2013/6/18 Nicola Madonna nmadonna@unina.it
Quando mi sono iscritto a questa lista, avevo la semplice curiosita' di capire in che modo poter introdurre anche nel nostro Ateneo la pratica wikipediana. --
Nicola, riprendo questo pezzetto del tuo messaggio perché mi piacerebbe capire che cosa avevi in mente in particolare. Come avrai letto io sto cercando di interessarmi ai laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. In questo momento la lista è giustamente presa dal tema SBN ecc.ecc., ma mi piacerebbe che col tempo non perdessimo di vista questo secondo filone.
Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini. Più o meno sappiamo anche come tenerli, il problema sta piuttosto nella disponibilità di volontari, occasioni, ecc, tutte cose da costruire insieme.
Sulle scuole superiori Wikimedia Italia ha lavorato parecchio, ne puoi leggere ad es. su http://wiki.wikimedia.it/wiki/Relazione_sulle_attivit%C3%A0_2012#Wiki.40Scuo...
Ma anche nelle università ci sarebbe moltissimo da fare a livello di uso di Wikipedia (e progetti fratelli) in chiave di information literacy. Potresti dare intanto un'occhiata a http://outreach.wikimedia.org/wiki/Wikipedia_Education_Program. In lista soci Wikimedia è passata qualche tempo fa la notizia di un'esperienza realizzata con gli studenti di infermieristica dell’Università di Milano, Istituto Nazionale dei Tumori. Purtroppo non c'è molta documentazione su questo ( http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Raduni/Fondazione_IRCCS_Istituto_Nazi...) ma nel caso interessi sappiamo chi se ne è occupato e potremmo cercare di replicare questa esperienza, che fra l'altro sarà ripetuta in futuro col riconoscimento di crediti formativi per gli studenti partecipanti. Io stessa vorrei da tempo contattare un paio di persone che lavorano in Università e che secondo me sarebbero sensibilissime all'argomento, ma mi piacerebbe avere alle spalle un minimo di progetto strutturato in più prima di partire.
Chi sarebbe interessato a questi temi? virginia
Eccomi! :-)
Tempo disponibile a parte, ne parlavo qualche giorno fa con due ricercatori a Storia, qui a Bologna. Peraltro mi hanno chiesto di scrivere un paio di articoli su wikipedia e la storia, cosa che magari potrebbe smuovere qualcosa[1].
Anni fa mi ero interessato a far entrare wikipedia all'università senza però riscontrare interesse. Ma sono cambiate un po' di cose! ;-)
P.
[1] un articolo è già stato pubblicato, in lingua inglese, ma in una modalità che temo lo renda pressoché inaccessibile (a parte x chi è a Bologna, ma non vi perdete nulla) Il giorno 19/giu/2013 09:12, "Virginia Gentilini" < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
2013/6/18 Nicola Madonna nmadonna@unina.it
Quando mi sono iscritto a questa lista, avevo la semplice curiosita' di capire in che modo poter introdurre anche nel nostro Ateneo la pratica wikipediana. --
Nicola, riprendo questo pezzetto del tuo messaggio perché mi piacerebbe capire che cosa avevi in mente in particolare. Come avrai letto io sto cercando di interessarmi ai laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. In questo momento la lista è giustamente presa dal tema SBN ecc.ecc., ma mi piacerebbe che col tempo non perdessimo di vista questo secondo filone.
Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini. Più o meno sappiamo anche come tenerli, il problema sta piuttosto nella disponibilità di volontari, occasioni, ecc, tutte cose da costruire insieme.
Sulle scuole superiori Wikimedia Italia ha lavorato parecchio, ne puoi leggere ad es. su http://wiki.wikimedia.it/wiki/Relazione_sulle_attivit%C3%A0_2012#Wiki.40Scuo...
Ma anche nelle università ci sarebbe moltissimo da fare a livello di uso di Wikipedia (e progetti fratelli) in chiave di information literacy. Potresti dare intanto un'occhiata a http://outreach.wikimedia.org/wiki/Wikipedia_Education_Program. In lista soci Wikimedia è passata qualche tempo fa la notizia di un'esperienza realizzata con gli studenti di infermieristica dell’Università di Milano, Istituto Nazionale dei Tumori. Purtroppo non c'è molta documentazione su questo ( http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Raduni/Fondazione_IRCCS_Istituto_Nazi...) ma nel caso interessi sappiamo chi se ne è occupato e potremmo cercare di replicare questa esperienza, che fra l'altro sarà ripetuta in futuro col riconoscimento di crediti formativi per gli studenti partecipanti. Io stessa vorrei da tempo contattare un paio di persone che lavorano in Università e che secondo me sarebbero sensibilissime all'argomento, ma mi piacerebbe avere alle spalle un minimo di progetto strutturato in più prima di partire.
Chi sarebbe interessato a questi temi? virginia
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Dov'è pubblicato? Lo tiriamo fuori :-)
Aubrey
2013/6/19 Piero Grandesso piero.tasso@gmail.com
Eccomi! :-)
Tempo disponibile a parte, ne parlavo qualche giorno fa con due ricercatori a Storia, qui a Bologna. Peraltro mi hanno chiesto di scrivere un paio di articoli su wikipedia e la storia, cosa che magari potrebbe smuovere qualcosa[1].
Anni fa mi ero interessato a far entrare wikipedia all'università senza però riscontrare interesse. Ma sono cambiate un po' di cose! ;-)
P.
[1] un articolo è già stato pubblicato, in lingua inglese, ma in una modalità che temo lo renda pressoché inaccessibile (a parte x chi è a Bologna, ma non vi perdete nulla) Il giorno 19/giu/2013 09:12, "Virginia Gentilini" < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
2013/6/18 Nicola Madonna nmadonna@unina.it
Quando mi sono iscritto a questa lista, avevo la semplice curiosita' di capire in che modo poter introdurre anche nel nostro Ateneo la pratica wikipediana. --
Nicola, riprendo questo pezzetto del tuo messaggio perché mi piacerebbe capire che cosa avevi in mente in particolare. Come avrai letto io sto cercando di interessarmi ai laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. In questo momento la lista è giustamente presa dal tema SBN ecc.ecc., ma mi piacerebbe che col tempo non perdessimo di vista questo secondo filone.
Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini. Più o meno sappiamo anche come tenerli, il problema sta piuttosto nella disponibilità di volontari, occasioni, ecc, tutte cose da costruire insieme.
Sulle scuole superiori Wikimedia Italia ha lavorato parecchio, ne puoi leggere ad es. su http://wiki.wikimedia.it/wiki/Relazione_sulle_attivit%C3%A0_2012#Wiki.40Scuo...
Ma anche nelle università ci sarebbe moltissimo da fare a livello di uso di Wikipedia (e progetti fratelli) in chiave di information literacy. Potresti dare intanto un'occhiata a http://outreach.wikimedia.org/wiki/Wikipedia_Education_Program. In lista soci Wikimedia è passata qualche tempo fa la notizia di un'esperienza realizzata con gli studenti di infermieristica dell’Università di Milano, Istituto Nazionale dei Tumori. Purtroppo non c'è molta documentazione su questo ( http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Raduni/Fondazione_IRCCS_Istituto_Nazi...) ma nel caso interessi sappiamo chi se ne è occupato e potremmo cercare di replicare questa esperienza, che fra l'altro sarà ripetuta in futuro col riconoscimento di crediti formativi per gli studenti partecipanti. Io stessa vorrei da tempo contattare un paio di persone che lavorano in Università e che secondo me sarebbero sensibilissime all'argomento, ma mi piacerebbe avere alle spalle un minimo di progetto strutturato in più prima di partire.
Chi sarebbe interessato a questi temi? virginia
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Per il momento, che io sappia, lo si trova solo qui: http://sol.unibo.it/SebinaOpac/Opac?action=search&thNomeDocumento=UBO402... (evidentemente i più svelti a catalogarlo) nel giro di un po' di tempo dovrebbe sbucare fuori anche in altre 2-3 biblioteche
Uno degli articoli che mi hanno chiesto sarà invece in open access
P.
Il giorno 19 giugno 2013 09:34, Andrea Zanni zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Dov'è pubblicato? Lo tiriamo fuori :-)
Aubrey
Virginia Gentilini, 19/06/2013 09:11:
2013/6/18 Nicola Madonna <nmadonna@unina.it mailto:nmadonna@unina.it>
Quando mi sono iscritto a questa lista, avevo la semplice curiosita' di capire in che modo poter introdurre anche nel nostro Ateneo la pratica wikipediana. --Nicola, riprendo questo pezzetto del tuo messaggio perché mi piacerebbe capire che cosa avevi in mente in particolare. Come avrai letto io sto cercando di interessarmi ai laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. In questo momento la lista è giustamente presa dal tema SBN ecc.ecc., ma mi piacerebbe che col tempo non perdessimo di vista questo secondo filone.
Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini. Più o meno sappiamo anche come tenerli, il problema sta piuttosto nella disponibilità di volontari, occasioni, ecc, tutte cose da costruire insieme.
Quanti partecipanti riuscite a ottenere in simili laboratori a Bologna? Io qui a Milano vedo che quando ne fanno sulla biblioteca digitale (bellissimi!) ci sono poche dozzine di partecipanti fra tutto l'ateneo.
[...] Io stessa vorrei da tempo contattare un paio di persone che lavorano in Università e che secondo me sarebbero sensibilissime all'argomento, ma mi piacerebbe avere alle spalle un minimo di progetto strutturato in più prima di partire.
Chi sarebbe interessato a questi temi?
Secondo me è meglio seguire l'approccio contrario: partire *prima* di avere un progetto strutturato, per capire insieme a chi è potenzialmente interessato che cosa abbia senso fare. È cosí che Frank Schulenburg ha fatto negli USA, è andato a visitare i presidi delle varie facoltà per capire se/come potessero essere interessati e dopo qualche dozzina di colloqui ha messo su il progetto. Infermieristica ha la particolarità di essere una laurea sanitaria: frequenza altissima e super-obbligatoria, studenti iper-partecipativi (anche se molto impegnati). Il problema è che da noi non ci sono quasi mai "compiti a casa" nei corsi, a parte la tesi e pochi, pochissimi "laboratori" in alcuni corsi di studio. Bisogna inventarsi come integrare il tutto nella pratica didattica e partire con qualche minuscola sperimentazione orientata solo a capire quale modello replicabile possa esistere. Abbiamo anche qualche altra esperienza passata: per esempio Almit e credo Ylebru (wikipediani accedemici), ma anche – a memoria – AnnaLety, Frieda e altri nella università Bocconi, di Venezia e di Napoli (o simili), forse Sannita a uniromaX.
Nemo
2013/6/19 Federico Leva (Nemo) nemowiki@gmail.com
Quanti partecipanti riuscite a ottenere in simili laboratori a Bologna? Io qui a Milano vedo che quando ne fanno sulla biblioteca digitale (bellissimi!) ci sono poche dozzine di partecipanti fra tutto l'ateneo
A bologna si è trattato di 3 laboratori per utenti generici (chiunque, dai 18 ai 70 anni) su Wikipedia. In tutto abbiamo coinvolto una quarantina di persone. In assoluto sono molto poche, in pratica sono il massimo che si riesca a gestire in un laboratorio pratico, in cui possono presentarsi anche persone con competenze informatiche minime che poi vanno seguite una a una (su questo aspetto magari si può filtrare un po' di più all'ingresso)
presentazioni delle risorse (ad es. biblioteche digitali) sono cose molto diverse: il laboratorio ha un aspetto ludico importante, la presentazione no
Secondo me è meglio seguire l'approccio contrario: partire *prima* di avere
un progetto strutturato
ok, sì, sono io che non mi sento ancora pronta a farlo da sola
virginia
2013/6/19 Federico Leva (Nemo) nemowiki@gmail.com
Virginia Gentilini, 19/06/2013 09:11:
2013/6/18 Nicola Madonna <nmadonna@unina.it mailto:nmadonna@unina.it>
Quando mi sono iscritto a questa lista, avevo la semplice curiosita' di capire in che modo poter introdurre anche nel nostro Ateneo la pratica wikipediana. --Nicola, riprendo questo pezzetto del tuo messaggio perché mi piacerebbe capire che cosa avevi in mente in particolare. Come avrai letto io sto cercando di interessarmi ai laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. In questo momento la lista è giustamente presa dal tema SBN ecc.ecc., ma mi piacerebbe che col tempo non perdessimo di vista questo secondo filone.
Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini. Più o meno sappiamo anche come tenerli, il problema sta piuttosto nella disponibilità di volontari, occasioni, ecc, tutte cose da costruire insieme.
Quanti partecipanti riuscite a ottenere in simili laboratori a Bologna? Io qui a Milano vedo che quando ne fanno sulla biblioteca digitale (bellissimi!) ci sono poche dozzine di partecipanti fra tutto l'ateneo.
[...]
Io stessa vorrei da tempo contattare un paio di persone che lavorano in Università e che secondo me sarebbero sensibilissime all'argomento, ma mi piacerebbe avere alle spalle un minimo di progetto strutturato in più prima di partire.
Chi sarebbe interessato a questi temi?
Secondo me è meglio seguire l'approccio contrario: partire *prima* di avere un progetto strutturato, per capire insieme a chi è potenzialmente interessato che cosa abbia senso fare. È cosí che Frank Schulenburg ha fatto negli USA, è andato a visitare i presidi delle varie facoltà per capire se/come potessero essere interessati e dopo qualche dozzina di colloqui ha messo su il progetto. Infermieristica ha la particolarità di essere una laurea sanitaria: frequenza altissima e super-obbligatoria, studenti iper-partecipativi (anche se molto impegnati). Il problema è che da noi non ci sono quasi mai "compiti a casa" nei corsi, a parte la tesi e pochi, pochissimi "laboratori" in alcuni corsi di studio. Bisogna inventarsi come integrare il tutto nella pratica didattica e partire con qualche minuscola sperimentazione orientata solo a capire quale modello replicabile possa esistere. Abbiamo anche qualche altra esperienza passata: per esempio Almit e credo Ylebru (wikipediani accedemici), ma anche – a memoria – AnnaLety, Frieda e altri nella università Bocconi, di Venezia e di Napoli (o simili), forse Sannita a uniromaX.
Nemo
Virginia, avevo in mente di coinvolgere innanzitutto i miei colleghi bibliotecari in Ateneo ed in seconda battuta capire se si poteva organizzare un progetto ben delineato da presentare a qualche docente per il coinvolgimento degli studenti.
Credo siano entrambi da perseguire, ma devo ammettere che io per primo ho dovuto negli ultimi mesi dedicarmi a molte altre "faccende" per cui non ho potuto impegnarmi a capire come trainare i miei colleghi su questo campo. Non so bene come funziona nelle pubbliche, ma qui ti senti dire sempre da tutti quanto sono impegnati in ogni minuto della giornata, salvo poi faticare a capire a quali servizi si stiano dedicando... Insomma, secondo me il classico bibliotecario accademico (almeno nel mio Ateneo) si trincera spesso dietro le esigenze della catalogazione (non ne posso piu' di questa mania descrittiva spesso fine a se stessa: qui da noi si dice "per pittare le capuzzelle degli angeli") occupandosi poco e male di front office. Soprattutto svolgendo poco il ruolo anche didattico che sarebbe proprio di noi bibliotecari (ricerca e vaglio delle fonti).
Avevo anche parlato con alcuni docenti per intraprendere qualche percorso insieme, ma ovviamente se ne riparlera' dopo la pausa estiva.
Ho visto i link. Sono molto interessanti, come pure lidea di avere un progetto strutturato. Tu pero parti da una conoscenza dellambiente che a me manca ancora. Mi auguro di recuperare in fretta e cominciare a passare presto ad una fase piu concreta.
Nicola
Da: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] Per conto di Virginia Gentilini Inviato: mercoledì 19 giugno 2013 09:12 A: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Oggetto: [Bibliotecari] Wikipedia in Università
2013/6/18 Nicola Madonna nmadonna@unina.it
Quando mi sono iscritto a questa lista, avevo la semplice curiosita' di capire in che modo poter introdurre anche nel nostro Ateneo la pratica wikipediana.
Cara Virginia
anch'io preferisco molto di più parlare di formazione e redazione di voci in WP che non disquisire di catalogazione.
Potremmo proporre la taggatura dell'oggetto della mail come in AIB-CUR per facilitare lo scambio di opinioni in modo semplice?
Per ora ti propongo questi tag: -- WP formazione -- WPdiscussioni (per discutere alcune questioni prima magari di portarle nel luogo specifico di Wikipedia
Ti sgnalo inoltre, se non sei già iscritta, che nella lista libraries@lists.wikimedia.org si sta discutendo di strategie didattiche. vedci un po' di mail qui http://lists.wikimedia.org/pipermail/libraries/2013-June/date.html
Ciao Susanna
====================== *Susanna Giaccai - Firenze *http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giaccaihttp://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Sannita
Il giorno 19 giugno 2013 09:11, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
2013/6/18 Nicola Madonna nmadonna@unina.it
Quando mi sono iscritto a questa lista, avevo la semplice curiosita' di capire in che modo poter introdurre anche nel nostro Ateneo la pratica wikipediana. --
Nicola, riprendo questo pezzetto del tuo messaggio perché mi piacerebbe capire che cosa avevi in mente in particolare. Come avrai letto io sto cercando di interessarmi ai laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. In questo momento la lista è giustamente presa dal tema SBN ecc.ecc., ma mi piacerebbe che col tempo non perdessimo di vista questo secondo filone.
Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini. Più o meno sappiamo anche come tenerli, il problema sta piuttosto nella disponibilità di volontari, occasioni, ecc, tutte cose da costruire insieme.
Sulle scuole superiori Wikimedia Italia ha lavorato parecchio, ne puoi leggere ad es. su http://wiki.wikimedia.it/wiki/Relazione_sulle_attivit%C3%A0_2012#Wiki.40Scuo...
Ma anche nelle università ci sarebbe moltissimo da fare a livello di uso di Wikipedia (e progetti fratelli) in chiave di information literacy. Potresti dare intanto un'occhiata a http://outreach.wikimedia.org/wiki/Wikipedia_Education_Program. In lista soci Wikimedia è passata qualche tempo fa la notizia di un'esperienza realizzata con gli studenti di infermieristica dell’Università di Milano, Istituto Nazionale dei Tumori. Purtroppo non c'è molta documentazione su questo ( http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Raduni/Fondazione_IRCCS_Istituto_Nazi...) ma nel caso interessi sappiamo chi se ne è occupato e potremmo cercare di replicare questa esperienza, che fra l'altro sarà ripetuta in futuro col riconoscimento di crediti formativi per gli studenti partecipanti. Io stessa vorrei da tempo contattare un paio di persone che lavorano in Università e che secondo me sarebbero sensibilissime all'argomento, ma mi piacerebbe avere alle spalle un minimo di progetto strutturato in più prima di partire.
Chi sarebbe interessato a questi temi? virginia
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Ciao, mi interessa riprendere il tema dei
laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini [Gentilini]
Si parlava anche di universita'.
Mi piacerebbe capire se secondo voi ci sia spazio -e quale- per fare questo genere di attivita' anche nell'AIB (Lazio). Sto pensando a due modalita' diverse, che possono essere proposte sia in modalita' complementare che alternativa. Incontri brevi, un pomeriggio (3 ore circa), erogati gratuitamente e destinati agli associati (magari finalizzati a creare collaborazioni per GLAM o per progetti specifici) e corsi di un giorno o due, a pagamento, che insegnino ai corsisti come utilizzare wikipedia nel corso della loro attivita' ordinaria (e quindi, eventualmente, anche a come crescere in questa competenza per organizzare poi laboratori per gli utenti).
Mi interessa capire se a vostro avviso la cosa potrebbe avere un certo interesse e seguito, perche' le risorse sono poche e non vanno sprecate, e quali temi potrebbero essere di maggiore interesse. Se valesse la pena potremmo anche fare un esperimento autunnale...
Andrea
Il tema e' complesso. Da un lato penso che ci sia molta necessita' di promozione e quindi propenderei per corsi gratuiti D'altra parte se si riesce ad avere una motivazione forte e' anche possibile chiedere una piccola quota; penso per es. al caso del LGBT Center di Bologna citato recentemente da Virginia su FB. O forse a bibliotecari responsabili di risorse digitali da far conoscere. Sarebbe anche necessario essere chiari sui costi delle docenze. Ne abbiamo già' parlato in passato in lista. Per me Wikipedia imporrebbe docenze gratuite, salvo per giovani wikipedia i disoccupati; ma e' un tema delicato. Buona notte Susanna
Susanna Giaccai invio da cellulare Il giorno 24/giu/2013 16:59, "Andrea Marchitelli" marchitelli@gmail.com ha scritto:
Ciao, mi interessa riprendere il tema dei
laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini [Gentilini]
Si parlava anche di universita'.
Mi piacerebbe capire se secondo voi ci sia spazio -e quale- per fare questo genere di attivita' anche nell'AIB (Lazio). Sto pensando a due modalita' diverse, che possono essere proposte sia in modalita' complementare che alternativa. Incontri brevi, un pomeriggio (3 ore circa), erogati gratuitamente e destinati agli associati (magari finalizzati a creare collaborazioni per GLAM o per progetti specifici) e corsi di un giorno o due, a pagamento, che insegnino ai corsisti come utilizzare wikipedia nel corso della loro attivita' ordinaria (e quindi, eventualmente, anche a come crescere in questa competenza per organizzare poi laboratori per gli utenti).
Mi interessa capire se a vostro avviso la cosa potrebbe avere un certo interesse e seguito, perche' le risorse sono poche e non vanno sprecate, e quali temi potrebbero essere di maggiore interesse. Se valesse la pena potremmo anche fare un esperimento autunnale...
Andrea _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Buonasera,
a proposito di formazione.... proprio in questi giorni stavo pensando di proporre all'interno dell'Università degli studi di Teramo, in particolare per la Facoltà di Scienze della Comunicazione, dei corsi di formazione rivolti agli studenti + al personale docente (in particolare ai dottoranti e ricercatori) ed amministrativo ed avrei voluto coinvolgere le vostre professionalità... Questa proposta giunge in un momento propizio. Parlavo con un rappresentanti degli studenti per capire le disponibilità degli studenti in merito ad una sessione di 2 giorni intensiva, la sua esperienza è negativa per i workshop.
Sarei molto contenta di portare diversi di voi nel mio Ateneo ed offrire la formazione di cui si parla, wikipedia + alfabetizzazione.
Sul discorso della gratuità o meno, l'ideale sarebbe quello di quantificare i costi per offrire un piano dettagliato. Sarei veramente contenta se riusciste a proporre 2 giorni di formazione sia in loco, da realizzare ad UNITE, sia altrove, da esportare poi in altri luoghi, come a Teramo. In quanti al frazionare la formazione in giornate diverse, forse sarebbe dispersivo per chi si dovrebbe spostare da una regione diversa, più utile, forse per eventuali studenti universitari o lavoratori presenti in loco.
Spero che queste idee vengano realizzate Saluti Carla
------------------------------------------------------- Carla Colombati 12/A, V.le dello Splendore I-64021 Giulianova Mob.: +39 392 7848408 E-mail: c.colombati@gmail.com
Il giorno 24 giugno 2013 16:58, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Ciao, mi interessa riprendere il tema dei
laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini [Gentilini]
Si parlava anche di universita'.
Mi piacerebbe capire se secondo voi ci sia spazio -e quale- per fare questo genere di attivita' anche nell'AIB (Lazio). Sto pensando a due modalita' diverse, che possono essere proposte sia in modalita' complementare che alternativa. Incontri brevi, un pomeriggio (3 ore circa), erogati gratuitamente e destinati agli associati (magari finalizzati a creare collaborazioni per GLAM o per progetti specifici) e corsi di un giorno o due, a pagamento, che insegnino ai corsisti come utilizzare wikipedia nel corso della loro attivita' ordinaria (e quindi, eventualmente, anche a come crescere in questa competenza per organizzare poi laboratori per gli utenti).
Mi interessa capire se a vostro avviso la cosa potrebbe avere un certo interesse e seguito, perche' le risorse sono poche e non vanno sprecate, e quali temi potrebbero essere di maggiore interesse. Se valesse la pena potremmo anche fare un esperimento autunnale...
Andrea _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Provo a rispondere un po' alla questione corsi e docenze.
La questione è complessa: noi questi corsi li facciamo, li abbiamo sempre fatti, sia di un pomeriggio che di due giorni che di più giornate. Ovviamente, il problema non è la volontà (nè direi la competenza), ma i soldi e le persone.
La cosa più difficile dunque è trovare le disponibilità fra i (pochi) soci di Wikimedia Italia che sono disposti a fare questo tipo di attività. La disponibilità dipende da ognuno, e a volte è "incentivata" dai soldi a volte ne è respinta.
Come associazione di volontari Wikimedia Italia ha come politica quella di non pagare i soci (neanche un gettone di presenza, solo rimborsi). I soci sono stati pagati occasionalmente nell'ambito di progetti in cui era previsto un corso più strutturato, e soprattutto era all'interno di un progetto esterno che quindi pagava docenti che Wikimedia Italia aveva suggerito/informato/procurato. So che la differenza è sottile, ma per noi è assolutamente importante non "inquinare" l'attività di volontariato con i soldi (tutti gli studi scientifici infatti dicono che i soldi disincentivano l'attività volontaria, ed è per questo che anche Wikipedia tende a girarne alla larga).
Spiegone forse non necessario ma per me utile a raccontare anche a questa lista una questione importante. Non è detto che volontari wikipediani ci siano a prescindere, per corsi o docenze, sia che ci siano i soldi sia che no :-) Ovviamente, collaborare con biblioteche e università ci piace e vorremmo farlo. Abbiamo il problema che le richieste iniziano ad essere tante (tanto da farci pensare ad un progetto nazionale, ma anche qui ci dovrebbe essere un coordinatore (pagato) che si smazzi l'organizzazione del tutto... è un mondo difficile :-) (A me l'idea di unire il mondo delle biblioteche con il mondo dell'università piace molto, e nell'ambito del possibile mi offro per qualche docenza (lavoro e altri impegni permettendo). Se poi facciamo qualcosa su biblioteche, università e open access sono ancora più contento.)
Detto questo, chiedete e vi sarà risposto (e con ogni probabilità, inoltrato ai soci WMI). Abbiamo soci in tutta Italia e ascoltiamo volentieri ogni progetto. Voi preparatevi a sentire qualche no :-)
Aubrey
2013/6/24 Carla Colombati c.colombati@gmail.com
Buonasera,
a proposito di formazione.... proprio in questi giorni stavo pensando di proporre all'interno dell'Università degli studi di Teramo, in particolare per la Facoltà di Scienze della Comunicazione, dei corsi di formazione rivolti agli studenti + al personale docente (in particolare ai dottoranti e ricercatori) ed amministrativo ed avrei voluto coinvolgere le vostre professionalità... Questa proposta giunge in un momento propizio. Parlavo con un rappresentanti degli studenti per capire le disponibilità degli studenti in merito ad una sessione di 2 giorni intensiva, la sua esperienza è negativa per i workshop.
Sarei molto contenta di portare diversi di voi nel mio Ateneo ed offrire la formazione di cui si parla, wikipedia + alfabetizzazione.
Sul discorso della gratuità o meno, l'ideale sarebbe quello di quantificare i costi per offrire un piano dettagliato. Sarei veramente contenta se riusciste a proporre 2 giorni di formazione sia in loco, da realizzare ad UNITE, sia altrove, da esportare poi in altri luoghi, come a Teramo. In quanti al frazionare la formazione in giornate diverse, forse sarebbe dispersivo per chi si dovrebbe spostare da una regione diversa, più utile, forse per eventuali studenti universitari o lavoratori presenti in loco.
Spero che queste idee vengano realizzate Saluti Carla
Carla Colombati 12/A, V.le dello Splendore I-64021 Giulianova Mob.: +39 392 7848408 E-mail: c.colombati@gmail.com
Il giorno 24 giugno 2013 16:58, Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.comha scritto:
Ciao,
mi interessa riprendere il tema dei
laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini [Gentilini]
Si parlava anche di universita'.
Mi piacerebbe capire se secondo voi ci sia spazio -e quale- per fare questo genere di attivita' anche nell'AIB (Lazio). Sto pensando a due modalita' diverse, che possono essere proposte sia in modalita' complementare che alternativa. Incontri brevi, un pomeriggio (3 ore circa), erogati gratuitamente e destinati agli associati (magari finalizzati a creare collaborazioni per GLAM o per progetti specifici) e corsi di un giorno o due, a pagamento, che insegnino ai corsisti come utilizzare wikipedia nel corso della loro attivita' ordinaria (e quindi, eventualmente, anche a come crescere in questa competenza per organizzare poi laboratori per gli utenti).
Mi interessa capire se a vostro avviso la cosa potrebbe avere un certo interesse e seguito, perche' le risorse sono poche e non vanno sprecate, e quali temi potrebbero essere di maggiore interesse. Se valesse la pena potremmo anche fare un esperimento autunnale...
Andrea _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Io ritengo che l'anima di Wikipedia sia il piacere di condividere quello che si sa. Naturalmente questo piacere non lo si diffonde con la bacchetta magica ma occorre seminare molto per raccogliere qualcosa. Nelle biblioteche una strategia può' essere quella di insegnate la tecnica di scrittura e poi coinvolgere i bibliotecari a far conoscere gli aspetti importanti della propria biblioteca o rete bibliotecaria (fondi e servizi) o del proprio territorio solleticando quindi la tradizione dei fondi storici e quella della Sezione locale; si puo' anche puntare alle attività' con le scuole inserendo la redazione di voci connesse a certe attività' didattiche. Nell'Università' Andrea Zanni ha verificato l' incremento dell'utenza delle risorse digitali di cui sia stata redatta una voce. Personalmente ho fatto corsi brevi di 3/4 ore con una replica la settimana successiva per dare il tempo di fare qualche prova da soli, soffermandomi solo su alcuni aspetti: tecniche di redazione, cenni sulle discussioni e cercando di far capire come trovare gli aiuti cosa che ritengo fra le più' complicate in Wikipedia dove le pagine Aiuto sono centinaia ma non e' facile trovarle quando servono. Susanna
Susanna Giaccai invio da cellulare Il giorno 25/giu/2013 01:00, "Andrea Zanni" zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Provo a rispondere un po' alla questione corsi e docenze.
La questione è complessa: noi questi corsi li facciamo, li abbiamo sempre fatti, sia di un pomeriggio che di due giorni che di più giornate. Ovviamente, il problema non è la volontà (nè direi la competenza), ma i soldi e le persone.
La cosa più difficile dunque è trovare le disponibilità fra i (pochi) soci di Wikimedia Italia che sono disposti a fare questo tipo di attività. La disponibilità dipende da ognuno, e a volte è "incentivata" dai soldi a volte ne è respinta.
Come associazione di volontari Wikimedia Italia ha come politica quella di non pagare i soci (neanche un gettone di presenza, solo rimborsi). I soci sono stati pagati occasionalmente nell'ambito di progetti in cui era previsto un corso più strutturato, e soprattutto era all'interno di un progetto esterno che quindi pagava docenti che Wikimedia Italia aveva suggerito/informato/procurato. So che la differenza è sottile, ma per noi è assolutamente importante non "inquinare" l'attività di volontariato con i soldi (tutti gli studi scientifici infatti dicono che i soldi disincentivano l'attività volontaria, ed è per questo che anche Wikipedia tende a girarne alla larga).
Spiegone forse non necessario ma per me utile a raccontare anche a questa lista una questione importante. Non è detto che volontari wikipediani ci siano a prescindere, per corsi o docenze, sia che ci siano i soldi sia che no :-) Ovviamente, collaborare con biblioteche e università ci piace e vorremmo farlo. Abbiamo il problema che le richieste iniziano ad essere tante (tanto da farci pensare ad un progetto nazionale, ma anche qui ci dovrebbe essere un coordinatore (pagato) che si smazzi l'organizzazione del tutto... è un mondo difficile :-) (A me l'idea di unire il mondo delle biblioteche con il mondo dell'università piace molto, e nell'ambito del possibile mi offro per qualche docenza (lavoro e altri impegni permettendo). Se poi facciamo qualcosa su biblioteche, università e open access sono ancora più contento.)
Detto questo, chiedete e vi sarà risposto (e con ogni probabilità, inoltrato ai soci WMI). Abbiamo soci in tutta Italia e ascoltiamo volentieri ogni progetto. Voi preparatevi a sentire qualche no :-)
Aubrey
2013/6/24 Carla Colombati c.colombati@gmail.com
Buonasera,
a proposito di formazione.... proprio in questi giorni stavo pensando di proporre all'interno dell'Università degli studi di Teramo, in particolare per la Facoltà di Scienze della Comunicazione, dei corsi di formazione rivolti agli studenti + al personale docente (in particolare ai dottoranti e ricercatori) ed amministrativo ed avrei voluto coinvolgere le vostre professionalità... Questa proposta giunge in un momento propizio. Parlavo con un rappresentanti degli studenti per capire le disponibilità degli studenti in merito ad una sessione di 2 giorni intensiva, la sua esperienza è negativa per i workshop.
Sarei molto contenta di portare diversi di voi nel mio Ateneo ed offrire la formazione di cui si parla, wikipedia + alfabetizzazione.
Sul discorso della gratuità o meno, l'ideale sarebbe quello di quantificare i costi per offrire un piano dettagliato. Sarei veramente contenta se riusciste a proporre 2 giorni di formazione sia in loco, da realizzare ad UNITE, sia altrove, da esportare poi in altri luoghi, come a Teramo. In quanti al frazionare la formazione in giornate diverse, forse sarebbe dispersivo per chi si dovrebbe spostare da una regione diversa, più utile, forse per eventuali studenti universitari o lavoratori presenti in loco.
Spero che queste idee vengano realizzate Saluti Carla
Carla Colombati 12/A, V.le dello Splendore I-64021 Giulianova Mob.: +39 392 7848408 E-mail: c.colombati@gmail.com
Il giorno 24 giugno 2013 16:58, Andrea Marchitelli <marchitelli@gmail.com
ha scritto:
Ciao,
mi interessa riprendere il tema dei
laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini [Gentilini]
Si parlava anche di universita'.
Mi piacerebbe capire se secondo voi ci sia spazio -e quale- per fare questo genere di attivita' anche nell'AIB (Lazio). Sto pensando a due modalita' diverse, che possono essere proposte sia in modalita' complementare che alternativa. Incontri brevi, un pomeriggio (3 ore circa), erogati gratuitamente e destinati agli associati (magari finalizzati a creare collaborazioni per GLAM o per progetti specifici) e corsi di un giorno o due, a pagamento, che insegnino ai corsisti come utilizzare wikipedia nel corso della loro attivita' ordinaria (e quindi, eventualmente, anche a come crescere in questa competenza per organizzare poi laboratori per gli utenti).
Mi interessa capire se a vostro avviso la cosa potrebbe avere un certo interesse e seguito, perche' le risorse sono poche e non vanno sprecate, e quali temi potrebbero essere di maggiore interesse. Se valesse la pena potremmo anche fare un esperimento autunnale...
Andrea _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
aggiungo la mia piccola riflessione, il cui punto di vista sta nell'avere visto alcuni lati della faccenda (ho una mini-esperienza di corsi in biblioteca per gli utenti, e un'esperienza più rilevante come docente nei corsi AIB)
2 scenari:
1 scenario: mondo ideale. Wikimedia e i wikipediani (possono essere entità distinte) collaborano su tutti i fronti possibili con le biblioteche. Si organizzano iniziative in tutta Italia e si sfrutta ogni possibilità di collaborazione. I corsi per gli utenti finali sono uno degli oggetti possibili di intervento, magari tenuti dai bibliotecari stessi opportunamente formati
2 scenario: mondo reale. Come vi ha già detto Aubrey, il mondo dei volontari è grande nell'animo ma piccolo nei fatti, e complesso. Il mondo dei bibliotecari è composto da persone che vengono mandate ai corsi di formazione coattivamente da un'amministrazione che in questo modo ottempera ad un dovere normativo. L'efficacia media della formazione è difficilmente calcolabile. La mia impressione soggettiva è che sia pesantemente ostacolata dalla reale composizione della categoria professionale (una minima parte dei bibliotecari sono persone che hanno una formazione da bibliotecari o persino che hanno superato un concorso da bibliotecari). Gli utenti delle biblioteche, al contrario, "sceglierebbero" di partecipare a un corso o a un laboratorio. Niente garantisce l'equivalenza partecipo al corso = divento wikipediano, ma la differenza c'è
scegliete il vostro scenario preferito e ditemi in che modo sarebbe meglio mettere a frutto le poche forze disponibili che abbiamo. Il mio timore è che possa esserci un po' di biblio-autoreferenzialità in questo avvicinamento fra i 2 mondi: avviciniamo le biblioteche a wiki diventa avviciniamo i bibliotecari a wiki. Ma i bibliotecari sono solo un tramite, e quelli per cui si lavora sono gli utenti finali
solo una lancia spezzata a favore di AIB: trovo comunque molto positivo che si interessi di coniugare la sua funzione istituzionale di ente organizzatore di formazione in questa direzione. Ed è probabilmente molto vero che molte delle pecche che possiamo vedere al suo interno derivano dalla mancanza di forze che colpisce tutte le associazioni. Tempo fa Stefano mi chiese di collaborare con lui. Gli risposi di no perché volevo invece avvicinarmi al mondo di... Wikipedia. Ed ora eccoci qua :-)
virginia
2013/6/25 giaccai@gmail.com
Io ritengo che l'anima di Wikipedia sia il piacere di condividere quello che si sa. Naturalmente questo piacere non lo si diffonde con la bacchetta magica ma occorre seminare molto per raccogliere qualcosa. Nelle biblioteche una strategia può' essere quella di insegnate la tecnica di scrittura e poi coinvolgere i bibliotecari a far conoscere gli aspetti importanti della propria biblioteca o rete bibliotecaria (fondi e servizi) o del proprio territorio solleticando quindi la tradizione dei fondi storici e quella della Sezione locale; si puo' anche puntare alle attività' con le scuole inserendo la redazione di voci connesse a certe attività' didattiche. Nell'Università' Andrea Zanni ha verificato l' incremento dell'utenza delle risorse digitali di cui sia stata redatta una voce. Personalmente ho fatto corsi brevi di 3/4 ore con una replica la settimana successiva per dare il tempo di fare qualche prova da soli, soffermandomi solo su alcuni aspetti: tecniche di redazione, cenni sulle discussioni e cercando di far capire come trovare gli aiuti cosa che ritengo fra le più' complicate in Wikipedia dove le pagine Aiuto sono centinaia ma non e' facile trovarle quando servono. Susanna
Susanna Giaccai invio da cellulare Il giorno 25/giu/2013 01:00, "Andrea Zanni" zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Provo a rispondere un po' alla questione corsi e docenze.
La questione è complessa: noi questi corsi li facciamo, li abbiamo sempre fatti, sia di un pomeriggio che di due giorni che di più giornate. Ovviamente, il problema non è la volontà (nè direi la competenza), ma i soldi e le persone.
La cosa più difficile dunque è trovare le disponibilità fra i (pochi) soci di Wikimedia Italia che sono disposti a fare questo tipo di attività. La disponibilità dipende da ognuno, e a volte è "incentivata" dai soldi a volte ne è respinta.
Come associazione di volontari Wikimedia Italia ha come politica quella di non pagare i soci (neanche un gettone di presenza, solo rimborsi). I soci sono stati pagati occasionalmente nell'ambito di progetti in cui era previsto un corso più strutturato, e soprattutto era all'interno di un progetto esterno che quindi pagava docenti che Wikimedia Italia aveva suggerito/informato/procurato. So che la differenza è sottile, ma per noi è assolutamente importante non "inquinare" l'attività di volontariato con i soldi (tutti gli studi scientifici infatti dicono che i soldi disincentivano l'attività volontaria, ed è per questo che anche Wikipedia tende a girarne alla larga).
Spiegone forse non necessario ma per me utile a raccontare anche a questa lista una questione importante. Non è detto che volontari wikipediani ci siano a prescindere, per corsi o docenze, sia che ci siano i soldi sia che no :-) Ovviamente, collaborare con biblioteche e università ci piace e vorremmo farlo. Abbiamo il problema che le richieste iniziano ad essere tante (tanto da farci pensare ad un progetto nazionale, ma anche qui ci dovrebbe essere un coordinatore (pagato) che si smazzi l'organizzazione del tutto... è un mondo difficile :-) (A me l'idea di unire il mondo delle biblioteche con il mondo dell'università piace molto, e nell'ambito del possibile mi offro per qualche docenza (lavoro e altri impegni permettendo). Se poi facciamo qualcosa su biblioteche, università e open access sono ancora più contento.)
Detto questo, chiedete e vi sarà risposto (e con ogni probabilità, inoltrato ai soci WMI). Abbiamo soci in tutta Italia e ascoltiamo volentieri ogni progetto. Voi preparatevi a sentire qualche no :-)
Aubrey
2013/6/24 Carla Colombati c.colombati@gmail.com
Buonasera,
a proposito di formazione.... proprio in questi giorni stavo pensando di proporre all'interno dell'Università degli studi di Teramo, in particolare per la Facoltà di Scienze della Comunicazione, dei corsi di formazione rivolti agli studenti + al personale docente (in particolare ai dottoranti e ricercatori) ed amministrativo ed avrei voluto coinvolgere le vostre professionalità... Questa proposta giunge in un momento propizio. Parlavo con un rappresentanti degli studenti per capire le disponibilità degli studenti in merito ad una sessione di 2 giorni intensiva, la sua esperienza è negativa per i workshop.
Sarei molto contenta di portare diversi di voi nel mio Ateneo ed offrire la formazione di cui si parla, wikipedia + alfabetizzazione.
Sul discorso della gratuità o meno, l'ideale sarebbe quello di quantificare i costi per offrire un piano dettagliato. Sarei veramente contenta se riusciste a proporre 2 giorni di formazione sia in loco, da realizzare ad UNITE, sia altrove, da esportare poi in altri luoghi, come a Teramo. In quanti al frazionare la formazione in giornate diverse, forse sarebbe dispersivo per chi si dovrebbe spostare da una regione diversa, più utile, forse per eventuali studenti universitari o lavoratori presenti in loco.
Spero che queste idee vengano realizzate Saluti Carla
Carla Colombati 12/A, V.le dello Splendore I-64021 Giulianova Mob.: +39 392 7848408 E-mail: c.colombati@gmail.com
Il giorno 24 giugno 2013 16:58, Andrea Marchitelli < marchitelli@gmail.com> ha scritto:
Ciao,
mi interessa riprendere il tema dei
laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini [Gentilini]
Si parlava anche di universita'.
Mi piacerebbe capire se secondo voi ci sia spazio -e quale- per fare questo genere di attivita' anche nell'AIB (Lazio). Sto pensando a due modalita' diverse, che possono essere proposte sia in modalita' complementare che alternativa. Incontri brevi, un pomeriggio (3 ore circa), erogati gratuitamente e destinati agli associati (magari finalizzati a creare collaborazioni per GLAM o per progetti specifici) e corsi di un giorno o due, a pagamento, che insegnino ai corsisti come utilizzare wikipedia nel corso della loro attivita' ordinaria (e quindi, eventualmente, anche a come crescere in questa competenza per organizzare poi laboratori per gli utenti).
Mi interessa capire se a vostro avviso la cosa potrebbe avere un certo interesse e seguito, perche' le risorse sono poche e non vanno sprecate, e quali temi potrebbero essere di maggiore interesse. Se valesse la pena potremmo anche fare un esperimento autunnale...
Andrea _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Con l'AIB Toscana (Anna Maria Tammaro) stiamo organizzando 4 incontri misti bibliotecari/utenti (luglio e settembre). Lei lo vede con l'obiettivo di create un gruppo aggregato sul progetto di creazione di voci su biblioteche e biblioteconomia io ci ho aggiunto il territorio. Vediamo cosa ne viene fuori. Susanna
Susanna Giaccai invio da cellulare Il giorno 25/giu/2013 08:59, "Virginia Gentilini" < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
aggiungo la mia piccola riflessione, il cui punto di vista sta nell'avere visto alcuni lati della faccenda (ho una mini-esperienza di corsi in biblioteca per gli utenti, e un'esperienza più rilevante come docente nei corsi AIB)
2 scenari:
1 scenario: mondo ideale. Wikimedia e i wikipediani (possono essere entità distinte) collaborano su tutti i fronti possibili con le biblioteche. Si organizzano iniziative in tutta Italia e si sfrutta ogni possibilità di collaborazione. I corsi per gli utenti finali sono uno degli oggetti possibili di intervento, magari tenuti dai bibliotecari stessi opportunamente formati
2 scenario: mondo reale. Come vi ha già detto Aubrey, il mondo dei volontari è grande nell'animo ma piccolo nei fatti, e complesso. Il mondo dei bibliotecari è composto da persone che vengono mandate ai corsi di formazione coattivamente da un'amministrazione che in questo modo ottempera ad un dovere normativo. L'efficacia media della formazione è difficilmente calcolabile. La mia impressione soggettiva è che sia pesantemente ostacolata dalla reale composizione della categoria professionale (una minima parte dei bibliotecari sono persone che hanno una formazione da bibliotecari o persino che hanno superato un concorso da bibliotecari). Gli utenti delle biblioteche, al contrario, "sceglierebbero" di partecipare a un corso o a un laboratorio. Niente garantisce l'equivalenza partecipo al corso = divento wikipediano, ma la differenza c'è
scegliete il vostro scenario preferito e ditemi in che modo sarebbe meglio mettere a frutto le poche forze disponibili che abbiamo. Il mio timore è che possa esserci un po' di biblio-autoreferenzialità in questo avvicinamento fra i 2 mondi: avviciniamo le biblioteche a wiki diventa avviciniamo i bibliotecari a wiki. Ma i bibliotecari sono solo un tramite, e quelli per cui si lavora sono gli utenti finali
solo una lancia spezzata a favore di AIB: trovo comunque molto positivo che si interessi di coniugare la sua funzione istituzionale di ente organizzatore di formazione in questa direzione. Ed è probabilmente molto vero che molte delle pecche che possiamo vedere al suo interno derivano dalla mancanza di forze che colpisce tutte le associazioni. Tempo fa Stefano mi chiese di collaborare con lui. Gli risposi di no perché volevo invece avvicinarmi al mondo di... Wikipedia. Ed ora eccoci qua :-)
virginia
2013/6/25 giaccai@gmail.com
Io ritengo che l'anima di Wikipedia sia il piacere di condividere quello che si sa. Naturalmente questo piacere non lo si diffonde con la bacchetta magica ma occorre seminare molto per raccogliere qualcosa. Nelle biblioteche una strategia può' essere quella di insegnate la tecnica di scrittura e poi coinvolgere i bibliotecari a far conoscere gli aspetti importanti della propria biblioteca o rete bibliotecaria (fondi e servizi) o del proprio territorio solleticando quindi la tradizione dei fondi storici e quella della Sezione locale; si puo' anche puntare alle attività' con le scuole inserendo la redazione di voci connesse a certe attività' didattiche. Nell'Università' Andrea Zanni ha verificato l' incremento dell'utenza delle risorse digitali di cui sia stata redatta una voce. Personalmente ho fatto corsi brevi di 3/4 ore con una replica la settimana successiva per dare il tempo di fare qualche prova da soli, soffermandomi solo su alcuni aspetti: tecniche di redazione, cenni sulle discussioni e cercando di far capire come trovare gli aiuti cosa che ritengo fra le più' complicate in Wikipedia dove le pagine Aiuto sono centinaia ma non e' facile trovarle quando servono. Susanna
Susanna Giaccai invio da cellulare Il giorno 25/giu/2013 01:00, "Andrea Zanni" zanni.andrea84@gmail.com ha scritto:
Provo a rispondere un po' alla questione corsi e docenze.
La questione è complessa: noi questi corsi li facciamo, li abbiamo sempre fatti, sia di un pomeriggio che di due giorni che di più giornate. Ovviamente, il problema non è la volontà (nè direi la competenza), ma i soldi e le persone.
La cosa più difficile dunque è trovare le disponibilità fra i (pochi) soci di Wikimedia Italia che sono disposti a fare questo tipo di attività. La disponibilità dipende da ognuno, e a volte è "incentivata" dai soldi a volte ne è respinta.
Come associazione di volontari Wikimedia Italia ha come politica quella di non pagare i soci (neanche un gettone di presenza, solo rimborsi). I soci sono stati pagati occasionalmente nell'ambito di progetti in cui era previsto un corso più strutturato, e soprattutto era all'interno di un progetto esterno che quindi pagava docenti che Wikimedia Italia aveva suggerito/informato/procurato. So che la differenza è sottile, ma per noi è assolutamente importante non "inquinare" l'attività di volontariato con i soldi (tutti gli studi scientifici infatti dicono che i soldi disincentivano l'attività volontaria, ed è per questo che anche Wikipedia tende a girarne alla larga).
Spiegone forse non necessario ma per me utile a raccontare anche a questa lista una questione importante. Non è detto che volontari wikipediani ci siano a prescindere, per corsi o docenze, sia che ci siano i soldi sia che no :-) Ovviamente, collaborare con biblioteche e università ci piace e vorremmo farlo. Abbiamo il problema che le richieste iniziano ad essere tante (tanto da farci pensare ad un progetto nazionale, ma anche qui ci dovrebbe essere un coordinatore (pagato) che si smazzi l'organizzazione del tutto... è un mondo difficile :-) (A me l'idea di unire il mondo delle biblioteche con il mondo dell'università piace molto, e nell'ambito del possibile mi offro per qualche docenza (lavoro e altri impegni permettendo). Se poi facciamo qualcosa su biblioteche, università e open access sono ancora più contento.)
Detto questo, chiedete e vi sarà risposto (e con ogni probabilità, inoltrato ai soci WMI). Abbiamo soci in tutta Italia e ascoltiamo volentieri ogni progetto. Voi preparatevi a sentire qualche no :-)
Aubrey
2013/6/24 Carla Colombati c.colombati@gmail.com
Buonasera,
a proposito di formazione.... proprio in questi giorni stavo pensando di proporre all'interno dell'Università degli studi di Teramo, in particolare per la Facoltà di Scienze della Comunicazione, dei corsi di formazione rivolti agli studenti + al personale docente (in particolare ai dottoranti e ricercatori) ed amministrativo ed avrei voluto coinvolgere le vostre professionalità... Questa proposta giunge in un momento propizio. Parlavo con un rappresentanti degli studenti per capire le disponibilità degli studenti in merito ad una sessione di 2 giorni intensiva, la sua esperienza è negativa per i workshop.
Sarei molto contenta di portare diversi di voi nel mio Ateneo ed offrire la formazione di cui si parla, wikipedia + alfabetizzazione.
Sul discorso della gratuità o meno, l'ideale sarebbe quello di quantificare i costi per offrire un piano dettagliato. Sarei veramente contenta se riusciste a proporre 2 giorni di formazione sia in loco, da realizzare ad UNITE, sia altrove, da esportare poi in altri luoghi, come a Teramo. In quanti al frazionare la formazione in giornate diverse, forse sarebbe dispersivo per chi si dovrebbe spostare da una regione diversa, più utile, forse per eventuali studenti universitari o lavoratori presenti in loco.
Spero che queste idee vengano realizzate Saluti Carla
Carla Colombati 12/A, V.le dello Splendore I-64021 Giulianova Mob.: +39 392 7848408 E-mail: c.colombati@gmail.com
Il giorno 24 giugno 2013 16:58, Andrea Marchitelli < marchitelli@gmail.com> ha scritto:
Ciao,
mi interessa riprendere il tema dei
laboratori di alfabetizzazione per gli utenti. Personalmente credo che laboratori di questo tipo nelle biblioteche pubbliche siano uno dei più bei regali che si possano fare ai cittadini [Gentilini]
Si parlava anche di universita'.
Mi piacerebbe capire se secondo voi ci sia spazio -e quale- per fare questo genere di attivita' anche nell'AIB (Lazio). Sto pensando a due modalita' diverse, che possono essere proposte sia in modalita' complementare che alternativa. Incontri brevi, un pomeriggio (3 ore circa), erogati gratuitamente e destinati agli associati (magari finalizzati a creare collaborazioni per GLAM o per progetti specifici) e corsi di un giorno o due, a pagamento, che insegnino ai corsisti come utilizzare wikipedia nel corso della loro attivita' ordinaria (e quindi, eventualmente, anche a come crescere in questa competenza per organizzare poi laboratori per gli utenti).
Mi interessa capire se a vostro avviso la cosa potrebbe avere un certo interesse e seguito, perche' le risorse sono poche e non vanno sprecate, e quali temi potrebbero essere di maggiore interesse. Se valesse la pena potremmo anche fare un esperimento autunnale...
Andrea _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Le riflessioni di Virginia sono interessanti: c'e' un ideale e c'e' una realta'. Dobbiamo tenere conto di questa, perche' e' quello che rischia di far andare a rotoli i progetti, ma dobbiamo anche continuare a immaginare grandi (cioe' alti, ma anche a lungo termine) obiettivi, da raggiungere per approssimazioni successive...
Quindi l'idea che le biblioteche diventino un punto, nel mondo analogico, di formazione e avvicinamento a wikipedia (di cui esistono gia' punti di presenza forti in rete) potrebbe a lungo termine funzionare, anche perche' come diceva qualcuno a Roma (forse Luca?) "noi (wikipedia) abbiamo gli utenti". Le biblioteche invece hanno la struttura fisica, sono un luogo.
E allora forse, siamo nello scenario ideale di Virginia, un corso per formatori (che poi si diano la mission di creare momenti di incontro/formazione/addestramento) potrebbe essere quello che l'AIB offre: fare formazione ai propri associati (i bibliotecari) perche' il servizio che essi rendono alla comunita' sia migliore e piu' ricco.
andrea
"Le biblioteche invece hanno la struttura fisica, sono un luogo."
Io specifichei che sono "anche" un luogo, non sono solo un "struttura fisica": un tempo magari lo erano, oggi non più.
Carlo Favale Università degli Studi di Trento - Sistema bibliotecario di Ateneo mailto:carlo.favale@unitn.it
"Homo sine pecunia, imago mortis"" (Regimen sanitatis salernitanum)
Prima di stampare questa pagina consideratene, per favore, l'impatto ambientale
Il 25 giugno 2013 08:59, Virginia Gentilini virginia.gentilini@gmail.com ha scritto: [...]
scegliete il vostro scenario preferito e ditemi in che modo sarebbe meglio mettere a frutto le poche forze disponibili che abbiamo. Il mio timore è che possa esserci un po' di biblio-autoreferenzialità in questo avvicinamento fra i 2 mondi: avviciniamo le biblioteche a wiki diventa avviciniamo i bibliotecari a wiki. Ma i bibliotecari sono solo un tramite, e quelli per cui si lavora sono gli utenti finali
[...]
Già il fatto di saldare questi due fronti e collaborare fra noi, magari in forme "silenziose" o non del tutto visibili all'utente finale, mi sembra un bel passo in avanti, in ogni modo. Insomma, possiamo fare poco, ma possiamo fare bene. :)
bibliotecari@liste.wikimedia.it