Mi pare che come ho suggerito si possa seguire l'esempio del blog Brain Pickings che anche in questo si rivela originale e innovativo e quindi per es. mettere entrambi i links: quindi quello alla libreria online e quello al catalogo di biblioteca. Perlomeno: Brain Pickings mette entrambi i links. D'altronde, i lettori si riforniscono presso le biblioteche o presso le librerie. Certo come sappiamo non tutte le biblioteche sono in SBN (lo si è già spiegato, ci sono tanti motivi e ogni biblioteca/sistema bibliotecario giustamente fa come preferisce o come è abituato). Ma quello che trovo importante è soprattutto il messaggio che si manda: che se vuoi trovare un libro, accanto alle librerie ricordati che ci sono le biblioteche. Per chi lo sa è banale, ma sappiamo che in realtà non è banale.
Quindi chi si convince che è una cosa buona (o che comunque, male non fa, Virginia) lil link può essere realizzato come ho spiegato. Con questa avvertenza (SBN non si finisce mai di spiegarlo): in un contesto di catalogazione partecipata un record può sparire, anche perché se esistono doppioni, può essere schiacciato, cioè qualcuno passa e fa pulizia riportando i record a uno solo. In tal caso un link che puntava a "quel" record che nel frattempo è stato soppresso a un certo punto non funzionerà più. Comunque questa è una evenienza e non ci si può fare nulla, a meno di non usare il sistema dei link che usa Wikipedia, che invece dell'identificativo record di SBN (il cosiddetto BID) usano l'ISBN. Il vantaggio dell'uso dell'ISBN come parametro della URL che punta all'opac è che così si scavalcherebbero i problemi delle fusioni di record dato l'ISBN non cambia, è sempre quello, e per sparire del tutto dal catalogo SBN dovrebbero prima sparire tutte le copie esistenti nelle biblioteche italiane di quel certo libro. Ma se guardate sulla pagina Wikipedia delle fonti librarie (entrando nell'editing) vi accorgerete che il link usato per puntare a un record dell'opac SBN usando l'ISBN del libro è così lungo che farebbe passare la voglia a chiunque di usarlo. Quindi mi astengo dal raccomandarlo.
Chiedi perché l'opac SBN, quindi l'ICCU, ha scelto di promuove Amazon 2 volte (perché anche AbeBooks fa parte di Amazon)? In più d'uno scrivendo su AIB-CUR abbiamo chiesto all'ICCU di spiegarcelo e ora attendiamo fiduciosi che ci dicano qualcosa. Oggi un buon comunicatore non trascura le occasioni per essere presente nei luoghi online dove c'è dibattito.
Pierfranco
Il giorno 12 dicembre 2013 19:07, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Grazie Piefranco, è una cosa che voglio presto implementare su Open Culture Atlas, quindi questo messaggio casca a fagiolo, precedendo la domanda che volevo farvi sul come sarebbe meglio procedere. Penso che più di crea dimistichezza con quei brutti cosi che sono gli opac e meglio è. Gli opac sono pensati per i bibliotecari, non per i profani (ovvero il "target" corretto), e questi piuttosto che usarli regalano la carta di credito ad Amazon. È gentile l'idea di almeno dargli una mano facendogli superare il primo ostacolo, quello che consiste nel trovare l'opac giusto (e prima sapere che si chiama opac) e poi la geolocalizzazione del libro cercato.
Quindi Piefranco il modo migliore per far questo è linkare la scheda relativa di SBN dopo averla cercata manualmente?
Promuoveremo sicuramente la buona pratica presso altri blog.
Extra: perché SBN aiuta Amazon che non paga nemmeno le tasse nel nostro paese? Invece per esempio di Webster/LibreriaUniversitaria, che a quanto so è il progetto indipendente da gruppi editoriali di un imprenditore italiano (detto fuor da nazionalismi) pure piuttosto umano (a vederlo e a leggere una sua intervista)?
ciao Francesca
Il giorno 12 dicembre 2013 09:27, Silvia Girometti < silvia.girometti@unibo.it> ha scritto:
Secondo me un altro buon motivo per inserire il link è dato dalla
diffusione sempre maggiore, almeno nell'opac del polo bolognese, delle scansioni di indici e sommari (da qualche anno c'è uno specifico progetto d'Ateneo: http://almadl.unibo.it/servizi/indici-e-sommari-in-opac/), visibili in opac attraverso il bottone "oggetto digitale" di fianco ai titoli: veramente molto utili per la ricerca e per inquadrare gli argomenti in generale - es.: http://sol.unibo.it/SebinaOpac/Opac?action=search&thNomeDocumento=UBO377...
Può darsi che sia in corso anche la scansione del libro di Roberto Casati (il riversamento dall'applicativo di upload all'opac non è automatico né immediato, giusto Andrea?). Ciao, Silvia
Silvia Girometti silvia.girometti@unibo.it
*Da:* bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto: bibliotecari-bounces@wikimedia.it] *Per conto di *Virginia Gentilini *Inviato:* mercoledì 11 dicembre 2013 14.16 *A:* Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani *Oggetto:* Re: [Bibliotecari] Promuovere l'immagine delle biblioteche nei blog: inserire link diretti ai record di libri nei cataloghi di biblioteca anziché limitarsi a linkare ad Amazon
sì e no :-)
per essere meno criptici, tu Pierfranco parli di "blog librari" (in genere). Io immagino che un blog che ospita sempre o spesso recensioni di libri sia letto da persone che già conoscono e usano le biblioteche. In questo caso, forse il link all'opac è superfluo e serve più che altro come rassicurazione autoreferenziale (leggi: noi bibliotecari che scriviamo di libri e linkiamo i nostri opac perché siamo bravi a farli)
il lettore casuale che arriva via motore di ricerca invece non so chi sia, magari davvero ignora i cataloghi online ma in quel caso io preferisco dargli il link a una pagina (in genere la presentazione sul sito dell'editore) che contiene info aggiuntive sui contenuti (per quanto parziali) che l'opac difficilmente fornisce. Mi riesce difficile immaginare questo tipo di lettore casuale che arriva sul mio blog, legge di Casati e grazie al link all'opac scopre che la biblioteca di fianco a casa sua lo possiede (generalmente non c'è nessuna biblioteca di fianco a casa sua e fa prima a ordinarlo su amazon, ahimè)
nel mio mondo ideale invece io amerei linkare siti come anobii, cerco di farlo ma spesso su quei siti non è ospitata alcuna recensione al di fuori di quella proveniente dal sito dell'editore. C'è alla fine un problema di carenza di partecipazione nella creazione dei contenuti
comunque anche perché no, male non fa di certo :-)
ciao virginia
2013/12/11 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Come promuovere i cataloghi di biblioteca usandoil direct linking?
In almeno un famosissimo blog americano si osserva una inversione di tendenza rispetto al comportamento solito: per cui quando si parla di libri magari si mette solo il link ad Amazon. Ora sta prendendo piede l'abitudine a mettere anche il link ai cataloghi delle biblioteche: o meglio al catalogone collettivo WorldCat a partire dal quale l'utente inserendo il codice postale troverà la localizzazione del libro nella/e biblioteca/che della sua zona.
È una evoluzione del tutto ovvia se si pensa che WorldCat inserisce da tempo i link ai negozi online come Amazon. La vogliamo chiamare reciprocità di linking? Adesso anche l'opac SBN ha i link verso Amazon e AbeBooks, quindi anche nei blog italiani quando si parla di libri dovrebbe prendere piede questa innovazione: biblioteche accanto a librerie. Bello no?
Negli USA succede per es. nel blog Brain Pickings: http://www.brainpickings.org/ tenuto da Maria Popova e stra-consigliabile a chiunque si occupa di libri (sorpresa: innanzitutto non fa come la maggior parte, cioè non si occupa quasi mai di libri nuovi e meno che mai di bestseller ma ripesca dal passato spesso cose dimenticate e molto interessanti. È un'"archeologa" del mondo stampato più o meno nel periodo compreso nei circa 80-30 anni fa).
Per es. nel post di oggi, dedicato a Vonnegut: http://www.brainpickings.org/index.php/2013/12/11/vonnegut-wnyc-interview/ parla del libro "Conversations with Kurt Vonnegut" Il titolo del libro è un hyperlink che punta ad Amazon, ma accanto compare anche un altro link (e succede ormai da un po' di tempo): questo link: (public library) Punta al record in WolrdCat: che in questo caso è:
http://www.worldcat.org/title/conversations-with-kurt-vonnegut/oclc/17872522...
La URL riutilizza come parametro il numero OCLC 17872522: quindi l'identificativo del record nella base dati OCLC che è diventato un po' un nuovo numero standard de facto.
Consideriamo i benefici: finalmente le biblioteche vengono promosse nei blog librari, dove è molto difficile che appaiano.
Ora immaginiamo di voler fare questa cosa in Italia, nei blog italiani. Per es. immaginiamo che Virginia nel post dedicato al libro di Roberto Casati (prendo un esempio a caso) voglia inserire un link simile.
Potrebbe imparare a farlo facilmente usando l'opac Sebina del Polo SBN della sua città e usando la permanent URL che appare nel suo opac e che è basata sulll'identificativo Sebina di quel titolo.
Verrebbe un link così (se punta all'opac tradizionale):
http://sol.unibo.it/SebinaOpac/Opac?action=search&thNomeDocumento=UBO401...
o così (se punta a nuovo opac): http://sol.unibo.it/SebinaOpac/.do?q=thNomeDocumento:UBO4015738T
Ma se volesse spingersi oltre, cioè puntare all'opac SBN,dovrebbe usare l'identificativo SBN intero e creare un link basato su una URL così:
http://opac.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/scheda.jsp?bid=IT%5CICCU%5CRMB%5C078392...
Che ne dite? Pensate si possa introdurre anche nei blog italiani questa salutare best practice quanto si parla di libri?
Pierfranco
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