Pavoletti Giuseppe Carlo, 03/05/2016 09:29:
Inoltre, siccome la normativa italiana non prevede la possibilità di mettere volontariamente un'opera nel pubblico dominio, le pubbliche amministrazioni non potrebbero farlo neppure volendo.
Questo mi sembra un non sequitur. Una formulazione equilibrata delle premesse normative e possibili miglioramenti si può trovare in http://www.communia-association.org/wp-content/uploads/2012/12/Communia-Posi...
Ovviamente quello che possono fare è utilizzare le licenze più libere possibili, e anche adottare le interpretazioni meno restrittive - purché fondate - quando producono qualcosa per cui ci sia il dubbio se sia o no coperto da diritti.
Di fatto è la stessa cosa. La CC-0 dice che il detentore dei diritti rinuncia a tutto ciò cui la legge consente di rinunciare, e per quello che resta applica una licenza permissiva. https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/deed.it
La conclusione quindi è la solita: evitare formulazioni casalinghe sul copyright, applicare sempre un contratto standard; consigliamo CC-0 per diritti connessi e dati, CC-BY-SA per diritto d'autore propriamente detto su testi, immagini ecc. CC-0 è uno strumento indispensabile in Europa per rendere effettivamente utilizzabili i metadati e API prodotti con tanta fatica (per esempio Europeana lo raccomanda o richiede alle istituzioni partecipanti).
Nemo