Su Library Thing for Libraries: chissà se non è meglio ripartire provando a fare i bibliotecari: quelli che quando si discute qualcosa innanzitutto cercano informazioni, le vagliano, e se c'è qualche problema hanno qualche trucco per risolvere le cose.
Qui di seguito i dati principali:
Pagina italiana di informazioni su LibraryThing for Libraries: ditta Cenfor di Genova che commercialziza in Italia i prodotti accessiibli con licenza Bowker: http://www.cenfor.net/index.php?option=com_content&view=article&id=8...
Pagina in inglese dal sito di Bowker: http://www.bowker.com/en-US/products/servlib_ltfl.shtml
Lista di biblioteche nel mondo che hanno pagato per questo servizio di integrazione dei loro opac: la pagina di Cenfor rimanda a questa pagina:
http://www.librarything.com/wiki/index.php/LTFL:Libraries_using_LibraryThing...
Che però non contiene nulla perché dice che è in corso di aggiornamento (a quanto pare è da parecchio che è vuota).
Trucco per trovare il contenuto di quella pagina di 1 anno fa: la lista aggiornata al 20 gennaio 2013, salvata da Internet Archive:
https://web.archive.org/web/20130120112156/http://www.librarything.com/wiki/...
Si vede un lungo elenco di biblioteche dell'area anglofona, con qualche eccezione molto rara riferita a Svezia, Olanda, Cecoslovacchia, Spagna, Portogallo, Turchia, Singapore.
Non è menzionata nessuna istituzione italiana.
Elenco utile anche perché per ogni opac contiene la URL di un esempio: per es. per l'università di Minho in Portogallo c'è il link a questo esempio di record nel loro opac Aleph:
https://web.archive.org/web/20130120112156/http://aleph.sdum.uminho.pt/F/?fu...
Da dove si vede che l'integrazione consiste in un link a 18 recensioni presenti su LibraryThing del libro The hero with a thousand faces di Joseph Campbell
http://ltfl.librarything.com//forlibraries/reviews.php?&accession=&i...
Le recensioni sono tutte in inglese. È verosimile che sia questa una delle ragioni per cui il prodotto si diffonde nell'area angolofona e pochissimo altrove. E altrove solo in università, dove è legittimo aspettarsi la conoscenza dell'inglese. Ma sarebbe ben poco plausibile fare la stessa cosa in una biblioteca pubblica italiana. E per di più pagare.
Pierfranco