Con enorme ritardo dico la mia sulle "linee di attività", scrivendo riflessioni che covavo da quando la discussione era comparsa su AIB-CUR e che ho discusso recentemente a voce con Andrea. Io vedo una serie di attività che possono coinvolgere i bibliotecari e Wikipedia (o i wiki in generale) che formano una specie di "piramide", con una linea crescente di impatto e incisività. Dal basso all'alto andrebbe così:
1 - PORTARE LE BIBLIOTECHE SU WIKIPEDIA, creando su wikipedia di pagine dedicate alle specifiche biblioteche. Wikipedia ospiterebbe informazioni sulla realtà territoriale, dando visibilità alla storia di un certa comunità o valorizzando le specificità di una collezione locale. È ovviamente un livello di impatto limitato e autoreferenziale, in cui credo poco; ma è un punto di partenza di cui si è già parlato. 2 - FARE ARRICCHIMENTO BIBLIOGRAFICO. Wikipedia spesso è accusata di scarsa affidabilità. Un esperto dell'informazione bibliografica, come dovrebbero essere i bibliotecari, potrebbe arricchire le voci inserendo riferimenti bibliografici utili a fondo pagina. Si tratta di un lavoro specifico da bibliotecari esperti di una disciplina, che con poco sforzo valorizzerebbe molto la qualità delle pagine. È un'attività a cui tengo molto, e non è difficile: basta seguire le categorie "senza fonti" per individuare le pagine che necessitano un controllo bibliografico. 3 - PROMOZIONE di wikipedia, wikisource, wiki commons, ecc., all'interno delle comunità. L'alfabetizzazione spesso è data per scontata dagli esperti, però spiegare i meccanismi di questi servizi è un lavoro che non smetterà mai di essere fondamentale. Questo livello se volete è banale, ma considerate quale impatto può avere, specie se paragonato ai due punti precedenti. 4 - PROMOZIONE DELLA CULTURA PARTECIPATIVA E DEGLI STRUMENTI WIKI nelle comunità. Al di là di wikipedia: la potenza tecnologica che sta alla base può essere usata dalle comunità in modi straordinari. Insegnare ai gruppi di ricerca come usare i wiki o gli strumenti social per fare e-science; insegnare ai ragazzi delle scuole come cooperare online per un progetto comune; insegnare alle comunità locali i modi per aumentare le discussioni e le conversazioni. Questo è forse il livello più interessante che veramente porterebbe a un salto di qualità.
Insomma, partire dal livello 1 (parlare di biblioteche) per arrivare al livello 4: agire consegnando gli strumenti alla comunità - insegnare a pescare anziché portare un pesce ogni giorno. Questo ovviamente non si limiterebbe solo a Wikipedia, o agli altri progetti di Wikimedia, ma come dice Andrea si estenderebbe su tutti gli strumenti partecipativi da lui citati, nell'ottica di quanto auspicato da Lankes.
In questo bisogna però pensare a un modo per mantenere viva l'identità dei bibliotecari: serve a poco che io mi prodighi a dare risposte su Quora senza che nessuno sappia che io sono un "esperto dell'informazione dell'Università di Torino". Insomma l'attività - qualunque sia - deve essere programmatica e non estemporanea.
Enrico Francese
Il 26 agosto 2012 20:05, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Dò un paio di cents alla discussione che è molto interessante.
Anche io come Virginia credo che il servizio, messo così, non potrebbe funzionare: Wikipedia:Oracolo è conosciuto molto poco, riceve poche domande ma ha credo un'elevata qualità nel dare risposte. E' quanto di più simile io conosca su un reference digitale.
Riflettevo l'altro giono, leggendo Lankes (Atlas of the New
librarianship),
che effettivamente per la generica persona adesso ci sono servizi incredibili per la sua "domanda" di risposte: c'è Google (che guarda in tutto il Web), c'è Wikipedia (che praticamente ha un articolo, magari brutto, su tutto), ci sono siti come Yahoo answers (che spesso ha pessime risposte, e spesso ottime), c'è Quora (che per me è una capolavoro, ci sono domande e
risposte
incredibili e che mai avrei potuto trovare).
Ora, questo non vuol dire buttare via i bibliotecari, sono assolutamente sicuro che un buon servizio di reference digitale in università sia utilissimo: ma immagino che a chiedere siano
ricercatori,
dottorandi, tesisti, forsa professori, cioè gente che ha davvero bisogno
di
sapere qualche cosa, di trovare fonti accademiche (perchè l'accademia ha bisogno dell'autorevolezza della fonte), gente che ha un motivo preciso
per
chiedere quello che chiede e una motivazione pressante (l'articolo, la carriera, il dottorato, la tesi). Utenti impegnati e impegnativi, dunque.
Su alcune cose il web è imbattibile: provate a fare una domanda su Linux, o come me adesso su come aggiustare i frigoriferi, e troverete forum specializzati in tutto, che rispondono ad ogni tipo di domanda con competenze incredibili...
Detto questo, sono tutte cose che sapete già, (avevo voglia di metterle per iscritto), ma vorrei sottolineare, ancora una volta, che la "concorrenza" dei bibliotecari è feroce, là fuori, perchè la gente sta condividendo competenze ed informazioni come mai nella storia, e google è quella cosa che adesso, spesso, vi fa
accedere
a quelle competenze (e accede a Wikipedia, e Quora, ecc. )
Se dovessi nominare quella che per me è la silver bullet, la soluzione finale di questo annoso problema, è semplicemente questa: che i bibliotecari si mettano in gioco in queste piattaforme, su Wikipedia in primis, scrivendo voci, rispondendo all'oracolo, compilando bibliografie,
scrivendo
strumenti che aiutano l'utente a trovare fonti (su questo, io sono il
primo
che dovrebbe seguire il lavoro di Max Klein con OCLC). Dovrebbero andare
su
Quora. Dovrebbero entrare in massa su Internet ed insegnare al mondo come
si
fanno le cose e come si cerca tra i libri e quali strumenti ci sono a disposizione. Sono il primo a dire che è un passo enorme ed epocale, ma ho paura che sia necessario (non come lo dico io, magari diversamente, ma il web non se ne andrà e l'amateurship del pubblico "ucciderà" anche l'espertitudine dei bibliotecari (come sta facendo per un sacco di altre professioni)).
Aubrey
Il giorno 26 agosto 2012 17:10, giaccai@gmail.com ha scritto:
Il giorno 25 agosto Virginia ha scritto:
Avevo guardato questo servizio (fantastico) tempo fa. Esiste che io sappia solo per la versione inglese e, sempre che io sappia, non ha
legami
particolari con le biblioteche, insomma è basato su un modello classico
di
condivisione di quello che si sa da parte di utenti comuni di
Wikipedia.
siccome i bibliotecari teoricamente sono quelli che sanno o 7, perchè
non
rispondere ? a parte le battute, io credo che sia in realtà una questione di priorità di obiettivi da definire.
Virginia è nel pieno della sua attività professionale è vede la cruda realtà dei bibliotecari italiani: pochi i soldi e quindi si puo' volare
poco
e se c'è una iniziativa di formazione 200 bibliotecari si iscrivono al
corso
sulle REICAT e 10 al corso sul reference digitale,
Io che ho alle spalle 34 anni di lavoro (bellissimo lavoro !) e non ho più vincoli di gestione e di bilancio, fantastico un po'.
Virginia scrive: Inoltre, è l'idea stessa di reference che a mio parere forse andrebbe ripensata, in un mondo in cui digitando un paio di
parole su
google si trovano forum che discutono di qualsiasi argomento, in
qualsiasi
lingua eccetera.
Questa affermazione mi spiazza un po' In Toscana, quando lavoravo in Regione, ho cercato di dar vita ad un servizio cooperatico (Chiedi in biblioteca) basato sulla sensibilità e disponibilità di una decina di bibliotecari di ente locale (in orario di lavoro - ma anche un po' extra) e usando la piattaforma Question Point
per
la gestione delle domande e delle risposte. Dopo 9 anni cosa è successo?: molti sono voluti entrare nel gruppo ma ne sono poi usciti per le loro basse competenze nella ricerca nel web;
alcuni
per trasferimento ad altri lavori. Il servizio in realtà ha avuto basso numero di richieste perchè poco promosso dalle stesse biblioteche. Ora funziona abbastanza il gruppo che fa riferimento all'Università di
Firenze.
Credo che un servizio simile possa reggere se ben promosso e se gestito
in
modo cooperativo il più ampio possibile; non solo a livello di rete bibliotecaria, ma a livello ragionale o anche nazionale.
Come vedrete non sono un'ottimista, prendete il lato buono di questo che è un bel senso della realtà ;-) Insomma non mi pare che questa sia una direzione percorribile neppure alla lontana, in questo momento.
Forse Virginia a ragione almeno per ora; spero che però non venga persa
in
futuro questa competenza dei bibliotecari; non è Google che darà sempre
la
migliore risposta. Almeno credo. Buona serata Susanna
2012/8/25 giaccai@gmail.com
Visto che sono la più vecchia mi posso permettere di chiedere a Laura
e
Virgina che sono esperte di reference, di dare una occhiata al servizio ReferenceDesck di Wikipedia e capire come potrebbe esserne fatta una versione italiana sostenuta anche da bibliotecari ?
http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Reference_desk
Buona giornata Susanna
====================== Susanna Giaccai - Firenze
Il giorno 24 agosto 2012 15:51, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Il giorno 24 agosto 2012 08:44, Gianni Stefanini gianni.stefanini@csbno.net ha scritto:
Per quanto riguarda la commissione biblioteche pubbliche oggi ho sentito Parise con cui ho concordato che avremmo formalizzato la partecipazione della commissione con un breve documento di obiettivi
ed
orientamento da sottoporre al Cen. Dovete solo darci un po' di tempo
per
riunire la commissione e per coinvolgere il Cen.
Per dare un contributo ad un possibile programma, io personalmente, avrei bisogno di inquadrare meglio la questione di Wikipedia e
biblioteche
magari attraverso sintetiche indicazioni o obiettivi che consentano
di
differenziare i modelli di collaborazione secondo le tipologie di biblioteche. Magari è solo un problema mio come ultimo arrivato su
questa
lista, ma penso possa essere utile.
Personalmente, sono completamente d'accordo. Ogni biblioteca è diversa, e tipologie diverse di biblioteche hanno ovviamente esigenze diverse.
I fronti aperti sono vari: oltre a corsi dedicati ai bibliotecari riguardanti Wikipedia, vi sono per esempio molte discussioni riguardanti l'Open Access, che interessano ovviamente più le biblioteche accademiche (e, in teoria,
le loro
utenze). Wikimedia Italia ha creato una mailing list anche per quello
(lo
so, ci piacciono le mailing lists :-): http://mailman.wikimedia.it/listinfo/openaccess
Sulle biblioteche, il dibattito è aperto, siamo qui per questo. Ovviamente, è sempre utile guardare a quello che fanno gli altri: chi ha seguito i webinar di Max Klein a OCLC ha visto su cosa puntano e a
cosa
sono interessati. Questa lista servirà anche a questo: cercare di far
girare
più possibile esperienze altrui per poter ispirare una collaborazione fattiva fra progetti wiki e biblioteche anche in Italia.
Detto questo, Susanna ha ragione a sollecitare, molte pagine di documentazione devono essere fatte per poter dare una base comune ed
un
riferimento a tutti gli interessati. Spero che nelle prossime due
settimane
riusciremo a costruire le pagine necessarie.
Saluti
Andrea
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente:
http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari