-----Messaggio originale----- Da: Bibliotecari [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] Per conto di raffaele messuti Inviato: martedì 31 maggio 2016 10:19 A: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Oggetto: Re: [Bibliotecari] BNI open access
quale e' la funzione e il caso d'uso principale della BNI? la usano i bibliotecari catalogatori, gli editori, i ricercatori?
Non è che abbia fatto studi scientifici sull'argomento, ma ho l'impressione che la usino soprattutto alcuni catalogatori, mentre altri hanno smesso di usarla sia per il costo dell'abbonamento sia perché i dati vengono inseriti anche in SBN.
L'utilità di usare direttamente la BNI invece di SBN sta nel fatto che ogni pubblicazione compare esattamente una volta, quindi non ci sono dati duplicati e confusi come può succedere in SBN, e generalmente è catalogata molto bene, anche se conoscevo un bibliotecario uno dei cui divertimenti preferiti era trovare gli errori di catalogazione nella BNI, e diceva: "Non per criticare, ma guardi può qui ..."; di solito aveva ragione, ma erano imperfezioni minime o solo modi diversi di applicare le regole. Inoltre già dalle prime edizioni su CD-ROM degli anni '90 si poteva fare lo scarico in Unimarc.
Secondo me comunque il costo dell'abbonamento non compensava i vantaggi.
Io piuttosto avrei delle riserve sulle politiche catalografiche "minimalistiche" spesso adottate dalla BNI, che tendeva a evitare di inserire molti dati non obbligatori, soprattutto legami titoli e autori. Ho dato un'occhiata a uno degli ultimi fascicoli, e forse qualcosa sta cambiando: ad esempio, il record BNI 2015-2189 contiene un legame all'ente autore che probabilmente un tempo non sarebbe stato fatto.
Per contro, ho notato con stupore che non viene creato il titolo uniforme per le edizioni in lingua originale, soluzione contraria alle REICAT, ammessa in SBN per motivi pratici di applicazione graduale delle nuove regole (circolare ICCU del febbraio 2010, http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/circolare_reicat_...) ma che uno non si aspetterebbe di vedere applicata in una bibliografia nazionale. Se a qualcuno interessa questo argomento, può leggere le considerazioni che ho scritto qui: https://pololig.wordpress.com/2010/03/02/titolo-uniforme-nelle-edizioni-in-l... e qui https://pololig.wordpress.com/2012/02/23/titoli-uniformi-nella-circolare-icc....
ma la vera domanda: e' veramente utile avere questi dati in pdf?
Che siano in PDF va anche bene, quello che è poco utile è che siano solo in PDF (o anche direttamente come pagina web, ad esempio http://bni.bncf.firenze.sbn.it/bniweb/bni_classe_v.jsp?serie=A&vers=Defi..., di contenuto testuale del tutto equivalente al PDF).
Strano anche che non ci sia un vero e proprio motore di ricerca, ma solo degli indici. Sarebbe facile fare dell'ironia e ipotizzare che abbiano voluto ricreare l'esperienza vintage della BNI cartacea, ma può darsi benissimo che semplicemente non abbiano i soldi per realizzarlo.
Mi sembra più difficile capire perché i dati non siano stati resi disponibili in qualche formato idoneo all'elaborazione, che ovviamente deve esistere, visto che non vengono certamente prodotti sotto forma di testo.
E poi: non ho trovato da nessuna parte l'indicazione della licenza d'uso, forse sono io che non l'ho trovata?
Beppe