Ciao Virginia, e' difficile da spiegare in due parole, ma ha a che fare con la (almeno presunta) rapidita' di invecchiamento delle scoperte scientifiche e delle pubblicazioni che le descrivono. Motivo per cui le pubblicazioni di area socio-umanistica hanno una vita "commerciale" piu' lunga e tendono quindi ad avere periodi di "embargo" piu' consistenti. In sostanza, una nuova interpretazione di una terzina della commedia di Dante potrebbe "vendere" per un periodo piu' lungo che la descrizione di una nuova tecnica di analisi del colesterolo, destinata probabilmente ad essere sostituita in breve da una migliore.
Questa non e' una stranezza della nostra legge; la differenziazione della durata dell'embargo tra scienze "dure" e "molli" ha una tradizione abbastanza solida ed e' recepita un po' ovunque, a cominciare dagli orientamenti della CE.
Nel caso italiano i periodi di embargo sono particolarmente ampi. Altrove, per esempio in OpenAire, un progetto CE che puntava a creare una sperimentazione di deposito obbligatorio i tempi erano rispettivamente 6 e 12 mesi: http://www.openaire.eu/it/component/attachments/download/69
Andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 05 ottobre 2013 20:39, Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com ha scritto:
2013/10/5 Federico Leva (Nemo) nemowiki@gmail.com
Il testo finale è «b) tramite la ripubblicazione senza fini di lucro in archivi elettronici istituzionali o disciplinari, secondo le stesse modalità, entro diciotto mesi dalla prima pubblicazione per le pubblicazioni delle aree disciplinari scientifico-tecnico-mediche e ventiquattro mesi per le aree disciplinari umanistiche e delle scienze sociali.»
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLMESS/716975/index.html?part=ddlm...
qualcuno che lo sa mi spiega (non è una domanda retorica) perché si preveda una differenza tra area tecnico-medica e area umanistica?
grazie virginia
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