Forse dovrei cambiare l'email in una personale, ma come si fa? Ciao Susanna, sono Francesca Santarelli:)
Terrò aggiornata la lista sì, e vi cerco aggiornamento io stessa. Aspetto di vedere che mi risponderà Pierfranco e gli altri:)
Francesca
Tropico del Libro / Open Culture Atlas
*❰ *Vota per noi a CheFare!http://www.che-fare.com/progetti-approvati/open-culture-atlas/* ❱*
T. Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | newsletterhttp://tropicodellibro.us2.list-manage.com/subscribe?u=81761deeb9f866695db4d9369&id=06c753ebbf| tweet http://twitter.com/tropicodellibro | posthttp://www.facebook.com/tropicodellibro | immagini http://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografiahttp://www.anobii.com/tropicodellibro/books | video http://www.youtube.com/user/tropicodellibro | presentazionihttps://speakerdeck.com/tropicodellibro O. Open Culture Atlas http://opencultureatlas.tropicodellibro.it/ | tweethttps://twitter.com/opencultureat| post https://www.facebook.com/opencultureatlas https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 25 febbraio 2014 17:09, giaccai@gmail.com ha scritto:
Ciao Tropico del Libro (non mi ricordo il tuo nome)
mi pare che le tue proposte siano interessanti soprattutto perché esprimono una esigenza sentita. Credo anche con il livello di semplicità e pervasività che le tecnologie social hanno raggiunto non dovrebbe essere difficile riuscire ad avere qualche risultato accettabile.
Sono curiosa di quello cui state pensando; facci sapere via via.
Ciao Susanna
.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-. *Susanna Giaccai* Firenze
Il giorno 25 febbraio 2014 15:40, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Giusto, c'è bisogno che dica perché mi faccio queste domande.
Prima il motivo per cui mi trovo qui. Amo una certa idea di biblioteca che non ho mai trovato espressa in nessuno dei posti in cui mi sono trovata a vivere. Ho poi riscontrato la percezione forte di questa assenza in molti lettori di Tropico del Libro con cui ho avuto modo di interagire. Voorei la democrazia partecipativa, anche in biblioteca. Penso che le biblioteche di pubblica lettura dovrebbero essere gestite come un bene comune (non strillato, ma reale), ovvero i cittadini dovrebbero poter partecipare della vita della biblioteca, come fosse un'associazione. I cittadini dovrebbero poter co-progettare la propria biblioteca insieme ai bibliotecari, a partire naturalmente da alcune linee guida, concertate a livello regionale e coordinata a livello nazionale da bibliotecari competenti scelti tra quelli che hanno ottenuto più risultati in termini di coinvolgimento alla lettura dei cittadini (sia attraverso teorizzazioni che azioni).
Solo responsabilizzando le persone queste riescono a sentire come proprio un bene.
Per lavorare in tal senso, come Open Culture Atlas abbiamo offerto il nostro contributo allo sviluppo di un'idea non nostra, Social Book, una biblioteca "diffusa" e partecipata. Per non annoiare gli altri rimando chi vuole approfondire al linkhttp://tropicodellibro.it/notizie/social-book-come-nasce-una-biblioteca-diffusa/.
Dopo l'entusiasmo iniziale, studiando l'idea (di Giancarlo Briguglia), abbiamo capito che ancora non è un progetto, ma un *effetto* desiderato, che stiamo anche meglio definendo, ma in poche parole consisterebbe nel fatto: che le biblioteche personali si mettano l'una a disposizione dell'altra attraverso una rete di trovabilità online (un "OPAc") basata sulla prossimità e attraverso le occasioni di incontro fisico date dallo scambio di libri e di conoscenza sotto varie forme -- questo a partire anche dalla ricerca di collaborazione con sistemi bibliotecari -- di riflette infatti sulle possibilità che questo OPAc delle biblioteche personali possa essere annesso ai siti delle rispettive biblioteche di quartiere, allargandone così la portata, sia in termini di libri offerti che di attenzione dei possibili utenti.
Perdotate l'approssimazione, ma è tanto per cominciare a capirci. Ancora molto studio su questo deve essere fatto, e di sicuro noi non abbiamo tutte le competenze e le energie per sviluppare questa cosa da soli.
Oltre allo studio più nel dettaglio dei social network a là LT*, per capire anche le potenzialità di espansione che hanno nell'ambito che vorremmo coprire con Social Book, voglio anche iniziare a capire a che punto è la progettazione condivisa Wikimedia/OSM-biblioteche, perché non vorremmo che Atlas si sovrapponesse, ma al contrario diventasse pian piano partner di questi progetti collettivi con cui condivide ben più che una cartografia. Ancora però devo trovare il tempo per capire come.
f
- Mi interesso a quei servizi di LibraryThing (Pierfranco sai che costa
molto?) con il solo obiettivo dello studio dello stato dell'arte. Sarebbe interessante sapere quante biblioteche all'estero usano quel servizio a pagamento di LT, e andare a controllare nei rispettivi siti se funziona bene.
Tropico del Libro / Open Culture Atlas
*❰ *Vota per noi a CheFare!http://www.che-fare.com/progetti-approvati/open-culture-atlas/* ❱*
T. Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | newsletterhttp://tropicodellibro.us2.list-manage.com/subscribe?u=81761deeb9f866695db4d9369&id=06c753ebbf| tweet http://twitter.com/tropicodellibro | posthttp://www.facebook.com/tropicodellibro | immagini http://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografiahttp://www.anobii.com/tropicodellibro/books | video http://www.youtube.com/user/tropicodellibro | presentazionihttps://speakerdeck.com/tropicodellibro O. Open Culture Atlas http://opencultureatlas.tropicodellibro.it/ | tweet https://twitter.com/opencultureat | post https://www.facebook.com/opencultureatlas https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 25 febbraio 2014 11:46, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Francesca,
ti riferisci in effetti a una funzione che offre solo LibraryThing ed è a pagamento. Perché in Italia non è usata? Semplice: perché la base dati di LibraryThing è piena soprattutto di termini inglesi a vausa del fatto che è usata soprattutto da persone di lingua inglese. Quindi non avrebbe senso arricchire un opac italiano con quelle funzioni. Oltre allo scoglio linguistico, dal punto di vista degli strumenti di ricerca che cosa dà l'integrazione di Library Thing? Il tag dell'utente, quello che si intendeva coin il termine folksonomy: un termine impreciso, soggettivo, ridondante, incorente. Non è una gran cosa.
Ma a parte queste considerazioni, se vogliamo porci il problema di arricchire il record del catalogo PER AIUTARE L'UTENTE, esistono altre modalità per arricchire il record degli opac, molto più efficaci.
Per esempio esiste da tempo un servizio professionale per arricchire il record, come è il caso di Syndetics: banca dati di indiic, sommari e copertine. Nell'ultima versione, SyndeticsICE, se combinata con un Discovery tool come Primo o Summon qui materiali arricchiscono fisicamente il record con indici e abstract.
Poi ricordiamoci che negli Stati Uniti i catalogatori nelle biblioteche pubbliche fanno un utilissimo lavoro di "soggettazione" della narrativa. Risponde a questo tipo di richieste dei lettori: per es. voglio un romanzo ambientato in un certto luogo o che tratta una certa cosa. Nei cataloghi questi "soggetti" (chiamiamoli così) sono anche navigabili. È un lavoro che fanno i bibliotecari e ha il vantaggio della coerenza dei termini controllati. Purtroppo in Italia se ne è parlato un poco, ma non si fa (se vuoi c'è una persona che se ne intende e puoi approfondire). Ma questo è per dire: a ognuno il suo lavoro, altrimenti a che cosa servono i bibliotecari? Questione da non sottovalutare: la professionalità è da buttare o hè ancora utile? Se l'utente generico si sostituisce, che benefici concreti ne abbiamo? In conclusione: che cosa ti proponi Francesca nella tua ricerca? Trovare esempi di "vetrine" per le attività degli utenti o trovare esempi di benefici reali (che però magari non sono "realizzati" dagli utenti?) Le domande da farsi sono:
- quale è il beneficio reale, dimostrabile, di quella funzione di
Librarry Thing a cui ti riferisci?
- che obiettivo ci diamo? vogliamo mettere la professionalità al
servizio dell'utente per aiutarlo davvero oppure vogliamo aiutare l'utente a sfogare la sua voglia di protagonismo anche nel catalogo, ma senza produrre benefici reali per la comunità, solo consentire quello strano appagamento individuale che darebbe il fatto di poter fare cose come (su Anobii) assegnare un voto basso alla Repubblica di Platone e così il lettore soddisfa il ego? Sono questioni a cui vale la pena pensare molto seriamente.
Pierfranco
Il giorno 25 febbraio 2014 11:04, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ma quello a cui mi riferisco non è la possibilità di caricare collezioni
su un sito esterno, ma i servizi dedicati alle biblioteche (che non mi risulta GoodReads abbia), come il servizio di integrazione (lo chiamano "enhancement") dell'opac delle biblioteche. Per quello che ho potuto leggere un social-opac potenziato in cui tra l'altro le recensioni dei libri (e la relativa community credo) è in comune (o può essere messo in comune?) con altre biblioteche - cosa che mi pare il grado zero che dovrebbe avere qualsiasi "social-opac" e che invece in Italia non accade (sempre a quanto mi risulta). Maggiori informazioni qui: http://www.librarything.com/forlibraries/handout/LTFL_NELA13.pdf
Tropico del Libro / Open Culture Atlas
*❰ *Vota per noi a CheFare!http://www.che-fare.com/progetti-approvati/open-culture-atlas/* ❱*
T. Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | newsletterhttp://tropicodellibro.us2.list-manage.com/subscribe?u=81761deeb9f866695db4d9369&id=06c753ebbf| tweet http://twitter.com/tropicodellibro | posthttp://www.facebook.com/tropicodellibro | immagini http://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografiahttp://www.anobii.com/tropicodellibro/books | video http://www.youtube.com/user/tropicodellibro | presentazionihttps://speakerdeck.com/tropicodellibro O. Open Culture Atlas http://opencultureatlas.tropicodellibro.it/ | tweet https://twitter.com/opencultureat | post https://www.facebook.com/opencultureatlas https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 24 febbraio 2014 23:11, Andrea Zanni < zanni.andrea84@gmail.com> ha scritto:
Uno dei motivi storici è che LT era (è) a pagamento sopra i 200 libri. E poi era molto più "bibliotecaria" e meno social. Credo che adesso Goodreads mangi in testa ad entrambi.
andrea
2014-02-24 18:15 GMT+01:00 Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com>:
Stando a Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/LibraryThingl%27Universit%C3%A0 Ca' Foscari avrebbe a inserito il posseduto delle proprie
biblioteche in LibrayThing.
Ma apparentemente solo una biblioteca di Ca' Foscari è "member" di LibrayThing come si vede da questa query: http://www.librarything.com/search.php?search=University+of+Venice&searc...
Vedi il catalogo della biblioteca inserito qui su LibrayThing: http://www.librarything.com/catalog/LanguageSciencesLIB E la pagina del profilo della biblioteca qui: http://www.librarything.com/profile/LanguageSciencesLIB
Sembra però che le biblioteche che fanno capo a Lingue abbiano inserito libri anche su Anobii: non è chiaro il motivo del doppio inserimento. (mia ipotesi: forse hanno scoperto che in Italia Anobii è molto, molto più popolare di LibrayThing per ragioni che non ho mai capito. Non so se c'è stato un ritardo di localizzazione italiana per LibraryThing che spieghrebbe la maggior popolarità di Anobii. A me LibraryThing, che molto, molto più usata in USA, è sempre parsa più raffinata sotto diversi punti di vista. Famoso l'attacco di fine 2012 della filosofa Nicla Vassallo ad Anobii dalle pagine de Il Venerdì di Repubblica. Causa il tono usato e l'analisi semplicistica è stata oggetto di molte battute come si legge qui: http://foglianuova.wordpress.com/2012/12/08/nicla-vassallo-alla-larga-dagli-...
Comunque qui la pagina delle biblioteche di Lingue di Ca' Foscari con qualche spiegazione: http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=147837
E qui i rispettivi cataloghi su Anobii: http://www.anobii.com/015d3857ffd3fb1bed/books
http://www.anobii.com/015de6d545cf43422d/books
http://www.anobii.com/dipasia/books
http://www.anobii.com/01593bc5cb0e1c103e/books
Pierfranco
Il giorno 24 febbraio 2014 17:21, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
> Ciao, che sappiate i prodotti > https://www.librarything.com/forlibraries li usa qualche biblioteca > in Italia (non so neanche se esista la localizzazione)? > > Francesca > > _______________________________________________ > Bibliotecari mailing list > Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it > Configurazione utente: > http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari >
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari