* COORDINAMENTO NAZIONALE PER GLI ARCHIVI E LE BIBLIOTECHE*
*COMUNICATO STAMPA*
Il decreto legge emanato il 31 maggio 2014, n. 83 appare un inizio incoraggiante per il riscatto del settore dei Beni culturali in Italia, in vista di un necessario intervento strutturale di medio termine per il rilancio complessivo della cultura e della ricerca come leve per lo sviluppo del paese. Le misure per favorire il “mecenatismo”, con sgravi fiscali e credito d'imposta a favore di aziende che intendano sostenere, sono sicuramente un aiuto alla ripresa di molti luoghi di cultura e di siti da tempo lasciati all'incuria.
Il Coordinamento Nazionale per gli Archivi e le Biblioteche auspica che nella conversione in legge di questo provvedimento si possa far riferimento esplicito anche a luoghi di cultura quali le biblioteche e gli archivi storici.
Ci si attende inoltre, da un governo che finalmente tratti la cultura come una risorsa e non come un peso per l'Italia, che si faccia fronte a decenni di politiche di tagli anche con una nuova politica di investimenti pubblici. Da decenni non c'è stato un vero ricambio generazionale e il personale in servizio è in larghissima parte agli ultimi anni di servizio attivo. Serve una rapida inversione di rotta: servono concorsi che diano personale competente a questi istituti, con prove che selezionino, a scadenze fisse, un insieme di addetti stabilizzati. Servono investimenti in campi quali la digitalizzazione dei documenti, in cui, purtroppo, l'Italia è confinata agli ultimi posti tra i Paesi europei. Servono risorse per la strumentazione delle biblioteche, che a volte espongono macchinari che sembrano cimeli d'antiquariato, e per il trattamento dei documenti negli archivi. Servono progetti per ripensare spazi idonei per lo svolgimento delle attività istituzionali e di servizio: biblioteche e archivi sono sempre meno in grado di accogliere nuovo materiale.
In particolare, il Coordinamento Nazionale per gli Archivi e le Biblioteche chiede un chiaro pronunciamento sulle seguenti proposte:
1. Una politica di demanializzazione delle sedi di studio della documentazione archivistica. Sebbene apparentemente lontana dagli interessi immediati della ricerca, essa appare il primo modo di dare sollievo alle risorse impiegate in modo infruttuoso e distorto in relazione al pagamento degli affitti. Un solo esempio basterà a dare l'idea dell'irrazionalità dell'impiego di risorse: la sola amministrazione archivistica, ha impegnato quasi 18 dei 25 milioni di budget a disposizione nel 2011 per il pagamento della locazione delle sedi. Se più dei 2/3 del bilancio rimangono “ingessati” per le sole locazioni, la cifra che rimane disponibile per lo sviluppo del sistema archivistico nel suo insieme appare messo in pericolo. Siamo infatti consapevoli che la prima necessità per reperire risorse, è ridurre gli sprechi. Nel campo dei beni culturali appare uno spreco pagare affitti ad enti o a privati quando lo Stato può mettere in campo proprie risorse.
2. La possibilità di creare dei poli archivistici, bibliotecari o bibliotecario/archivistici in località in cui sia possibile reperire sedi a disposizione del demanio pubblico e allestire magazzini e sale studio comprendenti una biblioteca civica e un archivio comunale, oppure l'insieme di più archivi che sono funzionali e disponibili in un Comune, in una città capoluogo di Provincia e così via. Ciò potrebbe risultare vantaggioso in ordine al numero del personale da retribuire e alle competenze miste di cui l'utente potrebbe disporre.
3. Una politica di turn-over, per ciò che riguarda archivi e biblioteche pubbliche, che possa portare al reintegro almeno parziale del consistente numero di pensionamenti già maturati e di quelli che si profilano all'orizzonte. Si chiede pertanto lo svolgimento di concorsi a periodicità fissa e non con immissioni improvvise di “folle” di concorrenti in modo da selezionare, ogni due-tre anni, le migliori competenze ed esperienze, senza penalizzare anzitempo le generazioni future.
4. Un immediato e consistente investimento in un progetto di ampia digitalizzazione di documenti e libri. Infatti, benché nell’immediato ciò comporti una nuova spesa, tale investimento rappresenta una via sicura per operare grandissimi risparmi, per quanto riguarda sia i costi degli spazi da utilizzare sia quelli relativi al personale. Si fa notare che altri paesi, pur in rilevanti difficoltà finanziarie, come Spagna e Portogallo, negli ultimi anni hanno investito in tali progetti molto più dell’Italia.
5. L'assegnazione di risorse adeguate al sistema delle Biblioteche e all'amministrazione archivistica, da impiegare non solamente per far fronte al nuovo impiego di personale stabilizzato e a recuperare un ordinario funzionamento, ma anche a reperire competenze e personale qualificato e stabile, per utilizzare i più aggiornati strumenti digitali, per una politica di conservazione e ottimizzazione degli spazi, oltre che a predisporre un più ampio numero di piattaforme on-line per gli studiosi.
Fanno parte del Coordinamento nazionale per gli archivi e per le biblioteche le seguenti società e associazioni:
Amici della Biblioteca Universitaria di Pisa
Arch.I.M. Archivisti in movimento
Assolettori Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
[image: https://mail.google.com/mail/u/0/images/cleardot.gif%5DCgil Funzione Pubblica Ministero dei Beni Culturali, Ambientali e Turismo
Giovani Bibliotecari e Aspiranti
Società italiana delle storiche – Sis
Società italiana per lo studio della Storia contemporanea – Sissco
Società italiana per lo studio della Storia delle istituzioni
Roma, 12 giugno 2014