Ciao a tutti,
Il 11/03/2014 15:04, Salvatore Vassallo ha scritto:
A me la metafora dell'inglese non è mai piaciuta un granché a meno di non completarla dicendo che i programmatori (quelli che fanno questo di mestiere) sono (e rimango) i traduttori professionisti nella nostra metafora.
il thread richiama abbastanza la mia attenzione visto che sono ad un'hackfest. Code 4Lib e' un meeting prima di tutto di bibliotrcari che sanno e/o voglino manipolare codice. Dunque un'alfabetizzazione a programmare l'hanno tutti. Questo e' sicuramente aiutato dal sistema USA per cui: -- Ti laueri il LIS e c'e' la possibilità di fare esami di programmazione -- Hai una laurea breve in informatica [tendenzialmente più pratica della nostra] e un Master in LIS. Le loro laure sono sempre piu pratiche, un informatico/ingegnere informatico come il nostro lo trovi tra chi fa scelte di approfondimento teorico [e questi a Code4Lib non ci sono].
Si parla poi di un convengo a cui partecipano 300 persone da un continete, non da un paese solo.
Poi l'avere la due competenze è fattibile (direi che io e Giulio siamo due esempi di ciò) ma in Italia questo e' dipeso da scelte di studio particolari e casi della vita.
La cosa più difficile da umanista e' essere capaci di tradurre il problema in algoritmi, non fa proprio parte del bagaglio tradizionale di formazione.
Poi certo i capi pagano uno stipendio, non due
Ciao Zeno