Di questo discorso l'aspetto che sarebbe veramente innovativo in Italia sarebbe la possibilità di fare ricerche anche nelle piattaforme di e-books sottoscritte dalla biblioteca. Questa è una cosa che avviene già nel caso delle biblioteche universitarie, mentre nel caso delle biblioteche pubbliche in Italia è molto poco diffusa. C'è chi (Data Management) integra già i metadati in un servizio apposito e quindi integra tutto, libri cartacei ed e-books, in un catalogo unificato. Ma c'è un'altra possibile soluzione annunciata da Blasi un anno fa e che servirebbe a chi ha la piattaforma MLOL e basata su OAI-PMH. In USA per i next generation opac basati su VuFind sono già funzionanti servizi di ricerca integrata con la piattaforma di e-books OverDrive perché quel fornitore ha creato il servizio (anzi diversi servizi). In Italia siamo mostruosamente indietro e la soluzione basata su widgets è spesso terribile. Di questo sarebbe importante e innovativo parlare: perché le biblioteche pubbliche italiane perdono l'occasione di promuovere meglio i loro e-books costringendo a fare ricerche doppie? Il resto a cui si riferisce quella pagina web, cioè copertine, recensioni, ormai è acqua fresca (per così dire).
Però dite voi: mi riferisco alle ditte. Spiegate, chiarite. Dite che il widget è una soluzione del tutto inadeguata. È inutile non riconoscerlo. Dite cosa pensate e cosa vorreste.
Pierfranco
Il giorno 28 marzo 2014 13:49, francesca santarelli < sant.francesca@gmail.com> ha scritto:
Ciao, mi segnalereste per favore qualche esempio in azione di "opac ibrido" come definito qui? http://www.mediatechgroup.it/index.php/mediatech-new-media/opac-ibrido
Buon venerdì, f
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