Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac ibrido" come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
Buon venerdì, f
*❰ *l'atlante libero della culturahttp://opencultureatlas.tropicodellibro.it* ❱*
E' la prima volta che sento questa locuzione! Capisco da una ricerca in rete di essermi perso qualcosa alle Stelline...
Dalla definizione che c'e' sul sito, pero', mi pare che non sia una cosa nuova, solo un altro modo di chiamare quelli che adesso si chiamano discovery tool e simili: la cosa interessante e' che integrano risorse contenute in banche dati diverse (es. il catalogo della biblioteca e medialibrary). Non capisco se si tratti di ricerca federata o integrata,nel caso specifico, pero'.
Ne esistono diversi in commercio, tutti con molti pregi. <spot> Noi lavoriamo con un applicativo open source che si chiama VuFind. Questa e' una versione in produzione http://www.polobibliotecario.biella.it/ (anche se non presenta particolari integrazioni, e' un catalogo abbastanza tradizionale, anche se contiene degli ebook) Questa e' una versione dimostrativa che integra diverse fonti dati: http://demovufind.cineca.it/vufind/ </spot>
Andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli sant.francesca@gmail.com ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac ibrido" come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
Buon venerdì, f
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Tre problemi:
Problema 1: la terminologia Nella letteratura professionale si chiamano "next generation opac". Se ne parla da circa 10 anni e i prodotti esistono dal mercato da poco meno di 10 anni. Il fatto di chiamarlo "ibrido" mette in rilievo caratteristiche che effettivamente sono proprie dei "next generation opac" ma sembra che solo loro le abbiano!
Problema 2: i nomi Se indichiamo dei nomi facciamo pubblicità e poi tu ti segni solo quelli. Fare pubblicità a un produttore non è rendere un buon servizio, né a chi come te vuole informarsi né alle ditte che sono iscritte a questa mailing list e a quelle che non sono iscritte. Per non parlare dei prodotti stranieri che vendono anche in Italia.
Problema 3
La ricerca simultanea in MLOL fino a 1 anno fa era offerta da almeno 3 prodotti distinti e tutti i casi reali lasciavano a desiderare perché era basata su un widget, una soluzione piccola e inadeguata. Avevo partecipato a una conferenza a Torino dove avevo esaminato nel dettaglio tutte queste soluzioni e dimostrato l'inadeguatezza. Poi proprio l'anno scorso alle Stelline Blasi ha detto che volevano offrire un affaccio OAI-PMH per creare una soluzione robusta, flessibile, efficace. Ma non so se sia pronta e chi la possa offrire al momento. Quindi dipende dalla soluzione che offrono i produttori che hai linciato. A dire le cose così sono capaci tutti. Bisogna poi andare a vedere bene nel dettaglio.
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 14:19, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
E' la prima volta che sento questa locuzione! Capisco da una ricerca in rete di essermi perso qualcosa alle Stelline...
Dalla definizione che c'e' sul sito, pero', mi pare che non sia una cosa nuova, solo un altro modo di chiamare quelli che adesso si chiamano discovery tool e simili: la cosa interessante e' che integrano risorse contenute in banche dati diverse (es. il catalogo della biblioteca e medialibrary). Non capisco se si tratti di ricerca federata o integrata,nel caso specifico, pero'.
Ne esistono diversi in commercio, tutti con molti pregi.
<spot> Noi lavoriamo con un applicativo open source che si chiama VuFind. Questa e' una versione in produzione http://www.polobibliotecario.biella.it/ (anche se non presenta particolari integrazioni, e' un catalogo abbastanza tradizionale, anche se contiene degli ebook) Questa e' una versione dimostrativa che integra diverse fonti dati: http://demovufind.cineca.it/vufind/ </spot>
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli sant.francesca@gmail.com ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac
ibrido"
come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
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Caro Pierfranco, la tua mail e' una risposta a me o a Francesca?
"A dire le cose così sono capaci tutti."
Andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 marzo 2014 14:34, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Tre problemi:
Problema 1: la terminologia Nella letteratura professionale si chiamano "next generation opac". Se ne parla da circa 10 anni e i prodotti esistono dal mercato da poco meno di 10 anni. Il fatto di chiamarlo "ibrido" mette in rilievo caratteristiche che effettivamente sono proprie dei "next generation opac" ma sembra che solo loro le abbiano!
Problema 2: i nomi Se indichiamo dei nomi facciamo pubblicità e poi tu ti segni solo quelli. Fare pubblicità a un produttore non è rendere un buon servizio, né a chi come te vuole informarsi né alle ditte che sono iscritte a questa mailing list e a quelle che non sono iscritte. Per non parlare dei prodotti stranieri che vendono anche in Italia.
Problema 3
La ricerca simultanea in MLOL fino a 1 anno fa era offerta da almeno 3 prodotti distinti e tutti i casi reali lasciavano a desiderare perché era basata su un widget, una soluzione piccola e inadeguata. Avevo partecipato a una conferenza a Torino dove avevo esaminato nel dettaglio tutte queste soluzioni e dimostrato l'inadeguatezza. Poi proprio l'anno scorso alle Stelline Blasi ha detto che volevano offrire un affaccio OAI-PMH per creare una soluzione robusta, flessibile, efficace. Ma non so se sia pronta e chi la possa offrire al momento. Quindi dipende dalla soluzione che offrono i produttori che hai linciato. A dire le cose così sono capaci tutti. Bisogna poi andare a vedere bene nel dettaglio.
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 14:19, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com ha scritto:
E' la prima volta che sento questa locuzione! Capisco da una ricerca in rete di essermi perso qualcosa alle Stelline...
Dalla definizione che c'e' sul sito, pero', mi pare che non sia una cosa nuova, solo un altro modo di chiamare quelli che adesso si chiamano discovery tool e simili: la cosa interessante e' che integrano risorse contenute in banche dati diverse (es. il catalogo della biblioteca e medialibrary). Non capisco se si tratti di ricerca federata o integrata,nel caso specifico, pero'.
Ne esistono diversi in commercio, tutti con molti pregi.
<spot> Noi lavoriamo con un applicativo open source che si chiama VuFind. Questa e' una versione in produzione http://www.polobibliotecario.biella.it/ (anche se non presenta particolari integrazioni, e' un catalogo abbastanza tradizionale, anche se contiene degli ebook) Questa e' una versione dimostrativa che integra diverse fonti dati: http://demovufind.cineca.it/vufind/ </spot>
Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli sant.francesca@gmail.com ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac ibrido" come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
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Occhio però, il sito parla di
--- OPAC a motore federativo Il nostro OPAC è un'interfaccia universale, utilizzabile con qualunque database catalografico o bibliografico, in grado di federare in tempo reale i contenuti provenienti da più sorgenti di dati: ---
Ricerca federata, tempo reale.... mi ricorda più un "metaopac" che un discovery tool. La definizione di "Opac ibrido" in effetti è strana.... :)
Quindi non c'è un database precostruito con una indicizzazione preliminare dei contenuti (come fa google per dire) ma fa la ricerca su varie fonti (la "metaricerca") sul momento. Con tutti i problemi che sappiamo....
Comunque, per fare un esempio di "discovery tool" per Francesca posso indicare le varie installazioni delle università italiane, ad es.
TUTTO - Università di Torino: (fatto con Primo di ExLibris) http://www.tutto.unito.it
SUMMON - Università di Palermo: (fatto con Summon di Serials Solutions) http://unipa.summon.serialssolutions.com/search?s.q=tets
Questi motori aggregano varie fonti di dati, le uniformano, in alcuni casi le arricchiscono con altre informazioni (ad es. le copertine) e poi le presentano all'utente.
Il giorno 28 marzo 2014 14:19, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
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Andrea
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Il 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli sant.francesca@gmail.com ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac
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Rispondevo a Francesca e mi riferivo solo al tono pubblicitario ma scarsamente informativo usato in quel sito web. Magari poi sono bravissimi. Dico solo che anche guardando le soluzioni reali a volte si possono notare soluzioni non perfmoanti. A maggiore ragione, il divario tra aspettative, promesse e realtà può riguardare ciò che viene semplicemente scritto. Niente altro che quello.
P.
Il giorno 28 marzo 2014 14:40, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Occhio però, il sito parla di
OPAC a motore federativo Il nostro OPAC è un'interfaccia universale, utilizzabile con qualunque database catalografico o bibliografico, in grado di federare in tempo reale i contenuti provenienti da più sorgenti di dati:
Ricerca federata, tempo reale.... mi ricorda più un "metaopac" che un discovery tool. La definizione di "Opac ibrido" in effetti è strana.... :)
Quindi non c'è un database precostruito con una indicizzazione preliminare dei contenuti (come fa google per dire) ma fa la ricerca su varie fonti (la "metaricerca") sul momento. Con tutti i problemi che sappiamo....
Comunque, per fare un esempio di "discovery tool" per Francesca posso indicare le varie installazioni delle università italiane, ad es.
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Questi motori aggregano varie fonti di dati, le uniformano, in alcuni casi le arricchiscono con altre informazioni (ad es. le copertine) e poi le presentano all'utente.
Il giorno 28 marzo 2014 14:19, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
E' la prima volta che sento questa locuzione!
Capisco da una ricerca in rete di essermi perso qualcosa alle Stelline...
Dalla definizione che c'e' sul sito, pero', mi pare che non sia una cosa nuova, solo un altro modo di chiamare quelli che adesso si chiamano discovery tool e simili: la cosa interessante e' che integrano risorse contenute in banche dati diverse (es. il catalogo della biblioteca e medialibrary). Non capisco se si tratti di ricerca federata o integrata,nel caso specifico, pero'.
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Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli sant.francesca@gmail.com ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it
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Ciao a tutti,
la definizione che leggo descrive un motore di ricerca federata (o meta-motore di ricerca): http://en.wikipedia.org/wiki/Federated_search e http://en.wikipedia.org/wiki/Metasearch
Tipicamente i discovery tool e i next generation opac, per ragioni di performance, non compiono la meta-ricerca in tempo reale ma catturano e indicizzano le varie fonti a priori ( http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Archives_Initiative_Protocol_for_Metadata_... ).
Ciao Giulio
Il giorno 28 marzo 2014 14:40, Enrico Francese efrancese@gmail.com ha scritto:
Occhio però, il sito parla di
OPAC a motore federativo Il nostro OPAC è un'interfaccia universale, utilizzabile con qualunque database catalografico o bibliografico, in grado di federare in tempo reale i contenuti provenienti da più sorgenti di dati:
Ricerca federata, tempo reale.... mi ricorda più un "metaopac" che un discovery tool. La definizione di "Opac ibrido" in effetti è strana.... :)
Quindi non c'è un database precostruito con una indicizzazione preliminare dei contenuti (come fa google per dire) ma fa la ricerca su varie fonti (la "metaricerca") sul momento. Con tutti i problemi che sappiamo....
Comunque, per fare un esempio di "discovery tool" per Francesca posso indicare le varie installazioni delle università italiane, ad es.
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Questi motori aggregano varie fonti di dati, le uniformano, in alcuni casi le arricchiscono con altre informazioni (ad es. le copertine) e poi le presentano all'utente.
Il giorno 28 marzo 2014 14:19, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
E' la prima volta che sento questa locuzione!
Capisco da una ricerca in rete di essermi perso qualcosa alle Stelline...
Dalla definizione che c'e' sul sito, pero', mi pare che non sia una cosa nuova, solo un altro modo di chiamare quelli che adesso si chiamano discovery tool e simili: la cosa interessante e' che integrano risorse contenute in banche dati diverse (es. il catalogo della biblioteca e medialibrary). Non capisco se si tratti di ricerca federata o integrata,nel caso specifico, pero'.
Ne esistono diversi in commercio, tutti con molti pregi.
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Andrea
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli sant.francesca@gmail.com ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac
ibrido"
come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
Buon venerdì, f
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-- Enrico Francese http://fraenrico.carcosa.it
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Credo che ti possano essere utili dei chiarimenti base.
Quando si parla di meta ricerca o ricerca federata, si parla del fatto che esiste un applicativo che riceve l'interrogazione dell'utente e la replica sugli N indici ai quali e' collegato (in gergo, target): http://en.wikipedia.org/wiki/File:Fed_search.png Questa tendenza, nella sua forma piu' "antica", potrebbe essere rappresentata da MAI/AZALAI
Invece la tendenza adesso, di questi cataloghi di nuova generazione o discovery tool, e' quella di creare un indice unico, che tenga dentro tutte le risorse. In questo caso i dati vengono prima raccolti, lavorati e importati, poi utilizzati. Questa tendenza e' incarnata da Google, per capirci.
In entrambi i casi, il risultato finale e' che l'utente fa una ricerca sola e il risultato mette insieme pezzi provenienti da diversi "contenitori informativi". Certo le caratteristiche del risultato finale sono diverse, perche' avendo tutti i dati in un unico indice si possono fare su questi dati operazioni (di normalizzazione, ranking ecc) che tendono a presentare un risultato piu' uniforme.
In linea di massima, la ricerca federata la si usa quando non si puo' -per qualsiasi motivo- accedere al complesso dei dati da indicizzare.
La definizione "opac ibrido" pare porre l'accento sul fatto che dentro ci si trovano altre cose diverse dai soli libri (es. gli ebook, collezioni di grafica ecc) ma ormai da un decennio non si tratta di una novita'.
Andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli sant.francesca@gmail.com ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac ibrido" come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
Buon venerdì, f
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Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Di questo discorso l'aspetto che sarebbe veramente innovativo in Italia sarebbe la possibilità di fare ricerche anche nelle piattaforme di e-books sottoscritte dalla biblioteca. Questa è una cosa che avviene già nel caso delle biblioteche universitarie, mentre nel caso delle biblioteche pubbliche in Italia è molto poco diffusa. C'è chi (Data Management) integra già i metadati in un servizio apposito e quindi integra tutto, libri cartacei ed e-books, in un catalogo unificato. Ma c'è un'altra possibile soluzione annunciata da Blasi un anno fa e che servirebbe a chi ha la piattaforma MLOL e basata su OAI-PMH. In USA per i next generation opac basati su VuFind sono già funzionanti servizi di ricerca integrata con la piattaforma di e-books OverDrive perché quel fornitore ha creato il servizio (anzi diversi servizi). In Italia siamo mostruosamente indietro e la soluzione basata su widgets è spesso terribile. Di questo sarebbe importante e innovativo parlare: perché le biblioteche pubbliche italiane perdono l'occasione di promuovere meglio i loro e-books costringendo a fare ricerche doppie? Il resto a cui si riferisce quella pagina web, cioè copertine, recensioni, ormai è acqua fresca (per così dire).
Però dite voi: mi riferisco alle ditte. Spiegate, chiarite. Dite che il widget è una soluzione del tutto inadeguata. È inutile non riconoscerlo. Dite cosa pensate e cosa vorreste.
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli < sant.francesca@gmail.com> ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac ibrido" come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
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Ciao a tutti,
Il 28/03/2014 15:25, Pierfranco Minsenti ha scritto:
Però dite voi: mi riferisco alle ditte. Spiegate, chiarite. Dite che il widget è una soluzione del tutto inadeguata. È inutile non riconoscerlo. Dite cosa pensate e cosa vorreste.
risposta da 'ditta' che implementa Vufind.
A Biella la biblioteca che ha sottoscritto MLOL ha preso i pdf in modalita 'accesso perenne', dunque: -- Li comprano una alla volta, inventariandoli pure -- Li catalogano in SBN-Web (solo polo, non inviati in indice) -- In indicizzazione su Vufind ne teniamo conto e gli creiamo un link al sito di MLOL.
Se chiudono l'abbonamento a MLOL i file gli verranno spediti su una serie di DVD/CD e dovranno garatire l'accesso limitato a una persona alla volta.
Ciao Zeno Tajoli
Quella di Biella è la soluzione basata su lavoro manuale (catalogazione uno per uno). Anche altre biblioteche in Italia la hanno adottata. Ma è una soluzione che negli USA dove le biblioteche pubbliche hanno grandi quantità di e-books in abbonamento, giudicherebbero non sostenibile. Lo stesso discorso in Italia lo fanno le biblioteche universitarie coni i periodici elettronici (e gli e-books). Quindi io mi riferivo a soluzioni che non sono basate su approccio 1:1 (catalogazione manuale) come nel caso del libro cartaceo. Ma soluzioni che aiutano il bibliotecario, adeguate a grossi numeri e a collezioni che a un certo punto potrebbero essere non più accessibili a causa dell'eventuale mancato rinnovo (poi anche qui c'è caso e caso). È un dato di fatto che in Italia una soluzione come in USA, basata su API e adatta ai grandi numeri non c'è.
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 15:36, Zeno Tajoli z.tajoli@cineca.it ha scritto:
Ciao a tutti,
Il 28/03/2014 15:25, Pierfranco Minsenti ha scritto:
Però dite voi: mi riferisco alle ditte. Spiegate, chiarite. Dite che il widget è una soluzione del tutto inadeguata. È inutile non riconoscerlo. Dite cosa pensate e cosa vorreste.
risposta da 'ditta' che implementa Vufind.
A Biella la biblioteca che ha sottoscritto MLOL ha preso i pdf in modalita 'accesso perenne', dunque: -- Li comprano una alla volta, inventariandoli pure -- Li catalogano in SBN-Web (solo polo, non inviati in indice) -- In indicizzazione su Vufind ne teniamo conto e gli creiamo un link al sito di MLOL.
Se chiudono l'abbonamento a MLOL i file gli verranno spediti su una serie di DVD/CD e dovranno garatire l'accesso limitato a una persona alla volta.
Ciao Zeno Tajoli
-- Dr. Zeno Tajoli Dipartimento Gestione delle Informazioni e della Conoscenza z.tajoli@cineca.it fax +39 02 2135520 CINECA - Sede operativa di Segrate
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Quella di Biella è la soluzione basata su lavoro manuale (catalogazione uno per uno).
si, ed e' una soluzione sostenibile quando il numero di risorse e' limitato. l'abbiamo visto fare con le liste di periodici, con gli spogli di articoli elettronici ecc. E probabilmente lo vedremo con altre tipologie documentali, in futuro...
Poi s'e' capito che con la crescita del numero delle risorse non e' sostenibile (anche perche' queste risorse sono tutte gia' catalogate da un'altra parte e non possiamo piu' permetterci il lusso di catalogare piu' volte la stessa risorsa...).
È un dato di fatto che in Italia una soluzione come in USA, basata su API e adatta ai grandi numeri non c'è.
Anche questo e' vero, pero' in parte. Secondo me attualmente le ditte produttrici di software per i cataloghi sarebbero anche pronte (ormai s'e' capito come prendere i dati da webservice esterni)[1]
Sono le ditte distributrici di ebook che, su questo aspetto e almeno in Italia, sono indietro.
Andrea
----- [1] Mi riferisco a cose come il link a google books sul catalogo di cui scriveva prima Zeno, per esempio: http://www.polobibliotecario.biella.it/vufind/Search/Results?lookfor=&ty... Mi sembrerebbe abbastanza normale che un servizio analogo segnalasse la presenza di una versione digitale di quella risorsa nella piattaforma del gestore di ebook al quale la biblioteca sia eventualmente abbonata
Dal mio puntohttp://inthemoodforlibrary.wordpress.com/2012/03/14/spingitori-di-spingitori-di-metamotori-di-ricerca/di vista la meta-ricerca è troppo spesso una soluzione inadeguata.
Ad ogni modo posso confermare che il lavoro sull'API di MLOL viene portato avanti. Alle Stelline il mio capo (Dario Rigolin) ha presentato cosa stiamo facendo per integrare i contenuti MLOL in DiscoveryNG con la loro nuova API (in via di sviluppo). Una parte di questi viene indicizzata da Solr, una parte che non può esserlo è sempre disponibile tramite meta-ricerca.
Esempio: http://office.comperio.it:8080/dng-mlol/opac/search/lst?q=mastermind&sor... oppure direttamente http://office.comperio.it:8080/dng-mlol/ricerca-materiale-mlol/ [non vi garantisco quanto a lungo resterà in vita il link qui sopra, si tratta di un ambiene dimostrativo realizzato per le Stelline. Ad ogni modo è funzionante]
A titolo totalmente personale penso comunque che siamo ancora un po' distanti da una soluzione ottimale e mi pare che la pratica dell'harvesting in Italia sia limitata al contesto delle biblioteche universitarie.
Ciao Giulio
Il giorno 28 marzo 2014 15:25, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Di questo discorso l'aspetto che sarebbe veramente innovativo in Italia sarebbe la possibilità di fare ricerche anche nelle piattaforme di e-books sottoscritte dalla biblioteca. Questa è una cosa che avviene già nel caso delle biblioteche universitarie, mentre nel caso delle biblioteche pubbliche in Italia è molto poco diffusa. C'è chi (Data Management) integra già i metadati in un servizio apposito e quindi integra tutto, libri cartacei ed e-books, in un catalogo unificato. Ma c'è un'altra possibile soluzione annunciata da Blasi un anno fa e che servirebbe a chi ha la piattaforma MLOL e basata su OAI-PMH. In USA per i next generation opac basati su VuFind sono già funzionanti servizi di ricerca integrata con la piattaforma di e-books OverDrive perché quel fornitore ha creato il servizio (anzi diversi servizi). In Italia siamo mostruosamente indietro e la soluzione basata su widgets è spesso terribile. Di questo sarebbe importante e innovativo parlare: perché le biblioteche pubbliche italiane perdono l'occasione di promuovere meglio i loro e-books costringendo a fare ricerche doppie? Il resto a cui si riferisce quella pagina web, cioè copertine, recensioni, ormai è acqua fresca (per così dire).
Però dite voi: mi riferisco alle ditte. Spiegate, chiarite. Dite che il widget è una soluzione del tutto inadeguata. È inutile non riconoscerlo. Dite cosa pensate e cosa vorreste.
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli < sant.francesca@gmail.com> ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac ibrido" come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
Buon venerdì, f
*❰ *l'atlante libero della culturahttp://opencultureatlas.tropicodellibro.it* ❱*
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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la loro nuova API (in via di sviluppo)
beh, aspettiamo che sia resa pubblica, allora! A meno che non me la sia persa io, la notizia: in caso mi farebbe piacere avere il link alla documentazione.
La funzionalita' che mostri nella demo che hai condiviso e' esattamente quello di cui stavo parlando (credo ;)
andrea
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
integro il mio ultimo messaggio: la soluzione che avete realizzato non e' *esattamente" quella che avevo in mente io, perche' prevede una duplicazione del record (quello di carta e quello da MLOL sono due entita' distinte http://goo.gl/6XBGCN ) mentre a me piacerebbe pensare a un'aggregazione a livello di manifestazione (ops, l'ho detto ;)
andrea
Ah beh, sfondi una porta aperta, anche a me piacerebbe ci fosse l'aggregazione almeno a livello di manifestazione :) E probabilmente ci sarà. Ma lì non c'è. Come non ci sono tante delle cose che sarebbe bello ci fossero. Volevo semplicemente rispondere a Pierfranco circa gli sviluppi dell'API con qualcosa di verificabile.
Ciao Giulio
Il giorno 28 marzo 2014 15:59, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
integro il mio ultimo messaggio: la soluzione che avete realizzato non e' *esattamente" quella che avevo in mente io, perche' prevede una duplicazione del record (quello di carta e quello da MLOL sono due entita' distinte http://goo.gl/6XBGCN ) mentre a me piacerebbe pensare a un'aggregazione a livello di manifestazione (ops, l'ho detto ;)
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Quello che avete fatto finora mi pare comunque gia' un ottimo esempio di integrazione. poi, per fortuna da un certo punto di vista, tutto e' migliorabile :)
Aspettiamo di avere un po' di info da MLOL e da altri distributori di ebook, se ci leggono.
Andrea
Grazie degli esempi Giulio. Non sapevo dei passi avanti che si stavano facendo.
Problema che pongo: dato che nella soluzione a cui lavorate i metadati arrivano da MLOL (non sono creati dal bibliotecario) che garanzie vengono date sulla questione delle forme accettate dei nomi di persona? E per quanto riguarda i nomi degli autori stranieri, i nomi traslitterati, i nomi di autori classici? Il nome dell'autore del' "Giardino dei ciliegi" sarebbe Cehov, come vuole SBN oppure una delle tante varianti che gli editori italiani usano?
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 16:26, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Quello che avete fatto finora mi pare comunque gia' un ottimo esempio di integrazione. poi, per fortuna da un certo punto di vista, tutto e' migliorabile :)
Aspettiamo di avere un po' di info da MLOL e da altri distributori di ebook, se ci leggono.
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Nell'ambiente che vedi non è stata fatta alcuna bonifica/pulizia/fusione dei dati. Quindi vengono indicizzati in Solr così come arrivano da MLOL.
In linea teorica la cosa bella sarebbe: - non duplicare i dati, ovvero se esiste una copia cartacea già catalogata, andare semplicemente ad arricchire il livello manifestation con l'informazione che esiste la versione ebook. - permettere il miglioramento di quei record dal gestionale. Se la versione cartacea non fosse presente nel catalogo, l'idea potrebbe essere importare il record nel gestionale come un qualsiasi altro record catalografico (e quindi andare a fare un match automatico appoggiandosi all'authority file esistente).
Ciao Giulio
Il giorno 28 marzo 2014 16:43, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Grazie degli esempi Giulio. Non sapevo dei passi avanti che si stavano facendo.
Problema che pongo: dato che nella soluzione a cui lavorate i metadati arrivano da MLOL (non sono creati dal bibliotecario) che garanzie vengono date sulla questione delle forme accettate dei nomi di persona? E per quanto riguarda i nomi degli autori stranieri, i nomi traslitterati, i nomi di autori classici? Il nome dell'autore del' "Giardino dei ciliegi" sarebbe Cehov, come vuole SBN oppure una delle tante varianti che gli editori italiani usano?
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 16:26, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Quello che avete fatto finora mi pare comunque gia' un ottimo esempio
di integrazione. poi, per fortuna da un certo punto di vista, tutto e' migliorabile :)
Aspettiamo di avere un po' di info da MLOL e da altri distributori di ebook, se ci leggono.
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Mi sono persa, ma è colpa mia. Ho fatto una domanda generica che implicava risposte troppo specialistiche. Mi fa piacere però che si sia alimentata una discussione. Penso che su questo punto potrò tornare più avanti a chiedervi... Ciao f
Il giorno 28 marzo 2014 17:29, Giulio Bonanome gbonanome@gmail.com ha scritto:
Nell'ambiente che vedi non è stata fatta alcuna bonifica/pulizia/fusione dei dati. Quindi vengono indicizzati in Solr così come arrivano da MLOL.
In linea teorica la cosa bella sarebbe:
- non duplicare i dati, ovvero se esiste una copia cartacea già
catalogata, andare semplicemente ad arricchire il livello manifestation con l'informazione che esiste la versione ebook.
- permettere il miglioramento di quei record dal gestionale. Se la
versione cartacea non fosse presente nel catalogo, l'idea potrebbe essere importare il record nel gestionale come un qualsiasi altro record catalografico (e quindi andare a fare un match automatico appoggiandosi all'authority file esistente).
Ciao Giulio
Il giorno 28 marzo 2014 16:43, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Grazie degli esempi Giulio.
Non sapevo dei passi avanti che si stavano facendo.
Problema che pongo: dato che nella soluzione a cui lavorate i metadati arrivano da MLOL (non sono creati dal bibliotecario) che garanzie vengono date sulla questione delle forme accettate dei nomi di persona? E per quanto riguarda i nomi degli autori stranieri, i nomi traslitterati, i nomi di autori classici? Il nome dell'autore del' "Giardino dei ciliegi" sarebbe Cehov, come vuole SBN oppure una delle tante varianti che gli editori italiani usano?
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 16:26, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Quello che avete fatto finora mi pare comunque gia' un ottimo esempio
di integrazione. poi, per fortuna da un certo punto di vista, tutto e' migliorabile :)
Aspettiamo di avere un po' di info da MLOL e da altri distributori di ebook, se ci leggono.
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