Cari tutti,
in relazione alla Conferenza IFLA 2014 SAtellite, nel nostro paper accenniamo al mondo wiki* e lasciamo aperta questa finestra di riflessione ad un ulteriore approfondimento. Nel paper abbiamo fatto solo un accenno alla realtà wiki* perché si è trattato di uno studio limitato dal numero delle parole richieste. Vi è interesse nel voler evidenziare l'apporto che la comunità wiki* sta portando al mondo della connessione/convergenza fra le descrizioni bibliotecarie, archivistiche e museali.
Credo che vi sia interesse anche da parte degli organizzatori e di alcuni partecipanti che in altri studi hanno parlato di lavorare verso la convergenza anche attraverso wikipedia. Probabilmente la comunità wiki* è stata assente perché il pensiero era rivolto a Londra, giustamente, ed è passata in secondo piano la possibilità di proporre un abstract, entro il 30 marzo, per poter essere selezionati.
http://conference.ifla.org/ifla80/calls-for-papers/theory-and-research-conve...
Qui trovate il programma con i papers: http://satelliteturin2014.wordpress.com/programme-2/
Fra i relatori che sostengono la comunità wiki* (scusate questa abbreviazione) c'è anche Cristina Pattuelli che propone ai suoi studenti le editathons, così come so che anche Anna Maria Tammaro vi segue con interesse, questi i nomi che vi cito perché seguo maggiormente queste persone.
http://cristinapattuelli.com/teaching/ http://linkedjazz.org/
Al momento vi saluto qui. Il tema m'interessa molto.
Carla
------------------------------------------------------- Carla Colombati 12/A, V.le dello Splendore I-64021 Giulianova Mob.: +39 392 7848408 E-mail: c.colombati@gmail.com
Il giorno 02 settembre 2014 12:15, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Ho assistito al satellite IFLA di Torino il 13-14 agosto e secondo me è stato un peccato che non fosse stata coinvolta la comunità di Wikipedia né che sia stato dato sufficiente spazio a nuove esperienze in ambito digitale. Wikipedia, e i nuovi portali realizzati dalla Bibliothèque Nationale de France e dalla British Library dimostrano che si sente sempre più l'esigenza di superare la povertà delle descrizioni bibliotecarie (soprattutto in materia di authority records: su questo aveva parlato Simona Turbanti a Roma a inizio anno al convegno sugli opac). L'utente a distanza di oggi vuole ricostruire il contesto perché ha interrogativi, curiosità di ordine generale. O perlomeno passa dal generale al particolare. Per ricostruire il contesto c'è bisogno di:
- dati ricchi: e gli authority records delle biblioteche così come sono
stati finora non sono ricchi né sono stati creait per costruire relazioni di contesto, il contrario delle voci di Wikipedia; 2) integrazione tra dati da diversi fonti; 3) saper mettere assieme e "raccontare" Esempi di questo genere: oltre a Wikipedia (che usa e integra dati e oggetti digitali anche dalle biblioteche) sono:
- il portale francese http://data.bnf.fr: integra tra loro authority
records e accesso a oggetti digitali e come notava Mauro Guerrini l'anno scorso nell'incontro romano di giugno su SBN sembra essere progettato sul modello di enciclopedia; 2) nuovi portali realizzati dalla British Library: come Discovering Literature: Romantics and Victorians http://www.bl.uk/romantics-and-victorians che non si presenta come un tradizionale "catalogo di oggetti dal patrimonio della BL digitalizzati, ma mette assieme le digitalizzazioni con un criterio tematico per creare dei veri e propri articoli che come delle voci di encicolpedia servono a far scoprire il partimonio con percorsi specifici. Per es. la pagina su Mary Shelley e Frankenstein: http://www.bl.uk/romantics-and-victorians/articles/mary-shelley-frankenstein...
Nel caso della British Library l'influenza di Wikipedia e dell'approccio enciclopedico è evidente. È evidente anche che un portale di questo genere privilegia il browsing piuttosto che la "ricerca". In questo modo è fatto per soddisfare la curiosità dell'utente dando molta importanza al contesto, cosa che i bibliotecari non sono assolutamente abituati a fare. Invece, come è stato detto più volte nel Satellite IFLA di Torino, sia gli archivisti che i curatori museali danno grande importanza alla ricostruzione del contesto. I nuovi musei (o quelli che hanno subito un riallestimento) danno sempre più importanza alla creazione di percorsi storico/tematici arricchiti da pannelli informativi (e non solo dalle tradizionali etichette sulla paternità, il nome del soggetto e la data). Questo forse anche per influenza degli allestimenti delle mostre temporanee che danno grande importanza alla ricostruzione del contesto. Questa tendenza ora influenza anche la progettazione dei portali di oggetti digitalizzati, ma per arrivarci occorre superare la visione tradizionale delle biblioteche. Invece le prime biblioteche digitali, se progettate da bibliotecari, avevano il limite dell'essere pensate come tradizionali database da interrogare e dove il modello della decsrizione era ispirato alla descrizione bibliotecaria della singola edizione.
L'importanza dell'ambiente digitale per ripensare la convergenza e un nuovo metodo (importanza di ricostruire il contesto) non è emersa al satellite IFLA di Torino. Da una parte secondo me è emerso il limite tradizionale di questi incontri nel voler coinvolgere solo le professioni riconsciute: Bibliotecari, Archivisti, Curatori museali disconoscendo la comunità di Wikipedia. Ma secondo me c'era anche un limite di impostazione metodologica che emerge anche nel resoconto di http://www.ilmondodegliarchivi.org/index.php/primo-piano/item/392-convergenz... Si legge che il bibliotecario e l'archivista (a differenza del curatore museale) non devono interpretare perché devono essere il più possibile imparziali e oggettivi. Forse qui bisognerebbe innanzitutto distinguere tra cose diverse: la descrizione ricca e precisa del contesto e l'intepretazione propriamente detta. Secondo me esempi come il portale della British Library dovrebbero far riflettere: ovviamente non è solo opera di "bibliotecari" in senso stretto perché richiede competenze di storico e di redattore: quelle competenze che sono tipiche di chi lavora alle voci di Wikipedia. Assomiglia molto di più al lavoro che viene fatto per le mostre (museali). Le domande a questo punto sono 2:
- i bibliotecari (inteso come categoria professionale): ritengono che sia
il momento di mettere da parte del descrizioni povere, che non bastano più, e che soprattutto importi anche il contesto, non solo la descrizione della singola edizione? Ovviamente questo va inteso: quando creano una biblioteca digitale di materiali cultural heritage; 2) allo stesso tempo non risulta evidente che questi lavori richiedono un lavoro di squadra in cui si mescolano diverse competenze e che i soli bibliotecari non possono fare? Insomma: a me pare che emerga sia l'esigenza di superare certe impostazioni limitate del lavoro di descrizione bibliotecaria, sia l'esigenza di lavorare insieme ad altre categorie professionali: in particolare quelle abituate a fare indagini storiche e a saperle sintetizzare e presentare in maniera accattivante (come si fa quando bisogna realizzare il pannello di una mostra, per es.).
Pierfranco Minsenti
Il giorno 02 settembre 2014 09:51, raffaele messuti < raffaele.messuti@gmail.com> ha scritto:
Convergenza o collaborazione? Nota sul convegno internazionale IFLA a
Torino (13-14 agosto 2014)
http://www.ilmondodegliarchivi.org/index.php/primo-piano/item/392-convergenz...
-- raffaele _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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