2013/9/20 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Grazie ad Andrea per questa segnalazione. Io sottolineerei 2 considerazioni di livello generale che emergono da questa esperienza e sono raccontate nella pagina: http://blogs.archives.gov/aotus/?p=5179
- Wikipedia funziona anche da canale di promozione del lavoro (esistenza,
funzioni, servizi, ecc.) di una certa istituzione e tantissime istituzioni italiane dovrebbero tenerne conto perché a differenza degli Stati Uniti, qui il materiale storico è sparso ovunque. Quanti comuni italiani, biblioteche, archivi, fondazioni potrebbero promuoversi caricando materiale su Wikipedia? Certo proprio la ricchezza frammentata che è tipica della situazione italiana pone un problema di sostenibilità: serve non una persona per ente, come vorrebbe l'iniziaitva del Wikipedia in residence, ma un altro modello. Quale? Bisognerebbe inventarlo. Ma una cosa è certa: al modello del Wikipedian in residence in Italia ci sarebbe bisogno di affiancare almeno un altro modello di lavoro che sostenga una cosa molto diversa come la cooperazione distribuita.
Sono assolutamente d'accordo. Aggiungo due considerazioni banali: chi ha un patrimonio "limitato" (temporalmente come gli USA e quantitativamente come le nazione scandinave (di alcune ho conosciuto vari progetti)) è più propenso a guardare al futuro e non al passato. ha obiettivi ambiziosi ma fattibili, e ci si mette. In Italia ci si sente sovrastati dal compito e dai numeri, c'è troppa roba, c'è roba dappertutto e non si tiene dietro alla manutenzione, figurarsi a pensare a progetti innovativi ecc. Sono pensieri da bar ma credo che un minimo di verità ce l'abbiano.
- La necessità di riorganizzare, gestire un lavoro distribuito (quindi
affidato a molti, là fuori) emerge anche da questa esperienza americana quando scrivono: «He (= Dominic McDevitt-Parks ) coordinated and hosted Wikimedia crowdsourcing projects that included digitization and transcription of records.»
Il lavoro di coordinamento fatto da Dominic McDevitt-Parks fa emergere una esigenza che esiste anche per il caricamento degli identificativi VIAF e SBN in Wikipedia Italia: per fare un lavoro di correzione manuale a migliaia di casi che non possono essere risolti con procedure automatiche, serve il lavoro di molti: e questo lavoro deve essere distribuito, quindi coordinato. È una cosa che nel resto d'Europa hanno già fatto. Per es. Max Klein lo ha scritto per quanto riguarda la Wikipedia tedesca dove il lavoro di inserimento del VIAF è stato in gran parte manuale. Questo richiede organizzazione e la capacità di superare il modello tradizionale di editing di Wikipedia che è solitario e autogestito per quanto riguarda la scrittura della singola voce, e collettivo solo al momento della discussione (quando c'è). Con un modello solitario e autogestito si fanno le singole voci, ma non si può lavorare a progetti in grande scala di inserimento dati. Perlomeno se anche quei progetti vengono gestiti con le procedure di lavoro individuale non organizzato, non si raggiungeranno mai i risultati raggiunti in Germania e in Francia. Questi esempi dimostrano secondo me che all'estero hanno già sentito e risolto il bisogno di superare il limite intrinseco di quello che mi pare essere il modello tradizionale di lavoro a Wikipedia. E quando dico superarlo non intendo sempre, in generale, ma per in certi specifici casi.
Non sono del tutto d'accordo, ma non ho "fatti", ho solo opinioni su questo.
Mentre per i tedeschi credo che la questione sia diversa (sono "geneticamente" più propensi all'organizzazione e al coordinamento su un milione di cose, non sto ad annoiarvi con gli esempi wikipediani che ho visto), per Dominic la questione era diversa. Lui era un Wikipediano in residenza, uno stagista part time (con credo un minimo compenso) il cui *lavoro* era instaurare una relazione fra un'istituzione e il mondo Wikimedia. Questo è fondamentale per capire quello che per me è il nucleo della faccenda: su wiki siamo tutti volontari, e i volontari decidono come passare il loro tempo libero. E' ovvio che, se uno come Dominic può sfruttare il suo tempo (pagato o meno) per tirare su quell' "infrastruttura organizzativa" allora le cose sono diverse. Il lavoro sporco (l'organizzazione, la progettazione, ecc.) viene svolto da qualcun altro, quindi il wikipediano interessato ha la possibilità di fare solo il lavoro sul campo (cioè su Wikipedia) e coordinarsi con gli altri.
A questo facevo riferimento quando dicevo
: se dici allo smanettone (A.Z. dixit) di organizzare il lavoro lui scappa.
I fattori cruciali sono 2: * trovare qualcuno che faccia il lavoro sporco (cioè NOIOSO) * avere una massa critica di utenti (in modo che ci sia abbastanza gente per fare il lavoro).
E' l'unico approccio che conosco per far funzionare le cose, ma è un equilibrio estremamente sensibile. (c'è poi da dire che gli americani sono più bravi di noi a "vendersi", è una questione culturale: Dominic ha fatto delle cose belle, ma niente di straordinario o fuori da questo mondo, neanche per numeri. Ha avuto, questo sì, un'istituzione che gli stava dietro e ha fatto quello che lui diceva. E' solo un discorso di fantasia (che progetti possiamo fare?) e potere decisionale (cioè l'istituzione ascolta e fa quello che dice).
Ma il punto è: c'è spazio per riprendere e allargare la discussione?
Davvero la comunità di Wikipedia Italia è composta solo di contributori che amano autogestirsi e non coordinarsi? Sarebbe un problema anche solo dire che il modello di lavoro dello smanettone individualista non va bene per tutto? Davvero fa scappare, fa paura?
Premesso che immagino tu parli della Wikipedia in lingua italiana (Wikipedia Italia in sè non esiste), la comunità secondo me è interessata se tu ti poni nel modo giusto. Se la Biblioteca Nazionale di Firenze inizia a lavorare concretamente su Wikipedia (iniziando a conoscere bene meccanismi e politiche) e inizia a rilasciare materiale, a integrare voci, organizzare editathons, programmare progetti più tecnici come SBN, VIAF, thesaurus, ecc., vedrai che del seguito nella comunità si trova. Bisognerebbe trovare un "wikipediano in residenza": un ragazzo/a brillante, che conosce Wikipedia e i suoi progetti, conosce le biblioteche, ha un minimo di capacità relazionali e organizzative.
E, soprattutto, bisogna dargli un *motivo* per fare tutto questo. Questa forse, Pierfranco, è la cosa che ti ho spiegato meno. Il mio punto non è infatti che le cose non sono possibili, ma che per farle bisognare fare fatica e la fatica bisogna ripagarla. Nel senso, banalissimo, che nessuno fa niente per niente :-)
Il wikipediano fa le cose perchè si diverte. trovare qualcuno che si diverta a fare un lavoro del genere (bene, con tempi stabiliti, per un sacco di tempo, ecc.) è difficile.
La casistica dei "profili" possibili secondo me è : * qualcuno talmente interessato che si diverte e fa tutto questo gratis, nel tempo libero * qualcuno che fa le cose gratis, ma ha un ritorno di altro tipo (è una tesi di laurea, è uno stage, è un attività part time nel proprio lavoro, ecc.) * qualcuno che lo fa pagato (stagista di cui sopra, ecc.)
Il punto è che le persone non lavorano per niente :-)
Per questo, come ho detto altre volte, io penso che le ore-uomo spese in stage e tesi di laurea (triennali) potrebbero essere meglio spese (per la collettività) in attività su wiki. (appena posso cerco di spiegarlo meglio, ma è il concetto di Cognitive surplus di Clay Shirky, più o meno)
Aubrey