Ciao
decisamente no. Ovvero Google Graph è di Google, che non mi pare abbia condiviso il codice che ci sta dietro con nessuno, senza considerare che il funzionamento delle ricerche su Facebook non si appoggia sul motore di ricerca Google (semmai ci sono accordi con Bing).
In calce alla pagina di Genova che hai linkato c'è indicato: - Contenuti dall'articolo di Wikipedia Genova (collaboratori) concessi su licenza di CC-BY-SA - Contenuti da Freebase concessi su licenza di CC-BY
In sostanza credo che Facebook si sia "limitato" a fare il mining di un sacco di informazioni da Wikipedia e Freebase per "arricchire" una pagina che però vuole essere un punto di contatto tra le persone/attività di facebook (tuoi amici, mi piace, ecc.ecc). La cosa interessante/buffa è che però non mi sembra si sia limitato a questo, di fatto è possibile navigare tra le voci correlate, che sono a loro volta prese da wikipedia, inoltre la spiegazione dell'argomento, ogni tanto ha dei link diretti a wikipedia, ogni tanto ad altre pagine "facebook".
A naso, mi sembra una cosa relativamente "nuova" di facebook (ma potrei sbagliare), forse stanno cercando anche loro di capire come usarla. Dalla pagina di genova che hai linkato, prova a cliccare su De Andrè, finisci su una pagina simile, sempre presa da wikipedia. C'è scritto che "Piace a 243.469 persone". Ora prova a usare la ricerca di facebook per cercare Fabrizio De Andrè: 1- non c'è traccia di collegamenti alla pagina di prima ma solo alle "fan page". 2 - non si capisce da dove arrivi il numero di "mi pace" della precedente pagina.
Ah...ecco.. ho trovato un articolo che spiega meglio la cosa: http://creativecommons.org/weblog/entry/21721
Ciao Giulio
Il giorno 27 gennaio 2013 11:51, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
Vi chiedo aiuto per capire una cosa che non mi è chiarissima.
Sto lavorando ad un manualetto su Facebook per le biblioteche (ok, Facebook è il male, come tante altre brutte cose là fuori, ma magari è un lavoro utile nel suo piccolo e poi mi pagano, e qui mi riallaccio al tema sollevato da Pierfranco ;-)
Stamattina vedo che Facebook pare utilizzare nei suoi redirect interni (è in atto un tentativo di "unificazione" delle pagine verso quelle considerate ufficiali, non mi dilungo) una cosa che assomiglia molto a Knowledge graph.
Esempio: cercando "comune di genova" potete arrivare su https://www.facebook.com/pages/Genova/104166206287325?ref=ts&fref=ts&..., che ha lo stesso *aspetto *di Graph: raccolta di immagini + voce di Wikipedia. Al di là del meccanismo di redirect dentro Facebook (la pagina ufficiale del Comune di Genova è in realtà www.facebook.com/Comune.di.Genova), mi aiutate a capire se questo è Google Graph o altro?
grazie virginia
2013/1/25 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Le scoperte di questi giorni sul funzionamento di Knowlege Graph sono interessanti perché fanno capire il suo funzionamento in maniera immediata a seguito di una certa operazione di editing in Wikipedia che produce subito un miglioramento in Google.
Ma sono interessanti anche per una serie di conclusioni di ordine più generali che se ne possono ricavare:
- dimostra che gli automatismi hanno effetti positivi solo se sfruttano
anche l'intervento umano, sennò sono difettosi. Quindi le due acose non sono in contrasto, ma al contrario sono fatte per integrarsi l'un l'altra se si vuole ottenere il massimo beneficio.
dimostra che Google migliora se lavorano bene i wikipediani.
dimostra che esiste un tipo di miglioramenti che non hanno per
obiettivo la visibilità del proprio sito web e dove appare nella lista risultati di Google ma la visibilità di info e suggerimenti ricavati da un sistema di ricerca di interesse collettivo.
- dimostra che Google da solo va benino, ma non proprio bene.
Ma vedo anche un importante corollario: questa è la risposta pratica (una delle possibili) a chi si chiede su AIB-CUR quale è il futuro dei bibliotecari: forse il futuro è anche (o soprattutto?) "fuori" dalla biblioteca, ma impiegando quello che si è appreso "in biblioteca". È uno scenario che a qualcuno farà piacere. Altri potrebbero esserne spaventati. La novità è che qui non si tratta come ai costruttori di carrozze a inizio '900 di dire: buttate via tutto e reimparate da zero fabbricando automobili. No, qui si tratta di reimpiegare "fiori" le competenze che sono state sviluppate "dentro". È una cosa incoraggiante.
Un risvolto importante di questo corollario sul futuro del bibliotecario però è di tipo economico, o meglio, come usa dire, legato alla sostenibilità: il lavoro "dentro alla biblioteca" è pagato (per ora, almeno, e pur con tutte le possibili varianti che sappiamo). Invece il lavoro "fuori" dalla biblioteca "può" essere pagato, ma è molto più difficile farselo riconoscere e quindi pagare. Ovviamente la questione non riguarda Wikipedia che come sappiamo è fondata sul lavoro volontario. La questione che sollevo è generale e consiste nel problema di trovare gli imprenditori che stanno fuori dalla biblioteca e che ti riconoscano il possesso di importanti competenze che hanno un'utilità evidente (non stiamo parlando di cose fumose e difficilmente valutabili). Il problema è: questo discorso è più difficile farlo capire a chi sta ancora "dentro" alla biblioteca o agli imprenditori che stanno fuori?
Mi sembra difficile farlo capire ad entrambi: vediamo infatti almeno annualmente mail su AIB-CUR di precari che ci dicono come sia difficile "entrare" e come vorrebbero poterlo fare. Dispiace, tanto più perché pensato da chi come me sta "dentro" (ma potrebbe anche stare fuori, anzi magari gli piacerebbe), ma verrebbe da rispondere: perché vuoi "entrare"? Non vedi che è inutile e che semmai devi farti un futuro fuori?
Ma anche all'esterno è difficile far capire l'utilità del reimpiego del bibliotecario perché ha un nome che per primo lo impedisce: è l'unico caso di un professionista (o di un lavoratore che ambisce a farsi riconoscere la qualifica di professionista e non quella di impiegato o di tecnico della caldaia) il cui nome deriva da un luogo e che quindi per forza di cose, suo malgrado, è identificato con quel luogo e le sue sorti. E se esce da quel luogo non è più nessuno. Quel nome è un destino: e se lo cambiassimo? Perché all'estero si parla semmai di information professional e in Italia si parla perlopiù di "bibliotecario"?
Soluzioni: dare visibilità al tipo di lavori e di miglioramenti che si scoprono essere possibili "fuori" dalla biblioteca. Anche perché quelli li può vedere chiunque. Fare una iniziativa, un flash mob, andare alle Stelline e spiegare come e perché il bibliotecario ha un futuro fuori.
Pierfranco Minsenti
Il giorno 25 gennaio 2013 12:10, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.comha scritto:
Cari tutti, grazie ad una discussione con Pierfranco Minsenti (nuovo membro della lista) mi sono reso conto di un fenomeno interessante che accade con il nuovo Google Knowledge Graph.
Quando cerco infatti un termine su Google presente anche in Wikipedia, mi viene visualizzata a destra una scheda con foto e altre informazioni.
Fin qui tutto bene, ma la cosa interessante accade con i REDIRECT e le pagine DIsambigua su WIkipedia.
Praticamente il buon Google gestisce bene anche queste due funzioni "tesaurizzanti" di Wikipedia: lascio a Pierfranco, se vuole, fare i numerosi esempi che mi ha fatto.
Questo per dire che diventa sempre più importante gestire bene redirect (e disambigua) su Wikipedia.
Come già sapete, mettere un redirect è estremamente semplice; si va nella pagina (vuota) della voce che bisogna creare, e si inserisce questo codice: #REDIRECT[[ nome della voce esistente su wikipedia]]
è praticamente un Use, in termini bibliotecari.
Per i disambigua, invece, è importante andare nelle pagine che hanno nomi simili e mettere il un semplice codice in testa.
Esempio. Il nostro problema è che c'è un romanzo di Puskin che a seconda delle traduzioni è noto come Eugenio Onegin o anche come Evgenij Onegin. Il problema è che esiste anche un'importante opera lirica di Čajkovskij basata sul romanzo e in Wikipedia in italiano le due voci, quella sul romanzo e quella sull'opera, si basano su due diverse forme del titolo: voce dedicata al romanzo: Eugenio Onegin voce dedicata all'opera lirica: Evgenij Onegin
Nella voce dedicata al romanzo alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Onegin in testa compare una nota di disambiguazione:
Disambiguazione – Se stai cercando l'opera, vedi Evgenij Onegin.
Ma nella voce dedicata all'opera lirica http://it.wikipedia.org/wiki/Evgenij_Onegin_(opera) non compariva una nota di disambiguazione.
Io sono dunque andato in quest'ultima e ho scritto:
{{nota disambigua|il [[libro]]|[[Eugenio Onegin]]}}
il template è Nota disambigua il primo parametro "il [[libro]]" (che è quello che viene scritto) il secondo "[[Eugenio Onegin]]"
Che si inseriscono nella frase
- Se stai cercando $1, vedi $2.*
Spero possa essere un bel compito da bibliotecari :-)
Aubrey
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