Si, so che oggi il vostro evento e' andato molto bene (ero a Firenze e me l'hanno detto in piu' d'uno; non ho potuto partecipare per la contemporaneita' di un altro evento al quale volevo assolutamente essere presente).
Per domani, mentre sul divano ti riprendi dalle fatiche di oggi, ti suggerisco una lettura (non recentissima ma comunque non scaduta :) di Vitiello proprio su questi temi: http://www.bibliotecheoggi.it/2005/20050303401.pdf
andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 05 ottobre 2013 21:35, Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com ha scritto:
grazie Andrea, immaginavo si trattasse di un meccanismo di questo tipo, anche se non ne conosco i dettagli
è strano ma, se mi concedete di fare per un momento la parte dell'alieno che osserva i comportamenti terrestri da lassù, penserei che ai ricercatori delle materie di area socio-umanistica interessi ancora meno che ai loro colleghi scienziati di essere letti da qualcuno, oppure che nessuno reputi davvero importanti queste materie. Forse è una sciocchezza da dire (perdonatemi, sono stanca, oggi abbiamo fatto un bel lavoro) ma mi pare una piccola rivelazione di quanto una cultura pensa di se stessa
ciao virginia
2013/10/5 Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com
Ciao Virginia, e' difficile da spiegare in due parole, ma ha a che fare con la (almeno presunta) rapidita' di invecchiamento delle scoperte scientifiche e delle pubblicazioni che le descrivono. Motivo per cui le pubblicazioni di area socio-umanistica hanno una vita "commerciale" piu' lunga e tendono quindi ad avere periodi di "embargo" piu' consistenti. In sostanza, una nuova interpretazione di una terzina della commedia di Dante potrebbe "vendere" per un periodo piu' lungo che la descrizione di una nuova tecnica di analisi del colesterolo, destinata probabilmente ad essere sostituita in breve da una migliore.
Questa non e' una stranezza della nostra legge; la differenziazione della durata dell'embargo tra scienze "dure" e "molli" ha una tradizione abbastanza solida ed e' recepita un po' ovunque, a cominciare dagli orientamenti della CE.
Nel caso italiano i periodi di embargo sono particolarmente ampi. Altrove, per esempio in OpenAire, un progetto CE che puntava a creare una sperimentazione di deposito obbligatorio i tempi erano rispettivamente 6 e 12 mesi: http://www.openaire.eu/it/component/attachments/download/69
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 05 ottobre 2013 20:39, Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com ha scritto:
2013/10/5 Federico Leva (Nemo) nemowiki@gmail.com
Il testo finale è «b) tramite la ripubblicazione senza fini di lucro in archivi elettronici istituzionali o disciplinari, secondo le stesse modalità, entro diciotto mesi dalla prima pubblicazione per le pubblicazioni delle aree disciplinari scientifico-tecnico-mediche e ventiquattro mesi per le aree disciplinari umanistiche e delle scienze sociali.»
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLMESS/716975/index.html?part=ddlm...
qualcuno che lo sa mi spiega (non è una domanda retorica) perché si preveda una differenza tra area tecnico-medica e area umanistica?
grazie virginia
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