Dal mio puntohttp://inthemoodforlibrary.wordpress.com/2012/03/14/spingitori-di-spingitori-di-metamotori-di-ricerca/di vista la meta-ricerca è troppo spesso una soluzione inadeguata.
Ad ogni modo posso confermare che il lavoro sull'API di MLOL viene portato avanti. Alle Stelline il mio capo (Dario Rigolin) ha presentato cosa stiamo facendo per integrare i contenuti MLOL in DiscoveryNG con la loro nuova API (in via di sviluppo). Una parte di questi viene indicizzata da Solr, una parte che non può esserlo è sempre disponibile tramite meta-ricerca.
Esempio: http://office.comperio.it:8080/dng-mlol/opac/search/lst?q=mastermind&sor... oppure direttamente http://office.comperio.it:8080/dng-mlol/ricerca-materiale-mlol/ [non vi garantisco quanto a lungo resterà in vita il link qui sopra, si tratta di un ambiene dimostrativo realizzato per le Stelline. Ad ogni modo è funzionante]
A titolo totalmente personale penso comunque che siamo ancora un po' distanti da una soluzione ottimale e mi pare che la pratica dell'harvesting in Italia sia limitata al contesto delle biblioteche universitarie.
Ciao Giulio
Il giorno 28 marzo 2014 15:25, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Di questo discorso l'aspetto che sarebbe veramente innovativo in Italia sarebbe la possibilità di fare ricerche anche nelle piattaforme di e-books sottoscritte dalla biblioteca. Questa è una cosa che avviene già nel caso delle biblioteche universitarie, mentre nel caso delle biblioteche pubbliche in Italia è molto poco diffusa. C'è chi (Data Management) integra già i metadati in un servizio apposito e quindi integra tutto, libri cartacei ed e-books, in un catalogo unificato. Ma c'è un'altra possibile soluzione annunciata da Blasi un anno fa e che servirebbe a chi ha la piattaforma MLOL e basata su OAI-PMH. In USA per i next generation opac basati su VuFind sono già funzionanti servizi di ricerca integrata con la piattaforma di e-books OverDrive perché quel fornitore ha creato il servizio (anzi diversi servizi). In Italia siamo mostruosamente indietro e la soluzione basata su widgets è spesso terribile. Di questo sarebbe importante e innovativo parlare: perché le biblioteche pubbliche italiane perdono l'occasione di promuovere meglio i loro e-books costringendo a fare ricerche doppie? Il resto a cui si riferisce quella pagina web, cioè copertine, recensioni, ormai è acqua fresca (per così dire).
Però dite voi: mi riferisco alle ditte. Spiegate, chiarite. Dite che il widget è una soluzione del tutto inadeguata. È inutile non riconoscerlo. Dite cosa pensate e cosa vorreste.
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli < sant.francesca@gmail.com> ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac ibrido" come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
Buon venerdì, f
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