Indubbiamente il peso delle ditte su SBN è stato molto forte perchè erano un monopolistiche; con l'apertura di SBN (fine anni '90) la situazione si è modificata perchè è iniziata la concorrenza. Tuttavia va detto che senza la forzatura da parte di Ministeri e Regioni le biblioteche italiana ora sarebbero ancora a livello ottocentesco perché per in Italia la nostra professione era molto tradizionalista, ogni biblioteca stava per sè ed il concetto di cooperazione che era alla base del progetto di Angela Vinay e Michel Boisset era ostrogoto per molti.
Ora credo che sarebbe il caso di andare verso prodotto open. Ma i bibliotecari, per lo meno quelli di ente locale toscani che conosco bene, sono esperti di catalogazione ma restii a capire quali debbano essere le specifiche di un serio ed innovativo sw di gestione per biblioteche. E non ultimo, persiste ancora l'idea che "il mio record è più bello del tuo" e quindi ipotesi di cumulazione dei cataloghi incontrano forti resistenze. Ti faccio un esempio: nel 2000 in Toscana la Regione ha *imposto* alle biblioteche (o lo fai o non ti do i soldi) si cumulare i cataloghi, di attivare il prestito interbibliotecario (allora inesistente nelle biblioteche pubbliche) ed ha usato come leva una strettissima alleanza con una ditta sw facendone la sua fortuna, ma comunque in 10 anni siamo riusciti a cambiare la mentalità dei bibliotecari che ora considerano lavorare in rete. E' quanto era avvenuto 10 anni prima nelle biblioteche SBN suppongo.
Per fare un po' di storia per 20 anni (1980-2000) su SBN le biblioteche che ne erano fuori ne parlavano male e quelle che erano dentro lo difendevano a prescindere. Leombroni, direttore della prima rete di biblioteche pubbliche ad entrare in SBN, è sempre intervenuto spingendo verso l'innovazione e sono interessata a sentire il suo intervento a Roma.
Buona giornata Susanna
ottime le slides di Messina che hai segnalato.
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Il giorno 06 giugno 2013 00:36, Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com ha scritto:
Grazie del riassunto. Certo che l'ho letto tutto :)
Per la mia tesi avevo letto un po' di storia delle biblioteche (soprattutto Leombroni 2002, ma non solo). Non riesco a smettere di pensare che SBN sia nata con due "peccati originali":
- una strana e inspiegabile passione per le ditte che hanno "siel" nel
nome, a cui dagli anni '80 ad oggi è stata affidata la consulenza tecnologica del progetto :( 2) la scelta di cooperazione a livello macroscopico, ovvero tra ministero e regioni, prima ancora che tra reti bibliotecarie
...che credo sia un po' quanto sinteticamente espresso da Messina a pag. 15 delle slide linkate da Pierfranco ( http://www.slideshare.net/mauriziomess/introduzione-a-sbn)
Ciao Giulio
Il giorno 05/giu/2013, alle ore 21:28, giaccai@gmail.com ha scritto:
Caro Giulio
provo a sinterizzarti la questione. Tieni conto che la storia comincia alla fine anni '70, inizi anni '80 (eri nato?) epoca in cui non esistevano i pc ma solo mainframe e terminali e software proprietario legato all'hardware. Compravi l'hardware e sw connesso e ti legavi per la vita a quella ditta.
Angela Vinay http://it.wikipedia.org/wiki/Angela_Vinay in un contesto di totale isolamento delle biblioteche e bassa qualità dei servizi, servizio di prestito interbibliotecario scarsamente diffuso, avvia un progetto ambiziosissimo: creare il servizio bibliotecario nazionale, ciò far cooperare le biblioteche; il progetto è centrato sul concetto di servizio ma per la debolezza della classe bibliotecaria si trasforma in un progetto di automazione. Con tutti i difetti ed i costi (è costato molto) ha comunque costretto le biblioteche a collaborare e ci consente ora di consultare un catalogo unico di diversi milioni di record. Nel corso degli anni si sono creati dei monopoli da parte delle ditte operanti nel settore: 2 i più grossi Data Managment cooperativa di Ravenna con il prodotto Sebina diffuso soprattutto nelle biblioteche pubbliche e monopolio in Emilia Romagna, Primesource con Aleph diffuso nella biblioteche universitare, Lo sviluppo dell'automazione, come in altri contesti, è stato condizionato dagli interessi delle ditte.
Parallelamente a metà degli anni '90 (quando sono comparsi i pc) alcune biblioteche privi delle grandi risorse che servivano per automatizzarsi con il sw SBN, hanno iniziato a catalogare con sw che funzionavano su un singolo pc; a fine anni '80 questi pc erano in rete locale, ma ogni biblioteca catalogata tutto quello che le arrivava. Poi fine anni '90 questi sw si sono evoluti per lavorare in rete geografica, ma erano fuori SBN.
Negli altri paesi non credo che esistano sistemi simili, ma lo si risolve con motori che interrogano via Z.3950 o http diversi OPAC per favilitare la ricerca collettiva; ovvio che i singoli cataloghi possono essere di qualità diversa, ma il livello medio dei catalogatori in quei paesi è migliore del nostro e comunque l'attenzione è lì fortemente rivolto alla qualità dei servizi agli utenti, mentre un po' troppo spesso in Italia in centro l'attività di catalogazione mentre si lascia per esempio il servizio agli utenti (reference) al personale con il livello formativo più basso.
Ricapitolando SBN era nato per fare servizio, si è tresformato in automazione e catalogazione.
spero tusia arrivato a leggere fino qui.
Buona serata Susanna Il giorno 05 giugno 2013 20:37, Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com ha scritto:
"
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari