Ringrazio anche io Cristian per la dritta su SOD e sottoscrivo in toto quello che ha detto Pierfranco.
Anche se si è sviluppato a margine della discussione su SBN, il tema della professionalita' dei bibliotecari di oggi (e non solo del futuro) e' tutt'altro che marginale. Mi trovo sempre molto imbarazzato a spiegare a uno studente che, volendo prepararsi per entrare nel mondo delle biblioteche e senza avere la minima possibilita' di prevedere in quale biblioteca gli potrebbe capitare di finire, dovrebbe conoscere praticamente tutto da latino, paleografia, codicologia e diplomatica al marketing, management, sociologia e statistica per finire con catalogazione (se il termine ha ancora un senso ...), metadati e linked (open) data. E' impossibile, semplicemente.
Negli articoli comparsi sulla stampa si dice, molto verosimilmente, che il lavoro del digital librarian e' (mis-)sconosciuto in Italia. Dopo o parallelamente al tema di SBN, per il quale comunque mi congratulo con tutti voi per le ottime notizie dell'id.sbn.it e la scoperta della licenza CC0 (a proposito, un sillogismo: tutti i dati del ministero sono CC0; l'ICCU e' un istituto del ministero; quindi tutti i dati dell'ICCU sono CC0, anche se l'ICCU non lo sa o non lo dice :-) ), anche il tema del digital librarian - proprio come figura che lavora in un team di competenze che si integrano a vicenda - meriterebbe davvero di essere approfondito e fatto conoscere nella letteratura professionale italiana. Ce n'è assoluto bisogno anche per dare speranza e 'fare sognare' i giovani di oggi, che hanno voglia di fare e non sanno letteralmente da che parte cominciare.
carlo
Spedito da Samsung Galaxy Il giorno 07/giu/2013 21:38, "Pierfranco Minsenti" < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Grazie Cristian per questa condivisione. C'è bisogno di fare rete.
Il tema dei LOD mi pare veramente strategico per creare sinergie con altre professionalità a cui i "bibliotecari del futuro" dovrebbero sempre di più avvicinarsi (ma anche viceversa). Dal punto di vista della mia esperienza di lavoro vedo che è anche difficile dire che cosa sia veramente il bibliotecario del futuro perché secondo me deve essere un elemento all'interno di un team multiprofessionale: ed è lì dentro che il suo contributo acquista più senso. Solo così si possono realizzare progetti complessi. La figura del bibliotecario che si improvvisava a fare un po' di tutto, dall'HTML alla gestione dei sistemi, appartiene agli albori del web. quando le biblioteche iniziavano a usarlo. Oggi nessuna persona può riassumere dentro di sé quello che serve e ripetere quell'approccio improvvisato perché tutto il contesto è diventato più maturo: più evoluto e più difficile e richiede un approccio più specializzato. Semmai c'è bisogno di mettere assieme specializzazioni, che però allo stesso tempo trovano il loro completamento in quello che fanno gli altri.
Direi che tutto il lavoro su Wikipedia relativo al VIAF e all'authority file dell'ICCU fatto a partire da marzo 2013 discutendo su questa lista mettendo assieme storie professionali molto diverse è una buona dimostrazione del fatto che solo facendo squadra si riesce a mettere assieme tutte le competenze che servono per ottenere certi risultati. Ed è all'interno di queste "squadre" che secondo me può nascere il bibliotecario del futuro, non fuori.
ciao
pierfranco
Il giorno 07 giugno 2013 19:56, Cristian Consonni <kikkocristian@gmail.com
ha scritto:
Giro qui questa mail passata sulla lista "Spaghetti Open Data".
(qui la spiegazione di cos'è SOD: http://www.spaghettiopendata.org/, e qui il Google Group/mailing list: https://groups.google.com/forum/#!forum/spaghettiopendata)
C
---------- Messaggio inoltrato ---------- Da: Nicola Ghirardi ghirardi.nicola@gmail.com Date: 07 giugno 2013 18:23 Oggetto: Re: [SOD] articolo del corriere su open data e biblioteca A: spaghettiopendata@googlegroups.com
Ciao a tutti! Lavoro al cineca, consorzio di università, e ho il piacere di lavorare al progetto Digital Library. Abbiamo presentato la prima versione della piattaforma poche settimane fa a Bologna. Il progetto è nato in collaborazione con La Sapienza con la quale stiamo ultimando il portale di navigazione ma sarà offerto a tutte le università. Uno dei rami di sviluppo delle prossime versioni sarà quello riguardante i Linked (Open) Data di cui io sarò il "responsabile". Qui potete vedere tutti i video della presentazione (inclusa la mia) http://demo2.cineca.it/course/view.php?id=8 Sul mio blog ho postato le sole slide.
http://ghirardinicola.blogspot.it/2013/05/new-task-linked-data-in-digital-li...
Dopo l'estate dovremmo iniziare a pubblicare i primi dati e prima della fine dell'anno mi piacerebbe organizzare qualche hackaton. Sono molto interessato alla discussione riguardante "Il bibliotecario del futuro" e mi chiedo come potremmo raccogliere le diverse esperienze/idee in modo che non vadano perse (Un wiki? Un gruppo apposito?) Credo che la necessità più grande per i (L)OD in questo momento sia (oltre che pubblicarli) il creare le condizioni ideali per cui possano essere utilizzati da un pubblico il più vasto e interdisciplinare possibile.
PS. Vi segnalo anche questo numero di JLis about "Global Interoperability and Linked Data in Libraries: Special issue "http://leo.cilea.it/index.php/jlis/issue/view/536 Cercherò di studiare anche tutti i link che avete postato, anche se sono tantissimi!
Ghirardi Nicola https://twitter.com/ghirardinicola
On Thursday, 6 June 2013 09:50:42 UTC+2, Andrea Maurino University of Milano Bicocca wrote:
http://nuvola.corriere.it/2013/06/06/i-bibliotecari-in-crisi-e-la-rivoluzion...
Un esempio di nuove professionalità nate da open data?
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