Un esempio di interfaccia di nuova generazione, separata dal gestionale, che riesce a visualizzare i dati di disponibilità interrogando in tempo reale:
Il Next Generation Opac VuFind della Braidense: http://opac.braidense.it/vufind/
Quando un utente fa una ricerca e il sistema crea la lista risultati, per ogni record bibliografico viene anche mostrata la disponibilità:a seconda dei casi la risposta può essere l'indisponibilità (scritta in rosso: Non disponibile) o la disponibilità (scritta in verde: Disponibile). È una cosa che siamo straabituati a vedere quando l'opac è parte integrante del gestionale e comunica in tempo reale con il modulo prestiti. Ma non siamo affatto abituati a vedere la stessa cosa quando l'opac è una interfaccia di nuova generazione del tutto indipendente dal gestionale.
L'interrogazione dei dati del modulo prestiti avviene in tempo reale (altrimenti i dati non sarebbero aggiornati con i dati sui prestiti effettivi e le restituzioni). Quindi *non è* una informazione che deve importare in precedenza (sarebbe vecchia) come avviene nel caso dei dati che viaggiano con SBN-MARC. Il tutto è possibile solo se: 1) il sistema del gestionale adotta una API per esporre i dati sui prestiti in tempo reale + 2) il next generation opac è dotato di un apposito plugin per interrrogare la API del gestionale in concomitanza con la creazione di una lista di risultati a seguito di una ricerca da parte di un utente
L'accordo di Berkeley serve a dire come deve essere fatta questa API in modo che i produttori la adottano a prescindere da eventuali richieste dei clienti, che quindi se la trovano integrata nel prodotto, magari tramite una nuova release, senza dover chiedere e pagare ognuno per averla come potrebbe invece succedere in Italia. Lo standard ha questo di bello: che il produttore è tenuto a darlo gratuitamente se vuole stare sul mercato in maniera competitiva. Altro vantaggio: un produttore solo di un next generation opac sa in anticipo con che tipo di API si troverà a lavorare per poter comunicare con i gestionali prodotti da altre ditte.
È questo il bello degli accordi: fanno comodo a tutti perché l'interoperabilità è un valore per tutti, ammesso che la competizione si voglia vincere con le idee e non con i software chiusi. È per questo che gli accordi sottoscritti all'estero per gli standard ci ci interessano eccome
pierfranco