Non sono d'accordo con quello che scrivi Simona.
Tu partecipi da poco alla lista e se non hai consultato gli archivi a partire dal marzo di quest'anno non ti sarai forse resa conto che tutta la discussione è partita dai problemi che ruotano intorno a un progetto molto concreto: il fatto che Wikipedia Italia ha iniziato a fare quello che avevano già fatto le altre Wikipedia (a partire da quella inglese, e poi anche quella tedesca e francese): vale a dire nelle voci di autori dell'identificatore VIAF che funge anche da hyperlink al record a grappolo dentro al VIAF.
I problemi emersi sono proprio legati a normative catalografiche non allineate e peraltro non adatte a un ambiente informatizzato. Il punto non è riconoscere che dobbiamo "allinearci": il punto è riconoscere che il trattamento informatico dei dati presuppone certe strategie, certi principi guida: inserire informazioni fondamentali in note discorsive, come fa l'ICCU, significa non aver compreso che le note discorsive sono fatte per essere lette dagli umani, ma non sono fatte per i parser automatici. Questa è la vera questione. Gli altri lo sanno e si sono preparati. L'Italia non si è posta il problema.
Questo tema è anche molto legato alla questione dei dati open perché esporre i dati liberamente significa preoccuparsi di consentirne il riuso: cosa che presuppone la messa a disposizione di dati con strutture note, prevedibili. Quindi se metti i tuoi dati a disposizione non puoi non curarti degli standard de facto e neppure delle procedure informatiche che altri costruiscono per riusare quei dati partendo dal presupposto che esistano pratiche comuni, che però una volta usate con i tuoi dati danno cattivi risultati dato che chi li ha forniti ha voluto ignorare le pratiche comuni molto diffuse. E la procedura di OCLC per la creazione del VIAF è un perfetto esempio del fatto che all'estero costruiscono procedure partendo dalla consapevolezza dell'esistenza di standard de facto che però in Italia non sono considerati da molto tempo. È un esempio e anche una metafora significativa di isolamento e disinteresse per le direzioni adottate dagli altri. Comunica un'idea di imbalsamazione delle regole (che in questo caso sono sempre quelle del 1979!). È un rigor mortis?
Quindi esiste un nodo di problemi collegati: non sono identici e totalmente sovrapposti, ma collegati sì.
Poi è anche vero che qui non si discute di normative catalografiche. Ma il nesso esiste. E se su questa lista non si spiegavano queste cose, chi non è bibliotecario ma ha cuore Wikipedia non avrebbe compreso le cause dei problemi e insieme il significato che assumono come sintomi di problemi ben più vasti legati a immobilismo e conservatorismo.
ciao
Pierfranco Minsenti