A me sembra che la questione abbia diversi aspetti che a volte ne vedono prevalere uno e a volte un altro ma l'aspetto unificante è: come fare a far dialogare tra loro sistemi diversi facendo passare le informazioni da un sistema all'altro.
Distinguerei 2 casi:
1) quando una biblioteca ha il gestionale di una ditta e un sistema di ricerca di nuova generazione preso da latra ditta: in questo caso è interessata ad avere le informazioni di disponibilità (=RTA) in tempo reale nella interfaccia di ricerca e quindi ha bisogno che il gestionale implementi un API per rendere questo possibile.
Tra l'altro non è affatto vero che in Italia non ci sia questa richiesta. Scusa, Andrea: ma se eri proprio tu a scriverne l'altro giorno. È una necessità che esiste:
a) nell'ambito delle biblioteche pubbliche: caso di Aquabrowser usato dalla Regione Toscana e del progetto (per ora allo stato di prototipo) della regione Veneto che ha commissionato all'Università di Padova un discovery tool alimentato via OAI-PMH da tutte le biblioteche di diversi enti sparse sulla Regione Veneto
b) sopratutto nell'ambito delle biblioteche universitarie: in particolar modo per le università che hanno Sebina e che hanno adottato un discovery tool rinunciando (la maggior parte) a prendere SebinaYOU perché non serve ad esporre i dati sulle pubblicazioni elettroniche in licenza d'accesso. Queste università hanno bisogno che il gestionale Sebina adotti una API per la RTA al fine di esporre nel discovery tool le informazioni di disponibilità senza oblbigare l'utente a saltare all'opac Sebina (altrimenti per che cosa abbiamo preso a fare il discovery tool?) e si trovano svantaggiate dall'idea che sembra essere tutta italiana, legata anche a una profonda crisi, che in Italia non avrebbe senso fare come gli "ammericani" e aspettarsi di considerare standard quyelle API, per cui l'upgrade va pagato perché considerato una bizzarra richiesta di qualcuno. Le risorse elettroniche, le esigenze degli utenti sono sempre quelle, sia qui che là, come l'esigenza di poter comprare software diversi e farli colloquiare. Comunque siano ormai un certo numero a volerlo. Mi spiace: nelle università non è vero che queste richieste non ci sono.
2) nel caso dell'estensione di questo discorso sulla RTA all'opac SBN, parte da almeno 3 suggestioni nate o sviluppatesi a seguito dell'incontro del 20 giugno: Mauro Guerrini che diceva che l'opac SBN dovrà evolvere verso un discovery tool; Vanni Bertini che faceva notare che l'opac SBN non visualizza servizi; l'articolo di Giulio Blasi che riprende il discorso di Vanni Bertini sotto il profilo delle informazioni sugli e-books. Quindi le considerazioni che ho abbozzato partono da queste premesse per chiedersi: come può evolvere l'opac SBN? Come può diventare il Trove italiano? Oppure no: non siamo d'accordo? deve rimanere così?
Pierfranco
Il giorno 06 agosto 2013 14:07, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Ciao,
Esporre le informazioni di circolazione in SBN
leggendo lo scambio di Giulio e Pierfranco mi pare che non parliamo tutti della stessa cosa. A scanso di equivoci, specifico che io parlavo di quello che viene spesso definita Real Time Availability (RTA), cioe' informazioni di disponibilita' in tempo reale: questo documento che ho trovato a catalogo e' disponibile in questo momento a scaffale?
Informazioni sullo stato della circolazione (o come preferite chiamarlo) riguardano invece una condizione con relativa a quell'istante: un libro e' per sola consultazione o anche per il prestito, e' smarrito ecc.
In generale credo che la questione riguardi l'interoperabilita' in generale (e in particolare l'uso di discovery layer potenzialmente separati da ILS) non tanto il fatto di avere un unico catalogo nazionale con l'indicazione di disponibilita'...
Comunque per ora ho scoperto (cosa che non sapevo) che l'ILS di Comperio permette di interrogare un webservice che da informazioni sulla RTA, nel d950-s1, se non sbaglio. Chi adotta quell'ILS ce l'ha a disposizione gratuitamente? Pero' son d'accordo con Giulio sul fatto che in Italia non si senta, diffusamente, il bisogno di avere a disposizione tali possibilita' di apertura. Mi pare importante pero', che un'azienda riesca a dare una risposta positiva, nel caso (strano) qualcuno abbia l'esigenza.
andrea
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