Buongiorno a tutti, ho scoperto solo ieri questa lista di discussione, di cui mi ha stupito il livello e la quantità di interventi rispetto agli iscritti. Lavoro nella società SoSeBi che produce software e servizi per biblioteche.
Intervengo perchè ho visto che si parla di costi legati alla adesione a SBN. Vi dico subito che i produttori di software (ne sono stati citati solo due) non fanno tutti gli stessi prezzi. Le differenze ci sono e sono sostanziali, non solo per quanto riguarda SBN ma più in generale per tutto quanto concerne investimento e gestione, assistenza, aggiornamenti di un software gestionale.
Per una software house il costo di produzione, che poi si riflette sulle biblioteche, deriva prima di tutto dalla realizzazione del modulo di colloquio con l'Indice SBN ed utilizzo del protocollo SBNMARC. Poi si paga all'ICCU la certificazione di detto modulo, che la stessa ICCU valuta se conforme al protocollo.
Di solito il costo maggiore non è tanto legato al software, quanto alla "migrazione" del catalogo pregresso in Indice. Si tratta di una procedura molto delicata che va a confrontare i record di Polo con quelli di Indice, acquisisce i BID di Indice e localizza le copie, inserisce nuovi record o segnala i simili. Sto banalizzando e semplificando, ma qui sta un po il cuore di SBN (e di tante duplicazioni!).
Tutto questo implica che un software, commerciale o open source, deve consentire di gestire queste attività. A meno che non si parli di Poli che entrano "vuoti" in SBN e poi si rendono visibili un record alla volta, cosa che secondo me non ha molto senso (oltre a poter durare anni!!).
I LIS americani citati non sono stati certificati dall'ICCU http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnmarc/pagina_345.htmlquindi al momento non possono lavorare con SBN.
Ciao Francesco
Grazie Francesco delle tue precisazioni basate su conoscenza diretta.
Trovo molto bello che anche le ditte, come nel tuo caso, possano partecipare a una mailing list del genere, cosa che finora non è quasi mai successa nel caso di AIB-CUR.
Le ditte italiane preferiscono mantenere una posizione esterna, distaccata. Naturalmente trovo comprensibile che ritengano prudente non prendere posizione. Però questo ha fatto sì che il mondo bibliotecario fosse povero di competenze comparative: quelle che ti fai solo se conosci diverse realtà e fornitori. Ognuno conosce solo la propria realtà, anche a causa delle rigidità del settore pubblico, e a volte anche il verbo "conoscere" non necessariamente implica la capacità di aver acquisito un punto di vista critico, e nello stesso tempo aperto.
A me è capitato di lavorare con 3 diverse ditte, finora, tra cui una estera, che non ha nulla a che fare con l'Italia e ho potuto imparare da tutte. Se non mi fosse capitato saprei molte meno cose. Per cui non condivido la posizione espressa da Susanna, troppo negativa nei confronti del mercato. Come dice Simona tutto ha un costo, anche l'open access. E molto utile è anche la tua precisazione che il costo più alto spesso è legato ai servizi, alle attività, dove non esiste una soluzione standard prefabbricata e quindi il know how ha grande importanza nel risultato che deve essere tarato su misura. Quindi mi farebbe piacere se le ditte cominciassero a cambiare atteggiamento nei confronti delle mailing list bibliotecarie e partecipassero; se non altro per mettere in chiaro delle cose. Come ho detto, io penso di aver imparato molto dalle persone competenti delle ditte con cui mi è capitato di lavorare e penso che se la cooperazione da ambo le parti è utile a tutti, l'obiettivo può essere ottenuto più facilmente se c'è un passaggio di competenze e se i bibliotecari toccano con mano quale è l'ampiezza del know how che possiede una ditta. Cosa non sempre ovvia anche per l'abitudine a far prevalere il giudizio sul prodotto nella valutazione.
ciao
Pierfranco Minsenti
Il giorno 19 giugno 2013 15:13, Francesco Piras fra.piras@gmail.com ha scritto:
Buongiorno a tutti, ho scoperto solo ieri questa lista di discussione, di cui mi ha stupito il livello e la quantità di interventi rispetto agli iscritti. Lavoro nella società SoSeBi che produce software e servizi per biblioteche.
Intervengo perchè ho visto che si parla di costi legati alla adesione a SBN. Vi dico subito che i produttori di software (ne sono stati citati solo due) non fanno tutti gli stessi prezzi. Le differenze ci sono e sono sostanziali, non solo per quanto riguarda SBN ma più in generale per tutto quanto concerne investimento e gestione, assistenza, aggiornamenti di un software gestionale.
Per una software house il costo di produzione, che poi si riflette sulle biblioteche, deriva prima di tutto dalla realizzazione del modulo di colloquio con l'Indice SBN ed utilizzo del protocollo SBNMARC. Poi si paga all'ICCU la certificazione di detto modulo, che la stessa ICCU valuta se conforme al protocollo.
Di solito il costo maggiore non è tanto legato al software, quanto alla "migrazione" del catalogo pregresso in Indice. Si tratta di una procedura molto delicata che va a confrontare i record di Polo con quelli di Indice, acquisisce i BID di Indice e localizza le copie, inserisce nuovi record o segnala i simili. Sto banalizzando e semplificando, ma qui sta un po il cuore di SBN (e di tante duplicazioni!).
Tutto questo implica che un software, commerciale o open source, deve consentire di gestire queste attività. A meno che non si parli di Poli che entrano "vuoti" in SBN e poi si rendono visibili un record alla volta, cosa che secondo me non ha molto senso (oltre a poter durare anni!!).
I LIS americani citati non sono stati certificati dall'ICCU http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnmarc/pagina_345.htmlquindi al momento non possono lavorare con SBN.
Ciao Francesco
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Concordo in pieno; anche per me sono stati assai fruttuosi gli scambi avuti con le ditte incrociate sinora (4 diverse in circa un decennio, 2 nel periodo lavorativo all'interno di SBN e/o per progetti in SBN e 2 nel "post-SBN"). Buon pomeriggio, simona
Il giorno 19 giugno 2013 15:30, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Grazie Francesco delle tue precisazioni basate su conoscenza diretta.
Trovo molto bello che anche le ditte, come nel tuo caso, possano partecipare a una mailing list del genere, cosa che finora non è quasi mai successa nel caso di AIB-CUR.
Le ditte italiane preferiscono mantenere una posizione esterna, distaccata. Naturalmente trovo comprensibile che ritengano prudente non prendere posizione. Però questo ha fatto sì che il mondo bibliotecario fosse povero di competenze comparative: quelle che ti fai solo se conosci diverse realtà e fornitori. Ognuno conosce solo la propria realtà, anche a causa delle rigidità del settore pubblico, e a volte anche il verbo "conoscere" non necessariamente implica la capacità di aver acquisito un punto di vista critico, e nello stesso tempo aperto.
A me è capitato di lavorare con 3 diverse ditte, finora, tra cui una estera, che non ha nulla a che fare con l'Italia e ho potuto imparare da tutte. Se non mi fosse capitato saprei molte meno cose. Per cui non condivido la posizione espressa da Susanna, troppo negativa nei confronti del mercato. Come dice Simona tutto ha un costo, anche l'open access. E molto utile è anche la tua precisazione che il costo più alto spesso è legato ai servizi, alle attività, dove non esiste una soluzione standard prefabbricata e quindi il know how ha grande importanza nel risultato che deve essere tarato su misura. Quindi mi farebbe piacere se le ditte cominciassero a cambiare atteggiamento nei confronti delle mailing list bibliotecarie e partecipassero; se non altro per mettere in chiaro delle cose. Come ho detto, io penso di aver imparato molto dalle persone competenti delle ditte con cui mi è capitato di lavorare e penso che se la cooperazione da ambo le parti è utile a tutti, l'obiettivo può essere ottenuto più facilmente se c'è un passaggio di competenze e se i bibliotecari toccano con mano quale è l'ampiezza del know how che possiede una ditta. Cosa non sempre ovvia anche per l'abitudine a far prevalere il giudizio sul prodotto nella valutazione.
ciao
Pierfranco Minsenti
Il giorno 19 giugno 2013 15:13, Francesco Piras fra.piras@gmail.com ha scritto:
Buongiorno a tutti, ho scoperto solo ieri questa lista di discussione, di cui mi ha stupito il livello e la quantità di interventi rispetto agli iscritti. Lavoro nella società SoSeBi che produce software e servizi per biblioteche.
Intervengo perchè ho visto che si parla di costi legati alla adesione a SBN. Vi dico subito che i produttori di software (ne sono stati citati solo due) non fanno tutti gli stessi prezzi. Le differenze ci sono e sono sostanziali, non solo per quanto riguarda SBN ma più in generale per tutto quanto concerne investimento e gestione, assistenza, aggiornamenti di un software gestionale.
Per una software house il costo di produzione, che poi si riflette sulle biblioteche, deriva prima di tutto dalla realizzazione del modulo di colloquio con l'Indice SBN ed utilizzo del protocollo SBNMARC. Poi si paga all'ICCU la certificazione di detto modulo, che la stessa ICCU valuta se conforme al protocollo.
Di solito il costo maggiore non è tanto legato al software, quanto alla "migrazione" del catalogo pregresso in Indice. Si tratta di una procedura molto delicata che va a confrontare i record di Polo con quelli di Indice, acquisisce i BID di Indice e localizza le copie, inserisce nuovi record o segnala i simili. Sto banalizzando e semplificando, ma qui sta un po il cuore di SBN (e di tante duplicazioni!).
Tutto questo implica che un software, commerciale o open source, deve consentire di gestire queste attività. A meno che non si parli di Poli che entrano "vuoti" in SBN e poi si rendono visibili un record alla volta, cosa che secondo me non ha molto senso (oltre a poter durare anni!!).
I LIS americani citati non sono stati certificati dall'ICCU http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnmarc/pagina_345.htmlquindi al momento non possono lavorare con SBN.
Ciao Francesco
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Buon pomeriggio a tutti, vi scrivo spinta da due analogie che mi avvicinano a Francesco Piras: anche io lavoro per una società che offre software e servizi per biblioteche (Ifnet), e ho piacevolmente scoperto questa lista ieri. Vedo che gli interventi interessanti girati in lista sono numerosi e cercherò di dedicarmi alla lettura di alcuni di essi con attenzione e curiosità.
Concordo con quanto scrive sempre il collega Piras a proposito dei costi legati allo sviluppo del modulo di interfacciamento a SBN, anche se non mi torna quando dice "Poi si paga all'ICCU la certificazione di detto modulo, che la stessa ICCU valuta se conforme al protocollo". Non mi risulta che si paghi all'ICCU la certificazione, a meno che non siano cambiate le cose negli ultimi anni; noi abbiamo certificato il nostro applicativo nel lontano 2007 e, all'epoca, non c'erano costi da sostenere per superare la "prova"....anche se poi sull'altare dell'ICCU si sacrificano cifre che, a mio avviso, potrebbero essere investite in progetti di ben altra portata. D'altra parte in Italia se vuoi vendere un ILS DEVI avere la certificazione, altrimenti sei fuori da una certa fetta di mercato.
A questo proposito vorrei capire se per i sw open source tipo Koha esiste qualche progetto di implementazione del modulo per il colloquio con Indice. Ne sapete qualcosa? Grazie mille a tutti, buon pomeriggio Sabrina
Il giorno 19 giugno 2013 15:45, Simona Turbanti sturbanti@gmail.com ha scritto:
Concordo in pieno; anche per me sono stati assai fruttuosi gli scambi avuti con le ditte incrociate sinora (4 diverse in circa un decennio, 2 nel periodo lavorativo all'interno di SBN e/o per progetti in SBN e 2 nel "post-SBN"). Buon pomeriggio, simona
Il giorno 19 giugno 2013 15:30, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Grazie Francesco delle tue precisazioni basate su conoscenza diretta.
Trovo molto bello che anche le ditte, come nel tuo caso, possano partecipare a una mailing list del genere, cosa che finora non è quasi mai successa nel caso di AIB-CUR.
Le ditte italiane preferiscono mantenere una posizione esterna, distaccata. Naturalmente trovo comprensibile che ritengano prudente non prendere posizione. Però questo ha fatto sì che il mondo bibliotecario fosse povero di competenze comparative: quelle che ti fai solo se conosci diverse realtà e fornitori. Ognuno conosce solo la propria realtà, anche a causa delle rigidità del settore pubblico, e a volte anche il verbo "conoscere" non necessariamente implica la capacità di aver acquisito un punto di vista critico, e nello stesso tempo aperto.
A me è capitato di lavorare con 3 diverse ditte, finora, tra cui una estera, che non ha nulla a che fare con l'Italia e ho potuto imparare da tutte. Se non mi fosse capitato saprei molte meno cose. Per cui non condivido la posizione espressa da Susanna, troppo negativa nei confronti del mercato. Come dice Simona tutto ha un costo, anche l'open access. E molto utile è anche la tua precisazione che il costo più alto spesso è legato ai servizi, alle attività, dove non esiste una soluzione standard prefabbricata e quindi il know how ha grande importanza nel risultato che deve essere tarato su misura. Quindi mi farebbe piacere se le ditte cominciassero a cambiare atteggiamento nei confronti delle mailing list bibliotecarie e partecipassero; se non altro per mettere in chiaro delle cose. Come ho detto, io penso di aver imparato molto dalle persone competenti delle ditte con cui mi è capitato di lavorare e penso che se la cooperazione da ambo le parti è utile a tutti, l'obiettivo può essere ottenuto più facilmente se c'è un passaggio di competenze e se i bibliotecari toccano con mano quale è l'ampiezza del know how che possiede una ditta. Cosa non sempre ovvia anche per l'abitudine a far prevalere il giudizio sul prodotto nella valutazione.
ciao
Pierfranco Minsenti
Il giorno 19 giugno 2013 15:13, Francesco Piras fra.piras@gmail.com ha scritto:
Buongiorno a tutti, ho scoperto solo ieri questa lista di discussione, di cui mi ha stupito il livello e la quantità di interventi rispetto agli iscritti. Lavoro nella società SoSeBi che produce software e servizi per biblioteche.
Intervengo perchè ho visto che si parla di costi legati alla adesione a SBN. Vi dico subito che i produttori di software (ne sono stati citati solo due) non fanno tutti gli stessi prezzi. Le differenze ci sono e sono sostanziali, non solo per quanto riguarda SBN ma più in generale per tutto quanto concerne investimento e gestione, assistenza, aggiornamenti di un software gestionale.
Per una software house il costo di produzione, che poi si riflette sulle biblioteche, deriva prima di tutto dalla realizzazione del modulo di colloquio con l'Indice SBN ed utilizzo del protocollo SBNMARC. Poi si paga all'ICCU la certificazione di detto modulo, che la stessa ICCU valuta se conforme al protocollo.
Di solito il costo maggiore non è tanto legato al software, quanto alla "migrazione" del catalogo pregresso in Indice. Si tratta di una procedura molto delicata che va a confrontare i record di Polo con quelli di Indice, acquisisce i BID di Indice e localizza le copie, inserisce nuovi record o segnala i simili. Sto banalizzando e semplificando, ma qui sta un po il cuore di SBN (e di tante duplicazioni!).
Tutto questo implica che un software, commerciale o open source, deve consentire di gestire queste attività. A meno che non si parli di Poli che entrano "vuoti" in SBN e poi si rendono visibili un record alla volta, cosa che secondo me non ha molto senso (oltre a poter durare anni!!).
I LIS americani citati non sono stati certificati dall'ICCU http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnmarc/pagina_345.htmlquindi al momento non possono lavorare con SBN.
Ciao Francesco
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Che bello, colleghi da altre aziende in lista, benvenuti!
Lavoro per Comperio srl e confermohttp://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-June/000823.htmlche la certificazione costa 2500€http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnmarc/#ancora3(da qualche parte dovremmo avere la ricevuta). Non so che costi dovrebbe coprire quella cifra. Interessante che nel 2007 non si pagasse :)
Confermo anche che in alcuni bandi per sw gestionali è richiesta espressamente la certificazione, anche se il committente non è Polo, nè fa parte di un Polo. Questo credo derivi da una sostanziale ignoranza della possibilità di derivare record da SBN (via z39.50) anche senza bisogno di dialogo con l'Indice.
Per quanto riguarda Koha a naso secondo me non esiste uno sviluppo in tal senso. Ovvero, pensando alle risorse che stanno dietro alla sua promozione in Italia, non mi sembra di vedere la possibilità di realizzare una cosa del genere. Ma potrei essere smentito.
Però, in tutta onestà, posso dire che non auguro a nessun programmatore di implementare un modulo per il dialogo con l'Indice SBN? Sul serio. Se si tratta di costruire qualcosa di stand-alone, ovvero non integrato con il gestionale, ok, ci vuole anche poco. Ma non ritenete che per offrire qualcosa di integrato al gestionale si rischia di diventare pazzi? Perchè non viene rilasciato open direttamente SBN Web?
Ciao Giulio
Il giorno 19 giugno 2013 16:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Buon pomeriggio a tutti, vi scrivo spinta da due analogie che mi avvicinano a Francesco Piras: anche io lavoro per una società che offre software e servizi per biblioteche (Ifnet), e ho piacevolmente scoperto questa lista ieri. Vedo che gli interventi interessanti girati in lista sono numerosi e cercherò di dedicarmi alla lettura di alcuni di essi con attenzione e curiosità.
Concordo con quanto scrive sempre il collega Piras a proposito dei costi legati allo sviluppo del modulo di interfacciamento a SBN, anche se non mi torna quando dice "Poi si paga all'ICCU la certificazione di detto modulo, che la stessa ICCU valuta se conforme al protocollo". Non mi risulta che si paghi all'ICCU la certificazione, a meno che non siano cambiate le cose negli ultimi anni; noi abbiamo certificato il nostro applicativo nel lontano 2007 e, all'epoca, non c'erano costi da sostenere per superare la "prova"....anche se poi sull'altare dell'ICCU si sacrificano cifre che, a mio avviso, potrebbero essere investite in progetti di ben altra portata. D'altra parte in Italia se vuoi vendere un ILS DEVI avere la certificazione, altrimenti sei fuori da una certa fetta di mercato.
A questo proposito vorrei capire se per i sw open source tipo Koha esiste qualche progetto di implementazione del modulo per il colloquio con Indice. Ne sapete qualcosa? Grazie mille a tutti, buon pomeriggio Sabrina
Il giorno 19 giugno 2013 15:45, Simona Turbanti sturbanti@gmail.com ha scritto:
Concordo in pieno; anche per me sono stati assai fruttuosi gli scambi
avuti con le ditte incrociate sinora (4 diverse in circa un decennio, 2 nel periodo lavorativo all'interno di SBN e/o per progetti in SBN e 2 nel "post-SBN"). Buon pomeriggio, simona
Il giorno 19 giugno 2013 15:30, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Grazie Francesco delle tue precisazioni basate su conoscenza diretta.
Trovo molto bello che anche le ditte, come nel tuo caso, possano partecipare a una mailing list del genere, cosa che finora non è quasi mai successa nel caso di AIB-CUR.
Le ditte italiane preferiscono mantenere una posizione esterna, distaccata. Naturalmente trovo comprensibile che ritengano prudente non prendere posizione. Però questo ha fatto sì che il mondo bibliotecario fosse povero di competenze comparative: quelle che ti fai solo se conosci diverse realtà e fornitori. Ognuno conosce solo la propria realtà, anche a causa delle rigidità del settore pubblico, e a volte anche il verbo "conoscere" non necessariamente implica la capacità di aver acquisito un punto di vista critico, e nello stesso tempo aperto.
A me è capitato di lavorare con 3 diverse ditte, finora, tra cui una estera, che non ha nulla a che fare con l'Italia e ho potuto imparare da tutte. Se non mi fosse capitato saprei molte meno cose. Per cui non condivido la posizione espressa da Susanna, troppo negativa nei confronti del mercato. Come dice Simona tutto ha un costo, anche l'open access. E molto utile è anche la tua precisazione che il costo più alto spesso è legato ai servizi, alle attività, dove non esiste una soluzione standard prefabbricata e quindi il know how ha grande importanza nel risultato che deve essere tarato su misura. Quindi mi farebbe piacere se le ditte cominciassero a cambiare atteggiamento nei confronti delle mailing list bibliotecarie e partecipassero; se non altro per mettere in chiaro delle cose. Come ho detto, io penso di aver imparato molto dalle persone competenti delle ditte con cui mi è capitato di lavorare e penso che se la cooperazione da ambo le parti è utile a tutti, l'obiettivo può essere ottenuto più facilmente se c'è un passaggio di competenze e se i bibliotecari toccano con mano quale è l'ampiezza del know how che possiede una ditta. Cosa non sempre ovvia anche per l'abitudine a far prevalere il giudizio sul prodotto nella valutazione.
ciao
Pierfranco Minsenti
Il giorno 19 giugno 2013 15:13, Francesco Piras fra.piras@gmail.comha scritto:
Buongiorno a tutti, ho scoperto solo ieri questa lista di discussione, di cui mi ha stupito il livello e la quantità di interventi rispetto agli iscritti. Lavoro nella società SoSeBi che produce software e servizi per biblioteche.
Intervengo perchè ho visto che si parla di costi legati alla adesione a SBN. Vi dico subito che i produttori di software (ne sono stati citati solo due) non fanno tutti gli stessi prezzi. Le differenze ci sono e sono sostanziali, non solo per quanto riguarda SBN ma più in generale per tutto quanto concerne investimento e gestione, assistenza, aggiornamenti di un software gestionale.
Per una software house il costo di produzione, che poi si riflette sulle biblioteche, deriva prima di tutto dalla realizzazione del modulo di colloquio con l'Indice SBN ed utilizzo del protocollo SBNMARC. Poi si paga all'ICCU la certificazione di detto modulo, che la stessa ICCU valuta se conforme al protocollo.
Di solito il costo maggiore non è tanto legato al software, quanto alla "migrazione" del catalogo pregresso in Indice. Si tratta di una procedura molto delicata che va a confrontare i record di Polo con quelli di Indice, acquisisce i BID di Indice e localizza le copie, inserisce nuovi record o segnala i simili. Sto banalizzando e semplificando, ma qui sta un po il cuore di SBN (e di tante duplicazioni!).
Tutto questo implica che un software, commerciale o open source, deve consentire di gestire queste attività. A meno che non si parli di Poli che entrano "vuoti" in SBN e poi si rendono visibili un record alla volta, cosa che secondo me non ha molto senso (oltre a poter durare anni!!).
I LIS americani citati non sono stati certificati dall'ICCU http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/main/sbn/certif_conf_protoc_sbnmarc/pagina_345.htmlquindi al momento non possono lavorare con SBN.
Ciao Francesco
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Ifnet s.r.l. - Firenze *Servizi per biblioteche e centri di documentazione* v.le don Minzoni, 39 - 50129 Firenze Tel. +39 055 5001357 Fax +39 055 5001363 *www.ifnet.it* http://www.ifnet.it/
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Sarebbe bello poter derivare da SBN via Z39.50 in MARC21 e non solo in Unimarc....ma purtroppo da un po' di tempo non è piu' possibile ... e noi di Ifnet abbiamo provato, purtroppo in solitaria, a combattere con ICCU per la riapertura verso questo formato ma inutilmente. Se volete nei prossimi giorni vi racconto come è andata che merita...
Però, in tutta onestà, posso dire che non auguro a nessun programmatore
di implementare un modulo per il dialogo con l'Indice SBN?
Giulio, concordo in pieno!!!! e non sai come mi fa piacere sentire che il mio pensiero sia condiviso da altri colleghi.
Grazie per questo scambio, a domani per chi sarà a Roma e a presto a tutti gli altri!! :) Sabrina
bibliotecari@liste.wikimedia.it