Le riflessioni di Virginia sono interessanti: c'e' un ideale e c'e' una realta'. Dobbiamo tenere conto di questa, perche' e' quello che rischia di far andare a rotoli i progetti, ma dobbiamo anche continuare a immaginare grandi (cioe' alti, ma anche a lungo termine) obiettivi, da raggiungere per approssimazioni successive...
Quindi l'idea che le biblioteche diventino un punto, nel mondo analogico, di formazione e avvicinamento a wikipedia (di cui esistono gia' punti di presenza forti in rete) potrebbe a lungo termine funzionare, anche perche' come diceva qualcuno a Roma (forse Luca?) "noi (wikipedia) abbiamo gli utenti". Le biblioteche invece hanno la struttura fisica, sono un luogo.
E allora forse, siamo nello scenario ideale di Virginia, un corso per formatori (che poi si diano la mission di creare momenti di incontro/formazione/addestramento) potrebbe essere quello che l'AIB offre: fare formazione ai propri associati (i bibliotecari) perche' il servizio che essi rendono alla comunita' sia migliore e piu' ricco.
andrea