Il Ministero stia elaborando un piano di razionalizzazione dei poli SBN.
Il punto è: come questo obiettivo potrà essere compatibile con la libertà di uso di software SBN-compatibili, libertà per cui è nato SBN-2.
Infatti la frammentazione dei Poli SBN dipende anche da questo diritto a usare il software preferito. Negli ultimi 2 anni i Poli SBN del Veneto sono aumentati perché ogni sistema bibliotecario pubblico che ha un software diverso dagli altri vuole entrare in SBN. In pratica l'attuale architettura dei Poli a differenza dell'Indice nazionale è basata sulla stretta associazione tra l'archivio condiviso di Polo e il software che lo alimenta. Pertanto non consente libertà di software: con il mio non posso colloquiare con un Polo che ha un software diverso. È chiaro che a questo punto. se deve essere fatta salva la libertà di poter usare il software che voglio, ne consegue che il mio archivio dei records sarà diverso e così si forma un nuovo Polo.
Quindi la domanda da fare sarebbe secondo me questa: come puoi razionalizzare nel senso di riduzione della frammentazione dei Poli se questo implicherebbe costi aggiuntivi per l'istituzione che dovrebbe fondersi in un altro Polo e quindi cambiare software?
Pierfranco
Il giorno 18 giugno 2013 10:56, Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com ha scritto:
D'accordo. Io ho finito di editare. Approvo in toto le ultime modifiche.
Come ha fatto prima Laura, qui sotto trovate quello che potete incollare nel campo TEXT di wordpress.
Ciao Giulio
P.S. giusto, il comunicato DG, ricordiamoci giovedì di chiedere come va questa cosa: "...un gruppo di lavoro del Ministero sta elaborando un piano di razionalizzazione dei poli bibliotecari costituenti il sistema, per ridurre i costi elevati delle strutture hardware e software"
<p dir="ltr">Siamo bibliotecari e <em>information workers</em>, lavoratori dell'informazione.</p> <p dir="ltr">Riteniamo che la conferenza che si svolgerà a Roma il 20 giugno 2013, "<a href=" http://www.aib.it/struttura/sezioni/lazio/2013/35059-aib-rilanciare-sbn/"><strong>Rilanciamo il Servizio bibliotecario nazionale</strong></a>" sia una buona occasione per ragionare e discutere.</p> <p dir="ltr">Ringraziamo l'AIB tutta, e la Sezione Lazio dell'Associazione italiana biblioteche che si sono adoperate perché questa conferenza possa avere luogo, e per aver convocato relatori di indiscussa autorevolezza.</p> <p dir="ltr">Riteniamo che l'eventuale presenza delle più alte cariche istituzionali sia una opportunità ed un segnale importante da parte della politica.</p> <p dir="ltr">Chiediamo anche, ed è per questo che ospitiamo questa pagina redatta collegialmente nei nostri blog, che <strong>questa occasione non vada perduta</strong>, e proviamo quindi a stilare una lista delle occasioni da non perdere.</p>
<h3>Non dissipare il consenso e l'attenzione verso SBN</h3> <p dir="ltr">La notizia della riduzione dei finanziamenti all’ICCU per la gestione dei servizi SBN ha prodotto in rete, un luogo che abitualmente abitiamo per necessità professionale, una reazione vasta e inattesa, che ha superato le mura dell'ICCU e le stanze dei bibliotecari catalogatori.</p> <p dir="ltr">Ci sembra una cosa straordinaria, e chiediamo che l'ICCU non dissipi questo patrimonio di consenso e di attenzione che in molti gli hanno tributato.</p>
<h3>Chiedere alla Politica di fare politica</h3> <p dir="ltr">I finanziamenti per salvare l'esistente sono fondamentali, ma chiediamo alla Politica di fare la politica, adottando, ben consigliata, una vision strategica su SBN e investendo in innovazione. Cioè in cervelli, in progettualità e persone in grado di realizzare in modo definitivo una politica di apertura - ed esposizione in dataset scaricabili liberamente e in formati standard - dei dati bibliografici al fine di consentirne il riuso in altre piattaforme che non può più essere rinviata o dichiarata solo come petizione di principio senza un riscontro operativo.</p>
<h3>Apertura dei dati bibliografici. Dare risposte concrete, non di circostanza</h3> <p dir="ltr">Il Decreto Legge 18 ottobre 2012, convertito in legge il 17 dicembre modifica il codice dell'amministrazione digitale. Le modifiche apportate hanno introdotto una novità: l’assunzione, con decorrenza dal 18 marzo 2013, del principio “open by default” per dati e informazioni prodotte dalle PA con fondi pubblici. In mancanza di una licenza che dispone diversamente, i dati dovranno essere disponibili al cittadino, in modo trasparente e aperto.</p> <p dir="ltr">Posto che l'open by default è stabilito dalla legge ed è già operativo, vorremmo conoscere i progetti dell'ICCU a proposito dei dati bibliografici (e non solo) prodotti da SBN/ICCU.</p> <p dir="ltr">Le indicazioni alla pagina: <a href=" http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/Trasparenza/Open-Data/index.html "> http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/Trasparenza/Open-Data/index.html</a> sono sicuramente un punto di partenza, ma ci pare si possa fare di più.</p> <p dir="ltr" id="docs-internal-guid-19bc545d-567a-edda-77c4-309089cef703">Ricordiamo che l'apertura e l’esposizione dei dati, bibliografici in dataset liberamente scaricabili e non solo, dà visibilità al lavoro delle biblioteche, produce valore aggiunto consentendone il riuso in altri contesti e costituisce una enorme ricchezza ed una potenzialità di sviluppo economico.</p> <p dir="ltr">Già un esempio di buona pratica c’è stato con il Thesaurus della Biblioteca nazionale centrale disponibile in SKOS/RDF e che viene ora usato anche dalla versione italiana di Wikipedia : <a href=" http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:PuntanoQui/Template:Thesaurus_BNCF"> http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:PuntanoQui/Template:Thesaurus_BNCF</a> a oggi il Thesaurus integra nella sua struttura 11.757 collegamenti alla Wikipedia e la <a href="http://thes.bncf.firenze.sbn.it/thes-dati.htm">versione SKOS/RDF del Thesaurus</a> registra 11.185 collegamenti a <a href=" http://it.dbpedia.org/">DBpedia</a></p>
<h3>Open data, Linked data: fare come in Gran Bretagna, Francia, Svizzera, Spagna, Germania</h3> <p dir="ltr" id="docs-internal-guid-19bc545d-5677-c5ff-a8e2-bc5123c0c0c8">Ci piacerebbe che le pagine web dell’ICCU dedicate a SBN ospitassero pagine come queste</p>
<ul> <li>British Library <a href=" http://www.bl.uk/bibliographic/datafree.html"> http://www.bl.uk/bibliographic/datafree.html</a></li> <li>Bibliothèque Nationale de France <a href="http://data.bnf.fr/about ">http://data.bnf.fr/about</a> ; <a href="http://data.bnf.fr/licence"> http://data.bnf.fr/licence</a></li> <li>CERN Library (CH) <a href=" http://library.web.cern.ch/library/Library/announcement.html"> http://library.web.cern.ch/library/Library/announcement.html</a></li> <li>Biblioteca Nacional de España <a href=" http://www.bne.es/en/Inicio/Perfiles/Bibliotecarios/DatosEnlazados/"> http://www.bne.es/en/Inicio/Perfiles/Bibliotecarios/DatosEnlazados/ </a></li> <li>Deutschen National Bibliotek <a href=" http://www.dnb.de/DE/Service/DigitaleDienste/LinkedData/linkeddata.html"> http://www.dnb.de/DE/Service/DigitaleDienste/LinkedData/linkeddata.html </a></li> </ul> <p dir="ltr">Cosa c'è in programma?</p> <p dir="ltr">Quali passi si stanno muovendo?</p>
<h3>Entrare nel merito, rispondere, ascoltare</h3> <p dir="ltr">Nei cinque minuti a disposizioni molti interverranno nel merito rispetto a questi temi, e su altri temi, più tecnici, ma non meno pregnanti, che riguardano la reale e operativa interoperabilità dei dati bibliografici che produciamo, e la loro reale compatibilità e aderenza a progetti internazionali come il <a href="http://viaf.org/">VIAF: Virtual International Authority File</a></p> <p dir="ltr">Questo testo è stato redatto grazie alle discussioni avvenute all’interno della <a href=" http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari">lista di discussione per bibliotecari e wikipediani</a>. Ci piacerebbe vedere condivise queste righe anche nelle pagine di altri blog. Invitiamo chi ci sarà a provare un <strong>live tweet</strong> dell'evento, utilizzando l'hashtag <strong>#nuovosbn</strong></p>
<h4>Firmatari</h4> <ul> <li>Giulio Bonanome</li> <li>Virginia Gentilini</li> <li>Susanna Giaccai</li> <li>Raffaele Messuti</li> <li>Pierfranco Minsenti</li> <li>Laura Testoni</li> <li>Simona Turbanti</li> <li>Andrea Zanni</li> </ul> <div style="background: #eee; margin: 10px 0; padding: 5px; -webkit-border-radius: 6px; -moz-border-radius: 6px; border-radius: 6px;"> <p dir="ltr">Questo testo viene pubblicato anche nei seguenti blog:</p>
<ul> <li>Giulio Bonanome <a href="http://inthemoodforlibrary.wordpress.com ">http://inthemoodforlibrary.wordpress.com</a></li> <li>Virginia Gentilini <a href="http://nonbibliofili.wordpress.com/"> http://nonbibliofili.wordpress.com/</a></li> <li>Susanna Giaccai <a href="http://giaccai.wordpress.com/-"> http://giaccai.wordpress.com/</a></li> <li>Laura Testoni <a href="http://refkit.wordpress.com/"> http://refkit.wordpress.com/</a></li> <li>Andrea Zanni <a href="http://aubreymcfato.com"> http://aubreymcfato.com</a></li> </ul> </div>
Il giorno 18 giugno 2013 10:47, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Considererei pero' anche il comunicato della DG (che e' l'organo da
cui l'ICCU dipende):
http://www.librari.beniculturali.it/opencms/export/sites/dgbid/it/documenti/...
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Il giorno 18/giu/2013 11:09, "Pierfranco Minsenti" < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto: [...]
Quindi la domanda da fare sarebbe secondo me questa: come puoi
razionalizzare nel senso di riduzione della frammentazione dei Poli se questo implicherebbe costi aggiuntivi per l'istituzione che dovrebbe fondersi in un altro Polo e quindi cambiare software?
Questo è, ahimè, ancora un altro punto che si aggiunge al cahier de doleances che abbiamo finora prodotto. Anzi, è un bel danno, dal momento che si tratta di dover realizzare di aver investito in un software "sbagliato" e dover investire altro tempo e altro denaro in una nuova transizione.
Purtroppo il problema dell'interoperabilità è un aspetto non sempre considerato: un riordino dei poli non può prescindere dall'affrontarlo.
L.
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