Premettendo che credo non sia questa la sede adatta per disquisizioni catalografiche (alle quali, probabilmente, la maggior parte di chi legge non e' molto interessato), sono punti diversi, a mio parere, il facilitare l'apertura e il riuso dei dati e il mettere in discussione regole di catalogazione non allineate alle scelte estere. Oltre alle qualificazioni cronologiche ci sono molti altri casi, infatti, di differenza tra il nostro codice e quelli - anzi, quello, visto che tutti stanno "salendo sul treno" di RDA - degli altri paesi, europei e d'oltre oceano, e non sono affatto convinta che la scelta migliore consista nello schiacciare tutto sulle opzioni americane.
In ogni caso, se il nostro scopo e' quello di indurre l'ICCU verso l'apertura di tutti i tipi di dati di SBN, authority incluso, per la giornata romana del 20 e' conveniente focalizzarci su quello, senza tirare in ballo la questione delle normative catalografiche poco allineate con quelle del resto del mondo (questione di cui sentirei l'esigenza, invece, di discutere in sede e contesto "ad hoc")...
Buona domenica a tutti/e, simona
P.S. Mentre stavo inviando il messaggio mi sono accorta che Luca stava scrivendo un po' la stessa cosa... ;-)
Il giorno 02 giugno 2013 12:28, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Il giorno 02 giugno 2013 11:53, Luca Martinelli martinelliluca@gmail.comha scritto:
Il 01 giugno 2013 18:59, Simona Turbanti sturbanti@gmail.com ha scritto:
A proposito del progetto di bonifica - o forse meglio, arricchimento - dell'authority SBN mediante l'aggiunta delle date.
***cut***
Se proseguiamo con l'integrazione fra SBN e Wikidata, tramite quest'ultima potranno essere comodamente fornite le date di nascita e di morte, dal momento che la tipologia apposita è stata finalmente creata. Anche questo può essere messo sul tavolo delle trattative.
OK. Ma ricordiamoci che l'aspetto demenziale è che nel caso dei records
forniti dall'ICCU al VIAF, che sono considerati records di qualità (che in SBN hanno il livello detto AUF) per via delle informazioni che contengono e del controllo a cui sono stati sottoposti: le date ci sono già (!!!) ma non sono inserite come fanno tutti al di là delle alpi e dell'atlantico: cioè subito a seguito del nome (qualificazione) perché l'ICCU le ha inserite in un campo nota. Cosa che gli altri non fanno. E che OCLC nel creare il VIAF non considera.
E perché ha fatto così? Per mantenere fede a una vecchia norma catalografica del lontano 1979 quando si facevano schedine cartacee e secondo la quale le date si inseriscono solo in certi casi associate al nome autore.
Nel 2009 i revisori delle norme del 1979 hanno mantenuto quella norma (REICAT 15.3) che si riferiva a un contesto di catalogazione cartacea nel quale risparmiare lavoro, quindi non mettere sempre le date, poteva avere un senso pratico. È anche vero però che le nuove regole REICAT precisavano che: "È comunque opportuno registrare in un archivio di autorità tutte le informazioni utili a identificare con certezza una determinata persona".
Il punto è: come concretamente si inseriscono informazioni utili in un catalogo elettronico? Al di là delle alpi e dell'atlantico hanno dato a questa domanda una risposta uniforme. Solo l'ICCU ha dato per l'Italia una risposta diversa senza preoccuparsi di guardare al di là.
SBN è un catalogo elettronico dovrebbe interpretare il Codice di catalogazione e avere uno sguardo alla internazionalizzazione. Ma per questo particolare caso non lo ha fatto e ha mantenuto in vita regole che dipendono da un environment tanto diverso.
Quindi si torna sempre lì: a mettere in discussione l'operato dell'ICCU; le sue decisioni non più sostenibili; la sua internazionalizzazione a parole e non nei fatti; il disinteresse per il web e il riuso dei dati.
Pierfranco
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