varianti, compaiono solo note (non esaminate dal VIAF) e le date, quando succede. In effetti nella procedura VIAF di match tra records descritta da Manzotti, le date sono solo una delle info supplementari, ma nel caso dell'ICCU è invece l'unica presente, quando è presente, mentre le altre info supplementari considerate dal VIAF (associazione con titoli; gli ISBN; lingua, paese) sono sempre assenti nei dati dell'ICCU. Forse è anche per questo motivo che l'ICCU non ha fornito i records degli autori stranieri: perché sarebbero stati assenti i dati sulla lingua e sulla nazionalità, che in SBN non vengono compilati, mentre nei records della BNF sì, come prevede il manuale UNIMARC Authorities. Ricostruire con precisione queste cose mi pare molto importante. Ma il punto è anche che l'importazione die dati ICCU nel VIAF sarebbe potuto andare molto meglio se fosse stato seguito qualche accorgimento: ho analizzato un po' di records di livello AUF aprendo il gestionale SBN e ho visto che moltissimi records hanno le date anche se non compaiono nella qualificazione per i motivi detti: a volte le date sono solo in nota, a volte sia in nota sia in campi appositi nati con SBN2: Anno di nascita e anno di morte. Sarebbe stato sufficiente chiedere all'informatico dell'ICCU che ha realizzato l'export per il VIAF di eseguire sui files di export una procedura aggiuntiva: "muovere" le date in 200$f e gli schiacciamenti ci sarebbero stati. Oppure poteva farlo OCLC. Invece nessuno si ha fatto caso. Sembra che non siano stati fatti dei test. Il punto è: se vuoi conservare pragmaticamente l'esistente, non rifare i records e non adottare nuove regole, allora ti devi affidare agli informatici, dare istruzioni, fare test e trovare l'espediente avendo ben chiaro l'obiettivo: che in questo caso era la clusterizzaizone. E l'obiettivo è stato mancato perché non è stato compreso.
In secondo luogo quello che un contributo su questo argomento dovrebbe dimostrare è che ormai bisognerebbe pensare fuori dagli schemi bibliotecari ponendosi il problema di facilitare il riuso dei dati in contesti diversi. Per "schemi" bibliotecari intendo anche un certo pragmatismo che ha portato a conservare l'esistente e perpetuarlo, ma in questo modo rendendo sempre più difficile, mano a mano che aumentavano i dati, la possibilità di rivedere le regole e adottarne altre. È questo atteggiamento, peraltro presente anche altrove, che adesso ha creato il problema. E qui interverrebbe l'illustrazione del caso: importazione del VIAF in Wikipedia ed evidenti problemi italiani. Il discorso quindi sarebbe convergente con quello che dice Carlo sulle nuove professioni: consentire il riuso dei metadati è un principio che deve stare alla radice della loro creazione e che consentirebbe la creazione di metadata librarians fuori dalle istituzioni. Un principio che torva d'accordo anche Luca.
Una cosa che mi rende più ottimista è il risultato che vedo nella base dati dell'ISNI-International Standard Name Identifier: http://www.isni.org/ Hanno riusato i dati VIAF, ma a quanto sembra hanno fatto più schiacciamenti: per es. c'è un solo Italo Svevo: con codice ISNI 0000 0001 2320 6587 e anche l'ICCU figura tra le fonti. Ma ci sono 2 Carlo Bianchini: e 0000 0001 1875 5936 e 0000 0003 8608 2838 però entrambi legati allo stesso record VIAF http://viaf.org/viaf/46052988
Da approfondire.
Ciao
Pierfranco Minsenti
Il giorno 25 marzo 2013 16:53, Carlo Bianchini carlo.bianchini@unipv.itha scritto:
Caro Pierfranco,
pur conoscendo il VIAF e avendo seguito la sua nascita dai progetti di Barbara Tillett alla realizzazione da parte di OCLC, non avevo mai pensato di fare un controllo cosi' accurato. Ho come l'impressione che questo tipo di analisi sia una novità assoluta. Percio' complimenti davvero per il bel lavoro che hai fatto (sappiamo che non si ricava mai molto piu' di questo dai lavori che facciamo ...).
L'idea di scrivere un articolo su queste cose e' ottima. Ne uscirebbe sicuramente qualcosa di interessante. Se la mia candidatura puo' valere qualcosa, io sarei disponibile a collaborare. Ho fin da subito due osservazioni, una di carattere teorico e una di carattere pratico. La prima e' che il criterio dell'univocità dell'intestazione si e' sempre applicata - anche prima dei Principi di Parigi - al contesto specifico. Detto in parole povere, è sempre stato osservato il principio di utilizzare i dati minimi sufficienti a identificare in modo univoco un autore (in questo caso) all'interno di un particolare catalogo. Il principio, sempre ricercato dalle biblioteche (è alla base anche di FRBR) e' minima spesa e massima resa. Naturalmente ciò diventa controproducente quando cambia il contesto, cioe' si passa dal singolo catalogo isolato a cataloghi di sistema o, come adesso, al web aperto dei dati. In una breve storia dei metadati che mi sono divertito a scrivere, ho cercato di dimostrare come la nascita di nuove funzioni abbia costantemente richiesto l'aumento dei metadati necessari; la funzione del dato, anche se nominalmente rimane la stessa (identificare un'entita') cambia perche' e' cambiato il contesto. Ho fatto due controlli molto rapidi sul KvK e sul catalogo della BnF e mi sembra di vedere che, se esistono certamente intestazioni per autore con la data (per es. per Svevo) ne esistono anche senza data, come questa di Giuseppe Genco curatore di un'opera su Svevo ( http://catalogue.bnf.fr/servlet/autorite?ID=12150332&idNoeud=1.3&hos... ). Mi pare appunto che i Principi di Parigi sancissero la necessita' di una intestazione uniforme e che l'opzione di aggiungere ulteriori dati identificativi sia stata successiva e limitata a certe regole nazionali rispetto ad altre, ma non abbia riguardato solo quelle italiane. Se per esempio si guarda il record VIAF per Svevo (http://viaf.org/viaf/49232071/#Svevo,_Italo,_1861-1928) si vede che nello stesso record l'intestazione ha ben tre ricorrenze in cui le date non ci sono. Il punto quindi non e' la data, come in effetti si vede dall'algoritmo descritto da Giulia Manzotti nell'articolo che citavi (http://leo.cilea.it/index.php/jlis/article/view/4520/4422), ma capire perche' certe corrispondenze non abbiano funzionato nel caso italiano. Sia le RICA (§ 59) che le REICAT (§ 15.3) stabiliscono la qualificazione del nome tramite le date in caso di omonimia. Mi pare invece che le regole americane (AACR) prevedessero sempre la qualificazione con le date. In questo sono state piu' lungimiranti. Con cio' non dico di essere contento della situazione a cui si e' arrivati, ma capisco come sia potuto succedere 'in buona fede'.
La seconda osservazione e' pratica e riguarda la proposta che hai fatto, al punto 1). Per definizione le stringhe da confrontare sono ambigue (altrimenti non avrebbero creato o richiesto la creazione del doppione). Percio' è possibile stabilire se una stringa e' uguale o diversa solo se si confrontano 'altri dati' di stringhe apparentemente uguali. Ho provato ad accedere al VIAF e non sono riuscito a trovare legami tra l'intestazione e le pubblicazioni (omonimia e identita' di titoli collegati potrebbero suggerire entita' identiche). Percio' non credo sia possibile seguire questa strada a posteriori. Senza dubbio, un articolo su questo argomento dovrebbe cercare di individuare possibili soluzioni ...
Per chiudere, mi viene in mente che, al momento della redazione delle REICAT, non si e' scelto di uniformare la forma del nome di una persona quando e' autore di un'opera (cioe' in un archivio creato secondo le REICAT) e quando e' soggetto di un'opera (per esempio in un archivio creato in base alle forme del Nuovo Soggettario). Questo e' un punto di debolezza, ma forse ragionandoci sopra si potrebbe riuscire a farne un punto di forza (trovare l'uniformita' e la connessione con WP passando attraverso le forme dei nomi per soggetto?).
Carlo
Il 25 marzo 2013 15:40, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Grazie a te del commento e della lettura. Ho fatto un po' di ricerche e
ho
notato questo: ci sono articoli usciti su riviste italiane che dedicano
un
po' di spazio al VIAF (tra l'altro anche almeno uno di Carlo Bianchini).
Ma
soprattutto c'è un articolo molto preciso e tecnico uscito 3 anni fa su
JLis
che parla proprio dell'algoritmo e del matching con info molto
dettagliate,
ma che resta sempre su un piano generale senza esaminare i risultati per
i
records italiani. Non è uscito nessun contributo che dica: e adesso a che punto siamo con i record italiani nel VIAF? l'opportunità è stata
sfruttata
e come dall'authority file dell'ICCU? Manca un esame della situazione concreta. Certo, il problema è che quando tenti di fare analisi devi ricostruire molto per induzione perché nel
caso
italiano spesso non c'è nessuna documentazione che si possa citare.
Comunque sì, penso anch'io che sarebbe opportuno pubblicare qualcosa
sullo
stato concreto della questione records italiani nel VIAF perché sembra
una
occasione persa, mal considerata. C'è nessuno che vuole scriverlo
insieme a
me? E si riesce a scriverlo anche per parlare delle magnifiche soluzioni
che
la società OCLC/Max Klein e Wikipedia potrebbero trovare a questi
intricati
problemi frutto di disattenzione da varie parti? Si riesce a dimostrare
che
se ci si mettono persone attente alle questioni concrete e con voglia di fare test e approfondire, si raggiungono migliori risultati che a
lasciare
tutto così? Certo sarebbe un ennesimo capitolo della storia tutta
italiana
del contributo dei volontari in biblioteca: ma diciamocelo, sarebbe un
bel
capitolo, un bel regalo.
Pierfranco Minsenti
Il giorno 25 marzo 2013 15:06, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Grazie Pierfranco, che non solo hai fornito un'analisi minuziosa del problema specifico, ma hai anche saputo evidenziare un problema generico e ampio a livello di prassi catalografica italiana. Credo ci sia bisogno di questa chiarezza, visto che l'ICCU non ha mai brillato per trasparenza sulle proprie scelte operative e tecniche. Ti consiglio caldamente di riordinare i tuoi appunti e pubblicarli in qualche forma - appena lo riterrai opportuno naturalmente - perché su questi aspetti in Italia c'è tantissimo bisogno di informazione. Per ora ti ringrazio in quanto uno dei 25 lettori ;) Enrico
Il 25 marzo 2013 13:08, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Io ho letto tutto, ma cercherò di rispondere brevem,ente, chè la questione è complessa e io sono in pausa: io credo che OCLC sia interessata a ricevere dei dati indietro, Max
una
volta me ne aveva accennato. Gliene riparlerò, mi pare una cosa fondamentale.
Intanto ringrazio Pierfranco per questa attenta disamina della situazione, noi wikipediani non ci saremmo mai arrivati a capire questo problema. Inizio a capire il perchè di tante incoerenze. Qualche contatto con l'ICCU forse riesco ad averlo, adesso vediamo.
Andrea
2013/3/25 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
A livello pratico, per rispondere a Luca Martinelli:
- sarebbe bello poter associare i due VIAF riferiti alla stessa
entità: quello cluster e quello isolato italiano. Ma OCLC non ha ritenuto opportuno farlo, perché avrebbe dovuto stabilire l'equivalenza solo sulla base della stringa verbale, quindi come farlo? Proposta: dato che il problema creato dai doppioni italiani nel VIAF riguarda solo un sottoinsieme: gli autori italiani senza date e
quelli
latini, forse ("forse") si potrebbe fare una prova su un campione di associazione tra il VIAF record principale e quello italiano isolato basando il confronto solo sulla stringa verbale (altro non c'è) per poi sottoporre il campione a un'analisi puntuale e vedere se i risultati sono soddisfacenti.
- se si passa da questa strada poi si ottiene un record supercluster
che ha attaccato anche il suo identificativo italiano che quindi potrebbe essere importato in Wikipedia. Passo essenziale senza il quale non si
possono
creare links dinamici verso i cataloghi di biblioteca e viceversa
- se anche il problema 2 viene risolto, resterebbe ancora da
risolvere
il problema degli identificativi degli autori stranieri usati nell'authority file nazionale italiano: posto che l'ICCU non li ha passati al VIAF, può essere solo l'ICCU a fornirli a Wikipedia Italia e a questo punto bisognerebbe fare la stessa operazione che all'inizio ha fatto OCLC
per
fare il match tra le voci di Wikipedia EN e il VIAF, procedura da
applicare
ai records dell'ICCU.
Se i problemi 1, 2 e 3 venissero risolti pensate che importanza acquisterebbe Wikipedia IT: sarebbe l'unica base italiana a possedere il legame tra voce di authority usata in Italia e quelle straniere inserite nei clusters del VIAF. Solo Wikipedia IT potrebbe quindi fornire questo match all'ICCU e alle biblioteche che lo volessero importare nei loro authority files. Un bel colpo. Una grande cosa. E un lavoro da cedere anche ad OCLC per migliorare il VIAF. Ma proprio per questo: OCLC e Max Klein, non possono dare una mano? Il problema di pulire il VIAF è anche (anzi, soprattutto) un loro problema.
Pierfranco Minsenti
Il giorno 25 marzo 2013 02:02, Luca Martinelli martinelliluca@gmail.com ha scritto:
Mail lunga e sicuramente piena di spunti, ma adesso sono troppo
stanco
per leggerla tutta.
Per il momento due cose:
- Wikipedia Italia non esiste, esiste Wikipedia in lingua italiana;
- si può ovviare alla questione dei duplicati tramite Wikidata,
ossia
è possibile inserire tutti e due i VIAF corrispondenti a $soggetto
nel
campo "VIAF identifier" (mi è capitato un paio di volte).
Già che mi trovo, nessuno sa come segnalare a VIAF come fondere due entry?
Ah, e comunque il sistema della Biblioteca Nazionale Tedesca è ben lungi dall'essere perfetto: ci sono un sacco di entries senza date e senza nulla, quindi il rischio di doppioni ce l'hanno anche loro.
Poi domattina mi leggo tutto e commento con più giudizio. Promesso.
L.
Il 25 marzo 2013 01:43, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto: > Ciao a tutti, > > ho esaminato la situazione dell'importazione degli identificativi > VIAF > in > Wikipedia e sono arrivato a riflessioni poco ottimistiche per
quanto
> riguarda i vantaggi che può trarre Wikipedia Italia dalla > importazione > del > VIAF. Per poter sfruttare il lavoro è necessario inserire altri > identificativi, cioè quelli nazionali, come hanno fatto nelle > Wikipedia > Tedesca e Francese. Il VIAF non basta per loro, ma per noi è anche > peggio. > > La ragione è questa: il VIAF è un tentativo di creare un authority > file > internazionale a posteriori, cioè procedendo con una raccolta dei > records > già creati nazione per nazione e che sono stati poi sottoposti a
un
> processo > di clustering tramite algoritmi in modo da ottenere un > identificatore > unico > che raggruppasse sotto di sé tutti i records che nonostante l'uso
di
> forme > del nome molto o solo parzialmente diverse si riferiscono alla > stessa > persona. È nato in alternativa a un progetto più ambizioso,
costoso
> e > lungo, > l'ISADN (International Standard Authority Data Number), che
avrebbe
> richiesto la creazione di un registro internazionale e quindi di
una
> agenzia > che lo mantenesse. Usare algoritmi per fare dei match è molto più > economico > e rapido. Ma è una strada che ha successo solo se i dati forniti > sono > abbastanza uniformi e ricchi, In particolare nel caso di records
di
> autori > persone che possono avere omonimi, al fine di raggrupparli in un > cluster > non si può considerare solo la stringa verbale ma bisogna > considerare > anche > le date di nascita e morte e i titoli delle opere principali > associate > ai > nomi. Purtroppo su questi punti la tradizione biblioteconomica > italiana > non > aiuta affatto perché è molto diversa da quella degli altri paesi e > questo ha > inciso parecchio sul risultato che ottengono i records italiani
una
> volta > che sono dati in pasto agli algoritmi del VIAF. Il risultato lo si > vede: > moltissimi doppioni. Nel VIAF ci sono vari doppioni, ce ne sono > anche > creati > da records di provenienza non italiana, ma nel caso dell'Italia i > raddoppi > ci sono quasi sempre con il risultato che mentre moltissimi paesi, > sia > europei che extra, hanno ora nel VIAF il loro record inserito in
un
> gruppo > unico identificato da un unico codice numerico VIAF, il record > proveniente > dall'Italia spesso è rimasto isolato: ha un numero VIAF tutto suo. > In > Wikipedia Italia sono stati importati gli stessi identificativi
VIAF
> che > sono anche in Wikipedia EN, FR o DE. Quindi NON gli identificativi > VIAF > effettivamente collegati ai records di provenienza italiana. La
cosa
> però > non è sbagliata, perché così le diverse voci nelle diverse
versioni
> linguistiche di Wikipedia ora condividono lo stesso numero VIAF.
Ma
> se > si > pensa all'utilizzo di quel codice per linkare ai cataloghi delle > biblioteche > e viceversa, per linkare questi a Wikipedia, allora nel caso > italiano > quel > codice è assolutamente inutile. > > Ma vorrei andare per ordine, altrimenti non si capisce l'ampiezza > del > problema e soprattutto il suo corollario: il divario tra le regole > di > catalogazione in Italia e all'estero: una riflessione che crea > abbastanza > amarezza per lo spreco di lavoro che non serve a nulla. Serve solo > finché > rimane chiuso nei cataloghi italiani e lì nessuno si rende conto
dei
> problemi. Il divario tra la catalogazione italiana e quella fatta
in
> tutto > il resto del mondo era una cosa già nota, ma ora si vede il
prezzo
> che > si > paga per questa unicità. > > La causa di tutto è questa: semplice ma disastrosa negli effetti.
I
> records > di autorità creati con le regole italiane, quelli che l'ICCU ha
poi
> fornito > al VIAF (ma ne ha fornito solo una parte: più avanti lo spiego) > hanno > questa > particolarità: i nomi sono qualificati con date di nascita e di > morte > solo > nel caso di omonimi, mentre nei casi in cui non ci sono omonimi,
le
> date di > nascita e morte al massimo si mettono in nota, ma non in un campo > codificato > del record di autorità, né tanto meno subito dopo il nome come > qualificazione. Il punto è che quelli che i catalogatori
considerano
> casi di > "omonimia" vengono giudicati tali solo nell'ambito del singolo > catalogo > di > biblioteca (oppure nell'ambito del catalogo nazionale, se il > catalogatore > lavora nella rete nazionale SBN), e se si verifica in quell'ambito > il > catalogatore lo risolve creando il record qualificato composto di > nome > + > date che così fa la differenza. Ma il catalogatore non fa certo > ricerche su > tutta la popolazione mondiale per vedere se esistono omonimi al di > fuori del > suo catalogo. Quando i records escono fuori dal quel catalogo, > allora > il > problema della possibile omonimia si moltiplica ed ecco perché il > VIAF > nei > suoi algoritmi ha considerato anche sempre le date. > > Tutti gli altri paesi: non solo USA, o Australia, o Israele, ma > anche > Francia, Portogallo, Spagna, ecc. ecc., insomma anche i latini, > anche i > cosiddetti PIGS, non fanno come l'Italia: loro le date di nascita
e
> morte le > mettono sempre e sempre come qualificazione dei nomi. Di > conseguenza, > una > volta che questi records vengono trattati con un algoritmo, la > presenza > delle date rende facile il raggruppamento delle stesse entità > nonostante le > forme diverse dei nomi. Per creare i gruppi di nomi sono anche
stati
> considerati i titoli delle opere associati ai nomi. Il risultato > finale > non > è certo perfetto, i doppioni ci sono, ma in vari casi la cosa ha > funzionato. > Il punto è che da questi raggruppamenti invece l'Italia sta fuori > tutte > le > volte che non fa seguire le date al nome, quindi sta fuori quasi > sempre > e > non come eccezione, e sta fuori perché giustamente l'algoritmo
VIAF
> non > può > basarsi solo sulla stringa verbale del cognome/nome. Quanto ai
casi
> di > records con le date messe in nota, il VIAF non le ha mai > considerate. I > casi > di autori senza date nei records italiani sono numerosi e
riguardano
> moltissimi autori tra i più noti: casi come Svevo, Moravia (sono > anche > pseudonimi), D'Annunzio, Pasolini sono tutti privi di omonimi, > pertanto > privi di date e pertanto nel VIAF sono records doppi, isolati. > > Qui di seguito alcuni esempi famosi che dimostrano l'"isolamento" > dei > records italiani all'interno di VIAF: > > * Pier Paolo Pasolini: > > VIAF italiano: http://viaf.org/viaf/263028707 > > Ma VIAF cluster che raggruppa molti altri records è: > http://viaf.org/viaf/54152375 > > In Wikipedia inglese e in Wikipedia italiana è stato importato il > 54152375 > > > * Alberto Moravia: > > VIAF italiano: http://viaf.org/viaf/267437196 > > Ma VIAF cluster che raggruppa molti altri records è: > http://viaf.org/viaf/7394594 > > > * Italo Svevo > > VIAF italiano: http://viaf.org/viaf/265766863 > > Ma VIAF cluster che raggruppa molti altri records è: > http://viaf.org/viaf/49232071 > > ecc. > > Mentre invece i records italiani dove i nomi sono seguiti dalle
date
> inserite nella qualificazione, sono stati clusterizzati dal VIAF, > quindi > raggruppati insieme agli altri. Per es.: > > * Alessandro Manzoni: in SBN: Manzoni, Alessandro <1785-1873> > CFIV009079 in > VIAF: http://viaf.org/viaf/14356 > > * Ariosto, Ludovico: SBN: Ariosto, Ludovico <1474-1533> CFIV016897 > in > VIAF: > http://viaf.org/viaf/71386455 > > * Tasso, Torquato: SBN: Tasso, Torquato <1544-1595> CFIV001784 in > VIAF: > http://viaf.org/viaf/4936996 > > Non mi è chiaro se l'ICCU, che ha fornito i records creati in
Italia
> al > VIAF > è consapevole che nel VIAF l'Italia fa una pessima figura perché
se
> ne > sta > tutta isolata. Ho provato a scrivere all'ICCU ma finora non ho
avuto
> risposta. > > Ma la presenza dei records italiani nel VIAF ha un'altra > particolarità > tutta > sua, unica: l'ICCU ha fornito al VIAF solo records creati per gli > autori > italiani (o latini: nel senso di antichi romani): records speciali > un > po' > più curati che hanno un livello che in SBN è contraddistinto dalla > sigla > AUF. Ma le altre agenzie bibliografiche nazionali hanno fornito > tutti i > records dei loro authority files, non solo quelli degli autori > nazionali, > Vale a dire: la Bibliothèque Nationale de France, la Deutsche > National > Bibliothek, la Library of Congress ecc. hanno consegnato al VIAF > tutti > i > loro authority files: sia records di autori del loro paese, sia di > tutti gli > altri paesi. Invece l'ICCU non lo ha fatto probabilmente perché
si è
> posto > il problema della qualità dei suoi records: non si è mai curato di > fare > records di livello AUF per autori stranieri come Proust o Virginia > Woolf. > Nel catalogo nazionale SBN i records di autorità per autori come > Proust > o > Virginia Woolf ci sono, ma hanno un livello inferiore ad AUF, nel > senso > che > sono considerati meno curati.. Per cui l'ICCU non li ha consegnati > al > VIAF. > La conseguenza è che in tutti questi più che numerosi casi (=tutti > gli > autori stranieri!) non è possibile fare come fanno le altre > Wikipedia: > usare > l'identificativo nazionale per linkare la voce di un autore > straniero > in > Wikipedia IT all'authority file collegato al catalogo nazionale
SBN
> e > consultabile online dall'Opac nazionale SBN http://opac.sbn.it/ > nella > sezione Voci di autorità. Perché lì dentro il record dell'autore > straniero > di fatto c'è, ma non è visibile: lo vede solo il catalogatore nel > suo > gestionale quando si collega all'Indice nazionale. Ma non si può > vedere > sul > web (a meno che non sia un autore italiano). Andate su > http://opac.sbn.it/ > nella sezione Voci di autorità e cercate Proust, Goethe, Virginia > Woolf, > Shakespeare o Thomas Mann: non ne troverete neppure uno. > > A questo punto, per essere concreti e dare un senso alla cosa, > bisognerebbe > a mio avviso seguire l'esempio delle Wikipedia FR e DE: loro hanno > sempre > aggiunto oltre al codice del record VIAF che fa da cluster e che > adesso si > trova anche in Wikipedia IT, anche il loro codice nazionale:
quello
> che > ha > il record di un certo autore nei loro specifici authority files. > > Per es.: nel caso della voce su Ludovico Ariosto nella Wikipedia
DE
> http://de.wikipedia.org/wiki/Ludovico_Ariosto al fondo sono stati > aggiunti > questi identificativi (che sono anche visibili come hyperlinks,
cioè
> non > sono nascosti): > > {{Normdaten|PND=118503952|LCCN=n/79/41715|VIAF=71386455}} > > Dove PND è il codice che ha Ariosto nell'authority file tedesco. > > La Wikipedia tedesca a fondo pagina rende quindi visibili i link
a:
> > Normdaten (Person): PND: 118503952 | LCCN: n79041715 | VIAF: > 71386455 | > Wikipedia-Personensuche > > La stessa cosa ha fatto la Wikipedia FR. Vedi per es. la voce
Honoré
> de > Balzac: http://fr.wikipedia.org/wiki/Honor%C3%A9_de_Balzac > > Al fondo della voce, posizionati nella sezione Liens externes
hanno
> aggiunto > i links ai record di autorità: > > Notices d’autorité : Système universitaire de documentation • > Bibliothèque > nationale de France • WorldCat • Fichier d’autorité international > virtuel • > Bibliothèque du Congrès • Gemeinsame Normdatei > > Si tratta quindi di 5 identificativi di records di autorità: di
cui
> 2 > francesi (authority files rispettivamente del catalogo collettivo > delle > università francesi e del catalogo BNF); 1 tedesco (authority file > del > catalogo della Deutsche National Bibliothek); e i 3 > americani/internazionali: WorldCat Identities; Library of
Congress;
> VIAF. > > Il lavoro fatto dalle Wikipedia DE e FR dà questo vantaggio: ora è > possibile > creare links dai cataloghi verso quelle Wikipedia e da quelle > Wikipedia > verso i catalogi usando quegli identificativi nazionali al posto > dell'uso > della stringa verbale come si era fatto finora, espediente che ha
il
> difetto > di essere un metodo impreciso dato che le forme che ha i nomi di > autori > in > Wikipedia possono essere diverse dalla forme normalizzate dei nomi > usate dai > catalogatori in un numero significativo di casi. > > Per ottenere anche nella Wikipedia Italia lo stesso vantaggio che > hanno > ottenuto francesi e tedeschi è quindi necessario aggiungere > all'importazione > dell'identificativo VIAF anche gli identificativi usati > nell'authority > file > nazionale SBN. Attenzione però: in questo caso gli identificativi > nazionali > potranno servire per creare links dinamici ai cataloghi di > biblioteca > (=tira > fuori tutte le opere di quell'autore) e viceversa (dai cataloghi a > Wikipedia), ma a differenza di francesi e tedeschi non si potrà > usarli > per > linkare alla versione web dell'authority file nazionale, perché
come
> ho > detto nel caso italiano (!) l'authority file nazionale visibile
via
> web > è > limitato: fa vedere solo records di autorità con livello AUF:
quindi
> solo > quelli di autori italiani, Quelli di autori stranieri ci sono, ma > hanno > livelli inferiori e sono visibili solo ai catalogatori che
lavorano
> nell'Indice SBN. > > Quindi l'obiettivo dovrebbe essere quello di poter avere > l'identificativo > nazionale dell'autore per creare links dinamici che tirano fuori
dai
> cataloghi tutte le opere di quell'autore. L'identificativo VIAF è > inutilizzabile per questo scopo. > > La difficoltà pratica è: come fare a importare gli identificativi > nazionali > in Wikipedia IT. Credo che per i Tedeschi e Francesi sia stato > facile > perché > si saranno fatti dare i records VIAF che contengono anche gli > identificativi > dei records originali, quindi i records nazionali, poi > clusterizzati. > Ma nel > caso dell'Italia l'utilizzo dei records VIAF clusterizzati per
poter
> importare in Wikipedia anche gli identificativi nazionali si
scontra
> con due > limiti: 1) è un metodo utilizzabile solo nel caso di autori > italiani, > perché > l'ICCU ha dato solo quei records; 2) in ogni caso anche i records
di
> autori > italiani ricavabili dal VIAF non sempre risultano associati ai > records > originali italiani, se non nei casi felici di presenza delle date. > Quindi in > moltissimi casi gli identificativi nazionali non sono ricavabili
dai
> records > VIAF, perché non sono entrati a far parte del grappolo come è
invece
> successo oltre che ad americani, tedeschi, francesi anche a : > portoghesi, > spagnoli, israeliani, giapponesi ecc. > > Questo è un problema grosso che va oltre Wikipedia:è un problema
dei
> cataloghi delle biblioteche italiane: ora come ora i records > italiani > non > sono associabili alle altre entità create all'estero, non possono > entrare a > far parte di famiglie di identificativi riferiti alle stessa
entità
> perché > abbiamo perso i vantaggi della creazione del VIAF che invece gli > altri > hanno > guadagnato. Siamo isolati. Mentre in ogni record presente > nell'authority > file della Library of Congress ora c'è sempre anche il link al > corrispondente record VIAF, nell'authority file dell'ICCU non c'è > nessun > link del genere. Se lo si volesse bisognerebbe metterlo a mano > avendo > cura > di andare a prendere il record VIAF cluster, non quello isolato,
non
> il > doppione frutto della importazione dei records italiani. Ma non so > se > l'ICCU > ha interesse per il VIAF. Nei records dell'ICCU semmai c'è in
alcuni
> casi > l'ISADN, ma è un progetto abortito. Come fare quindi? Ci vorrebbe
un
> Wikipedian in residence presso l'ICCU. > > Per questo mi pare che dal punto di vista del progetto VIAF, > Wikipedia > Italia si trovi nella situazione più disastrosa: il suo > disallineamento > dalle altre Wikipedia europee è frutto di come hanno lavorato le > biblioteche > italiane finora e di come continueranno a lavorare. Oggi come oggi > l'importazione solo del VIAF non può servire per creare links alle > biblioteche come hanno fatto gli altri. > > Ho buttato giù questi appunti che riassumono il lavoro di analisi > che > ho > fatto nel week end e le conclusioni a cui sono arrivato (ma in > realtà > anche > se la mail è già molto lunga contiene solo una sintesi, perché gli > appunti > veri sono più lunghi). Vi prego di non divulgare queste
riflessioni,
> di > non > renderle pubbliche perché mettono in discussione molte cose e se
le
> renderò > pubbliche preferisco farlo dopo aver cercato di capire che cosa > pensa > l'ICCU. > > Sono le 1:42 di prima mattina. So che non ci sono premi se non la > vostra > attenzione. > > Ciao > > Pierfranco Minsenti > > > > _______________________________________________ > Bibliotecari mailing list > Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it > Configurazione utente: > http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
-- Luca "Sannita" Martinelli http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
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-- Carlo Bianchini, Ph.D. Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali, Corso Garibaldi, 178 I-26100 CREMONA - ITALY Tel. ++ 39 (0)372 25575 ; fax ++39 (0)372 457077 http://sites.google.com/site/homepagecarlobianchini (ita) http://unipv.academia.edu/CarloBianchini/ (eng) skype: c.bianchini67 _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari